Chi è che provoca tanti danni all’ambiente? Una fabbrica fuori norma? Un vecchio Tir senza bollino verde? Uno speculatore spregiudicato? Niente di tutto questo. Per consumare tante risorse e produrre tanti rifiuti basta un bambino di tre anni. O, meglio, i suoi pannolini. Dalla nascita al traguardo del vasino, ogni bambino consuma circa 6.000 pannolini, più o meno cinque ogni giorno. Per smaltire ciascuno di essi sono necessari almeno cinquecento anni, cioè una ventina di generazioni.
E, visto che siamo in un periodo di dibattito sull’impatto ambientale del nostro stile di vita, sui cambiamenti climatici e sul possibile esaurimento delle risorse del pianeta, non dobbiamo dimenticarci che il mondo sarà loro: dei bambini che non hanno ancora raggiunto il vasino e delle generazioni future. Se lo devono essere chiesti anche gli amministratori di alcuni Comuni particolarmente sensibili ai temi ambientali, che da qualche tempo a questa parte hanno cominciato a incentivare l’uso dei pannolini lavabili.

Il peso ecologico del "usa e getta"
Nei primi 3 anni di vita di un bambino, una delle attività che facciamo più spesso senza neanche rendercene conto, è il cambio pannolino, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino/a (prima dello svezzamento). Nelle prime settimane di vita di un bambino i genitori lo cambiano circa 8/10 volte al giorno, nei mesi successivi 6 e da svezzato 4 / 5. Se moltiplichiamo questi numeri per i giorni dell’anno per circa 3 anni (tempo medio in cui un bambino indossa un pannolino), avremmo circa 6.000 pannolini utilizzati per bambino.
Impilandoli raggiungeremmo l’altezza di un grattacielo di 20 piani. Allargando l’orizzonte nell’Unione Europea si producono circa 25 miliardi di pannolini usa e getta l’anno coprendo, impilati, quasi 600 volte la distanza tra la terra e la luna. Un bebè nei primi suoi anni di vita produce 1 tonnellata di rifiuti, contando solo i pannolini usa e getta. Rifiuti che in discarica si biodegradano in oltre 500 anni, rilasciando sostanze inquinanti, e se inceneriti producono altrettante sostanze nocive: diossina, nanoparticelle, ceneri da smaltire e CO2.
La plastica, il cloro, il gel ultra assorbente presenti nei pannolini U&G sono inquinanti e irritanti per la pelle. Inoltre, la quantità di plastica che finisce negli oceani raggiungerà nel 2040 le 29 milioni di tonnellate all’anno. Una quantità enorme, per la quale un grande contributo arriva dai pannolini usa e getta. Vanuatu, un arcipelago dell’Oceano Pacifico, è il primo paese che sta mettendo al bando i pannolini usa e getta da quando uno studio ha evidenziato come i pannolini usa e getta rappresentino il 27% dei rifiuti solidi dell’isola.
Analisi tecnica dei materiali: cosa c'è in un pannolino?
Ma perché è necessario tutto questo utilizzo di risorse per produrre un pannolino? Il primo strato è quello a contatto con la pelle del bambino e deve dunque garantire morbidezza e sensazione di asciutto. Lo strato esterno impermeabile ha il compito di non far uscire il bagnato ed è composto da materiale plastico. Lo strato interno ha la funzione di assorbire il bagnato e non farlo fuoriuscire anche per diverse ore. Questo è possibile grazie ad un gel chimico super assorbente (SAP) come il poliacrilato di sodio, inserito nelle fibre di cellulosa, che assorbe fino a 200/300 volte il proprio peso in acqua.

I pannolini usa e getta non possono essere riciclati. Finiscono nei rifiuti indifferenziati e vengono bruciati - ma non completamente. In realtà, le sostanze chimiche presenti nei pannolini usa e getta sono difficilmente combustibili. Quello che rimane dopo la combustione dei pannolini usa e getta è cenere tossica e scoria. Questi rifiuti speciali vengono depositati in ex miniere o esportati all'estero. Nel più grande deposito di rifiuti speciali della Germania, nel 2016, i rifiuti hanno iniziato a bruciare. L'incendio è stato fermato solo murando la galleria. Si prevede che lo stesso deposito sarà pieno entro il 2060. Il piano è di chiudere la miniera e lasciare i rifiuti speciali al loro destino. Da quel momento in poi, la direzione della discarica di rifiuti speciali non ritiene più necessaria una sorveglianza.
Salute infantile e sostanze chimiche
I pannolini per bambini contengono una grossa quantità di materiali inquinanti, potenzialmente pericolosi anche per la salute dei piccoli. L'Anses ha presentato una proposta per rafforzare i controlli. Già in un rapporto del 2019, l’Anses, l’agenzia francese sulla sicurezza alimentare e ambientale, aveva sottolineato i rischi per la salute dei bambini legati alla presenza di sostanze chimiche preoccupanti nei pannolini monouso.
I produttori di pannolini lavabili sostengono che quelli di stoffa permettono alla pelle di respirare meglio, evitano il surriscaldamento dei genitali (possibile causa di sterilità nei neonati maschi) e che il fatto di non avere la pelle a continuo contatto con i gel ultrassorbenti dei pannolini usa e getta eviti lo sviluppo di dermatiti. C’è anche qualcuno che sostiene che questi ultimi pannolini, proprio per il fatto di essere ultrassorbenti, inibiscano il fastidio per lo sporco e il bagnato e quindi ritardino il passaggio al vasino.
La prospettiva del risparmio e l'efficienza dei lavabili
Per gli amministratori locali, c’è un ovvio risparmio immediato, quello sullo smaltimento dei rifiuti urbani, di cui i pannolini usa e getta costituiscono in media il 4% del volume: con i pannolini lavabili di ultima generazione, infatti, si producono otto chili di rifiuti in tre anni, cioè meno del dieci per cento di quelli dei pannolini usa e getta. E un risparmio immediato, sostengono, c’è anche per i genitori, che passano da una spesa compresa tra i 1.200 euro e i 1.800 euro l’anno (a seconda della marca) per gli usa e getta, ai circa 500 euro dei lavabili.
Luciano Lanfredi, sindaco di Acquanegra Cremonese, racconta la sua esperienza: «Ho sei figli e l’ultima arrivata ha i suoi pannolini lavabili. In questo modo abbiamo verificato che non c’è molto di più da lavorare, rispetto ai pannolini usa e getta». I pannolini lavabili devono essere lavati circa ogni tre giorni. Nel frattempo stazionano in un bidoncino, a mollo con acqua e bicarbonato. Possono essere lavati in lavatrice con gli altri panni a 50-60 °C. Quanto al ritmo delle lavatrici, «ho calcolato che ne faremo circa 200 in più, che con una lavatrice di quelle moderne (di classe A) peseranno sulla bolletta soltanto nei termini di cinquanta euro nei tre anni».
Pannolini Lavabili - Caratteristiche e come si usano #pannolinilavabili
Uno studio dell'Environment Agency ha calcolato un consumo di 53L di acqua per il lavaggio con una macchina di classe energetica A a 60°C per ciclo di lavaggio. Lavare i Judes (un modello moderno di pannolino lavabile) ogni 4 giorni per 3 anni comporta un consumo di 274 kWh di elettricità e circa 133 kg di equivalenti di CO2. Con questa scelta si risparmiano circa 420 kg di equivalenti di CO2 rispetto agli usa e getta. A proposito: il cotone cattura naturalmente il CO2.
Gestione dei miti e confronto tra cicli di vita
Una delle critiche mosse ai pannolini lavabili riguarda la quantità di acqua che viene utilizzata per il lavaggio. Anche in questo caso i numeri smentiscono le critiche: la produzione di pannolini lavabili richiede l’utilizzo di acqua sia per la coltivazione del cotone che per la produzione vera e propria, ma la prima e vera differenza è che questo utilizzo di acqua serve per produrre un bene durevole e quindi viene ammortizzato nel tempo.

I risultati dello studio delle Nazioni Unite sono inequivocabili: se i pannolini lavabili vengono lavati correttamente, con lavatrici moderne a pieno carico e asciugati all’aria aperta, hanno un impatto ambientale nettamente inferiore agli usa e getta. Lo studio sottolinea poi come mentre per i lavabili l’impatto ambientale dipende per larga parte da scelte fatte dal consumatore, per gli usa e getta il peso ecologico dipende da scelte del produttore e delle aziende di gestione dei rifiuti, lasciando al consumatore poco o nulla per minimizzare l’impronta ecologica.
Verso una cultura dell'infanzia meno consumistica
I bambini hanno bisogno di poco. I loro bisogni psico-fisici, nei primissimi anni di vita, sono soddisfatti in primo luogo dal contatto con la mamma, il papà o altre figure di riferimento. Ma non sempre questi diritti vengono riconosciuti dagli adulti, che preferiscono soffocare il mondo dell’infanzia con un consumismo inutile, frenetico ed inquinante. Partiamo dal principio, partiamo dal latte della mamma: un liquido vivo e insostituibile, gratis, pronto all’uso, a «chilometro zero».
Per l’igiene, oltre ad essere inquinanti, inutili e costosi, shampoo, salviette e cremine contengono sostanze irritanti e i continui lavaggi tolgono lo strato protettivo della cute del bebè. Per il bagnetto basta un pugno di amido di riso sciolto nell’acqua. Per idratare il culetto dopo il cambio basta un goccio di olio di mandorle o di oliva. La pubblicità propina tablet e giocattoli elettronici fin dalla più tenera età: ma questi rendono passivi i bambini, con stimoli eccessivi, e si rompono facilmente, finendo nelle discariche, con componenti difficilmente riciclabili.
Così come per i vestiti, la loro produzione è molto inquinante, sono assemblati in paesi dove la tutela dei lavoratori e dell’ambiente è molto scarsa. Il consiglio è quello di recarsi nei mercatini dell’usato, organizzare baratti, oppure recarsi nelle botteghe del commercio equo, o nei negozi ecologici. Ad ogni età si può regalare un bel libro, meglio se in carta riciclata! Ricordiamoci infine che giocare fuori è il miglior passatempo, possibilmente con giochi auto organizzati. Ma i bambini di oggi passano all’aperto meno tempo dei carcerati, spesso trasportati da un luogo chiuso (la scuola) ad altro luogo chiuso (la casa o la palestra) in un mezzo chiuso (l’auto), il tutto sotto controllo adulto. È invece importante limitare l’uso dell’auto, educando i bambini a muoversi in bici, a piedi, o con i mezzi pubblici anche autonomamente. I più piccini si possono trasportare nelle cargobike o nei carrellini traino, dove sono al coperto e riparati, oppure nel seggiolino della bici dell’adulto (dai 6 mesi circa). Anche viaggiare in treno è un’esperienza divertente per i bambini, che possono alzarsi, giocare, leggere, e i genitori possono dedicarsi ai figli con più serenità.