La fertilità femminile è un fenomeno biologico complesso e affascinante, regolato da un vero e proprio "sistema di sicurezza" che la natura ha creato a difesa delle donne. Questo sistema si manifesta attraverso "una curva della fertilità che segue un andamento 'a U'", un percorso biologico che il corpo femminile affronta nel corso degli anni. Questo andamento è stato concepito per preservare la donna, sia in giovanissima età sia in età avanzata, dai rischi intrinseci che una gravidanza può comportare. Si tratta di uno straordinario "scudo" naturale che favorisce la gestazione nei periodi in cui vi sono meno probabilità di problemi e quando la donna è più pronta ad affrontare la dolce attesa, l'allattamento e tutte le implicazioni legate all'avere un bambino.

Questo andamento così peculiare è frutto di meccanismi biologici profondi, in particolare, viene messo in luce che è il risultato di errori cromosomici negli ovociti che risultano in instabilità genomica e nella conseguente impossibilità di instaurare una gravidanza. È interessante notare come il tipo di errore, così come i cromosomi coinvolti, siano differenti tra pazienti molto giovani o più avanti con gli anni. Questa distinzione suggerisce l'esistenza di due meccanismi cromosomici distinti che guidano l'ingresso e l'uscita della donna dalla finestra riproduttiva. Alcuni eventi che fanno "naufragare" il concepimento sono, infatti, tipici delle ragazze giovani, mentre altri riguardano solo le donne in età avanzata. Questa differenziazione biologica sottolinea la complessità e la specificità dei fattori che influenzano la fertilità in diverse fasi della vita riproduttiva femminile.
Il Legame Indissolubile tra Età e Fertilità Femminile
C'è un legame preciso e innegabile tra l'età di una donna e la sua fertilità. Rimanere incinta a 20 anni è molto meno complicato che a 40. La fertilità della donna è strettamente legata all’età, molto più di quanto accade per l’uomo. Questo non significa categoricamente che dopo i 35-40 anni una donna non possa rimanere incinta, ma le probabilità e i rischi associati subiscono variazioni significative. La fertilità non è per sempre: nella donna diminuisce con l'età seguendo una curva di decrescita che inizia poco prima dei 30 anni.
La curva della fertilità in una donna compie una marcata decelerazione in due momenti precisi. Il primo si verifica dopo i 28 anni, quando la fertilità si riduce di circa il 50 per cento. Il secondo, e più drastico, calo si registra tra i 35 e i 40 anni, fino ad esaurirsi del tutto verso i 45 anni. Questa informazione dovrebbe essere trasmessa alle nuove generazioni e alle donne che pensano al loro futuro, poiché la consapevolezza di queste dinamiche è fondamentale per la pianificazione della vita riproduttiva.

A differenza degli uomini, nel genere femminile non si creano nuovi gameti durante la vita fertile. Ogni donna nasce con un numero di ovociti prestabilito, una riserva che si riduce progressivamente nel tempo. Secondo uno "storico" studio pubblicato nel 2010, alla nascita ogni ovaio contiene in media 300.000 follicoli. Questo numero si riduce a circa 180.000 a 13 anni (l’età della prima mestruazione), a 65.000 a 25 anni, a 16.000 a 35 anni, fino a meno di 1.000 al momento della menopausa. Intorno ai 38 anni, infatti, gli ovociti rimasti sono pochi e spesso di scarsa qualità.
La qualità degli ovociti è strettamente collegata al loro patrimonio genetico, che è influenzato negativamente dall’aumento dell’età femminile. Con l’avanzare dell’età, le anomalie cromosomiche si fanno più frequenti, soprattutto le aneuploidie, ossia la perdita o l’acquisizione di cromosomi. Ecco perché con il passare degli anni la donna ha un maggior rischio di aborto spontaneo.
L’età maschile, invece, è meno significativa in termini riproduttivi, anche se con il passare degli anni si assiste a un peggioramento della quantità e della qualità dello sperma. Gli spermatozoi potrebbero essere meno numerosi e più lenti, oltre che essere portatori di anomalie cromosomiche. Sebbene l’età avanzata negli uomini non impedisca del tutto il concepimento, può ridurre le probabilità di una gravidanza sana e di successo.
Il Fenomeno del Ritardo della Maternità e le Sue Implicazioni
Con il progredire della società, la decisione di avere un figlio viene spesso rimandata per una serie di motivi, tra cui la carriera, la stabilità finanziaria o la ricerca del momento giusto. Nei Paesi industrializzati, infatti, la fertilità - o meglio, l'età media per diventare mamme - negli ultimi 20 anni si è spostata in avanti, con un balzo sin verso i 30-35 anni. Questa preoccupazione porta molte donne a interrogarsi sull’età e sulla fertilità femminile: fino a quale età è sicuro concepire, sia per la propria salute che per quella del bambino. Questo è un aspetto fondamentale da considerare quando si pianifica di creare una famiglia.
Tuttavia, "in Italia mancano le informazioni sull'importanza di tenere in considerazione la curva della fertilità quando si deve programmare la propria vita riproduttiva. Questo concetto è spesso male espresso dai mass media: sembra che la riproduzione si possa sempre controllare, sia quella naturale che quella in vitro, quest'ultima come se fosse sempre e comunque un'alternativa efficace ai meccanismi naturali." È cruciale comprendere che, sebbene alcuni studi scientifici sostengano che il corpo della donna, con un modificato stile di vita, tenda ad alzare l'asticella della fertilità verso età un tempo proibitive, la biologia ha i suoi limiti. "La fecondazione in vitro è un aiuto medico verso una patologia, però non può invertire la qualità ovocitaria."
Una nuova eventuale normativa sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) che sostituisca la legge 40/2004 dovrebbe prevedere una forte opera di divulgazione, accompagnata anche da politiche sociali che supportino le giovani coppie ad avere figli prima. Solo questo potrà invertire il preoccupante calo delle nascite che si registra in Italia.
Finestra di Fertilità e Probabilità di Concepimento Mese per Mese
Una donna entra nella sua fase fertile dal momento della prima mestruazione fino all'inizio della menopausa. La finestra di fertilità femminile è quindi compresa tra i 14 e i 45 anni, per un periodo di circa 30 anni. Sebbene sia possibile concepire in qualsiasi momento di questo periodo, ci sono alcune fasi in cui le probabilità di gravidanza sono maggiori. Il periodo più fertile nella vita di una donna è di solito intorno ai 20 anni, con un progressivo declino della fertilità dai 30 anni in poi, che si accentua dopo i 35 anni.
La fertilità raggiunge il suo apice verso i 25 anni nella donna, rimanendo costante fino ai 35 anni di età, per poi iniziare a calare progressivamente nel tempo. Per una donna fertile di 30 anni, c'è circa il 20% di possibilità di concepire ogni mese. Ciò significa che su 100 donne fertili di 30 anni che cercano una gravidanza, circa 20 riusciranno ad avere successo in ogni ciclo senza l’aiuto della riproduzione assistita. All’età di 40 anni, questa probabilità scende a meno del 5% per ciclo, il che significa che meno di 5 donne su 100 di questa età otterranno una gravidanza ogni mese. La probabilità di concepimento per ciclo nella donna, infatti, non arriva al 25%. Se si pensa che nei conigli addirittura sfiora il 100%, traiamo le dovute conclusioni riguardo alle reali possibilità della nostra specie!
Stili di vita e fertilità femminile
Nella pratica corrente, si parla di infertilità dopo un anno di ricerca di un figlio senza esito. Secondo i calcoli basati sulle probabilità di concepimento, entro questo periodo avrebbe dovuto concepire più del 90% delle coppie fertili. A questo punto, pur sapendo che in quasi la metà dei casi non troveremo alcuna causa specifica, è bene procedere con esami più approfonditi.
Rischi e Complicazioni della Gravidanza in Età Avanzata
A partire dai 35 anni, la fertilità della donna peggiora e questo implica la considerazione di diversi rischi. Il primo e più evidente è la difficoltà di concepimento dovuta alla diminuzione della quantità e della qualità degli ovuli, ovvero della riserva ovarica. Tuttavia, non è l'unico rischio. Con l'aumentare dell'età materna, si registrano anche:
- Diminuzione della riserva ovarica: Meno ovociti disponibili e di qualità inferiore.
- Gravidanze multiple: Un aumento della probabilità di avere gemelli, a causa dei cambiamenti ormonali o dell'uso di tecniche di PMA che, se non gestite correttamente, possono aumentare questo rischio.
- Diabete gestazionale: Un aumento del rischio di sviluppare questa condizione, che richiede un rigoroso controllo del glucosio.
- Ipertensione arteriosa: Più comune durante la gravidanza in età avanzata.
- Parto pretermine e basso peso alla nascita: Una maggiore probabilità di avere bambini prematuri e di affrontare le complicazioni mediche associate.
- Parto cesareo: Un aumento del rischio di complicazioni che possono rendere necessario un parto cesareo.
- Condizioni cromosomiche: Un aumento del rischio di problemi cromosomici nel bambino, come la sindrome di Down, a causa della peggiore qualità genetica degli ovociti.
- Perdita della gravidanza: Un aumento del rischio di aborto spontaneo e di nati morti, associato alla qualità degli ovuli e a condizioni croniche della madre.

Le complicazioni durante la gestazione, le malattie genetiche o altre condizioni che possono interrompere la gravidanza fisiologica sono una diretta conseguenza del calo della fecondità femminile e, in parte, di quella maschile.
Altri Fattori Che Influenzano la Fertilità
Oltre all'età, diversi altri fattori possono influire negativamente sulla fertilità femminile. Questi includono condizioni mediche specifiche e aspetti legati allo stile di vita e all'ambiente:
- Fibromi uterini: Tumori benigni dell'utero che possono interferire con l'impianto.
- Malattie tubariche: Condizioni che bloccano o danneggiano le tube di Falloppio, impedendo il passaggio dell'ovulo o dello spermatozoo.
- Endometriosi: Una condizione in cui il tessuto simile all'endometrio cresce al di fuori dell'utero, causando infiammazione e aderenze.
- Cambiamenti genetici negli ovuli: Anomalie che ne riducono la vitalità o aumentano il rischio di condizioni come la sindrome di Down, come già menzionato.
Anche i fattori ambientali e lo stile di vita giocano un ruolo fondamentale nella fertilità. Ad esempio, l’abuso di sostanze come fumo e alcolici, l’uso cronico di alcuni farmaci o droghe, nonché professioni a rischio per esposizione a sostanze tossiche o radiazioni, possono contribuire a problemi di fertilità.
La Valutazione della Fertilità: Cosa Cercano gli Specialisti
Nonostante i progressi scientifici, le scienze biomediche non hanno ancora individuato un test diagnostico specifico per la fertilità e, in particolare, un sistema accurato e sensibile per quantificare la riserva ovarica di una donna. Tuttavia, esistono esami che possono aiutare a valutare lo stato della fertilità sia maschile che femminile.
Per l'uomo, il principale strumento diagnostico è lo spermiogramma. L'uomo deve raccogliere il seme, che viene analizzato mediante questo esame. Lo spermiogramma permette di rilevare il numero, la motilità e le forme normali degli spermatozoi, fornendo indicazioni sulla qualità del liquido seminale.
Per la donna, la valutazione è più complessa e include diversi passaggi:
- Valutazione ormonale: Mediante prelievo del sangue eseguito in fasi diverse del ciclo mestruale, si valuta la qualità dell’ovulazione e altri parametri ormonali rilevanti.
- Ecografia transvaginale: Unita alla valutazione ormonale, questa ecografia permette di monitorare la maturazione dei follicoli nell’ovaio e, contemporaneamente, di verificare la preparazione dell’endometrio (il rivestimento interno dell’utero) per l'impianto dell'embrione.
- Valutazione dell’apertura delle tube (pervietà tubarica): Questo esame è cruciale in quanto permette di studiare la sede in cui avviene l'incontro della cellula uovo e dello spermatozoo (la fecondazione). Nello stesso tempo, fornisce informazioni sulla morfologia della cavità uterina, sede dove avverrà successivamente l’impianto dell’embrione.
Le cause più frequenti di infertilità sono spesso da ricondurre a problemi dell’ovulazione o comunque a problematiche ormonali, a pari merito con il fattore maschile, quindi con un problema di spermatozoi. Non credere di essere la sola ad avere difficoltà nel concepire il bebè che sogni, perché non è così. "Perché non riesco a rimanere incinta?" - sono sempre di più le donne che si ritrovano a fare i conti con questa domanda.
È opportuno sfatare anche alcuni "rimedi della nonna" che circolano, come posizioni per rimanere incinta, da assumere durante il rapporto per facilitare la fecondazione, o pozioni magiche da ingerire nel periodo fertile. Dopo un rapporto sessuale, gli spermatozoi depositati nel corpo femminile raggiungono la tuba in circa 5 minuti; quindi non servono assolutamente a nulla le posizioni acrobatiche antigravitazionali assunte dalla donna per favorire la risalita degli spermatozoi. Invece, è risaputo che alcuni rimedi fitoterapici, utilizzati ancora in diverse popolazioni nel mondo e arrivati anche a noi, siano in grado di migliorare la fertilità.
La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) come "Sistema di Sicurezza"
Quando l'abbraccio della natura verso mamme e bambini viene meno, perché si hanno difficoltà a concepire, "l'obiettivo dei centri di fecondazione assistita più all'avanguardia - spiega Ubaldi, presidente eletto della Società italiana fertilità e sterilità-medicina della riproduzione (Sifes-Mr) - è tentare di offrire un altrettanto valido sistema di sicurezza, mettendo a disposizione conoscenze e tecnologie."
Un punto fondamentale nella PMA è la gestione del rischio di gravidanze multiple. "Nel caso delle gravidanze gemellari, si deve cercare di portare questo rischio ai livelli fisiologici (1 evento ogni 100 parti) cercando sempre di trasferire un solo embrione, andando a individuare quello che abbia il maggiore potenziale di dar luogo a una gravidanza." Questa pratica è già consolidata in altri paesi: "Tutti i centri di Pma dovrebbero cercare di trasferire un solo embrione, come fanno da anni i Paesi scandinavi: in Italia il 20% delle gravidanze da Pma è gemellare, in Scandinavia solo il 5%." Nel primo caso, ovvero la riduzione dei rischi associati alla PMA, "grazie a protocolli terapeutici innovativi è possibile portare il rischio virtualmente a zero, ma questo presuppone per l'appunto uno specifico know how."
La "fecondazione in vitro è un aiuto medico verso una patologia, però non può invertire la qualità ovocitaria." Questo è un concetto importante da comunicare.
Trattamenti di Fertilità per Donne Oltre i 35 Anni
I trattamenti di fertilità più appropriati per le donne oltre i 35 anni si concentrano spesso sulla risoluzione dei problemi legati all’età, come il calo della riserva ovarica e della qualità degli ovociti. La dottoressa Spies illustra i trattamenti più comuni:
- Fecondazione in vitro (FIVET): Questa procedura prevede il prelievo di ovuli dalla donna, la loro fecondazione con gli spermatozoi in laboratorio e il successivo impianto degli embrioni nell’utero. La FIVET è particolarmente utile per le donne in età più avanzata grazie al suo tasso di successo più elevato rispetto ad altre tecniche. È fondamentale conoscere tutto quello che c’è da sapere sulle diverse fasi della fecondazione in vitro per comprendere appieno il processo.
- Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI): Una variante della FIV in cui un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell’ovulo. Può essere utile se ci sono problemi di qualità dello sperma o se i precedenti tentativi di FIVET non hanno avuto successo.
- Donazione di ovuli o embrioni: Nei casi in cui la qualità o la quantità degli ovuli è un problema significativo, la donazione di ovuli da una donatrice più giovane può essere un’opzione efficace. Anche la donazione di embrioni è un’alternativa, soprattutto se ci sono problemi sia con gli ovuli che con gli spermatozoi. Ad oggi, in queste categorie di pazienti, si sono ottenute circa 200 nascite con ovodonazione.
- Trasferimento di embrioni congelati: Se una donna ha avuto embrioni congelati da un precedente ciclo di FIV (ad esempio prima dei 35 anni), questi possono essere impiantati in cicli successivi, offrendo flessibilità e nuove opportunità.
- Diagnosi genetica preimpianto (DGP): Utilizzata insieme alla FIV, la DGP consente di esaminare gli embrioni per verificare la presenza di anomalie cromosomiche prima del trasferimento nell’utero, un aspetto fondamentale per le donne anziane, dato il maggior rischio di anomalie genetiche.
- Stimolazione ovarica: Questo trattamento prevede l’uso di farmaci per stimolare le ovaie a produrre più ovuli. È una componente cruciale della FIV ed è particolarmente importante per le donne in età più avanzata, in cui la risposta ovarica può essere inferiore.
- Terapie di supporto: Comprendono integratori, agopuntura e cambiamenti nello stile di vita, tutti volti a migliorare la qualità degli ovuli e i tassi di successo della gravidanza.
È fondamentale che ogni donna riceva una valutazione personalizzata da parte di uno specialista della fertilità, poiché il trattamento ottimale può variare notevolmente in base alla situazione specifica della donna e al suo stato di salute generale.
Limiti di Età per la Procreazione Assistita
La questione dei limiti di età per accedere ai trattamenti di procreazione assistita è complessa e varia a seconda delle normative e delle politiche delle singole cliniche e dei sistemi sanitari. Secondo la Legge 14/1006 sulla Riproduzione Umana Assistita in Spagna, ad esempio, non esiste un limite di età specifico per effettuare un trattamento di fertilità. Tuttavia, in qualità di specialisti della riproduzione assistita, i trattamenti vengono solitamente eseguiti fino a 50 anni. È importante sottolineare che, sebbene tecnicamente non esista un limite di età rigido per avere figli attraverso le tecniche di riproduzione assistita, esistono considerazioni pratiche ed etiche fondamentali.
Per le donne, l’età più comunemente accettata per trattamenti come la FIV nelle cliniche private specializzate è di solito fino a 43 anni, anche se può variare a seconda delle normative nazionali e delle politiche delle singole cliniche. L’età è un fattore cruciale a causa dei rischi associati sia per la madre che per il bambino, come precedentemente dettagliato. Negli uomini, l’età non limita più di tanto la possibilità di paternità, anche se la qualità dello sperma diminuisce con l’età. Negli ospedali pubblici, il limite di età per accedere ai trattamenti di riproduzione assistita è solitamente più basso rispetto alle cliniche private, spesso intorno ai 40 anni. Ogni caso deve essere valutato individualmente, considerando lo stato di salute generale, la qualità degli ovuli o degli spermatozoi e altri fattori di rischio.
Domande Frequenti sulla Fertilità Femminile e l'Età
Ecco alcune risposte a domande comuni riguardo alla fertilità femminile e l'età, fornite anche dalla dottoressa Spies:
Quando una donna è più fertile?Le donne sono solitamente più fertili tra i 20 e i 30 anni. Durante questo periodo, la probabilità di rimanere incinta per ciclo è maggiore. A partire dai 35 anni, la fertilità della donna inizia a diminuire gradualmente e, dopo i 40, diminuisce in modo significativo. Questo fenomeno è strettamente correlato alla riserva ovarica, che diminuisce sia in quantità che in qualità con l'avanzare dell'età.
Fino a quando le donne sono fertili?La maggior parte delle donne può potenzialmente concepire anche dopo i 40 anni, o addirittura poco prima della menopausa. Tuttavia, è fondamentale comprendere che la qualità e il numero degli ovuli diminuiscono drasticamente con il passare degli anni. Il momento esatto in cui una donna smette di essere fertile dipende dalla sua riserva ovarica individuale e dal suo stato di salute generale, variabili da persona a persona.
Per quanto tempo una donna è fertile in età avanzata?Gli anni fertili di una donna vanno solitamente dall’inizio delle mestruazioni (pubertà), che può essere tra i 10 e i 16 anni, fino alla metà o alla fine dei 40 anni. Con l’avanzare dell’età, i cicli tendono ad allungarsi e l’ovulazione diventa più irregolare. Questa irregolarità rende sempre più difficile il concepimento spontaneo.
Fertilità della donna dopo i 40 anni: è possibile rimanere incinta?Sì, è possibile rimanere incinta dopo i 40 anni, ma le possibilità di concepimento spontaneo sono significativamente minori rispetto alle età più giovani. Inoltre, il rischio di anomalie genetiche nel feto e di complicazioni durante la gravidanza aumenta notevolmente. In molti casi, per incrementare le probabilità di successo, un trattamento di fecondazione in vitro, spesso con l'ausilio della donazione di ovuli da una donatrice più giovane, può essere un'opzione considerevole e talvolta necessaria.
A partire da quale età non è più possibile rimanere incinta?La fertilità di solito termina alcuni anni prima della menopausa, che tipicamente si verifica tra i 45 e i 55 anni, con una media intorno ai 50. Normalmente, quindi, le gravidanze spontanee diventano estremamente rare tra i 45 e i 50 anni. Dopo tale età, la possibilità di una gravidanza naturale è quasi inesistente. La fertilità della donna si differenzia da quella maschile perché è maggiormente influenzata dalla componente temporale, con un esaurimento quasi totale della capacità riproduttiva in età avanzata, a differenza dell'uomo che può mantenere una certa fertilità anche in età più avanzata.