Nel panorama odierno della medicina riproduttiva, la crioconservazione ovocitaria, in particolare tramite la tecnica della vitrificazione, rappresenta una frontiera essenziale per molte donne che desiderano preservare la propria fertilità. Questa metodologia consente di congelare gli ovuli quando la donna è ancora fertile, offrendo una preziosa opportunità di posticipare la maternità senza compromettere le possibilità di concepimento futuro. San Marino, con le sue strutture all'avanguardia, emerge come un polo di riferimento per queste procedure, garantendo standard di eccellenza e sicurezza.
Comprendere la Vitrificazione Ovocitaria: Tecnica e Benefici
Che cos'è la Vitrificazione Ovocitaria?
La vitrificazione degli ovociti è una tecnica di congelamento degli ovuli che si effettua quando la donna è fertile. Questa tecnica ha rivoluzionato la criopreservazione degli ovuli, poiché permette una maggiore sopravvivenza allo scongelamento rispetto a quanto si sarebbe riscontrato con altre tecniche di congelamento. Il suo successo deriva dalla capacità di ridurre al minimo la formazione di cristalli di ghiaccio, che possono danneggiare le cellule, mantenendo così intatta la qualità degli ovuli. È fondamentale sottolineare che la qualità degli ovociti è essenziale per l'esito positivo del processo.
Un ciclo di vitrificazione ovocitaria è molto simile ai primi passi della Fecondazione In Vitro (FIV). Si inizia con una stimolazione ovarica controllata, progettata per aumentare il numero di ovuli che sono in grado di entrare in un ciclo che viene poi completato. Dopo questa fase preparatoria, gli ovociti vengono recuperati dalle ovaie e, dopo aver verificato la loro qualità, vengono vitrificati in attesa di utilizzo futuro. Gli ovociti vetrificati possono rimanere a tempo indeterminato, mantenendo intatto il proprio potenziale riproduttivo dell’età del paziente al momento della vitrificazione.
Perché Optare per la Crioconservazione degli Ovociti?
La decisione di congelare gli ovuli è personale e dipende da diversi fattori, tra cui l’età, la salute e il contesto di vita della donna. Esistono diverse ragioni che spingono le donne verso questa scelta strategica.
Una delle motivazioni principali è la necessità di preservare la fertilità. È un dato di fatto che la qualità e il numero degli ovuli di una donna diminuiscono con l’età, specialmente dopo i 35 anni. Ritardare la maternità è un'altra ragione significativa: alcune donne scelgono di congelare i loro ovuli per posticipare la maternità per ragioni personali, professionali o di istruzione. Il ricorso al "social freezing", cioè il congelamento dei gameti femminili da parte di donne senza malattie ma desiderose semplicemente di ritardare il progetto di allargare la famiglia, è già molto diffuso in diversi paesi, come gli Stati Uniti. Esigenze di carriera o la mancanza di un partner stabile col quale realizzare il sogno di avere un bambino inducono molte donne a rimandare il momento di diventare mamma. Senza questa opzione, vi sarebbe il rischio che, superati i 35-40 anni, debbano rinunciare alla gravidanza perché il concepimento diventa statisticamente più difficile. In questi casi, la possibilità di mettere da parte le proprie cellule riproduttive può costituire un buon compromesso.

Oltre alle ragioni sociali e personali, vi sono importanti motivazioni mediche. Diverse malattie possono compromettere il futuro riproduttivo di una donna, tra cui processi neoplastici (come il cancro), endometriosi, malattie autoimmuni o anche interventi chirurgici per patologie benigne che potrebbero ridurre la capacità fertile e, pertanto, rendere difficile o impedire una futura gravidanza. Le neoplasie di norma si sviluppano in un’età avanzata, ma la loro prevalenza durante l’infanzia, l’adolescenza e negli adulti giovani non è, purtroppo, bassa. Nel caso di donne in età fertile, i trattamenti necessari per curare la malattia (intervento chirurgico, chemioterapia, radioterapia o alcuni trattamenti immunosoppressivi) possono ridurre e perfino annullare la loro futura capacità di concepire un figlio. Una delle tecniche di preservazione della fertilità più efficaci in questi casi è il congelamento di ovociti tramite vitrificazione, che permette alla donna, una volta superata la malattia, di ottenere una gravidanza con i propri ovociti precedentemente crioconservati. In queste situazioni, è molto importante agire rapidamente.
La fertilità femminile diminuisce naturalmente quando la donna supera i 35 anni di età. Oggi il congelamento degli ovociti permette di contrastare la graduale perdita della capacità riproduttiva, consentendo alla donna di mantenere le sue potenzialità riproduttive nel tempo.
Il Processo di Crioconservazione: Dalla Stimolazione al Congelamento Sicuro
Il processo di congelamento degli ovuli, o criopreservazione ovocitaria, si svolge in diverse fasi, ciascuna attentamente monitorata per massimizzare le probabilità di successo.
Consultazione e Valutazione Iniziale
Prima di iniziare il processo, la donna effettua una consulenza con i medici specialisti per discutere della propria situazione e valutare se il congelamento degli ovuli è adatto a lei. Questa fase include una valutazione approfondita dello stato di salute generale e della riserva ovarica della paziente.
Stimolazione Ovarica Controllata
La donna inizia un ciclo di farmaci ormonali per stimolare la crescita e lo sviluppo di più ovuli nei suoi ovari. Questo trattamento di solito dura circa 10-14 giorni e prevede l’assunzione di gonadotropine, ormone follicolo-stimolante (FSH) e luteinizzante (LH), per stimolare la maturazione degli ovuli. Il ginecologo elaborerà un programma di stimolazione che dura dagli 8 ai 10 giorni. Solitamente, la stimolazione è più elevata rispetto all’inseminazione artificiale, poiché si cerca di generare una maggiore risposta ovarica. Lo scopo della stimolazione è ottenere un numero adeguato di ovociti.
Monitoraggio Regolare
Durante il periodo di stimolazione ovarica, la donna viene sottoposta a monitoraggio regolare tramite ecografia e analisi del sangue per verificare la crescita e lo sviluppo dei follicoli ovarici e per valutare i livelli ormonali. Per ottenere il maggior numero di ovociti possibile, è necessario recarsi in clinica almeno tre volte per sottoporsi ai controlli ecografici tesi a determinare le dosi di ormoni adeguate in base al caso e ottimizzare la risposta delle ovaie.
Scatenamento dell’Ovulazione e Prelievo degli Ovociti
Quando i follicoli sono maturi, la donna riceve un’iniezione di hCG (gonadotropina corionica umana) o di un altro ormone per scatenare l’ovulazione. Circa 36 ore dopo, si procede al recupero degli ovociti.
La raccolta degli ovuli, nota come pick-up follicolare, viene eseguita con un piccolo intervento via vaginale e con una leggera sedazione o anestesia locale. Molte donne si chiedono "Proverò dolore?". L’estrazione per poi congelare gli ovuli è indolore. Il medico utilizza un ago sottile guidato da un’ecografia transvaginale per aspirare i liquidi contenenti gli ovuli dai follicoli ovarici. Questa procedura è semplice e dura circa 15-30 minuti. Non è necessario chiedere un permesso prolungato dal lavoro, poiché dovrà assentarsi dal lavoro solo il giorno dell’intervento, dopo il quale si consiglia di trascorrere una giornata tranquilla ed evitare di guidare.
Valutazione e Vitrificazione degli Ovociti
Dopo il prelievo, gli ovuli raccolti vengono valutati da un embriologo per determinare la loro maturità e qualità. Gli ovociti maturi idonei vengono quindi vitrificati e si conservano inalterati fino a quando la donna vorrà utilizzarli.
Durata della Conservazione e Costi Associati
Dopo la criopreservazione, gli ovuli conservano le stesse condizioni senza deteriorarsi e il passare degli anni non li danneggia. I tassi di successo dei laboratori d'eccellenza, come Fertilab, sono un esempio di quanto si possa ottenere con strumenti e procedure all'avanguardia. In molte strutture, Fertilab Barcelona non impone limiti temporali, potrai avere a disposizione i tuoi ovuli quando lo ritieni opportuno. Tuttavia, in alcuni contesti, dobbiamo tener presente che il limite di età per un trattamento di riproduzione assistita, ad esempio in Spagna, è attorno ai 51 anni.
Per quanto riguarda i costi, il costo per il congelamento degli ovuli presso una clinica come Fertilab è di 2.570 €. A San Marino, una procedura di "social freezing" (prelievo degli ovociti, bancaggio e un anno di conservazione) costerà circa 3.000 €. Questo è un costo significativamente inferiore rispetto ad altri paesi, come gli Stati Uniti (12.000 €), il Canada (6.000-8.500 €) e il Regno Unito (4.000 €). Oltretutto, in cambio di queste tariffe, non sempre vengono garantite tecnologie di massima sicurezza altrove.
Il prelievo di ovociti
Gli eventuali ovociti sovrannumerari vengono conservati gratuitamente per un periodo iniziale, spesso di un anno. Successivamente, ad ogni scadenza annuale, la paziente è tenuta a comunicare al Centro la propria intenzione di proseguire o meno la conservazione del campione. Contestualmente, la paziente, nel caso in cui decida di rinnovare la crioconservazione, è tenuta al pagamento di una quota annua, che può essere di circa 100,00 €. Questo sistema garantisce che la paziente mantenga il controllo sulla conservazione dei propri gameti.
L'Utilizzo Futuro degli Ovociti Crioconservati e le Sue Implicazioni
Quando una donna decide di utilizzare i suoi ovuli congelati, inizia un processo semplice che non richiede ormoni né stimolazione ovarica.
Il Percorso per Diventare Mamma
Bisogna solo preparare il corpo ad accogliere l’embrione e programmare il momento del ciclo adeguato per l’annidamento. Inoltre, nel laboratorio vengono scongelati gli ovociti che verranno fecondati con il liquido seminale del partner, solitamente attraverso la microiniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI), una procedura in cui un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell’ovulo. Gli ovuli fecondati vengono coltivati in laboratorio per alcuni giorni (di solito tra 3 e 5 giorni) per consentire lo sviluppo degli embrioni. Successivamente, l’embrione che si ottiene viene trasferito nell’utero materno. Gli embrioni non trasferiti si possono congelare e utilizzare in trattamenti futuri, offrendo ulteriori possibilità di concepimento.
Opzioni per Madri Single
E se non ho un partner maschile, cosa posso fare per diventare mamma? La donna che decide di essere madre senza un partner può ricorrere al liquido seminale di un donatore. Gli ovociti vengono fecondati con il seme conservato nella Banca di Seme, e dopo la nascita, il bambino viene legalmente riconosciuto come figlio di una famiglia monoparentale.
La Criopreservazione e il Nascituro
Una preoccupazione comune è se la criopreservazione possa influire sul nascituro. La vitrificazione non ha nessun effetto sul bambino che nascerà. Non vi è nessuna differenza tra i bambini nati dopo un trattamento di Fecondazione in vitro con ovociti o embrioni congelati e i bambini nati da un ciclo naturale. Questa rassicurazione è supportata da ampie ricerche scientifiche.
Utilizzo dopo la Menopausa
Sì, gli ovuli congelati possono essere utilizzati anche dopo la menopausa. Tuttavia, le donne in post-menopausa potrebbero aver bisogno di ulteriori trattamenti, come la terapia ormonale sostitutiva, per preparare l’utero al trasferimento degli embrioni, garantendo un ambiente uterino idoneo all'annidamento.
Il Destino degli Ovociti non Utilizzati
Se si decide di non utilizzare i propri ovuli congelati, la paziente è libera di decidere cosa farne. Vi sono tre possibilità principali: possono essere donati ad altre coppie e aiutarli a diventare genitori, possono essere donati alla scienza per la ricerca, o, infine, possono essere eliminati.

Aspetti Critici e Tassi di Successo nella Crioconservazione Ovocitaria
I tassi di successo del congelamento degli ovuli e del loro utilizzo successivo variano in base a diversi fattori, sottolineando l'importanza di una scelta informata e tempestiva.
L'Età Appropriata per la Crioconservazione
L’età della donna al momento del congelamento degli ovuli è uno dei principali fattori che influenzano il successo. Sebbene non esista un’età minima né massima assoluta, si consiglia di farlo prima dei 35 anni per ottenere un numero sufficiente di ovuli di buona qualità, perché oltre questa età diminuisce sia la qualità che la quantità di ovociti. L’età ideale per il congelamento degli ovuli è al di sotto dei 35 anni, poiché gli ovuli di una donna tendono ad avere una qualità migliore quando è più giovane. L'età migliore per mettere da parte cellule di buona qualità è tra i 25 e i 30 anni. Dopo i 35 anni, infatti, la prospettiva di portare a termine con successo una gravidanza e avere un bambino si allontana.
Il professor William Ledger dell'Università del Nuovo Galles del Sud ha condotto un'analisi di dati internazionali, dimostrando che le donne giovani senza figli che fanno congelare i propri ovociti attorno ai 30 anni hanno una probabilità oltre sei volte maggiore di poterli usare con successo più tardi nella vita. Grazie ai nuovi metodi di congelamento rapido in azoto liquido, una donna che ricorre alla crioconservazione poco dopo i 30 anni ha una probabilità del 50% di partorire più tardi. Sopra i 38 anni, la probabilità si riduce drasticamente al 7%. Parlando al Congresso annuale della Perinatal Society of Australia, Ledger ha consigliato che le donne attorno ai 30 anni che non programmano di avere figli fino a più tardi nella vita, dovrebbero ricorrere ora alla crioconservazione. In questi casi di donne di età avanzata, sarà fondamentale una valutazione personalizzata dell’utilità della vitrificazione ovocitaria. La paziente deve ricevere consulenza medica appropriata e informazioni chiare in base alla sua età e alla sua riserva ovarica. Alcuni centri, come il Bioscience Institute di San Marino, per motivi etici non accetteranno clienti che abbiano superato i 40 anni.
La giovinezza procreativa femminile ha breve durata. Se a 23 anni ogni ovulazione si trasforma in gravidanza nel 28% dei casi, a 39 anni la percentuale scende al 14% per assottigliarsi fino al 12% a 40 anni. Superata questa soglia, le difficoltà aumentano e quando non si riesce ad avere un figlio l’unica alternativa è affrontare cure di fecondazione assistita con ridotte possibilità di successo.
Fattori che Influenzano il Successo
Oltre all'età della donna, altri fattori chiave influenzano il successo della crioconservazione:
- Qualità degli ovuli: La qualità degli ovuli raccolti e congelati è fondamentale per il successo della procedura.
- Tecnica di congelamento: La vitrificazione, una tecnica di congelamento ultrarapido, ha rivoluzionato la criopreservazione degli ovuli, poiché riduce al minimo la formazione di cristalli di ghiaccio e mantiene la qualità degli ovuli.
- Competenza del laboratorio di fertilità: La qualità delle strutture e l’esperienza degli specialisti nel laboratorio di fertilità influiscono anche sui tassi di successo.
È importante notare che i tassi di successo variano da persona a persona e non è possibile prevedere con certezza il risultato per una specifica persona. Il congelamento degli ovuli non garantisce una gravidanza. Tuttavia, aumenta le possibilità di concepire in futuro, soprattutto se una donna ha congelato i suoi ovuli in giovane età, quando la qualità degli ovuli è migliore.
Sicurezza, Costi e Alternative alla Crioconservazione
Sicurezza della Procedura e Potenziali Rischi
Il congelamento degli ovuli è generalmente considerato sicuro, soprattutto in cliniche d’eccellenza come quelle che utilizzano strumenti e procedure all’avanguardia. Come per qualsiasi procedura medica, il trattamento potrebbe comportare dei rischi associati. I principali rischi includono la sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) dovuta ai farmaci per la stimolazione ovarica ed eventuali infezioni associate alla procedura di raccolta degli ovuli. I team medici esperti sono a disposizione per mettere al corrente le pazienti di tutti gli eventuali rischi connessi a questo trattamento.
Copertura Assicurativa
La copertura assicurativa per il congelamento degli ovuli varia a seconda del paese, della politica assicurativa e delle circostanze individuali. In alcuni paesi, come per esempio in Italia, il congelamento degli ovuli può essere coperto solo per motivi medici, come la preservazione della fertilità prima di un trattamento oncologico. È sempre consigliabile verificare le proprie condizioni assicurative e le normative locali.
Alternative al Congelamento degli Ovociti
Le alternative al congelamento degli ovuli includono il congelamento degli embrioni e la donazione di ovuli. Il congelamento degli embrioni comporta la fecondazione degli ovuli con lo sperma del partner o di un donatore prima del congelamento. Questa opzione è preferibile per le coppie che hanno già un partner e sono certe di voler utilizzare gli embrioni in futuro. La donazione di ovuli implica l’utilizzo di ovuli di una donatrice se una donna non è in grado di utilizzare i propri ovuli a causa di età avanzata, scarsa qualità degli ovuli o assenza di ovociti vitali.
San Marino: Un Polo di Eccellenza per la Biotecnologia e la Crioconservazione Ovocitaria
A San Marino ha sede Bioscience Institute (www.bioinst.com), un polo biotecnologico tra i più qualificati e avanzati d’Europa, specializzato nella coltura cellulare e nella crioconservazione autologa di cellule staminali. Si tratta della più rilevante e autorevole realtà scientifica sammarinese che ha conseguito significativi risultati nella ricerca mirata alle nuove applicazioni terapeutiche delle cellule staminali e ottenuto importanti riconoscimenti dalla comunità scientifica nazionale e internazionale.
Bioscience Institute: Un Riferimento Internazionale per la Qualità e la Sicurezza
Bioscience Institute è stata la prima biobanca privata di cellule staminali ad essere presente nella penisola italiana e tuttora detiene la leadership in Europa per qualità e sicurezza biologica. Procedure, tecnologie e strutture dei laboratori Bioscience Institute garantiscono standard d’eccellenza certificati da enti sopranazionali. È una delle pochissime biobanche in Europa ad aver conseguito non solo la certificazione UNI-EN-ISO 9001:2000, ma anche la prestigiosa GMP - Good Manufacturing Practice, il più elevato standard qualitativo riconosciuto sia all’interno dell’Unione Europea che dalla FDA (Food and Drug Administration). La certificazione GMP garantisce la sicurezza biologica delle cellule conservate e ne consente l’utilizzo in caso di trapianto. Per effettuare un trapianto di staminali, qualsiasi Centro Trapianti del mondo accetta solamente materiale biologico proveniente da laboratori certificati GMP. Staminali non correttamente conservate secondo questo rigido protocollo espongono il paziente a gravi rischi e potrebbero comprometterne la vita stessa. Le cellule staminali conservate nella Repubblica di San Marino possono essere trapiantate in tutti i Centri Trapianti del mondo. In caso di trapianto, Bioscience Institute si occuperà gratuitamente dell’organizzazione e del trasporto delle cellule staminali presso il Centro Trapianti e contribuirà con un bonus di 20.000,00 € alla copertura delle spese mediche sostenute dal paziente.
Il modello aziendale e l’eccellenza strutturale, tecnologica e procedurale adottata fanno registrare numerose richieste di esportazione del “know how” da parte di investitori di Paesi come Austria, Svizzera francese, Cina e Qatar.

La Biobanca di San Marino per la Crioconservazione Ovocitaria Personale
A San Marino, presso il Bioscience Institute, è stata aperta la prima biobanca su territorio italiano espressamente dedicata alla crioconservazione di ovociti per uso personale. Dunque, questa è un’impostazione ben diversa da quella di un centro di procreazione assistita, che è solitamente un riferimento per donne già infertili o con malattie tumorali da trattare con cure che potrebbero compromettere la fertilità. Il termine "social freezing" definisce la pratica di congelamento dei gameti femminili da parte di «clienti» giovani per un impiego futuro.
Quando lo riterrà opportuno, la proprietaria richiederà i propri ovociti per avviare un percorso di fecondazione artificiale, con il vantaggio di avere a disposizione cellule giovani. Questa è un'opzione in più per la donna - come afferma Andrea Borini della società italiana di fertilità e sterilità e medicina riproduttiva -. La donna può essere costretta a rinviare la maternità per motivi sociali e questa è una strada per non rinunciare del tutto. La tecnica di crioconservazione e scongelamento degli ovociti, anche se ritenuta ancora sperimentale, garantisce buoni risultati.
Bioscience Institute ha sede a San Marino, raggiungibile agevolmente e in tempi brevi da tutte le regioni italiane, anche in caso di interruzione di servizio, per scioperi o condizioni meteorologiche avverse, da parte di compagnie aeree e trasportatori. Fattori come la distanza, la raggiungibilità e le procedure doganali, possono influire sui tempi di consegna del materiale biologico. Ogni ostacolo che prolunga i tempi di consegna, dal luogo di prelievo al laboratorio di crioconservazione, può influire sulla vitalità delle cellule.
Attualmente Bioscience Institute vanta 350 mq di laboratori ed è in continua fase di ampliamento e di innovazione tecnologica. La realizzazione di ulteriori 6 camere bianche (laboratori sterili), che vanno ad aggiungersi alle attuali 4, porteranno il polo biotecnologico di San Marino a raggiungere 550 mq di superficie destinata alle attività di laboratorio, a cui vanno aggiunti gli spazi amministrativi e i locali tecnici. Tutti gli ambienti in cui viene trattato materiale biologico sono dotati delle più moderne e sofisticate tecnologie e attrezzature e sono costantemente monitorati da contaparticelle laser per la misurazione dei livelli di sterilità, umidità e temperatura.
Per le coppie in attesa, che vogliono verificare di persona la professionalità e gli alti livelli di qualità del servizio di crioconservazione biologica, viene offerta gratuitamente la possibilità di una visita presso i laboratori, incluso il pernottamento a San Marino. Con una semplice connessione al sito internet di Bioscience Institute è possibile osservare in tempo reale, attraverso un circuito di webcam, ciò che avviene all’interno dei vari ambienti dei laboratori. Bioscience Institute è proprietaria dei laboratori in cui opera e stipula il contratto di conservazione direttamente con i genitori, senza intermediari. In considerazione della durata ventennale del servizio di crioconservazione, il cliente deve esigere che la biobanca sia in grado di garantire, nel tempo e con un rapporto diretto, affidabilità societaria e solidità finanziaria. Bioscience Institute è una S.p.A.
Il prelievo di ovociti
La Ricerca e le Competenze del Bioscience Institute
Bioscience Institute è una realtà che ha avuto origine dall’esperienza di un gruppo di ricercatori guidati dal professor Carlo Ventura, uno dei scienziati italiani più stimati sia in Italia che all’estero, in particolare negli Stati Uniti dove ha effettuato ripetuti periodi di ricerca presso il Laboratory of Cardiovascular Science dell’N.I.H. di Baltimora. È Professore Ordinario di Biochimica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna e direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare e Bioingegneria delle Cellule Staminali e della Sezione di Cardiologia Sperimentale dell’Istituto di Cardiologia dell’Ospedale S. Orsola-Malpighi di Bologna. Autore di numerose pubblicazioni sulle più importanti riviste internazionali di biologia cellulare e molecolare, è membro della “American Society for Biochemistry and Molecular Biology” e dell’Editorial Board di: Journal of Molecular and Cellular Cardiology e di Evidence Based Complementary and Alternative Medicine. Questa profonda base scientifica e la costante attività di ricerca garantiscono che le tecniche di crioconservazione, inclusa quella ovocitaria, siano sempre all'avanguardia.
Un esempio delle diverse applicazioni della crioconservazione e della ricerca condotta dal Bioscience Institute riguarda la medicina estetica. L'istituto, in collaborazione con importanti centri di ricerca universitari italiani, ha messo a punto una innovativa tecnica che apre la via a nuove frontiere per questo settore. La procedura consente, con un semplice prelievo di cute, di crioconservare i fibroblasti estratti dalla propria pelle quando sono ancora giovani e attivi, per poterli utilizzare alla comparsa dei primi segni di invecchiamento o per fini terapeutici, ad esempio in caso di ulcere cutanee. Si tratta di una metodologia che utilizza la naturale capacità dei fibroblasti, le cellule che concorrono al mantenimento di una pelle sana, compatta ed elastica, di produrre collagene ed elastina. Questa capacità diminuisce nel tempo, a causa dell’invecchiamento, riducendo la disponibilità di collagene ed elastina presente nella cute. Questo impoverimento di sostanze produce l’effetto di una pelle più sottile e meno tonica e la comparsa di rughe. Coltivare in vitro i fibroblasti estratti da un piccolo campione di cute prelevato dal paziente permette di disporre in poco tempo di un elevato numero di cellule attive e vitali. Di queste, una parte può essere impiantata immediatamente, trattamento che aumenta da subito la produzione di collagene della pelle, e una parte destinata alla crioconservazione per futuri ulteriori interventi di ringiovanimento cutaneo. Crioconservare i fibroblasti permette di bloccare l’età biologica dei fibroblasti, corrispondente a quella in cui viene effettuato il prelievo di cute. Questa è un'ulteriore dimostrazione dell'esperienza di Bioscience Institute nella gestione e conservazione di materiale biologico, con ricadute positive sulla qualità complessiva dei suoi servizi, inclusa la crioconservazione ovocitaria.
La Crioconservazione di Cellule Staminali da Cordone Ombelicale: Un Ulteriore Servizio di Bioscience Institute
Sebbene l'attenzione principale della presente trattazione sia sulla crioconservazione ovocitaria, è utile comprendere il più ampio contesto delle capacità di Bioscience Institute, che include la crioconservazione autologa di cellule staminali. Questa eccellenza generale nel campo della criobanca si riflette anche nei servizi di conservazione degli ovociti.
Le cellule staminali sono cellule immature non ancora specializzate, ossia cellule che ancora non svolgono una funzione specifica all’interno dell’organismo. In questo particolare stadio di sviluppo, la cellula ha la capacità di riprodursi in altre cellule staminali e generare cellule precursori di cellule specializzate, destinate a differenziarsi e a trasformarsi in cellule di tessuti e organi. Questa loro particolarità permette di fornire all’organismo umano il ricambio e la rigenerazione delle cellule di organi e tessuti danneggiati a causa del fisiologico invecchiamento cellulare, di malattie o incidenti. Le cellule staminali maggiormente utilizzate a scopo terapeutico sono le staminali embrionali e le staminali adulte.
Nessun problema di tipo etico sussiste, invece, per le cellule staminali ricavate dal sangue del cordone ombelicale. Queste sono cellule staminali adulte, ovvero derivate da un organismo già sviluppato, che hanno il compito di generare nuove cellule destinate all’accrescimento, al mantenimento e alla riparazione di organi e tessuti. Si tratta di cellule multipotenti, capaci di trasformarsi in alcuni tipi di cellule specializzate. Le cellule staminali adulte contenute nel sangue del cordone ombelicale sono di tipo emopoietico, ovvero in grado di generare globuli bianchi, rossi e piastrine al pari di quelle del midollo osseo.
Nel sangue del cordone ombelicale sono contenute cellule staminali in grado di curare gravi malattie non trattabili con farmaci e terapie convenzionali. Si tratta di un particolare tipo di cellule staminali, dette ematopoietiche, capaci di contrastare efficacemente molte patologie ematologiche, immunologiche, genetiche, metaboliche e oncologiche. Trapianti di cellule staminali del cordone ombelicale permettono di trattare con successo varie forme di leucemie, linfomi, anemie, mielomi, aplasie midollari, talassemie e alcuni gravi difetti del sistema immunitario. Alle pratiche terapeutiche già ampiamente consolidate possono essere affiancate quelle che la ricerca scientifica sta sviluppando con promettenti risultati. In un prossimo futuro sarà possibile avere accesso a nuove terapie che utilizzeranno le cellule staminali per la cura di malattie degenerative come l’Alzheimer, il morbo di Parkinson, l’ictus, il diabete tipo 1, la distrofia muscolare, le patologie cardiovascolari e numerose altre malattie per le quali non esistono cure alternative. Conservare le cellule staminali del cordone ombelicale per un uso personale o familiare costituisce, dunque, un importante gesto di prevenzione ormai alla portata di tutti. È sempre più diffusa tra le mamme la conoscenza di quanta speranza di cura sia racchiusa nel sangue del cordone ombelicale, e sempre più genitori, infatti, decidono di salvaguardare questa preziosa risorsa di salute conservando le staminali per uso autologo in banche private.
Il viaggio delle cellule staminali inizia dalla sala parto dove, subito dopo la nascita del bambino, viene raccolto il sangue del cordone ombelicale. Il prelievo è indolore e può essere effettuato sia in caso di parto naturale che di taglio cesareo, senza alcun rischio né per madre né per il neonato. Grazie al costante aumento del numero di prelievi di sangue cordonale per uso autologo, in Italia nel 2008 sono stati circa 10.000, la pratica di questa semplice procedura è ormai sempre più diffusa, rapida e sicura. Effettuato il prelievo, il campione di sangue cordonale viene trasferito in un apposito contenitore termico pressurizzato e spedito, tramite corriere dedicato, presso i laboratori Bioscience Institute. In un tempo compreso tra le 48 e le 72 ore dal parto, la sacca viene sottoposta ad analisi e avviata al processo di estrazione delle cellule staminali contenute nel sangue del cordone. Separate dalle altre componenti del sangue, le cellule staminali vengono portate gradatamente ad una temperatura di -196°C e conservate per venti anni in un contenitore criobiologico ai vapori di azoto. Su richiesta dei genitori è possibile effettuare gratuitamente anche uno screening neonatale per 60 malattie metaboliche. Questo test, effettuato nelle primissime ore di vita, permette di individuare l’eventuale presenza di patologie ancor prima che se ne manifestino i sintomi.
Ai cittadini italiani il Ministero della Salute riconosce il diritto di esportare e conservare, a fini preventivi, il sangue del cordone ombelicale dei propri figli nei Paesi, come San Marino, in cui è consentita la conservazione autologa. La procedura per ottenere il rilascio del nulla osta all’esportazione da parte del Ministero va inoltrata un mese prima della data presunta del parto. Il personale di Bioscience Institute si occupa anche del ritiro e del trasporto del KIT dopo il parto e, attraverso il proprio comitato scientifico, fornisce tutte le informazioni di tipo medico sulle applicazioni terapeutiche di cellule staminali e sullo stato attuale della ricerca. I cittadini della Repubblica di San Marino non sono tenuti a espletare nessuna procedura burocratica.
Bioscience Institute è l’unica struttura privata presente nella penisola italiana, specializzata nella crioconservazione autologa di cellule staminali, capace di garantire requisiti di sicurezza e qualità certificati. Questa vasta esperienza nella criobanca e la dedizione agli standard più elevati si estendono a tutti i servizi offerti dall'istituto, inclusa la crioconservazione ovocitaria, assicurando alle pazienti di San Marino e di chi vi si rivolge da altre regioni una garanzia di professionalità e sicurezza.
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