L’universo dei bambini è intessuto di scoperte, ritmi e piccoli rituali che accompagnano la crescita. Tra le espressioni più antiche e significative, il gioco del "cucù" occupa un posto d’onore non solo per il divertimento immediato, ma per il ruolo cruciale che riveste nello sviluppo cognitivo. Parallelamente, il mondo della letteratura per l’infanzia e della musica offre strumenti preziosi per esplorare la quotidianità, il movimento e la relazione affettiva, trasformando la crescita in un percorso armonioso e creativo.
Il gioco del cucù: ben oltre una semplice sparizione
Ci sono, sono scomparso, ci sono di nuovo… un gioco che per il bambino è tutt’altro che banale. Il gioco del cucù è uno dei giochi più amati da genitori e bimbi piccoli! Fin dai primi mesi l’adulto scherza col bambino, deliziandosi di fronte all’espressione attenta e preoccupata quando nasconde il volto dietro le mani, e godendo delle manifestazioni di gioia incontenibile del piccolo quando il volto amato riappare. Più tardi, sarà lo stesso bambino a riproporre il gioco ai genitori, nascondendosi magari dietro al lenzuolo e dicendo cucù per poi mostrarsi ancora e ancora senza stancarsi mai: può giocare per ore.

Questo gioco è tutt’altro che banale, perché aiuta il bambino nel fare alcune importanti acquisizioni cognitive. Attraverso il gioco impara il concetto di permanenza dell’oggetto: le cose (e le persone) non smettono cioè di esistere nel momento in cui cessano di essere visibili. Non è un caso infatti che il bambino inizi a riproporre attivamente il gioco proprio intorno agli 8-9 mesi, periodo che coincide con la fine dell'esogestazione, cioè il momento in cui i bambini elaborano di più il concetto di separazione dalla mamma.
Il significato di questo gioco per un bambino piccolo non è come quello che può concepire un adulto. Per un bambino piccolo chiudere gli occhi e far sparire gli altri significa anche far scomparire se stessi alla vista degli altri. Infatti è solo molto più avanti che il bambino supera il “pensiero egocentrico”, cioè capisce man mano che gli altri hanno pensieri, percezioni ed emozioni diverse e indipendenti dalle proprie. Attraverso il nascondersi e ritrovarsi, il bambino sperimenta quindi, nella cornice sicura del gioco, l’esperienza del distacco e del ritrovamento con le persone che ama di più, cioè i genitori.
Il movimento e la narrazione corporea
La scoperta di sé passa inevitabilmente attraverso il corpo. Il protagonista di una nota storia, Ettore, vive a Parigi ed è un bambino vivacissimo che ama il movimento a tutto tondo: corre, salta, balla incessantemente. I genitori per incanalare tanta energia gli propongono un corso di danza classica e da quel momento lui se ne innamora. Manifesta la sua passione in ogni modo possibile, muovendosi con grazia e ballando durante tutte le sue attività dall’andare a scuola al lavarsi i denti, fino a esasperare purtroppo il padre che gli chiede di smettere. Ettore è felice nella danza che eleva e dà gioia e lui non è mai stato così felice.
Come migliorare la coordinazione dei bambini con l'hip hop
In un altro ambito, Eric Carle è un autore che ha realizzato numerosi capolavori per l’infanzia. Questo albo invita a conoscere il corpo, i suoi movimenti, le sue potenzialità, le sue parti distinte. I soggetti sono ancora gli animali che sono rappresentati sulla pagina di sinistra in diretta interlocuzione con bambini e bambine posti a destra. Attraverso le domande dei vari animali, il testo si rivolge direttamente a bambini e bambine e li invita a scoprire i movimenti che hanno in comune “dalla testa ai piedi” appunto. Il libro è adatto alle persone piccole quando scoprono la propria dimensione fisica e come si agisce per allungarsi, grattarsi, stare in equilibrio, scalciare e così via.
La musica come linguaggio universale e quotidiano
La musica è un luogo d’incontro dove si annullano le mille divergenze che possiamo avere con un’altra persona. Esistono proposte che, attraverso il suono, accompagnano le tappe della vita. Il libro propone un vasto ed eterogeneo repertorio musicale di 21 brani, accompagnato da tavole dai colori tenui e testi suggestivi che inducono all’ascolto con curiosità. La proposta deriva da un lungo periodo di ideazione e sperimentazione diretta con genitori e neonati da parte dell’autrice che sottolinea come il lavoro si è nutrito del contributo di molti professionisti impegnati nel sostegno alla genitorialità.
L'esplorazione sonora non si limita ai brani classici, ma abbraccia anche il mondo della natura. Un Orso che suona la tromba? Un Orso che con Leone, Alce, Zebra e Pecora che mettono su una banda? Alla fine, Orso con la tromba non ci si ritrova ma nella solitudine della notte troverà la sua strada musicale e si cimenterà con il violino. Un libro che si presta a un laboratorio per conoscere molti strumenti e proporre un’attività di esplorazione vera e propria… come Orso!

Le canzoni sono efficacissimi strumenti di comunicazione tra adulti e bambini persino quando non scritte per l’infanzia. Rivolgersi a un bambino cantando è, inoltre, un modo per dichiarare una più genuina e disinibita volontà di coinvolgimento. La ricca collana di libri proposta attinge a un patrimonio quasi inesauribile di canzoni e costituisce un retroterra ideale per trasformarsi in territorio comune pronto ad accogliere percorsi immaginativi, suggestioni, emozioni di adulti e bambini insieme.
Le filastrocche: ritmo e nutrimento affettivo
Insieme al latte materno le filastrocche sono il nutrimento più sano e genuino per far crescere bene i bambini. Recitare filastrocche non è solo scandire un ritmo, offrire nuovi suoni e nuove parole ad orecchie affamate d’ascolto, ma anche esprimere al bambino la volontà di comunicare davvero con lui, tenendolo in braccio o sulle ginocchia. La reiterazione dell’ascolto e della narrazione sostiene il processo di lallazione nella fase in cui i suoni vengono percepiti e riprodotti. Il libro aiuta questa esplorazione linguistica finalizzata a supportare lo sviluppo del linguaggio e l’apprendimento.
Esistono testi che, attraverso una struttura metrica precisa, scandiscono il tempo, come una briosa variante delle Civette sul comò. Scritta da Emanuele Luzzati, è stata ritrovata tra le carte da lui lasciate. A leggerla così, conquista subito per i nonsense che da sempre si trovano a loro agio nella poesia destinata ai bambini, per lo spirito allegro che fa scorrere le parole, le rime e insieme il tempo. È l’anno, con le sue scadenze, che passa veloce, scandito dall’intercalare musicale di quel “Bizzere bizzere bizzere bò”, tutto italiano, che fa da contrappunto al noto Ambarabà ciccì coccò.
L'identità culturale e il valore simbolico nelle narrazioni
La questione della trasmissione di simboli e tradizioni attraverso la musica e i testi per l'infanzia è un tema che suscita dibattiti profondi. Le vicende avvenute in alcune realtà scolastiche, dove testi di canzoni natalizie sono stati modificati per favorire l'inclusione, evidenziano quanto la musica non sia mai un semplice insieme di note, ma un veicolo di valori identitari.

L'inclusione è, e deve essere, riconoscimento leale della reciproca cultura. Pensare di favorire l'accoglienza cancellando i riferimenti alla nostra religione, alla nostra identità, alla cultura che da secoli caratterizza il nostro territorio è un gesto che spesso solleva perplessità. Il messaggio di pace del Natale, ad esempio, non è una minaccia o un ostacolo all'incontro tra culture differenti, ma un simbolo che, se rispettato nel suo significato profondo, arricchisce il dialogo. Svuotare del loro senso le tradizioni rischia di improvvisare una motivazione artificiale alla base delle festività che hanno da sempre cadenzato la nostra vita di comunità segnandone il cammino.
La varietà dei percorsi pedagogici
Ogni libro, ogni melodia, ogni filastrocca offre una porta d'accesso diversa allo sviluppo del bambino. Alcune opere propongono un invito ad utilizzare il corpo e piccoli oggetti quotidiani per dare forma a rumori e suoni inaspettati e variegati. Altri, come le raccolte di fiabe, attingono alla tradizione, rendendo le parole trasparenti, il testo in rima baciata scorrevole, con un lessico ricercato, sonoro, amabile e aderente alle storie narrate.
Le tavole sono illustrate con colori vivaci e ben campiti su uno sfondo regolare, rendendole interessanti e suggestive a piccole lettrici e lettori. Con colori pastello e immagini di maternità e paternità, fin dalla copertina si comprende che il libro è per genitori in attesa e neogenitori. Il lavoro si nutre del contributo di molti professionisti impegnati nel sostegno alla genitorialità, sottolineando che ascoltare musica è innanzitutto un’esperienza piacevole e utile alla relazione col proprio bimbo, anche durante la gestazione. È bene pertanto che la futura mamma scelga cosa ascoltare assecondando le sue preferenze, affinché in prima persona sperimenti condizioni di benessere psico-fisico che pure il feto avverte.
In questo vasto panorama, il bambino resta sempre al centro, pronto ad apprendere, a danzare, a cantare e, immancabilmente, a fare cucù per riaffermare la sua presenza nel mondo e il legame inscindibile con chi lo circonda.
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