Il territorio che si estende tra la punta settentrionale del Lago di Como e la porta d'accesso della Valtellina rappresenta un ecosistema unico, dove l'ingegno umano e la forza della natura si intrecciano da secoli. Percorrere il tratto ciclabile che unisce Colico a Morbegno non è solo un esercizio fisico, ma un vero e proprio viaggio esperienziale attraverso aree protette, testimonianze belliche e paesaggi fluviali di rara bellezza.

L'inizio del viaggio: Colico e la costa lacustre
La partenza da Colico avviene di fianco allo storico imbarcadero, un punto che concede al ciclista fantastiche vedute sul lago e sulle montagne circostanti. Posta sulla punta settentrionale del lago di Como, la spiaggia La Punta di Colico offre un panorama mozzafiato e un clima arieggiato che consente di far volare aquiloni. Questo è un punto strategico dal quale osservare l'intero lago di Como. Ti consiglio di fare una piccola sosta dove scattare una fotografia di ricordo prima di ripartire.
Raggiunta la stazione ferroviaria di Colico, sfruttando un sottopassaggio si scende in Viale Padania, si volge a destra per poche decine di metri e si piega a gomito a sinistra in Via alle Torri, che ben presto sbocca nella Via Montecchio Nord. Si va ora a destra fino ad un'area di svago e al piazzale parcheggio dei camper sul cui fondo, prima dell'ingresso di una villa, si imbocca un camminamento delimitato da un'alta rete che porta in riva al lago. Da qui si segue la costiera passando ai piedi del versante settentrionale del Montecchio Nord. In alternativa, dalla stazione si può seguire la Via Nazionale in direzione Lecco fino all'incrocio con Via Sacco. Si piega a destra in questa via fino al porticciolo dove sulla destra inizia la Via Montecchio Nord.
Architettura militare e paesaggi fluviali: il canale spagnolo
Il primo tratto del percorso si svolge dapprima in riva al lago e poi attraversa una pianura arrivando sulle rive dell'Adda. Volgendo verso Est ne percorriamo le sponde. L'andamento rettilineo dell'argine indica che questo tratto del fiume è stato regimentato. Ci troviamo, infatti, sul canale scavato nel Medio Evo dagli spagnoli per favorire un migliore deflusso dell'Adda nel lago e limitare i danni alluvionali che si verificavano in questo settore pianeggiante ad ogni importante evento piovoso.
Prima dell'intervento umano, l'Adda sfociava più a settentrione ed il Lago di Como spingeva le sue acque nella Valchiavenna lambendo il borgo di Samolaco. La grande quantità di detriti portata nei secoli dall'Adda e dal Mera riempirono gradualmente questo settore lacustre. Si generò una grande pianura, in parte paludosa, ma in parte adatta anche alle coltivazioni, chiamata Piano di Colico e successivamente Piano di Spagna. Proprio per strappare altra terra coltivabile alle bizzarrie dell'Adda gli spagnoli pensarono di raddrizzarne l'alveo finale con un'opera di canalizzazione sulle cui sponde passa ora la nostra ciclabile.

La Riserva Naturale Pian di Spagna e l'eredità bellica
Una volta oltrepassata la Riserva faunistica del Pian di Spagna, la ciclabile si addentra in un ambiente in cui la natura è la vera protagonista. Tra olmi, querce, salici, pioppi e canneti, non mancherà la possibilità di ammirare aironi cenerini, germani reali, cigni e cicogne. La piccola pianura, di circa 1600 ettari, si estende alla confluenza della Valtellina e della Valchiavenna. È importante ricordare che il tuo percorso attraversa aree protette; pertanto, ti invitiamo a controllare le normative locali per la Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola.
Lungo il percorso, è possibile rivivere la storia grazie alla presenza di due antichi forti visitabili. Poco dopo aver lasciato le rive del lago costeggiamo le ombrose pendici settentrionali del secondo dei tre Montecchi di Colico. Sul più orientale dei Montecchi, nel XVII secolo gli spagnoli costruirono una potente fortezza: il Forte di Fuentes. Secoli più tardi, tra il 1911 ed il 1914, sul Montecchio Nord fu costruito invece il Forte Lusardi, con l'evidente scopo di controllare un'eventuale invasione austro-ungarica. Dalla pista ciclabile è possibile compiere una breve deviazione sulla destra e salire al Forte di Fuentes prendendo Via Erbola.
Dalla pista di Colico al Sentiero Valtellina
Questo primo tratto di strada di 4,5 Km si svolge su terreno sterrato e termina in corrispondenza del sottopassaggio che permette di traversare la SS36 dello Spluga. Incorniciate fra gli alberi e le tranquille acque del fiume spiccano, lungo il percorso, le imponenti cime del Pizzo di Prata e il roccioso, remoto bastione del Sasso Manduino. Dal sottopassaggio inizia ufficialmente il Sentiero Valtellina: il percorso diventa asfaltato e con belle vedute panoramiche prosegue verso oriente.
Si pedala in gran parte seguendo la sponda del fiume, ma a volte ci si allontana da essa attraversando praterie e zone coltivate. Si giunge presso il Campo Sportivo di Cosio Valtellino dove, al momento, termina la pista ciclabile dedicata. Per arrivare a Morbegno si esce dall'area sportiva e si percorrono in successione Via alla Colonia, Via Lugane e, verso destra, Via Adda, per poi deviare a sinistra nella Via Lombardia che giunge al passaggio a livello della ferrovia e alla SS38. Attraversata la strada statale si pedala ora sul marciapiede ciclopedonale che, superato il ponte sul torrente Bitto, porta in breve al centro di Morbegno.
Da Morbegno a Colico by Bike!!
Consigli logistici per il ciclista
Per chi arriva in auto utilizzando la SS36, è possibile noleggiare in loco le biciclette. In centro a Colico troverete "Colico Econoleggio Como Lake". Il negozio aderisce al circuito "Rent a bike" che permette di noleggiare una bici in diversi punti sul Sentiero Valtellina (Colico, Morbegno, Sondrio, Tirano e Bormio), percorrere il tratto desiderato e riconsegnarla in una delle cinque stazioni di noleggio. I noleggi sono attrezzati sia con bici per bambini, seggiolini e caschi. Suggeriamo, soprattutto durante i weekend, di prenotare le biciclette con un certo anticipo. Il punto di partenza del tour è inoltre facilmente raggiungibile con i trasporti pubblici.
Si tratta di una gita in bici moderata, che richiede un buon allenamento nonostante le superfici siano perlopiù asfaltate. Il percorso è adatto a ogni livello di abilità e può essere affrontato anche da famiglie con bambini. Se cercate una pausa rigenerante, per un pranzo o una merenda a KM0 vi suggeriamo di fermarvi presso il bellissimo Agriturismo la Fiorida, dove potrete optare per uno spuntino veloce presso il bistrot esterno oppure una sosta più rilassata presso il ristorante interno.
Approfondimenti culturali: Morbegno e la Valtellina
L'ingresso nel paese di Morbegno è in leggera salita, ma le calorie necessarie per giungere fino in centro si potranno recuperare facilmente con uno spuntino a base di formaggi e salumi locali. Una tappa obbligata per chi desidera approfondire la conoscenza del territorio è il Museo Civico di Storia Naturale di Morbegno. Istituito il 14 marzo 1974 grazie all'impegno di Giacomo Perego, il museo offre una prospettiva affascinante sulla biodiversità locale.
La Valtellina è un microcosmo alpino, ricco di varietà naturali e culturali, corrispondente al bacino idrico dell'Adda. Anche se si chiama “sentiero”, la strada che attraversa la valle è una pista ciclopedonale a tutti gli effetti. Superata Morbegno, la via prosegue in direzione di Talamona. A Cedrasco si affronta uno dei tratti più suggestivi di tutta la pista, ricco di aree giochi destinate ai bambini. Proseguendo verso Sondrio, il Santuario della Madonna di Sassella annuncia il capoluogo, situato su uno sperone del versante retico, vero guardiano della vallata e nome che identifica il noto vino Valtellina Superiore Docg.

Strumenti digitali e consigli di viaggio
Per ottimizzare la vostra esperienza, ricordate che l'Ufficio Turismo della Provincia di Sondrio ha sviluppato un'app, disponibile gratis per sistemi operativi Android e iOs, con una guida multimediale del sentiero. Per chi preferisce l'approccio classico, la guida è disponibile anche in versione cartacea.
Ricordate che il percorso che parte dalla stazione di Morbegno e si conclude a quella di Piona è un'ulteriore variante interessante. Dalla stazione di Morbegno si arriva al centro raggiungendo l'antico ponte che supera il torrente Bitto. Proseguendo sino alla rotonda nei pressi del passaggio ferroviario, si seguono le indicazioni per il ponte sospeso. Il tragitto prosegue su strade secondarie sino alla Riserva del Pian di Spagna e al lago di Mezzola, per poi raggiungere il ponte che passa sull'Adda e terminare infine a Piona. Questo itinerario, lungo circa 33 km, presenta un dislivello moderato ed è un'ottima alternativa per chi vuole esplorare le sponde del Lario da una prospettiva differente.