Il viaggio della maternità è costellato di trasformazioni profonde, e una delle più straordinarie riguarda la preparazione del seno per l'allattamento. Già dalle prime settimane di gravidanza, il corpo materno inizia un processo ingegnoso per produrre il colostro, il "liquido dorato" destinato a nutrire e proteggere il neonato nei suoi primi giorni di vita. Questo primo latte materno, ricco di anticorpi e sostanze nutritive, è un vero e proprio elisir che getta le basi per la salute e lo sviluppo del bambino. Comprendere l'evoluzione del seno, la natura del colostro, le modalità per la sua eventuale raccolta e il suo ruolo fondamentale dopo la nascita è essenziale per ogni futura mamma e per chiunque desideri approfondire questa meraviglia della natura.
La Trasformazione del Seno in Gravidanza: Un Viaggio Ormonale verso la Lattazione
Il seno in gravidanza subisce trasformazioni significative già dalle prime settimane, sotto l'effetto di ormoni determinanti come estrogeni, progesterone e prolattina. Questi cambiamenti preparano il corpo all’allattamento, determinando aumento di volume, maggiore sensibilità e modifiche di capezzoli e areole. Già dai primi giorni, o comunque durante le prime settimane e poi nel corso del primo trimestre, i dotti e gli alveoli nel seno crescono rapidamente.
Durante la gestazione, l’aumento di estrogeni stimola il sistema dei dotti a svilupparsi e specializzarsi. Contemporaneamente, il progesterone influenza l’aumento delle dimensioni degli alveoli e dei lobi del seno, che possono essere immaginati come piccoli grappoli d'uva, ciascuno contenente numerosi lobuli, le vere e proprie ghiandole addette alla produzione del latte materno. L’ormone lattogeno placentare (HPL), rilasciato dalla placenta a partire dal quarto mese, è responsabile delle modificazioni di seno, capezzolo e dell’areola, che si espandono insieme ai tessuti fibroso e adiposo di sostegno prima del parto. La conseguenza è che, per quanto riguarda l’aspetto visivo, la maggior parte delle donne osserva un aumento del seno in gravidanza.

I mutamenti al seno possono comparire già nelle prime settimane: aumento di volume, tensione, sensibilità e dolore sono frequenti nel primo trimestre. La modificazione della struttura del seno, che viene messa in atto dall'aumento ormonale, fa sì che sia più dolente e i capezzoli più sensibili. Questo sintomo solitamente si attenua dopo il primo trimestre, ma può continuare in forma più lieve fino al parto. È normale avere dolore al seno in gravidanza, anche quando il dolore può essere percepito come una fitta; queste sono sensazioni normali che non nascondono nessuna patologia, ma solamente la laboriosa messa a punto di un meccanismo perfetto.
Non è solamente il seno a cambiare, ma anche i capezzoli che diventano più grandi e più scuri; lo stesso discorso vale per le areole. Si ritiene, inoltre, che l’odore di questa sostanza prodotta sia molto simile a quello del liquido amniotico e che possa per questo guidare il neonato verso il seno, così come il colore scuro delle areole, dopo la nascita.
Cura del Seno e Attenzione ai Segnali
Anche durante la gravidanza è necessario continuare le autopalpazioni al seno e fare attenzione a cambiamenti che discostano dalla normalità. La presenza di un nodulo al seno in gravidanza può essere fisiologica in questo periodo, ma se se ne avverte la presenza anche a distanza di 15 giorni, è sempre bene controllarlo ecograficamente e sentire il parere del medico. A volte (molto raramente) si possono verificare anche in gravidanza quadri di mastite (seno arrossato, tumefatto, dolente, caldo con cute ispessita) dovuti a un mancato riassorbimento del colostro. Se si avverte un nodulo che persiste per oltre 2-3 settimane, oppure se insorgono arrossamento, gonfiore marcato, dolore intenso o modificazioni significative della pelle, è opportuno consultare il medico, che può prescrivere ecografia mammaria o altri accertamenti.
Per diminuire il dolore al seno in gravidanza è possibile utilizzare dei reggiseni senza cuciture, in tessuto morbido e privi di ferretto, per non costringere in poco spazio la pelle che si sta "espandendo". Durante la gravidanza è utile indossare reggiseni morbidi senza ferretto che non comprimano le mammelle, con spalline larghe e tessuto traspirante. È consigliabile passare a taglie leggermente più grandi mano a mano che il seno cresce. Per l’igiene quotidiana del seno è consigliabile utilizzare solo detergenti delicati e asciugarsi tamponando la pelle con l’asciugamano, senza strofinare i capezzoli per non irritarli. Ogni giorno va inoltre applicata una crema idratante ed emolliente per mantenere morbida ed elastica la pelle del seno e la mucosa di capezzoli e areole.
Cos'è il Colostro: Il "Liquido Dorato" della Vita
Il colostro è il primo latte materno, un liquido di colore bianco-giallastro, detto comunemente "primo latte" o "latte immaturo". È già presente nel seno all'inizio della gravidanza e continua a essere prodotto dalla ghiandola mammaria a partire dal secondo trimestre di gravidanza e fino al 4°-5° giorno post partum. Si differenzia dal latte materno per la densità, il colore giallastro e il fatto che si estrae e cola a gocce. Rispetto al latte materno, il colostro è meno acquoso, più denso, più ricco di proteine e sali minerali e più povero di grassi, proprio perché, costituendo il primo pasto del nascituro, deve assicurargli un apporto sufficiente di sostanze nutrienti e fortificanti, ma deve anche essere adeguato alle sue ridotte capacità digestive. Contiene meno zuccheri e grassi del latte materno, il che lo rende più facile da digerire per il neonato.
7.1 L'allattamento | Fisiologia, colostro e latte materno
Per rendersi conto di quanto il colostro sia prezioso, basta rammentare che una singola goccia contiene più di un milione di cellule anticorpali. Ricchissimo di vitamine, è caratterizzato dalla presenza di componenti che fanno partire la peristalsi intestinale, permettendo al cucciolo di lasciare andare tutte le sostanze di scarto presenti nel suo piccolo corpo. Parliamo dell’espulsione delle prime feci, scientificamente note come meconio. In quello che è un momento fondamentale per i primissimi momenti di vita del neonato, avviene anche l’espulsione della bilirubina sintetizzata in eccesso dopo il parto. In particolare, il colostro stabilizza il tasso glicemico del bebè.
Sebbene prodotto in quantità relativamente ridotte, è certamente sufficiente per la nutrizione del bambino durante i primi giorni di vita. Molte neo mamme si preoccupano quando si rendono conto che la quantità del colostro è davvero esigua. Non c’è nessun problema! Anche in questo caso, la natura è saggia e sa perfettamente cosa serve al piccolo. Essendo il suo stomaco di dimensioni ridotte, non c’è bisogno di una grande quantità di nutrimento. La situazione appena citata spiega il calo fisiologico di peso nel primo giorno dopo la nascita. Nei giorni che seguono, il piccolo troverà nel colostro tutto quello che gli è necessario per nutrirsi al meglio. È importante, quindi, sottolineare che la quantità di latte non rappresenta un fattore limitante.
La Composizione Unica del Colostro
Inconfondibile con il suo colore bianco-giallastro, il colostro ha una peculiarità a dir poco speciale: nel corso del tempo, la sua composizione è rimasta invariata, segno che le esigenze nutrizionali fondamentali dopo la nascita sono rimaste sostanzialmente le stesse per tutti i mammiferi nel corso dei millenni. Ciò vuol dire che le esigenze nutrizionali dei primi 4/5 giorni di vita si sono conservate nei millenni. Il contenuto specifico delle singole sostanze, però, può mutare sulla base di aspetti come l'alimentazione e lo stato di salute della madre e al momento in cui avviene la suzione del seno da parte del bambino.
Il colostro è molto ricco di proteine, vitamine e sali minerali. Contiene meno caseina e lattosio del cosiddetto "latte maturo" (ossia quello che la donna inizierà a produrre 2 settimane dopo il parto). Ma l’aspetto che rende il colostro unico è la presenza di sostanze "funzionali", come anticorpi (immunoglobuline), enzimi e fattori di crescita.
Guardando nello specifico al ruolo delle immunoglobuline, facciamo presente la loro importanza ai fini della protezione del piccolo dalle potenziali infezioni contro le quali il suo sistema immunitario non è ancora sufficientemente allenato. Le numerose immunoglobuline contenute nel colostro permettono al bambino di essere protetto dall'attacco dei virus e dei batteri che incontra per la prima volta e contro i quali il suo sistema immunitario non ha ancora imparato a reagire autonomamente. L’apporto del colostro al neonato è prezioso anche perché contiene anticorpi (sostanze prodotte dal sistema di difesa dell’organismo, in questo caso dal sistema immunitario della futura mamma), che svolgono un’azione protettrice sulla mucosa (il tessuto di rivestimento interno) dell’intestino, molto importante perché alla nascita le difese del bebè non sono ancora completamente attive.
L’importanza del colostro non finisce certo qui! Il liquido dorato, infatti, permette di prevenire anche le risposte immunitarie non necessarie. Grazie a questa proprietà, i neonati che assumono il colostro nell'immediato post partum sono meno esposti al rischio di sviluppare malattie caratterizzate dalla presenza di un sbilanciamento della risposta immunitaria durante l'infanzia e la vita adulta. Il colostro favorisce la formazione di un microbioma sano e la maturazione dell’intestino. Diverse evidenze scientifiche hanno posto l’accento sulla capacità del colostro di favorire la riduzione del rischio di insorgenza di gastroenteriti. Lo stesso si può dire per l’attacco da parte di batteri intestinali patogeni come l’Escherichia Coli, il Clostridium difficile, Shigella flexneri e Salmonella spp.
La Produzione e le Perdite di Colostro Durante la Gravidanza
La formazione del colostro nel seno inizia tra le 12 e le 16 settimane di gravidanza ed è dovuta a ormoni determinanti. La prima lattogenesi inizia circa 12 settimane prima del parto, quando le ghiandole mammarie iniziano a secernere colostro (non sempre in maniera percepibile dalla donna). In alcuni casi, come evidenziato anche da studi, già a partire dalla 15^ settimana ed entro la 22^, il seno arricchito di nuovi dotti e alveoli inizia a produrre il latte (lattogenesi). Verso il quinto mese di gravidanza nei lobuli comincia a formarsi il colostro.

Le perdite di colostro durante la gravidanza sono del tutto normali! Si verificano più spesso nell’ultimo trimestre di gravidanza, ma in alcune donne anche prima o molto prima (già dalla 14esima settimana). In ogni caso non c’è da preoccuparsi: vuol dire che il seno si sta allenando al suo compito. La quantità di colostro scolato è del tutto individuale. Può trattarsi di poche gocce o di quantità più grandi. Ciò non significa che alla nascita del bambino le quantità di colostro saranno limitate, in quanto, dopo il parto, gli ormoni responsabili del rilascio del latte svolgono un ruolo fondamentale. È normale notare perdite dai capezzoli durante la gravidanza, e non bisogna preoccuparsi neanche se le perdite non si verificano, in quanto non sono determinanti per il buon andamento dell’allattamento. Potrebbero non esserci segni esteriori che il seno si stia preparando a produrre latte, anche nelle fasi avanzate della gravidanza.
Il seno è già in piena attività. Il colostro è pronto e può fuoriuscire dai capezzoli. Per non rischiare di macchiare la biancheria, se si hanno perdite di colostro negli ultimi mesi di gravidanza, si possono utilizzare le pratiche coppette assorbilatte da infilare sotto il reggiseno abituale. Tuttavia, è bene sapere che sarebbe meglio non indossare coppette assorbilatte che potrebbero alterare la flora batterica presente nei capezzoli e impedire la naturale traspirazione e produzione delle sostanze di protezione. Pertanto, è consigliabile utilizzarle con moderazione e assicurarsi una buona igiene e traspirazione.
La Raccolta Preventiva del Colostro: Un Supporto Prezioso per il Neonato
Se durante il periodo della gravidanza si notano perdite di colostro, soprattutto in quantità maggiori, è consigliabile raccoglierlo e conservarlo. La raccolta del colostro durante la gravidanza, nota come estrazione prenatale, può risultare utile in alcuni casi specifici, come per le donne che soffrono di diabete gestazionale o di diabete mellito di tipo 1 e 2, o se per qualche motivo si prevede una separazione tra madre e bambino dopo la nascita. I neonati di mamme diabetiche, infatti, hanno un rischio più elevato di sviluppare una ipoglicemia (calo dei livelli di zucchero nel sangue); quindi, il medico può consigliare l’estrazione del colostro per garantire al bambino una quantità di latte sufficiente. Per questo motivo si raccomanda di nutrire la prima volta il neonato 30 minuti dopo la nascita.
Ad alcune donne incinte il medico può consigliare di esprimere il colostro durante la gravidanza, di solito intorno alla trentasettesima settimana di gestazione. In ogni caso l’estrazione del colostro deve essere insegnata da una specialista in possesso di una formazione specifica.

Prima di iniziare ad estrarre il colostro durante la gravidanza è importante consultare il proprio medico, in quanto la stimolazione dei seni e dei capezzoli stimola il rilascio di ormoni che possono risultare in un travaglio prematuro! Sebbene non sia stato dimostrato che l'espressione prenatale del colostro inneschi le contrazioni del travaglio se la gravidanza è altrimenti stabile, è fondamentale seguire sempre il consiglio medico e le istruzioni di una persona specializzata. La "stimolazione del capezzolo" non è particolarmente efficace nell'iniziare o migliorare le contrazioni del travaglio. Solo la madre dovrebbe provare a estrarre il colostro, e inizialmente, potrebbe provare difficoltà, imbarazzo o disagio.
Come Estrarre il Colostro Manualmente
A differenza della tiratura del latte materno dopo il parto, l’estrazione del colostro durante la gravidanza richiede un approccio più tradizionale: la spremitura manuale. Dimentica il tiralatte, soprattutto quello elettrico, perché potrebbe causare problemi spiacevoli. Gli studi dimostrano che il modo migliore per raccogliere il colostro è tramite spremitura manuale. Il metodo ideale è una spremitura manuale e delicata direttamente nel raccoglitore di colostro.
Raccomandazioni per l’estrazione:
- Preparazione: Procurati un raccoglitore di colostro sterilizzato adeguatamente e lavati bene le mani prima dell’uso. Preparate le etichette da apporre su ciascuna siringa e recipiente.
- Rilassamento: Rilassati e mettiti comoda: l’intero processo di estrazione sarà più piacevole, semplice e veloce. Anche un impacco caldo prima e/o durante l’estrazione può essere utile.
- Massaggio: Massaggia il seno delicatamente e lentamente. Iniziate con un massaggio dolce dei seni.
- Posizionamento: Appoggiate la mano a forma di C, con il pollice e l’indice/medio uno di fronte all’altro, a circa 2-3 cm dal capezzolo. Forma una C con le dita e appoggiala sul seno intorno, sopra e sotto il capezzolo, in quanto è qui che si trovano i dotti lattiferi da stimolare.
- Tecnica di Spremitura: Sollevate leggermente il seno e premete in orizzontale in direzione della gabbia toracica, allargando leggermente il tessuto cutaneo con le dita. Ora fate ruotare il pollice verso l’indice come se steste "mungendo". Premi delicatamente le dita verso l’interno e fai scorrere il pollice e l’indice verso il capezzolo. È importante che le dita non «scivolino» sulla pelle. Rilasciate la pressione delle dita e ricominciate il ciclo.
- Ripetizione: Togli la mano dal seno e ripeti l’operazione più volte. Dopo qualche ripetizione potete modificare la posizione delle dita. Continua a spremere e a massaggiare il seno fino a quando non avrai raccolto la quantità di colostro desiderata.
- Pazienza: Se le gocce di colostro non si vedono, non preoccuparti! Continua la stimolazione per qualche minuto e riprova di nuovo il giorno successivo. A volte è necessario un periodo di tempo più lungo. È normale raccogliere solo pochi millilitri nei primi tentativi, quindi non arrenderti! Non si eliminerà il colostro destinato al bambino raccogliendolo prima del parto, poiché il seno lo produce continuamente.
Strumenti e Metodi per la Raccolta e Conservazione del Colostro
Per la raccolta del colostro, oltre alla spremitura manuale, sono disponibili strumenti specifici che facilitano il processo e garantiscono una conservazione sicura.
Il Raccoglitore di Colostro Haakaa
Il raccoglitore di colostro in silicone Haakaa è un progetto che offre alle mamme la possibilità di esprimere ed estrarre il colostro prima e dopo la nascita in un contenitore sicuro e facile da usare. Il colostro viene tradizionalmente raccolto in siringhe monouso spesso realizzate in plastica nociva. Il raccoglitore Haakaa è realizzato e prodotto al 100% in silicone di grado medico, il che significa che non rilascia tossine pericolose e può essere conservato in modo sicuro sia in frigorifero che nel congelatore. È facile da usare e da riutilizzare e rappresenta un’opzione ideale per le mamme prima e dopo il parto!

Ogni raccoglitore di colostro ha anche la propria etichetta per un’etichettatura semplice e comoda. È facilissimo da usare. La provetta in silicone morbido può essere spremuta per aspirare le gocce di colostro che vengono espresse. Può essere utilizzata in due modi: la parte superiore della provetta può aspirare direttamente le gocce dal capezzolo, oppure si può semplicemente rimuovere la parte superiore e raccogliere le gocce direttamente nella provetta.
Alternative e Conservazione
Le siringhe con il cappuccio di chiusura (1 ml, 2 ml o 5 ml) oppure i recipienti appositi per il colostro sono strumenti sperimentati per raccogliere e conservare il colostro. È possibile estrarre il colostro in cucchiaini o bicchierini da shot e poi trasferirlo in piccole siringhe. I neonati assumeranno circa da uno a tre ml per poppata. Se il colostro è congelato in siringhe da un ml, è possibile somministrarlo più volte (se necessario), senza sprechi.
Linee Guida per la Conservazione del Colostro e del Latte Materno:
- A temperatura ambiente: 6-8 ore
- In frigorifero: 3-5 giorni
- In congelatore: 2 settimane
- Surgelazione profonda: 6-12 mesi
Dopo l’estrazione, segnare la data e la quantità di colostro estratto e conservare il contenitore nel congelatore. Le siringhe devono essere tenute in congelatore, in un contenitore chiuso o in un sacchetto con chiusura a cerniera. Per il trasporto alla clinica mettete il contenitore o il sacchetto in una piccola borsa termica, preferibilmente tra due mattonelle refrigeranti. Quando è il momento di usarlo, posizionatela in acqua calda per scaldare il colostro e poi nutrite il bambino direttamente dal raccoglitore di colostro. Il colostro deve essere scongelato sotto l'acqua corrente tiepida, non nel forno a microonde.
Il Colostro Dopo il Parto: Avvio della Lattazione e Transizione al Latte Maturo
In linea di principio, il colostro dovrebbe iniziare a uscire spontaneamente dal capezzolo nelle prime 24 ore post partum. Tuttavia, ciò non sempre avviene perché il colostro è abbastanza denso e prodotto in piccola quantità e può faticare a uscire dai dotti della ghiandola mammaria. Per favorire il deflusso, in genere, è sufficiente avvicinare il bambino al seno e offrirgli il capezzolo per la suzione, il più precocemente possibile. La risposta è molto semplice: bisogna attaccare il bambino al seno quanto più si può. Il riflesso di suzione del cucciolo favorisce la fuoriuscita del colostro.
Lo stimolo meccanico della suzione non è prezioso solamente ai fini della fuoriuscita del colostro, ma anche per quanto riguarda la concretizzazione della montata lattea. L'espulsione della placenta dopo il parto gioca un ruolo chiave nell'avvio della seconda lattogenesi. Quando il bambino nasce, il seno produrrà circa 30 ml (un'oncia) di colostro. Questa quantità aumenta ogni giorno, fino a quando il latte di transizione non sarà più abbondante, intorno al terzo giorno dopo la nascita.
Le Tappe della Lattazione (Lactogenesis)
La lattazione è un processo complesso che si sviluppa in più stadi:
- Prima Lattogenesi (Lactogenesis I): Inizia circa 12 settimane prima del parto, quando le ghiandole mammarie iniziano a secernere colostro, anche se non sempre è percepibile dalla donna.
- Seconda Lattogenesi (Lactogenesis II): Inizia dopo la nascita, quando la placenta viene espulsa (secondamento). I livelli di progesterone precipitano, mentre i livelli di prolattina rimangono alti. La prolattina è l’ormone principale ai fini della lattazione, ed è a sua volta controllata da ormoni secreti dall’ipofisi, dalla tiroide, dalle surrenali, dalle ovaie e dal pancreas. I seni sono irrorati da un abbondante flusso sanguigno, che porta molto ossigeno. A questo stadio della lattogenesi è importante allattare a richiesta (e/o estrarre il latte manualmente o con un tiralatte se il bambino non può poppare almeno otto volte nelle 24 ore), perché un allattamento frequente nella prima settimana dopo il parto sembra aumentare il numero di recettori della prolattina nel seno. Un compito del recettore è riconoscere e rispondere a un ormone specifico.
- Terza Lattogenesi (Galattopoiesi): Questo è il momento in cui si stabilizza la produzione di latte maturo.
Dal Colostro al Latte Maturo: Una Transizione Naturale
Nei giorni che seguono la nascita, il colostro si trasforma in latte di transizione e successivamente in latte maturo. Il colostro continua ad esserci fino a quando non diventa latte di transizione e successivamente latte maturo. La quantità di latte prodotto aumenta rapidamente e la sua composizione gradualmente cambia da colostro a latte maturo. I livelli di sodio, cloruro e proteine nel latte decrescono e i livelli di lattosio e altri nutrienti aumentano. Gradualmente cambia il colore, dal giallo tipico del colostro a un bianco opalescente. Le neo mamme possono rendersi conto che ciò che esce dal loro seno è un composto giallastro, che diventerà poi giallo chiaro misto a bianco. Nel momento in cui sopraggiunge la montata lattea, diventa bianco puro.

Dato che questo processo è controllato dagli ormoni, i seni iniziano a produrre latte sia nel caso la madre stia allattando oppure no. I tempi di questa trasformazione dipendono da vari fattori, come l’andamento del parto e il comportamento del bambino. Se il piccolo tende a stimolare tanto il seno, la situazione sarà diversa rispetto a quella che, invece, si concretizza davanti a un neonato che deve essere magari un po’ aiutato nell’avvio del processo di suzione.
Non bisogna preoccuparsi se il latte arriva un po’ dopo rispetto ai tempi dei quali si è sentito parlare da un’altra mamma. In questo come in tanti altri aspetti della meravigliosa esperienza che è la crescita di un cucciolo, ogni situazione è a sé. La neo mamma deve stare serena e pensare che, con il colostro, il piccolo ha tutto quello che gli serve per nutrirsi in maniera efficace e completa nel corso dei suoi primi giorni fuori dal pancione. In media, le mamme che hanno partorito prematuramente vedono il colostro durare per un tempo più lungo. Questo ingegnoso stratagemma garantisce uno sviluppo ottimale ai loro cuccioli.
Consigli Pratici e Considerazioni Importanti
L’allattamento al seno e l’estrazione di colostro sono processi che non sempre hanno successo “da un giorno all’altro”. È fondamentale non arrendersi e cercare il supporto di professionisti.
Non solo è possibile raccogliere il colostro e farlo congelare per usarlo per rafforzare il sistema immunitario del bambino dopo un paio di mesi, ma è possibile portarlo sempre con sé, come ad esempio all’ospedale in caso di complicazioni durante il travaglio o durante i primi tentativi di allattamento. È possibile usarlo per moltissime altre cose: curare il naso del bambino, pulire il viso - sia della mamma che quello del bambino da eventuali attacchi di acne ormonale e prevenire o lenire l’eritema da pannolino. Il metodo d’uso preferito da tutte le mamme (oltre che per la nutrizione del bambino) è per fare il bagnetto!
Quando esiste il timore giustificato di una produzione insufficiente di latte materno durante la gravidanza, ad esempio in presenza di diabete, è cruciale consultare la levatrice, la consulente in lattazione e la clinica di maternità per ricevere istruzioni sulla tecnica di estrazione. L'importanza dell’allattamento esclusivo al seno è stata dimostrata da numerosi studi. L'efficacia del colostro è massima quando è fresco. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti per qualsiasi dubbio o domanda.