COVID-19 e Fertilità: Un Legame Complesso e Ancora da Svelare

La pandemia da COVID-19 ha avuto ripercussioni profonde e sfaccettate sulla salute umana, estendendosi ben oltre i sintomi respiratori acuti. Tra le aree di crescente interesse scientifico e preoccupazione pubblica vi sono gli effetti del virus SARS-CoV-2 sulla fertilità maschile e femminile. Sebbene la ricerca sia ancora in evoluzione, i dati emergenti suggeriscono un legame potenziale, alimentando interrogativi cruciali per le coppie che desiderano concepire e per la pianificazione della salute pubblica.

Impatto sulla Fertilità Maschile: Danni a Lungo Termine alla Qualità Seminale

Studi recenti hanno evidenziato che negli uomini che hanno contratto il COVID-19, la qualità dello sperma può risultare compromessa anche a distanza di mesi dall'infezione, indipendentemente dalla gravità della malattia. Una ricerca condotta su uomini con diagnosi confermata di COVID-19 lieve ha rivelato una significativa diminuzione, statisticamente rilevante, in diversi parametri seminali.

Microscopio che mostra spermatozoi con motilità ridotta

Tra febbraio 2020 e ottobre 2022, 45 uomini, con un'età media di 31 anni, sono stati arruolati in sei cliniche di riproduzione in Spagna. I campioni di sperma prelevati prima del contagio sono stati confrontati con quelli raccolti tra 17 e 516 giorni dopo l'infezione. I risultati hanno mostrato una differenza statisticamente significativa nel volume dello sperma (-20%), nella concentrazione degli spermatozoi (-26,5%), nella conta totale degli spermatozoi (-37,5%), nella motilità totale (-9,1%) e nella percentuale di spermatozoi vivi (-5%). In particolare, dopo il COVID-19, circa la metà dei pazienti presentava una conta spermatica totale inferiore del 57% rispetto ai valori pre-infettivi. È importante sottolineare che anche 100 giorni dopo l'infezione, la concentrazione e la mobilità degli spermatozoi non avevano mostrato miglioramenti.

I ricercatori ipotizzano che il danno alla qualità spermatica potrebbe non essere dovuto esclusivamente a un effetto diretto del virus SARS-CoV-2. Fattori aggiuntivi, ancora sconosciuti, potrebbero contribuire a questa diminuzione a lungo termine. Inoltre, è stato notato che studi precedenti avevano segnalato intense variazioni nel testosterone, un ormone chiave per la salute riproduttiva maschile, nei pazienti maschi affetti da COVID-19. Questi dati suggeriscono un impatto prolungato sulla spermatogenesi, il processo di produzione degli spermatozoi che richiede circa 78 giorni.

A livello molecolare, è stato osservato che il virus SARS-CoV-2 utilizza i recettori ACE2 (Angiotensin Converting Enzyme 2) per entrare nelle cellule umane. Questi recettori sono espressi in modo elevato nelle cellule tubulari renali, nelle cellule di Leydig e nei dotti seminiferi nei testicoli, indicando una potenziale via per il virus di danneggiare il tessuto testicolare. Alcuni studi hanno riscontrato la presenza di SARS-CoV-2 in campioni di sperma, sebbene i risultati siano contrastanti e la presenza di RNA virale nel seme non sia stata universalmente confermata. La possibilità di una trasmissione sessuale è quindi considerata, ma non vi sono ancora prove conclusive per affermare che le coppie asintomatiche debbano evitare i rapporti sessuali per prevenire la trasmissione.

Impatto sulla Fertilità Femminile: Stress, Ciclo Mestruale e Ovulazione

Per le donne, le preoccupazioni legate alla fertilità durante la pandemia sono state altrettanto significative. L'emergenza sanitaria prolungata ha indubbiamente generato stress e tensioni, con potenziali ripercussioni sull'irregolarità del ciclo mestruale e sull'ovulazione.

Grafico che illustra la correlazione tra stress e ciclo mestruale

Studi hanno dimostrato quanto lo stress incida negativamente sulla fertilità e sulle probabilità di concepimento. In condizioni di forte stress, le probabilità di concepire per una donna possono diminuire del 40-45%. La pandemia, con le sue restrizioni, problemi economici e incertezze, ha esacerbato questi livelli di stress.

La regolazione del ciclo mestruale è un processo fisiologico complesso che origina nel cervello, in particolare nell'ipotalamo, che controlla il rilascio degli ormoni attraverso l'ipofisi. Lo stress cronico porta alla produzione di ormoni come il cortisolo e l'adrenalina. Se questa situazione di stress si prolunga, la reazione "ormonale" di allarme può influenzare l'ipotalamo, compromettendo il controllo del ciclo mestruale.

Recenti ricerche presentate al Convegno di endocrinologia ENDO 2022 hanno messo in luce un fenomeno preoccupante: molti casi di cicli mestruali apparentemente regolari, ma senza ovulazione. Questo accade quando il corpo produce ormoni sufficienti per simulare un ciclo, con ispessimento dell'endometrio, ma senza il rilascio dell'ovocita. L'endometrio, non fecondato, si sfalda producendo la perdita ematica, che viene scambiata per una mestruazione. Questi cicli, definiti "disturbi ovulatori silenziosi", possono essere più corti del solito.

Un confronto tra due studi, il "Menstruation Ovulation Study" condotto tra il 2006 e il 2008 e uno condotto durante la pandemia, ha rivelato differenze significative. Quasi il 66% delle donne arruolate nello studio pandemico ha manifestato disturbi dell'ovulazione, rispetto a solo il 10% delle donne analizzate nello studio precedente. I disturbi osservati durante la pandemia includevano ovulazione anticipata o totale assenza dell'ovocita. Le partecipanti allo studio pandemico hanno anche riportato un aumento significativo di ansia, depressione, frustrazione, stati d'animo negativi, stress esterni percepiti, problemi di sonno e mal di testa.

Quali sono gli effetti dello STRESS?

I ricercatori ritengono che il periodo pandemico, scatenato dall'infezione da SARS-CoV-2, abbia contribuito a sviluppare questi disturbi ovulatori silenziosi all'interno di cicli mestruali per lo più regolari. L'espressione di ACE2 nel sistema riproduttivo femminile, inclusi ovaie, utero, vagina e placenta, suggerisce inoltre la plausibilità di una trasmissione madre-figlio e di una potenziale interferenza del virus con le funzioni riproduttive femminili.

Considerazioni sulla Riproduzione Assistita e Gestione dell'Incertezza

L'incertezza legata agli effetti del COVID-19 sulla fertilità ha avuto un impatto significativo anche sui percorsi di procreazione medicalmente assistita (PMA). Durante le fasi più acute dell'emergenza, molte cliniche hanno dovuto sospendere o rimandare i trattamenti, come gli embryo-transfer, per evitare rischi associati all'infezione durante la gravidanza.

La trasmissione verticale, ovvero il contagio del feto da parte della madre durante la gravidanza, è una preoccupazione che ha portato a raccomandazioni cautelative. Tuttavia, studi hanno dimostrato che la vitrificazione di ovociti ed embrioni permette di "fermare il tempo", mantenendo percentuali di successo comparabili a quelle ottenute con embrioni freschi.

La gestione dell'incertezza è diventata una componente centrale dell'esperienza pandemica, sia per la comunità scientifica che per il pubblico. La tendenza a utilizzare selettivamente dati a supporto di posizioni preconcette è stata criticata come antitetica all'approccio scientifico, che richiede imparzialità e l'uso di tutte le fonti disponibili. È fondamentale poter dichiarare l'incertezza, spiegare gli sforzi per superarla e prendere decisioni correggibili in situazioni di conoscenza incompleta.

Raccomandazioni e Prospettive Future

Alla luce delle evidenze attuali, sebbene non vi siano certezze assolute, si delineano alcune raccomandazioni per le coppie che desiderano concepire e per la comunità scientifica.

Per gli uomini, è consigliabile un follow-up e una valutazione della fertilità dopo la guarigione dall'infezione da COVID-19. Per le donne, soprattutto quelle più giovani, potrebbe essere opportuno ritardare la gravidanza, se possibile, in attesa di maggiori chiarimenti sugli effetti a lungo termine.

Dal punto di vista dello stile di vita, è sempre raccomandato:

  • Diminuire il consumo di caffeina e alcol.
  • Smettere di fumare o ridurre significativamente il fumo.
  • Seguire un'alimentazione sana ed equilibrata.
  • Aumentare l'esercizio fisico.
  • Utilizzare tecniche di rilassamento per ridurre lo stress.
  • Mantenere contatti sociali significativi, anche a distanza, per contrastare l'isolamento.

La ricerca continua a essere fondamentale per comprendere appieno gli effetti a lungo termine del SARS-CoV-2 sulla funzione riproduttiva maschile e femminile, compresi quelli potenziali sulla fertilità e sulla funzione endocrina. Ulteriori studi sono indispensabili per indirizzare nuove ricerche e fornire informazioni accurate ai decisori e alla popolazione, contribuendo a una pianificazione più efficace degli interventi di sanità pubblica a supporto delle coppie in età fertile.

tags: #covid #e #ovulazione