La Chiesa del Purgatorio di Bitonto: Un Viaggio Tra Fede, Arte e l'Ineluttabile Mistero dell'Aldilà

Bitonto, una delle città di pietra del Barese, si svela ai visitatori come un palinsesto storico e architettonico, dove ogni vicolo e ogni facciata narra secoli di storia. Attraversare la Porta Baresana, che ieri come oggi funge da viatico architettonico per accedere al cuore della città, significa compiere un salto indietro nel tempo, almeno sino al periodo angioino. Immediatamente dopo, si staglia l'imponente Torrione quattrocentesco, alto ventiquattro metri e con uno spessore di ben 5 metri, ancora parzialmente cinto da un fossato, testimone silenzioso di epoche remote.

Via Rogadeo è un susseguirsi di palazzi assai scenografici, tra cui spicca la dimora Sylos-Calò, che ospita la Galleria nazionale della Puglia Girolamo e Rosaria Devanna. Qui, in un contesto di pregio artistico, è possibile ammirare opere di inestimabile valore, come un "Ritratto di gentiluomo" dipinto da Tiziano, la "Maddalena" del Veronese, un "Nudo femminile" del giovane Man Ray e i "Ritmi dinamici" di Giacomo Balla, offrendo un panorama eclettico dell'arte dal Rinascimento al Novecento. Questa ricchezza culturale e storica prepara il visitatore a un incontro con il sacro che, a Bitonto, assume forme molteplici e sorprendenti.

Mappa del centro storico di Bitonto con indicazione della Chiesa del Purgatorio

Dopo l'ammirazione per le espressioni più radiose dell'arte e della spiritualità, come il superbo stile romanico della Cattedrale di Bitonto, con i suoi dettagli scolpiti sul portale centrale che raffigurano un pellicano capace di togliere il fiato, e il loggiato porticato sul fianco meridionale, scandito da colonne dove compaiono tanti volti che gridano alla meraviglia, la città riserva un'esperienza decisamente più intensa e meditativa. La Cattedrale stessa, con il suo ambone pregiatissimo grazie agli intagli e trafori elegantissimi, e la sua cripta sviluppata sulle vestigia di una chiesa pre-cristiana, dove trenta colonne straordinarie si affiancano ad affreschi e a un crocifisso ligneo trecentesco, rappresenta il paradiso dell’architettura religiosa pugliese. È in questo contesto di profonda spiritualità che si inserisce un luogo che, per la sua particolare iconografia, invita a una riflessione più cupa ma altrettanto significativa: la Chiesa del Purgatorio.

La Chiesa del Purgatorio: Tra Vita, Morte e Redenzione Spirituale

A Bitonto, non bisogna impressionarsi troppo dinanzi agli scheletri che popolano la Chiesa del Purgatorio, dalla facciata all’architrave sino al timpano, poiché essa rappresenta una peculiare espressione della devozione barocca. Le chiese del Purgatorio, santuari sorti in tutta Italia meridionale dopo che il Concilio di Trento, terminato nel 1563, decretò ufficialmente l’esistenza di un luogo di purificazione sospeso tra Inferno e Paradiso, hanno un'aura sacrale e ultraterrena accentuata dalle decorazioni esterne di scheletri, teschi e spiriti tra le fiamme, e all'interno da statue, ossa e reliquie di anime sante.

L'edificio bitontino, situato in via Giandonato Rogadeo, è un luogo quasi sempre chiuso al pubblico, che apre eccezionalmente le sue porte nel periodo pasquale, offrendo ai fedeli e ai visitatori un'occasione unica per scoprire i suoi segreti. Il suo piccolo campanile, costituito da colonnine doriche e trabeazione triangolare, si intravede tra gli edifici circostanti, quasi a voler celare la drammatica bellezza della chiesa.

La chiesa dove incontrare le anime del purgatorio

La Facciata: Un Messaggio Scultoreo sull'Inevitabilità della Morte

La facciata della Chiesa del Purgatorio è il vero elemento di pregio del complesso, un'opera ricca di simboli e rappresentazioni che rimandano alla "nera mietitrice" e alla caducità della vita terrena. Il prospetto è ripartito in due ordini da una cornice aggettante con fregio decorato da triglifi e metope alternati a simboli della morte e teschi incoronati.

Il primo ordine, sottolineato da coppie di lesene su alto basamento, presenta al centro un portale rettangolare affiancato da lesene doriche che reggono la trabeazione. Il fregio di quest'ultima è composto da triglifi e metope con decorazioni di teschi umani. Crani di prelati e re, volute barocche e il ricco gruppo scultoreo delle anime in fiamme in procinto di essere salvate dagli angeli ornano la trabeazione del portale, creando un impatto visivo potente e commovente.

Ai lati delle lesene sono scolpiti ad altorilievo due scheletri che reggono la falce e la clessidra, icone classiche del tempo che scorre e della fine ineludibile. A completare questo macabro ingresso ci sono due scheletri lapidei che comunicano un messaggio profondo e universale sulla morte. Quello a sinistra poggia su un orologio privo di lancette, simbolo del tempo che non si può fermare, e reca l'iscrizione latina "Nil incertius" ("Niente è più incerto"). Con la mano libera, lo scheletro stringe una clessidra e regge un cartiglio che recita "Qua ora non putatis" ("In quale ora non sapete"), ammonendo sull'improvvisa venuta della morte. Lo scheletro posto sul lato destro reca un altro cartiglio che completa il concetto relativo alla morte con l'iscrizione "Veniam et metam" ("Verrò e mieterò"), sottolineando l'ineluttabilità del suo arrivo. Altri scheletri si trovano sul timpano dello stesso portale, accompagnati da angeli e anime del purgatorio, a rafforzare il tema della purificazione e della speranza di salvezza.

Dettaglio della facciata della Chiesa del Purgatorio di Bitonto con gli scheletri

Il secondo ordine della facciata, con paramento in conci di pietra a corsi regolari, è aperto al centro da un ampio finestrone rettangolare ed è concluso da un timpano triangolare, alleggerendo l'impatto complessivo ma mantenendo l'armonia architettonica. Questa facciata, nel suo insieme, non è solo un'opera d'arte, ma un vero e proprio sermone in pietra, che invita i passanti a meditare sulla vita, sulla morte e sul destino dell'anima.

L'Interno: Un'Aula Unica tra Devozione e Mistero

L'interno della chiesa si presenta come un'aula unica che trasuda di religiosità e mistero. La struttura è ad un'unica navata con volte a botte unghiata, nelle cui lunette si aprono ampi finestroni che filtrano la luce, creando un'atmosfera suggestiva e contemplativa. Sulle pareti laterali, ampie arcate, delimitate da alte paraste e da una cornice aggettante, accolgono altari seicenteschi, ognuno con la propria storia e il proprio significato devozionale.

Appena si entra, l'attenzione viene catturata dal grande "altare delle reliquie". Questo altare comprende una teca dorata scandita in nove riquadri, che contengono resti di santi, testimoniando la profonda venerazione per le figure di fede. Tra questi, si distinguono i busti neri con vesti d’oro di Olaro, Pio e Callisto, seguiti da quelli di Lucia, Costanza, Cristoforo, Modesto e Carlo Borromeo, ciascuno a invocare intercessione e protezione per le anime purganti.

Dal lato opposto, degno di nota è l’altare del Sacro Cuore di Gesù, costruito in pietra locale nel 1800. Su di esso spicca l’icona del Cristo in abiti purpurei su fondo azzurro, realizzata dall'artista Gaetano Spinelli, che infonde un senso di speranza e amore divino. Un raggio di luce intensa illumina invece la mensa in marmo intarsiato e pietra scolpita della Madonna della Purità, un'altra espressione della devozione mariana, che in questo contesto assume un ruolo di intercessione per le anime in attesa.

L'interno della Chiesa del Purgatorio di Bitonto con l'altare delle reliquie

Attraversando un elaborato cancello nero in ferro dalle finiture dorate, si accede infine all'altare maggiore. Alla sua sinistra, attorniata da decine di rose e drappeggi rossi, si trova un realistico simulacro di Maria Addolorata, la cui immagine evoca il dolore materno e la compassione divina. È proprio Cristo crocifisso su un teschio umano a cingere l’altro estremo dell’altare, un'iconografia potente che simboleggia la vittoria di Cristo sulla morte. Nella parte retrostante, una teca in vetro custodisce il suo corpo dilaniato dalle ferite, un richiamo diretto al sacrificio e alla passione, elementi centrali della fede cristiana che offrono speranza di redenzione anche per le anime del Purgatorio.

Tradizioni e Spiritualità: La Processione del Venerdì Santo

La Chiesa del Purgatorio di Bitonto non è solo un monumento di straordinaria bellezza architettonica e simbolica, ma è anche il fulcro di una delle più sentite tradizioni religiose della città. Durante il periodo pasquale, e in particolare il Venerdì Santo, la chiesa diventa lo scenario di partenza della famosa processione che si snoda dal pomeriggio fino a tarda notte. Questa processione, ricca di pathos e devozione, vede la partecipazione di numerosi fedeli che, con ceri e preghiere, accompagnano i simulacri sacri attraverso le vie del centro storico, rievocando la Passione di Cristo e intercedendo per le anime del Purgatorio. È un momento di forte comunione spirituale, in cui il mistero della morte e della resurrezione si fonde con la speranza della salvezza eterna, rendendo la Chiesa del Purgatorio un punto di riferimento ineludibile per la spiritualità locale.

La processione del Venerdì Santo a Bitonto

Il Contesto Diffuso delle Chiese del Purgatorio in Puglia

L'esistenza di una chiesa dedicata al Purgatorio a Bitonto non è un caso isolato, ma si inserisce in un fenomeno più ampio e profondo, radicatosi in Puglia e in tutto il Meridione d'Italia dopo il Concilio di Trento. La diffusione di questi santuari testimonia l'importanza teologica e la capillare devozione popolare verso le anime dei defunti, percepite come bisognose di preghiere e suffragi per accelerare il loro cammino di purificazione. Queste chiese, con le loro facciate spesso macabre e i loro interni votati al ricordo e all'intercessione, rappresentano un capitolo significativo della storia dell'arte e della religiosità barocca.

Un altro esempio eloquente di questa tipologia architettonica e devozionale si trova a Palo del Colle, dove la Chiesa del Purgatorio sorge di fronte alla chiesa madre. Costruita tra il 1669 e il 1673, con una facciata ultimata nel 1708, essa è un fulgido esempio di stile barocco, caratterizzato da un portale centrale arricchito da un piccolo gruppo di sculture e sormontato da un orologio solare del 1881. Il suo robusto e severo campanile, eretto nel 1734, si erge come un custode silenzioso della fede locale.

La storia di queste istituzioni è spesso legata alla fondazione di confraternite dedicate al suffragio delle anime, come il Pio Monte seu Compagnia per lo Suffragio delle Anime del Purgatorio, fondato a Palo del Colle nei primi giorni del 1645 da don Giulio Polignano, arciprete di Palo, insieme a quattro sacerdoti e sessanta laici. Questa compagnia, con l'assenso concesso dall'Arcivescovo di Bari don Diego Sersale, iniziò la sua attività utilizzando l'altare di Sant'Antonio nella chiesa matrice. Nel 1667, grazie alle elemosine raccolte, la Confraternita acquistò una casa diruta per erigere il proprio tempio, deliberando la costruzione della nuova chiesa nel 1668 e affidando l'incarico a una deputazione di fabbrica.

La rapida popolarità di queste confraternite e delle loro chiese non era dovuta solo al pio culto delle anime purganti, ma anche a complesse dinamiche sociali e politiche. A Palo del Colle, ad esempio, le circostanze erano determinate sia dal conflittuale rapporto istituzionale tra i Padri Domenicani e il Capitolo della chiesa matrice, sia dalla non facile convivenza tra la componente laica degli amministratori della pia istituzione e quella sacerdotale. In questo contesto, la Confraternita del Purgatorio riuscì a focalizzare e coagulare l'interesse politico-religioso della comunità.

Amministrata da ventiquattro confratelli detti Vocali, dodici laici e altrettanti religiosi, la Congrega di Palo del Colle dovette affrontare numerosi problemi di sovranità gestionale sin dagli albori della sua fondazione, a causa dell'invadente attività clericale di condizionamento. Questo portò a crescenti frizioni tra le parti, culminate il 1º ottobre 1780, quando il Governatore di Palo notificò la proibizione di ulteriori iscrizioni di sacerdoti alla chiesa del Purgatorio, dichiarandola "mera laicale" e negando agli ecclesiastici ogni voce in capitolo nella gestione. L'esclusione repentina fu mal tollerata dai sacerdoti, che misero in atto comportamenti destabilizzanti, inducendo le autorità a vigilare sulle loro azioni e a diffidarli da atti intimidatori. Per tutelarsi, la Confraternita chiese il Regio Assenso sia sulle regole di gestione sia sulla fondazione stessa della chiesa.

Facciata della Chiesa del Purgatorio di Palo del Colle

Anche la Chiesa del Purgatorio di Palo del Colle subì ampliamenti e abbellimenti nel corso dei secoli. Nel 1678, per armonizzare l'impianto planimetrico originariamente quadrangolare, la Confraternita accettò la proposta del priore di edificare un altare del S.S. Crocifisso nella navata sinistra. Quest'altare, eretto e adornato con un dipinto raffigurante la Sacra Famiglia (con Sant'Anna e San Gioacchino) realizzato da Nicolò Gliri di Bitonto nel 1678, fu concesso in cambio del patronato della sottostante struttura sepolcrale.

Il prospetto principale della chiesa di Palo del Colle fu ultimato nel 1708, con un costo di 417 ducati. Una trabeazione lo suddivide orizzontalmente in due ordini. Il superiore, ritmato da lesene in tre scomparti, accoglie tre nicchie con altrettante statue lapidee raffiguranti l'Immacolata, San Rocco e San Nicola Pellegrino, opere del 1722 di Giovanni Altieri di Giovinazzo. L'ordine inferiore, ritmato anch'esso da lesene, termina con una zoccolatura in pietra dall'aspetto massiccio. Sulla facciata si aprono tre portali. Il centrale (principale) è costituito da lesene doriche che sorreggono la trabeazione ed è sormontato da un frontone carico di decorazioni e sculture raffiguranti San Michele e le Anime purganti. Nel fregio si legge l'iscrizione scolpita: "Stendi la mano affinché San Michele con l'ausilio della Vergine liberi le anime che il fuoco purgante brucia". Al di sopra si evidenzia una elegante meridiana incastonata nel prospetto nel 1880. Nei corrispettivi fregi dei portali secondari destro e sinistro si leggono, anch'essi a loro volta incisi, le iscrizioni "Perdonami perché abbia refrigerio" e, oltre la data dell'inizio dei lavori (1669), "Volgiti e abbi pietà di me".

L'interno originario della chiesa di Palo del Colle, risalente al 1673 e di forma quadrangolare, presentava otto colonne binate rivestite di stucco che sorreggevano un tamburo quadrato, decorato da cinque tele raffiguranti la Gloria di Cristo, opere di don Vito De Filippis di Triggiano dipinte nello stesso anno. Lesene con capitelli in stile corinzio modulavano e ritmavano i muri perimetrali laterali, mentre quattro finestre, intervallate da otto quadri dello stesso De Filippis raffiguranti antichi profeti, assicuravano l'illuminazione del vano e del soffitto, intagliato e impreziosito da quattro angeli scolpiti in legno, opera del maestro Gaetano Troisi. Due altari erano posizionati rispettivamente sulla parete di destra (quello del Crocifisso, reso privilegiato in perpetuo da papa Pio VI il 10 settembre 1776) e a sinistra (quello con la tela del Gliri del 1678). L'altare maggiore era situato sulla parete di fondo, frontalmente rispetto all'ingresso principale, prima dell'ampliamento avvenuto nel XIX secolo.

In previsione di ampliare la chiesa, la Confraternita del Purgatorio di Palo del Colle già nel 1780 aveva acquistato un terreno situato dietro il muro nord. Ottenuto il reale permesso, i lavori iniziarono vent'anni dopo e terminarono nel 1803. Oggigiorno, la chiesa risulta tripartita in navate. La centrale è delimitata a nord da un'abside che ospita una tela raffigurante l'Immacolata Concezione con san Michele e le anime purganti, opera del Gliri del 1672, originariamente collocata sull'antico altare maggiore. In posizione centrale, sull'asse che divide i due elementi planimetrici (navata e abside), trova posto l'attuale altare principale. Sulle pareti delle navate laterali, in corrispondenza dell'odierna zona presbiteriale, furono costruiti due nuovi altari simili ai già descritti e adornati da due dipinti raffiguranti, su quello di sinistra l'Arcangelo Raffaele e Tobia, e sulla destra La Natività, opere di Samuele Tatulli di Palo.

Il patrimonio artistico della chiesa di Palo del Colle include un'altra tela del Tatulli, "La Lavanda", cinque opere del pittore Giuseppe Porta di Molfetta ("La moltiplicazione dei pani", "La Resurrezione di Lazzaro", "L'ultima cena", "La piscina probatica" e "San Luigi"), una di Carlo Rosa ("San Giovanni Battista") del 1668, e molte altre opere minori di autori ignoti. L'organo settecentesco, sistemato sulla contrafacciata interna dell'ingresso principale, opera del maestro Giuseppe Rubino di Acquaviva, costò alla Confraternita 196 ducati e 60 grana, la cui costruzione fu deliberata nel 1751. L'aspetto attuale interno della chiesa è il frutto dei lavori fatti eseguire dal priore Giuseppe della Mura nel 1888 e commissionati a maestri artigiani pugliesi per la parte riguardante gli stucchi.

Questi dettagli, sia per Bitonto che per Palo del Colle, illustrano come le chiese del Purgatorio non siano solo luoghi di culto, ma anche straordinari documenti storici e artistici, capaci di raccontare la sensibilità religiosa di un'epoca, le dinamiche sociali delle confraternite e la persistenza della fede nella possibilità di redenzione e suffragio per le anime in attesa.

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