Guida pratica alla gestione delle punture di insetti nei bambini: indicazioni, precauzioni e uso corretto dei trattamenti

L’arrivo della stagione calda coincide, purtroppo, con una maggiore esposizione dei bambini agli attacchi di insetti e altri artropodi. Sebbene nella maggior parte dei casi le reazioni siano limitate a fastidi locali, è essenziale che genitori e caregiver sappiano distinguere tra una reazione comune e una potenzialmente pericolosa, adottando le misure più appropriate.

Informativa sulle diverse reazioni cutanee causate da punture di imenotteri e zanzare

Differenza tra reazione normale e reazione allergica

È fondamentale riuscire a distinguere una reazione normale da una reazione allergica, spiegano gli esperti. Diversi insetti con pungiglione quando pungono iniettano sostanze nocive che provocano bruciore, rossore, dolore e prurito. Si parla invece di allergia al veleno degli insetti quando la reazione locale è eccessiva: troppo estesa, grave e duratura. In qualche caso viene interessata gran parte di un braccio o di una gamba; il rigonfiamento raggiunge un picco massimo entro le 48 ore e può durare fino a 7-10 giorni. Le punture di imenotteri scatenano reazioni allergiche in circa 2 persone su 100. Fortunatamente, tra i bambini il fenomeno è molto meno frequente che negli adulti.

Tuttavia, proprio a causa del veleno di insetti, ogni anno in Italia muoiono da 5 a 20 persone, tra adulti e bambini. Ogni anno in Italia registrati fino a 20 decessi tra adulti e bambini. Più di 600 accessi al pronto soccorso del Bambino Gesù nell’ultimo anno e mezzo per punture di insetti con pungiglione. I mesi estivi e quelli autunnali sono i periodi dell’anno più rischiosi per quanto riguarda le punture di insetti con pungiglioni: vespe (compresa quella orientale, sempre più diffusa in Italia), calabroni, bombi e api.

Gestione immediata della puntura: cosa fare e cosa evitare

In caso di puntura di insetto, è importante rimuovere immediatamente (entro 20 secondi) il pungiglione, se è visibile, con un movimento secco e rapido (usando le unghie o le pinzette). Trascorsi i primi 20 secondi l’operazione risulterà meno utile perché tutto il veleno sarà stato ormai liberato nel corpo. Dopo la puntura è consigliabile applicare nella zona colpita qualcosa di freddo (ghiaccio, impacchi freddi) ed eventualmente un analgesico (farmaco per calmare il dolore). È anche possibile somministrare un antistaminico per bocca e applicare localmente una pomata cortisonica.

In caso di sospetta reazione allergica è fondamentale rivolgersi prima possibile al medico o al pronto soccorso e, successivamente, pianificare una visita specialistica dall’allergologo. Sarà lui a effettuare un colloquio e una serie di esami con l’obiettivo di verificare se si tratta davvero di una reazione allergica, identificare l’insetto che l’ha causata e verificare attraverso il dosaggio delle IgE specifiche l’esistenza di sensibilizzazione allergica verso il veleno di una o più specie di insetti.

Per quanto riguarda le zanzare, se il bambino lamenta fastidio dopo una o più punture, un primo semplice rimedio è quello di sfregare sulla zona un cubetto di ghiaccio per 30 secondi o applicare un impacco freddo. Se il prurito è più forte, dopo aver consultato il pediatra, nei bambini più grandi si potrà applicare una pomata o un gel a base di ammoniaca o di cloruro di alluminio, mentre per i più piccoli esistono prodotti ancora più delicati privi di queste sostanze, sebbene la loro efficacia sia molto limitata.

il pungiglione di un'ape

Il rischio del "fai-da-te" e l'uso inappropriato di farmaci

È severamente vietato il fai-da-te con pomate antistaminiche (sono fotosensibilizzanti!) o a base di antibiotico (come la gentamicina) e cortisone senza specifica prescrizione medica. L'applicazione inappropriata di queste sostanze può causare reazioni cutanee indesiderate o mascherare sintomi importanti.

Per quanto concerne medicinali come il Cortison Chemicetina, l'uso deve essere limitato a indicazioni precise, come il trattamento topico di lesioni cutanee superficiali infiammatorie acute associate ad infezioni batteriche da ceppi sensibili. I corticosteroidi possono mascherare una reazione di ipersensibilità. È necessario prestare particolare attenzione nei bambini, poiché hanno un più alto rischio di sviluppare una soppressione dell'asse ipotalamico-ipofisario-surrenalico indotta da corticosteroidi topici e una sindrome di Cushing rispetto agli adulti, a causa del più alto rapporto tra superficie cutanea e peso corporeo.

Il decorso delle reazioni atipiche: il caso della zanzara tigre

Preciso il decorso di quei bambini che soffrono di reazioni abnormi alle punture di zanzara. La prima parte è quasi uguale agli altri bambini:

  1. Puntura, bolla rossa.
  2. Dopo qualche ora la bolla c'è ancora, ma meno evidente.
  3. Dopo qualche altra ora può comparire una bollicina di pus là dove sono stati punti.
  4. Dopo 12-24 ore viene l'edema emorragico: l'intera zona in cui sono stati punti si gonfia e diventa dolente; mentre nella bolla c'è un piccolo versamento di sangue, per cui dopo qualche giorno c'è anche un bel livido e una bella crosta giallo oro.

Se si interviene nelle prime fasi con una pomata cortisonica adeguata, il problema spesso si risolve; nelle fasi 3 e 4 invece è necessario il cortisone per bocca. È bene ricordare che, crescendo, tale reazione dovrebbe diminuire fino a sparire con l'adolescenza.

Immunoterapia desensibilizzante: una terapia salvavita

Grazie all’immunoterapia desensibilizzante è possibile prevenire lo shock anafilattico e quindi anche i decessi legati alle punture di insetti, spiega il professor Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù. L'immunoterapia, una sorta di "vaccinazione", è una terapia salvavita per tutti i bambini e i ragazzi ad alto rischio di shock anafilattico o di reazioni allergiche di medio-alta intensità.

Consiste nell’inoculazione sottocutanea di dosi crescenti del veleno dell’insetto a cui si è allergici, partendo da dosaggi estremamente bassi. L’immunoterapia desensibilizzante va condotta esclusivamente in un Centro allergologico altamente specializzato, sotto stretta osservazione medica. Presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è attivo anche il Centro Antiveleni a cui rivolgersi per le emergenze.

Infografica sul percorso di desensibilizzazione allergica

Considerazioni su zecche, ragni e meduse

Anche le zecche rappresentano una minaccia estiva, specialmente in campagna. È consigliabile indossare sempre pantaloni lunghi o, comunque, abiti coprenti. In caso di attacco, la zecca va rimossa con una pinzetta, cercando di afferrarla il più vicino possibile alla pelle. Facendo un movimento di trazione in senso rotatorio, si riesce, in genere, ad eliminarla completamente. Dopodiché, bisogna passare alla disinfezione della parte.

Per quanto riguarda le meduse, non si tratta di nulla di pericoloso, ma il contatto con i tentacoli urticanti provoca una reazione infiammatoria acuta. L'importante è non immergere la ferita in acqua dolce, per evitare un ulteriore rilascio di veleno a causa delle differenze di pressione, mentre è consigliato usare l’acqua del mare per alleviare il dolore. Per staccare il tentacolo, basta esercitare una leggera pressione, ad esempio, con una carta di credito.

Non trascuriamo i ragni: di solito, il morso è accidentale. Il veleno iniettato potrebbe provocare gravi ulcerazioni e necrosi. È consigliabile applicare impacchi freddi e mantenere sollevata la parte colpita, che deve essere compressa, cercando assistenza medica immediata.

Note sulla sicurezza e l'uso di prodotti farmaceutici

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi. I pazienti anziani possono essere a più alto rischio di atrofia cutanea da corticosteroidi topici a causa di un aumento della fragilità cutanea dovuta all'invecchiamento.

È importante sottolineare che, in caso di utilizzo di creme o unguenti, bisogna lavare accuratamente le mani prima e dopo l'applicazione e non lavare l'area trattata subito dopo. Ricordiamo infine che il presente articolo è unicamente informativo: consultare sempre il proprio medico o pediatra di fiducia prima della somministrazione di qualsiasi medicina o in caso di dubbi sulla natura della reazione cutanea.

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