Tutti conosciamo bene le zanzare: sono presenti da sempre nel nostro territorio, che offre loro numerosi habitat favorevoli alla sopravvivenza. Tuttavia, oggi qualcosa sta cambiando. Le zanzare ricoprono un importante ruolo ecologico vivendo sia in ambiente acquatico che subaereo. Per comprendere a fondo la loro persistenza e la capacità di colonizzare nuovi spazi, è necessario analizzare il loro ciclo vitale, che si sviluppa attraverso una metamorfosi completa composta da quattro stadi: uovo, larva, pupa e adulto.

La biologia delle fasi acquatiche
Una volta schiuse le uova, le larve di zanzara possono sopravvivere solo se immerse in acqua e con la possibilità di respirare l’aria atmosferica. Dalle uova schiudono le larve che attraverso quattro stadi di crescita, separati da altrettante mute, raggiungono lo stadio di pupa. Sono formate da un torace privo di estremità ma con ciuffi di setole disposti su ogni segmento; l’addome invece termina con un sifone respiratorio, ciuffi di setole e 4 papille anali per muoversi verso la superficie dove dispongono dell’aria necessaria.
Le larve vivono e si accrescono in acqua, filtrando le particelle in sospensione per 4-8 giorni. A seconda della specie, le uova vengono deposte sulla superficie dell'acqua o in luoghi destinati a essere sommersi. Le larve di zanzara, come quelle delle zanzare della malaria, possono posizionarsi in modi differenti rispetto alla superficie; tuttavia, tutte le larve di zanzara respirano aria. Dopo diverse mute, le larve si trasformano in pupe. Anche la breve fase di pupa si svolge in acqua e dura dalle 24 alle 48 ore. Le pupe sono simili alle larve ma hanno sviluppato ali e zampe. La pupa è un animale che somiglia a una virgola, che pende alla superficie dell'acqua e respira aria attraverso due sifoni simili a boccagli situati all'estremità anteriore. Quando la pupa è matura, emerge la zanzara adulta attraverso una spaccatura del torace, che in pochi minuti è in grado di allontanarsi in volo dalla superficie dell'acqua.
L'adulto: alimentazione e riproduzione
Gli adulti, invece, si allontanano dai siti di sviluppo e si nutrono dei succhi zuccherini delle piante. Solo le femmine compiono il pasto di sangue, necessario per la produzione e la deposizione delle uova (ovideposizione). Il maschio in tutto questo caos di fastidiosi ronzii e pruriti interminabili c’entra poco e niente, se non per l’accoppiamento che avviene in volo in pochi secondi. Quando arriva il momento dell’accoppiamento, la femmina emette un ronzio particolare, quello della femmina fertile; individuata dal maschio, viene fecondata in volo.
È importante notare che le zanzare sono attratte dall’odore e dalla temperatura corporea degli animali. Mentre le femmine pungono per procurarsi il nutrimento proteico necessario alle uova, i maschi hanno una dieta esclusivamente vegetariana e le loro mandibole non sono adatte a pungere. I maschi possono essere identificati dalle loro antenne folte: a causa della loro struttura, il ronzio delle ali della femmina provoca in esse una vibrazione. Una volta adulta, la zanzara può anche seguire una dieta vegetariana (liquidi zuccherini di origine vegetale), ma le serve almeno un pasto di sangue per deporre a sua volta le uova. La durata dello stadio adulto varia da un paio di settimane ad alcuni mesi durante la stagione calda.
Mosquito bang installazione professionale contro le zanzare
Gli habitat ideali e la stagionalità
Esistono numerosissime specie di zanzare, con differenti periodi di attività, habitat ideali e comportamenti alimentari. Per quanto riguarda le preferenze alimentari, alcune specie prediligono compiere il pasto su uccelli (ornitofile), altre su mammiferi (mammofile) ed altre ancora sull’uomo (antropofile). Anche il comportamento durante e dopo il pasto di sangue varia: alcune specie pungono prevalentemente all’aperto (esofaghe), altre all’interno delle abitazioni (endofaghe).
Le uova sono deposte sulle pareti di qualsiasi piccolo contenitore di acqua stagnante appena sopra la superficie della stessa. Esse schiudono quando vengono sommerse in adatte condizioni di temperatura e di fotoperiodo. Nei nostri territori, l’inverno rappresenta un momento critico per la sopravvivenza delle zanzare. La temperatura ambientale influisce sulla velocità di sviluppo delle uova e sull’intero ciclo vitale. In media, a 25°C il passaggio da uovo ad adulto impiega circa 7 giorni. Nelle specie più comuni, soprattutto negli ambienti urbani come Culex pipiens, alla fine dell’estate i maschi muoiono, mentre le femmine si introducono in luoghi riparati e all’interno degli edifici. In questi luoghi restano per tutto l’inverno in attesa della successiva primavera.
Principali specie di interesse sanitario
In Emilia-Romagna sono presenti più di una ventina di specie di zanzare secondo i monitoraggi condotti ogni anno. Alcune di queste sono di particolare rilevanza per la salute pubblica:
- Culex pipiens: si riproduce in acque stagnanti e ad alta carica organica, dove i predatori naturali sono meno presenti. Sono di interesse sanitario rilevante perché uniscono un’elevata competenza vettoriale a una forte capacità di adattamento a climi diversi. Le loro uova sono dotate di un guscio che le rende resistenti all’essiccamento: lo sviluppo si interrompe quando calano le temperature ma si riattiva appena le condizioni migliorano.
- Aedes albopictus: introdotta in Italia negli anni ’90, è oggi ampiamente diffusa. Si riproduce in piccole raccolte d’acqua, anche temporanee. Compie pasti in prevalenza sull’uomo; è una specie diurna, con massima attività al tramonto, ma può pungere anche di notte in ambienti illuminati. Il ciclo riproduttivo si conclude in 6-8 giorni.
- Aedes koreicus: segnalata per la prima volta in Italia nel 2011, vive in aree naturali e antropizzate. È diurna, punge soprattutto all’aperto e resiste a temperature inferiori rispetto a Ae. albopictus, potendo vivere sopra i 1000 m di altitudine.
- Aedes japonicus: rilevata per la prima volta in Italia nel 2015, vive in aree urbanizzate, punge di giorno e compie pasti sull’uomo. È molto resistente al freddo, anche più di Ae. koreicus.

Strategie di controllo e prevenzione
Conoscere quali popolazioni di zanzare circolano sul territorio è fondamentale per tutelare la salute pubblica. L’attività di controllo deve concentrarsi su larve e pupe: la fase acquatica della vita della zanzara. È importante usare trattamenti mirati, in grado di garantire il miglior risultato con il minor impatto ambientale e sulla salute.
Eliminare l'acqua stagnante è la strategia più importante. È necessario rimuovere qualsiasi contenitore d'acqua stagnante intorno alla casa, come secchi, bidoni e sottovasi, assicurandosi che tetti, grondaie e tombini siano liberi. Discorso a parte meritano le caditoie delle fogne, dove la presenza del ristagno di acqua è fondamentale per impedire la risalita dei miasmi. L'uso di prodotti adulticidi deve essere limitato, poiché presentano un rischio di tossicità e di contaminazione ambientale molto più elevato rispetto ai prodotti larvicidi, colpendo indiscriminatamente tutti gli insetti, comprese le api e gli altri impollinatori. L'uso improprio di tali sostanze favorisce inoltre lo sviluppo di resistenza, riducendo l'efficacia dei trattamenti in caso di emergenza sanitaria. Per la protezione individuale, si consiglia l'uso di repellenti contenenti DEET o altri ingredienti raccomandati, l'installazione di zanzariere e la coltivazione di piante come citronella, lavanda o geranio.