Le Uova Fecondate di Gallina: Dalla Biologia alla Nascita del Pulcino

Negli scaffali dei supermercati, le uova che vengono di solito messe in vendita sono non fecondate. Le aziende produttrici, infatti, allevano in genere solo galline femmine con lo scopo esclusivo della riproduzione, senza avere invece il gallo che potrebbe fecondarle. Le uova di gallina, per la maggior parte delle persone non particolarmente esperte di allevamenti avicoli, sono conosciute come il prodotto della gallina, ma il processo di riproduzione è un po' più complicato di quanto si possa pensare. La gallina può fare le uova sia mediante accoppiamento del gallo, sia senza accoppiamento. In quest'ultimo caso, le uova saranno commestibili ma non fertili, ovvero non saranno mai produttive di un pulcino. Nel caso di avvenuto accoppiamento del gallo e della gallina, le uova sono fertili.

Differenza tra uovo fecondato e non fecondato

La Fecondazione: Il Ruolo del Gallo e la Durata della Fertilità

La biologia ci informa che il seme del gallo può in genere fecondare per circa 21 giorni le uova nel corpo della gallina. Ancora più in soldoni, mettendo un gallo con delle galline per un paio di giorni, per le successive tre settimane tutte le uova che esse produrranno risulteranno fecondate da lui. Nella pratica dell’allevamento, questo ha delle ricadute estremamente interessanti. Infatti, se si allevano insieme più razze e poi le si separa in vista della riproduzione, per avere certezza della paternità dei pulcini dovremo scartare tutte le uova deposte nei primi 21 giorni, e mettere ad incubare solo quelle deposte successivamente.

A volte, ovviamente, ci sono eccezioni a questa “regoletta”. Ad esempio, a volte sembra che lo sperma di un gallo sopravviva molto meno; questo capita più spesso quando il gallo è vecchio. Altre volte accade proprio il contrario: il seme sopravvive molto oltre il previsto, anche più di un mese. Un allevatore ha raccontato di aver chiuso in una gabbia un grande gallo di razza Faverolles che dominava su tutti i suoi polli, in maniera di poter riprodurre in purezza i suoi Phoenix. Destinò alla mensa le uova per un mese, quindi iniziò ad incubare. Fu tutto inutile. Dopo 20 giorni, ad oltre 50 giorni cioè da quando il Faverolle era stato chiuso, continuavano a nascere pulcini con barba e/o 5 dita, caratteristiche queste della razza Francese. Si tratta però di casi più unici che rari; in genere, la regola delle tre settimane funziona alla grande. E visto che con febbraio le galline in genere riprendono a deporre (come recita il detto veneto "no ghè xè ga£ina o ga£inassa, che a febraro l’ovo no £a fassa", ovvero "non c'è gallina o gallinaccia che a febbraio l'uovo non faccia") è il caso di iniziare già adesso a separare i riproduttori, se vogliamo mettere a incubare qualcosa a marzo.

Acquistare Uova Fecondate: Fonti e Considerazioni Pratiche

Nella maggior parte dei casi, per perseguire lo scopo di allevare galline, in genere ci si affida all'acquisto di uova di gallina fecondate di buona qualità, in modo da evitare di portare alla cova delle uova che non danno i risultati sperati. Spesso chi cerca uova fecondate per la cova lo fa perché non possiede galli nel suo pollaio oppure è interessato ad una particolare sottospecie di galline. Il modo più semplice per l'acquisto di uova fertili di buona qualità è quello di rivolgersi ad allevamenti professionali o amatoriali che forniranno uova fecondate di buona qualità che sarà possibile mettere subito in incubatore per la cova.

Negli allevamenti amatoriali, le uova fecondate vengono vendute, ma spesso anche donate, a chi le desidera. In questi allevamenti è, in genere, possibile scegliere tra moltissime razze di galline, e la ricerca dell'azienda giusta per l'acquisto si fa prestando attenzione ad una ricerca oculata fatta di solito con l'ausilio del web. Se messe in vendita, in genere il costo delle uova fecondate di gallina si aggira intorno ad 1-2 euro a pezzo, esclusi costi di trasporto ed imballaggio. Per le scelte dell'allevamento giusto occorre sempre rivolgersi alle recensioni delle persone che hanno effettuato un acquisto in precedenza, avendo cura di verificare soprattutto il tipo di imballaggio che usano per la spedizione delle uova in caso questa sia necessaria.

Le uova fertili vengono anche vendute da allevatori professionisti, chiamati incubatoi. Essi sono degli stabilimenti industriali specializzati nella produzione di uova da cova e pulcini. In questi casi, in genere la quantità di uova da acquistare è piuttosto alta, e raramente si effettua la vendita al dettaglio. Infatti, in genere questi stabilimenti professionali producono uova da cova per la produzione di galline da carne o da uova, destinate quindi alla produzione nelle industrie alimentari. Ulteriore possibilità è l’impiego di uova provenienti da incubatoi commerciali, che assicura buona fertilità e igiene, anche se spesso alcuni incubatoi inviano malvolentieri piccoli quantitativi di uova.

Uova fecondate pronte per l'incubazione

Trasporto e Conservazione delle Uova Fecondate: Fattori Critici per la Vitalità

Dopo l'acquisto delle uova fecondate, il loro trasporto fino alla zona in cui dovranno essere messe in cova potrebbe ridurre la possibilità che la schiusa abbia successo. Infatti, in questi casi l'uovo subisce diversi fattori di stress, come le stesse vibrazioni dovute al movimento del mezzo di trasporto, o gli sbalzi termici. Questo determina una riduzione della probabilità che la schiusa delle uova possa avvenire. Se all'acquisto un uovo fecondato giungerebbe poi alla schiusa nell'80-90% dei casi, dopo il trasporto questa percentuale scende al 50-70%. Si consiglia, in genere, il ritiro delle uova nell'allevamento stesso, al fine di evitare il ricorso al corriere espresso. Nel caso in cui questo non sia possibile, allora si procede alla spedizione per terze parti, che deve avvenire entro 24-48 ore. Se si decide di acquistare uova da lontano, le uova dovranno essere fatte inviare per corriere, quindi consigliamo di rivolgersi a spedizionieri specializzati per evitare che i pacchi vengano maneggiati in modo improprio e si danneggino le uova all’interno. Le uova fertili sono “vive” e la loro struttura è abbastanza complessa e delicata. Ogni volta che un uovo fertile è maneggiato impropriamente, la sua “aspettativa di nascita” diminuisce.

Prima di iniziare la cova, dopo aver acquistato le uova è necessario conservarle per alcuni giorni seguendo precise modalità. In genere, la conservazione non deve mai superare i 2 giorni dalla deposizione, quando si dovrebbe già iniziare l'incubazione per la cova. Le uova che sono incubate entro sette giorni dalla loro deposizione, e non dalla spedizione, sono quelle che danno i risultati migliori. La conservazione avviene in apposito vassoio portauova, avendo cura che l'uovo abbia il polo acuto verso il basso. Inoltre, ogni giorno vanno ruotate di 90°. Per voltare le uova durante la conservazione, è possibile mettere uno spessore da un lato della scatola o contenitore dove sono riposte le uova in modo che la scatola risulti inclinata di almeno 45°. Se le uova vengono conservate più di 10 giorni dal momento che sono state deposte, sarebbe consigliabile voltarle una volta al giorno.

L'ambiente di conservazione delle uova fecondate per la cova deve essere fresco e asciutto, lontano da fonti di calore. La temperatura deve, infatti, essere compresa tra i 12 °C e i 20 °C, con un'umidità pari al 50-75%. Se l'ambiente dovesse essere troppo freddo, allora potrebbero esserci dei rischi per la vitalità dell'embrione. Gli embrioni contenuti nelle uova cominciano a svilupparsi in modo anormale e malformato se la temperatura di conservazione è più alta. Se la temperatura è più bassa, gli embrioni entreranno in dormienza profonda e molti moriranno. L’umidità relativa durante la conservazione deve essere approssimativamente del 75%. Quando le uova sono tenute in un ambiente eccessivamente umido si può formare della pericolosa condensa sulla superficie del guscio. La condensa crea una superficie di continuità dall’esterno all’interno delle uova, facilitandone la contaminazione batterica. Se l’umidità è troppo bassa, viceversa, l’uovo si disidraterà eccessivamente e le membrane testacee si seccheranno troppo con un conseguente aumento di mortalità embrionale. È consigliabile mettere le uova nell'incubatrice il prima possibile, ma dopo averle fatte riposare 24 ore ferme.

Riconoscere un Uovo Fecondato: La Tecnica della Speratura

La differenza tra le uova di gallina fertili o meno non sta nelle caratteristiche organolettiche, in quanto si tratta in entrambi i casi di uova commestibili dal sapore e aspetto abbastanza simile. In alcuni casi, nel tuorlo dell'uovo fertile si può notare una piccola macchia bianca a forma di bersaglio: essa rappresenta il blastoderma ed è una caratteristica che può aiutare a capire che si tratta di un uovo fecondato. È ovvio che semplicemente guardando un uovo non è possibile dire in nessuna maniera se sia stato fecondato o meno.

Una tecnica usata per capire se l'uovo di gallina sia o meno fecondato è la speratura. Per metterla in atto serve una lampada "spera-uovo" o un tavolo da speratura, strumenti che vengono utilizzati per osservare l'uovo in controluce. Se non si hanno questi attrezzi, si può usare una torcia elettrica posta dentro una camera buia, e in questo caso l'uovo viene osservato in verticale nel guscio. Alcune persone particolarmente esperte riescono a fare la speratura anche ponendo l’uovo in controluce tra il proprio occhio e il sole. Con la speratura, si va a posizionare un fascio di luce proveniente da una lampada (o da uno strumento apposito che si chiama sperauova), sopra il polo ottuso dell’uovo (quello da cui poi uscirà il pulcino). L'osservazione deve essere fatta, in ogni caso, in un ambiente buio o comunque con poca luce. L'unica fonte luminosa deve essere quella dello strumento usato per la speratura, con cui si osserva il guscio da molto vicino e con una luce possibilmente a led bianca. Il punto di osservazione è il polo ottuso dell'uovo.

La speratura, a prescindere dallo strumento usato per farla, si osserva l'uovo dopo 4-7 giorni dalla deposizione: se si vede una forma "a ragno" significa che l'uovo è fecondato. La figura che si vede è, infatti, proprio l'embrione. In generale, un uovo non fecondato apparirà dal guscio trasparente e chiaro. Quello fecondato, invece, dopo 6-7 giorni dalla deposizione, ha nella parte più alta una zona chiara che rappresenta la camera d'aria dell'uovo, mentre nella parte più bassa ha la formazione che corrisponde all'embrione. Per decidere quando fare la speratura è possibile osservare il guscio: se è troppo scuro l'uovo non è ancora pronto e va ritardata l'osservazione. In genere, ci sono delle razze di galline in cui è possibile fare la speratura già dopo pochi giorni dalla deposizione. Questo è il caso della gallina Livornese, le cui uova risultano dal guscio chiaro o bianco già dopo 4 giorni dalla deposizione. Nelle uova con il guscio marrone, invece, la speratura si può effettuare a partire dal 6° giorno dalla deposizione. Le uova a guscio bianco sono più facilmente sperabili di quelle con guscio colorato.

SPERATURA DELLE UOVA

La speratura è altrettanto importante da fare anche per le uova che una chioccia ha deciso di covare. La speratura si ripete anche dopo 19 giorni dalla deposizione in modo da verificare se l'embrione si sta sviluppando o se la cova non è andata a buon fine. Controllare se la cova sta procedendo bene è importante in modo da verificare ed eliminare le uova non feconde. Esse, infatti, potrebbero marcire e rompersi, oppure infettare le uova sane rischiando di compromettere la cova di tutte le altre uova. Rimuovere le uova che non sono fertili, o con embrione morto in epoca precoce, evita il disappunto di incubare uova che non potranno mai nascere e riduce una possibile fonte di contaminazione per l’incubatrice.

L'Incubazione Artificiale: Un Processo Delicato e Cruciale

Perché c’è bisogno di ricorrere a delle incubatrici per uova? È cosa piuttosto facile che una gallina, dopo aver deposto uova fertili, non si mostri ben disposta alla cova. Per ovviare a tale problema le soluzioni sono 2: o si ricorre ad una chioccia, quindi ad un esemplare palesemente propenso alla cova, o si usa un’incubatrice artificiale. Nel primo caso basterà scegliere un volatile (anche di altra specie) rispettando il rapporto tra dimensioni della chioccia e numero-dimensione delle uova. Una volta che abbiamo uova fertili da incubare, ma neanche una chioccia, dovremo affidarci ad una incubatrice.

È consigliabile preparare e regolare l’incubatrice almeno 2 o 3 giorni prima della prevista incubazione. Durante questo periodo si possono regolare la temperatura e l’umidità senza per questo danneggiare le uova che non ci sono. Le regolazioni fatte mentre le uova sono già nell’incubatrice potranno abbreviare o allungare il periodo embrionale e certamente diminuiranno la schiusa. Se l’incubatrice è acquistata e munita di voltaggio automatico, controllare che questo funzioni correttamente. Scegliete un posto per l’incubatrice che sia protetto da correnti d’aria e non sia colpito direttamente dai raggi solari. Per incubare le uova in maniera corretta è necessario prestare attenzione prima di tutto alle condizioni dell’ambiente. Il locale in cui sarà posizionata l’incubatrice deve avere un livello di umidità compreso fra il 40 e il 50% ed essere in penombra, mentre la temperatura dovrebbe andare da un minimo di 20 a un massimo di 25 gradi. Si deve trattare di un ambiente ben aerato e pulito e non umido. Quando viene utilizzata, l’incubatrice deve essere lontana da fonti di calore e posta su una superficie stabile e piana.

Incubatrice per uova con sistema di voltaggio automatico

Nell’incubatrice dovrà essere mantenuta una temperatura costante con un’oscillazione consentita di soli 0,2 °C. Per far ciò è fondamentale che anche la temperatura esterna sia piuttosto costante (tra i 18 e i 24°C). Anche l’umidità interna è importantissima e deve aggirarsi tra il 45 e il 55%. La corretta impostazione dei parametri di temperatura e umidità è di fondamentale importanza. Questi parametri variano durante l’intero periodo di incubazione: nella prima fase (primi 18 gg) la temperatura di una incubatrice senza ventilazione forzata dovrebbe essere di circa 38,5°C (101,5°F se il display utilizza i gradi Fahrenheit), mentre la temperatura in incubatrici ventilate dovrebbe aggirarsi attorno ai 37,7°C, oppure 100°F. Questo perché nelle incubatrici senza ventilazione l’aria presenta una temperatura differente ad ogni strato, più calda in alto e più fredda nella parte inferiore. Di conseguenza, possono esserci anche 2-3°C di differenza tra la parte superiore dell’incubatrice ed il fondo. L’umidità andrebbe invece impostata al 45% circa. La temperatura normalmente viene rilevata al livello della parte più alta delle uova. Per avere una temperatura di 99,5°F (corrispondente a 37.5°C) e una umidità del 50%, la temperatura di incubazione dovrebbe variare meno di 0,5°F in più o in meno rispetto alla temperatura ottimale, ricordando che 0,5° F sono pari a meno di ¼ di grado centigrado. La temperatura di una incubatrice di piccole dimensioni o auto costruita, sprovvista di circolazione forzata dell’aria, normalmente varia di più di quanto avviene in una incubatrice commerciale con ventilazione forzata. Se la temperatura non supera i 102,2° F (39° C) la schiusa non viene compromessa.

Prima di incubare le uova, è buona prassi catalogarle e contrassegnarle con una matita (mai una penna o pennarello) con giorno di deposizione e razza. Nel caso di incubatrice auto costruita o priva di gira-uova automatico, sempre con la matita, scrivete una “X” su un lato e una “O” sul lato opposto di ciascun uovo. Questi segni vi aiuteranno a controllare che le uova vengano girate mentre sono nell’incubatrice. Nell’incubatrice il polo ottuso delle uova deve essere sempre più alto del polo acuto. L’embrione si orienta nell’uovo in modo tale che la testa si svilupperà in prossimità del polo ottuso dove è localizzata la camera d’aria. Una volta che la temperatura è stata impostata, l’incubatrice deve essere lasciata in funzione senza uova per un paio di ore almeno: in questo lasso di tempo l’umidità e la temperatura si potranno stabilizzare. È sempre consigliabile riempire la macchina almeno per 4/5, ma non superare mai il numero totale di uova disponibile nella macchina in quanto la sovrapposizione potrebbe impedirne la rotazione o causarne la rottura. Un uovo incrinato schiuderà molto raramente e deve essere scartato per evitare che contamini le altre uova.

Lo Sviluppo Embrionale e la Schiusa

L’intero processo di incubazione richiede solitamente 20-21 giorni. La prima settimana dalla deposizione è però quella più critica: è infatti nei primi 7 giorni che si sviluppano la maggior parte di organi e parti del corpo. L'embrione che si sta sviluppando dentro l’uovo consuma ossigeno ed emette anidride carbonica. La necessità di uno scambio gassoso è però molto ridotta all’inizio dell’incubazione e nel caso che nell’incubatrice vengano poste meno uova rispetto alla capienza della macchina. Nel caso di impiego di una incubatrice commerciale è necessario comunque seguire accuratamente le istruzioni della ditta produttrice per assicurare un adeguato scambio gassoso. L’umidità relativa, che misura il rapporto percentuale fra la quantità di acqua sotto forma di vapore dispersa nell’aria e la quantità massima che l’aria può contenere a quella temperatura (punto di saturazione), è estremamente importante per un corretto sviluppo dell’embrione.

Durante l’intero periodo di incubazione le uova dovranno essere girate anche più volte al giorno (almeno 2 volte) sulla relativa base di supporto (girauova), sempre mantenendo la temperatura indicata. Questa azione può essere svolta manualmente o in modo automatizzato ricorrendo ad un’incubatrice automatica. Il voltaggio manuale, nel caso in cui non si disponga di una incubatrice con gira-uova automatico, è una procedura importante che va ripetuta con costanza almeno 3-5 volte al giorno (le incubatrici commerciali ruotano le uova una volta ogni ora). Prima del voltaggio manuale delle uova, è sempre necessario lavare le mani e asciugarle con cura prima di toccare le uova perché potrebbero essere contaminate dai microrganismi e inoltre lo sporco potrebbe ostruire i pori presenti sul guscio.

La speratura è di solito effettuata due volte durante il ciclo di incubazione (a 7 e 15 giorni circa dall’avvio) e consiste nel far passare la luce attraverso il guscio delle uova per osservare lo sviluppo dell’embrione. La procedura deve essere veloce, cercando però di maneggiare con cura le uova, estraendole dall’incubatrice per il minor tempo possibile (massimo 8-10 minuti). La presenza di un embrione vivo può essere facilmente confermata già dopo 7 giorni di incubazione. È ben visibile una rete capillare subito sotto il guscio delle uova e l’embrione appare come una macchia scura che diventa sempre più grande man mano che l’incubazione progredisce. Le uova che non presentano queste caratteristiche tra il settimo e il decimo giorno, possono essere scartate e rimosse dall’incubatrice perché non fecondate.

Il periodo embrionale dei volatili viene generalmente suddiviso in due sotto periodi, la fase di incubazione e la fase di schiusa. Alla schiusa vengono generalmente assegnati gli ultimi 3 - 4 giorni della fase embrionale. Nel caso del pulcino di gallina, quando si parla di periodo di incubazione ci si riferisce ai primi 18 giorni dello sviluppo embrionale. Arrivati al 18° giorno circa, è il momento di rimuovere le uova dall’attuale supporto e adagiarle su una base piana che favorirà la fase di schiusa. Nello stesso momento l’umidità interna deve essere alzata al 60-65%. Dopo il diciottesimo giorno, le uova non vanno più ruotate. Il gira-uova va quindi rimosso e le uova posizionate all’interno dell’incubatrice, sempre usando la massima delicatezza. Per la fase di nascita, se non è presente nella macchina una griglia apposita, è preferibile posizionare sul fondo dell’incubatrice un panno antiscivolo, della carta (ruvida, non di giornale) o una griglia (a maglie non troppo grandi per evitare che i pulcini si incastrino le zampe) per fornire ai pulcini una buona superficie per iniziare i primi passi ed evitare problemi che comprometterebbero la corretta deambulazione o comporterebbero la formazione scorretta delle anche e delle zampe. Il periodo di tre giorni che precede la nascita dei pulcini viene definito schiusa. Le condizioni degli ultimi giorni che precedono la nascita sono molto diverse da quelle ottimali per il periodo precedente tanto che, gli avicoltori più esperti, usano utilizzare due distinte macchine per l’incubazione e la schiusa delle uova: l’incubatrice vera e propria e la camera di schiusa.

Pulcino appena nato e asciugato nell'incubatrice

Il processo di schiusa richiede un grande sforzo da parte del pulcino, per questo si possono osservare periodi alternati di grande attività e di riposo durante la fase di nascita, che può richiedere fino a 24 ore. Una volta che il pulcino è fuoriuscito completamente dall’uovo, questo deve rimanere per ulteriori 24 ore nell’incubatrice per asciugarsi e anche riposarsi dallo sforzo della nascita. È necessario comunque aumentare l’areazione dell’incubatrice al fine di assicurare un sufficiente apporto di ossigeno. È sconsigliabile cercare di aiutare un pulcino ad uscire dal guscio, soprattutto se non si ha la giusta esperienza. Appena nati, non è indispensabile fornire da mangiare ai pulcini. Non tutte le uova schiuderanno. Con riproduttori propri (senza spedizione di uova) sani, giovani e con buoni test regolari di fecondità, in media si schiuderanno l’80% del totale delle uova incubate. Può capitare, lo sappiamo. Ogni allevatore ha vissuto almeno una volta il dispiacere di una schiusa andata male.

Il processo di sviluppo del pulcino attraversa diverse fasi cruciali per la sua crescita e maturazione. Dall’uovo alla schiusa, il pulcino passa attraverso un intricato e affascinante percorso di sviluppo. Le prime fasi vedono la formazione dell’embrione all’interno dell’uovo, con lo sviluppo di organi vitali come il cuore e il sistema nervoso. Successivamente, il pulcino inizia a rompere il guscio dell’uovo e a emergere, mostrando la sua incredibile forza e determinazione. Infine, una volta fuori dall’uovo, il pulcino completa il suo sviluppo attraverso l’apprendimento di abilità motorie, il piumaggio e la crescita fino a diventare un pullo adulto.

Il Periodo di Riproduzione delle Galline e Considerazioni Finali

Per la maggior parte delle persone non particolarmente esperte di allevamenti avicoli, tutto ciò che si conosce sulle nuove generazioni di galline è che questi simpatici animali - così come il resto degli uccelli - si riproducono mediante accoppiamento e deposizione delle uova. In realtà, però, il processo di riproduzione delle galline è un po' più complicato di quanto sopra. In dettaglio, giova rammentare come la gallina possa fare le uova sia mediante accoppiamento del gallo, sia senza accoppiamento. In quest'ultimo caso (ovvero, senza fecondazione del gallo), le uova saranno commestibili ma non fertili. Ovvero, si possono mangiare, e non saranno mai produttive del pulcino. Nel caso di avvenuto accoppiamento del gallo e della gallina, le uova sono fertili. Le uova fecondate sono commestibili se non covate ma vengono spesso usate per l'allevamento di galline, e vengono quindi portate fino alla schiusa.

Il miglior periodo di riproduzione delle galline è, per le galline ovaiole, quando sono maggiormente esposte alla luce e a tutti i vantaggi che la bella stagione in arrivo apporterà. Il motivo è abbastanza semplice: si può infatti facilmente presumere che in questo ambito le galline ovaiole saranno più forti, poiché maggiormente esposte alla luce e a tutti i vantaggi che la bella stagione in arrivo apporterà.

Gallina con i suoi pulcini

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