Negli ultimi anni, il congelamento degli ovuli è diventato un’opzione sempre più popolare per le donne che desiderano preservare la propria fertilità. Tale tecnica consente di conservare i propri gameti per un uso futuro, offrendo flessibilità nella pianificazione familiare. I motivi per cui questa soluzione può essere utile sono molteplici: problemi di salute (ad esempio in caso di tumore e/o chemioterapia); ovociti prelevati da stimolazione ovarica e non impiegati subito; carriera e lavoro che spesso richiedono il massimo impegno nell’età più fertile della donna, che si trova quindi a dover rimandare la maternità; oppure non si è ancora trovato il compagno ideale.

Che cos'è la Crioconservazione e come funziona
Il congelamento degli ovuli, noto anche come crioconservazione, è un processo attraverso il quale i gameti femminili vengono raccolti, congelati e conservati per un uso successivo. Tale procedura è particolarmente vantaggiosa per le donne che desiderano posticipare la maternità per motivi personali o professionali, o per coloro che affrontano trattamenti medici che possono compromettere la loro fertilità, come la chemioterapia.
La crioconservazione degli ovociti viene effettuata attraverso tecniche avanzate, come la vetrificazione, che consente un rapidissimo congelamento, capace di ridurre il rischio di formazione di cristalli di ghiaccio all’interno delle cellule. Gli ovociti vengono trattati con sostanze crioprotettrici e poi immersi in azoto liquido a -196°, per essere poi conservati, per un tempo indefinito.
La “crioconservazione” avviene in azoto liquido in apposite biobanche, che ne mantengono la qualità intatta anche oltre 15 anni. Tramite la fecondazione in vitro, questi ovociti possono essere inseminati con un gamete maschile - fresco o crioconservato, da partner o donatore - per ottenere un embrione da impiantare nell’utero materno.
Il Social Freezing: Una Scelta di Libertà
Il Social Freezing è un tipo specifico di crioconservazione degli ovuli, motivato da una condizione non medica, ma da ragioni sociali o personali. Negli ultimi anni sempre più donne decidono di congelare i propri ovociti per posticipare la maternità in attesa di una stabilità professionale, economica o affettiva.
Il fenomeno è diventato di moda, spinto anche da personaggi famosi, in primis modelle, attrici e cantanti, che collegano questa pratica ad un messaggio di maggiore libertà per la donna nel programmare un’eventuale gravidanza. Chi ricorre, infatti, al congelamento degli ovuli lo fa per preservare la propria capacità riproduttiva oltre che da eventuali malattie, come il tumore della mammella o dell’utero, o l’endometriosi, anche da vicende personali che possono scontrarsi con la difficoltà a trovare una relazione sentimentale stabile o una stabilità lavorativa ed economica.
Fasi del processo: Dalla consulenza al pick up
Il processo di congelamento degli ovuli si articola in diverse fasi. Il primo passo consiste in una valutazione approfondita con un ginecologo o uno specialista in fertilità durante la quale vengono analizzati gli obiettivi riproduttivi, la storia clinica e lo stato di salute generale della paziente.
- Stimolazione ovarica: Dopo aver eseguito esami del sangue e ecografie per valutare la salute delle ovaie, si procederà con una terapia ormonale per stimolare le stesse a produrre più ovuli anziché il singolo mensile. Senza stimolazione, in un ciclo naturale si maturerebbe un solo ovocita.
- Aspirazione follicolare (Pick up): Quando i follicoli raggiungono la dimensione adeguata, si procede alla raccolta degli ovociti tramite una procedura chiamata “aspirazione follicolare” o pick up ovocitario. Il prelievo avviene in anestesia totale o sedazione profonda.
- Vitrificazione: Gli ovociti raccolti vengono sottoposti a un processo di vitrificazione, una tecnica di congelamento ultrarapido che impedisce la formazione di cristalli di ghiaccio dannosi per la cellula.
Personalizzazione dei protocolli di stimolazione ovarica #IVFWEBINARS
Considerazioni su Età e Probabilità di Successo
L’età ideale per congelare gli ovuli è tra i 25 e i 35 anni, quando la riserva ovarica è ancora buona e la qualità ovocitaria elevata. È molto importante essere consapevoli del fatto che il congelamento degli ovuli non assicura una gravidanza certa in futuro, ma ne può aumentare la possibilità.
La percentuale di successo, infatti, può essere anche molto bassa e può dipendere da numerosi fattori, fra cui l'età cui sono stati prelevati gli ovociti e l'età cui si decide di utilizzare quelli congelati. Per le donne sopra i 35 anni di età, andrebbero conservati circa 20-25 ovociti congelati. Dai dati IVI, è emerso che se si ha meno di 35 anni e almeno 10 ovociti maturi, le probabilità di una futura gravidanza si aggirano intorno al 60 per cento.
Analisi dei Costi in Italia
Il costo del congelamento degli ovuli può variare in base a diversi fattori, tra cui la clinica scelta e i servizi aggiuntivi offerti. In media, tutto il percorso per il congelamento degli ovuli può aggirarsi tra i 3.000 e i 7.000 euro, ma è importante notare che potrebbero esserci costi annuali per la conservazione degli ovuli.
In poche parole si parla di un costo minimo che supera i 4mila euro e che garantisce il trattamento con farmaci (costosi e a carico della paziente) che stimolano la produzione di ovuli, il prelievo degli ovociti (che avviene in anestesia totale, anch’essa a carico della paziente), il congelamento, lo scongelamento futuro e 2 anni di mantenimento. Oltretutto dopo i primi due anni, c’è un costo annuale per il mantenimento che si aggira su alcune centinaia di euro.
È difficile raccogliere dati sui costi e sulle modalità di accesso poiché, in molti casi, le strutture non pubblicano listini specifici, richiedendo una prima visita per elaborare un preventivo personalizzato.
Il panorama normativo e l'accesso alle strutture
In Italia non esiste un limite massimo di legge sulla durata della conservazione, ma ogni centro può prevedere un termine tecnico o contrattuale. L'unico riferimento normativo è stato offerto dalla sentenza n. 96 del 2015 della Corte Costituzionale che ha consentito l’accesso alla crioconservazione anche alle coppie fertili ma portatrici di malattie genetiche.
Il congelamento degli ovociti si può ottenere con il SSN solo per malattie tumorali. In tutti gli altri casi, la crioconservazione resta un privilegio economico. Non esistono finanziamenti pubblici né tantomeno una minima copertura da parte del sistema sanitario nazionale. La situazione è definita "a macchia di leopardo": in alcune regioni, come la Puglia, sono attivi progetti sperimentali o percorsi agevolati, mentre in altre non esiste alcuna possibilità pubblica.
Come scegliere la struttura adatta
Scegliere dove effettuare il social freezing non è una decisione da prendere solo in base al prezzo. Prima di tutto, verifica le certificazioni e le autorizzazioni: la clinica deve essere accreditata presso il Centro Nazionale Trapianti e seguire i protocolli stabiliti dal Ministero della Salute.
Chiedi quali sono i tassi di sopravvivenza degli ovociti dopo lo scongelamento e, se disponibili, i dati sulle gravidanze ottenute con ovociti vitrificati. Durante il primo colloquio, è fondamentale valutare l'aspetto umano: il personale è disponibile a rispondere ai tuoi dubbi? Esiste un supporto psicologico integrato? La preservazione della fertilità è un percorso che tocca aspetti intimi ed emotivi, non solo tecnici. Diffida di offerte troppo economiche senza specificazioni chiare.
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