Il Ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, ha firmato un decreto fondamentale, denominato "End of Waste", destinato a ridefinire le pratiche di riciclo per una categoria specifica di rifiuti: i Prodotti Assorbenti della Persona, più noti con la sigla PAP. Questa categoria comprende i pannolini per bambini, i pannoloni per incontinenti e gli assorbenti igienici femminili. Si tratta di un provvedimento atteso per anni, che segna un passaggio epocale per l'economia circolare italiana e globale, aprendo nuove prospettive per la gestione di un flusso di rifiuti significativo che, fino ad ora, rappresentava una sfida complessa per lo smaltimento.

Questo decreto, la cui firma è stata annunciata con enfasi dal Ministro Costa come "un giorno importante e un passaggio epocale per l’economia circolare", rappresenta un passo decisivo verso un futuro più sostenibile. Il suo obiettivo primario è quello di far decollare un'industria interamente italiana che sappia coniugare il riciclaggio dei PAP con una conseguente e drastica riduzione del problema dello smaltimento dei rifiuti, creando al contempo tantissimi nuovi posti di lavoro. "Questi sono i sì che ci piacciono," ha dichiarato il Ministro, sottolineando l'approccio proattivo a favore di un'economia circolare che generi occupazione e tuteli l'ambiente, in piena armonia con la gerarchia dei rifiuti stabilita dall'Unione Europea.
Un Contenzioso Normativo Lungo Anni: Il Percorso Verso il Decreto
La strada per l'approvazione di questo decreto non è stata semplice, ma si è protratta per anni a causa di un lungo contenzioso normativo. In precedenza, la gestione del fine vita di questi prodotti era stata oggetto di incertezze e dibattiti. Era il 7 febbraio del 2018 quando la Giunta Regionale del Veneto, con la delibera n. 170, approvava gli indirizzi operativi per la definizione dei criteri “caso per caso” relativi alla cessazione della qualifica di rifiuto, in linea con l'articolo 184-ter del D.Lgs. n. 152/2006. Questi criteri erano volti a stabilire se un materiale o una sostanza, inizialmente qualificata come rifiuto, potesse cessare di esserlo e divenire materia prima seconda.
Tuttavia, proprio a seguito di questa vicenda, il Consiglio di Stato è intervenuto con la nota sentenza del 28 febbraio 2018 (la n. 1229, Quarta Sezione), prescrivendo che ciascuna Regione non avrebbe potuto stabilire, “caso per caso”, se un’operazione di recupero, autorizzata con regime ordinario, portasse alla cessazione della qualifica di rifiuto. Il Consiglio di Stato, rifacendosi alla Direttiva Quadro sui rifiuti, aveva di fatto creato un rilevante blocco nel settore del trattamento, rendendo la normativa di riferimento troppo ambigua e ostacolando il rilascio delle autorizzazioni necessarie per l'operatività degli impianti.
Questa situazione di stallo ha evidenziato la necessità di un quadro normativo chiaro e univoco a livello nazionale. La normativa sul punto veniva quindi ad essere costituita, a livello nazionale e per la sussidiarietà delle fonti del diritto, dai regolamenti comunitari (come quelli su rottami di metalli, rame e vetro) e quelli interni emanati dal Ministero dell’Ambiente (MATTM). "Mancava un decreto," ha affermato il Ministro Costa, e la sua firma ha sbloccato finalmente questa situazione, consentendo lo sviluppo di una vera economia circolare e la crescita economica e imprenditoriale dell'intero settore, come sottolineato anche dal presidente di Contarina, Franco Zanata.
Il decreto "end of waste" è il nome che indica un provvedimento normativo che regola il riciclo e fissa i criteri precisi per i quali un rifiuto può essere definito materia prima seconda. Si tratta di uno dei tanti decreti "end of waste" promossi dal Ministro Costa, volti a dare impulso concreto a molti processi industriali di economia circolare. Finalmente, il Decreto del Ministero dell’Ambiente (DM n. 62 del 15 maggio 2019) è stato pubblicato nella serie generale della Gazzetta Ufficiale n. 136 del 12 giugno 2019, stabilendo i criteri in base ai quali alcuni flussi di rifiuti, con riferimento alle plastiche eterogenee a base di poliolefine, il polimero superassorbente (SAP) e la cellulosa derivanti dal recupero di rifiuti di PAP, cessano di essere qualificati come rifiuto.

L'Avanguardia Italiana: Il Primo Impianto al Mondo a Treviso
Al centro di questa rivoluzione si trova una tecnologia d’avanguardia, un'eccellenza tutta italiana, che ha visto finalmente il via libera: l’impianto per il riciclo dei pannolini costruito dalla Fater e da Contarina a Lovadina di Spresiano, in provincia di Treviso. Questo impianto non è solo il primo nel suo genere in Italia, ma è riconosciuto come il primo al mondo capace di riciclare questa complessa tipologia di rifiuti.
La sua innovazione non è passata inosservata a livello internazionale: è stata riconosciuta dalla Commissione Europea come Eco-Innovation nel 2011 e ha vinto il prestigioso Premio Sviluppo Sostenibile, promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, a Ecomondo nel 2018. Giovanni Teodorani Fabbri, direttore generale di FaterSmart, ha espresso grande soddisfazione, poiché il provvedimento consentirà l'avvio della fase industriale della tecnologia FaterSmart, unica al mondo in grado di riciclare al 100% questa tipologia di rifiuti. Questa tecnologia unica al mondo, ha ribadito Giovanni Teodorani Fabbri, è «in grado di valorizzare i prodotti assorbenti per la persona usati e di trasformarli in plastica, cellulosa e polimero super assorbente, garantendo vantaggi ambientali ed economici per tutti».
Prima dell'entrata in vigore del decreto "end of waste", l'impianto ha funzionato solo al 15% della sua capacità. Ora, con il quadro normativo finalmente definito, potrà operare a pieno regime e su scala industriale, dispiegando appieno il suo potenziale. Tuttavia, anche quando funzionerà al 100%, non potrà servire un bacino di utenza superiore al milione di persone. Per coprire il fabbisogno italiano, che genera una mole di rifiuti impressionante, ne servirebbero circa novanta. Questo sottolinea la necessità di replicare questo modello virtuoso su tutto il territorio nazionale. Già alcune regioni si sono dette interessate a realizzare impianti simili a quello veneto, poiché la possibilità di poter vendere le materie prime seconde rappresenta un notevole incentivo per fare l’investimento.
Rifiuti assorbenti riciclati che diventano materie prime, l’Idea di i-Foria
Nuova Vita per i Rifiuti: I Materiali Riciclati e i Loro Impieghi
Grazie a questa avanzata tecnologia, dal trattamento dei PAP si producono tre materiali di alto valore, che cessano di essere considerati rifiuti per diventare preziose materie prime seconde. Questi materiali sono: una miscela di plastica a base di poliolefine, il polimero superassorbente (SAP) e la cellulosa. Per ciascuno di questi esistono scopi specifici di utilizzo, e tutti risultano comunemente oggetto di transazioni commerciali, possedendo un effettivo valore economico di scambio.
Il processo di riciclo, dopo un'essenziale fase di sterilizzazione, permette di ottenere:
- Plastica: destinata a nuove produzioni, può essere trasformata in oggetti di uso comune come stampelle, mollette, sedie di plastica, e persino in strutture per i parchi giochi urbani.
- Cellulosa: può trovare impiego nella produzione di biocarburanti, per i capi d'abbigliamento in viscosa, per i cartoni da imballaggio industriali e, in un circolo virtuoso, anche in nuovi prodotti assorbenti.
- Polimero Superassorbente (SAP): il principale materiale di cui sono composti i PAP, anch'esso può essere recuperato e riutilizzato per la produzione di nuovi prodotti assorbenti, chiudendo il ciclo di vita del materiale in maniera esemplare.
Questa trasformazione è un esempio concreto di come la tecnologia e la normativa possano collaborare per valorizzare ciò che prima era solo un problema di smaltimento. Le valutazioni degli impatti su ambiente e salute umana, condotte da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità), hanno dato un indispensabile contributo alla definizione dei citati criteri, garantendo che i materiali riciclati siano sicuri e conformi agli standard più elevati. Il Ministero dell'Ambiente ha verificato, attraverso test di laboratorio e industriali, che i materiali di riciclo dei prodotti assorbenti per la persona usati hanno prestazioni analoghe alle materie prime “vergini”, consolidando la fiducia nella qualità e nella sicurezza di queste nuove risorse.
Vantaggi Ambientali ed Economici: Un Futuro Sostenibile
L'impatto del decreto "End of Waste" e dell'implementazione di questa tecnologia sul panorama ambientale ed economico italiano è stimato essere di portata rivoluzionaria. Ogni anno, in Italia, vengono smaltite circa 900 mila tonnellate di prodotti assorbenti della persona, che attualmente finiscono prevalentemente in discarica o negli inceneritori, con significative ricadute negative per l'ambiente e per l'economia. Questa mole di rifiuti costituisce circa il 4% dei rifiuti solidi urbani totali. Per dare un'idea della quantità, si stima che nel corso dei suoi primi tre anni di vita un bambino utilizzi circa 6.000 pannolini: praticamente una tonnellata di rifiuti fino ad ora non differenziabili. Ipotizzando di sovrapporli uno sull'altro, si costruirebbe una pila di pannolini più alta della Torre di Pisa. A livello mondiale, si parla di 30 milioni di tonnellate, un volume pari a 450 campi da calcio o a 60 volte quello del Colosseo.

Grazie a questo provvedimento, si potranno recuperare e riciclare circa 900.000 (o 1 milione) di tonnellate all'anno di questi rifiuti, evitando che finiscano negli inceneritori o in discarica. "Da oggi circa 1 milione di tonnellate di pannolini non verranno più bruciati negli inceneritori né gettati in discarica ma bensì verranno recuperati e diventeranno tecnicamente materia prima seconda," ha affermato il Ministro Costa, evidenziando il cambio di paradigma. "Altro che ambientalismo del no: questa è la risposta. Siamo per i sì, ma quelli giusti."
I benefici si estendono ben oltre la semplice riduzione dei rifiuti. Uno studio condotto da Ambiente Italia, un istituto di ricerca ambientale indipendente, ha sottolineato che la tecnologia e il processo sviluppati da FaterSmart sono "carbon negative", con un risparmio di -168 kg di CO2 per ogni tonnellata di pannolini trattati. Se questo processo fosse applicato in tutta Italia, si eviterebbe un volume di rifiuti equivalente a più di 14 campi da calcio e si ridurrebbero emissioni di CO2 pari a quelle generate ogni anno da più di 100mila automobili. Inoltre, si produrrebbero 270mila tonnellate di materie prime riciclate di alta qualità. Da una singola tonnellata di rifiuti separati, è possibile ottenere fino a 150 kg di cellulosa, 75 kg di plastica e 75 kg di polimero super assorbente.
I vantaggi non sono solo ambientali, ma anche economici, in particolare per le autorità locali. Vengono ridotti i costi di smaltimento dei rifiuti nelle discariche o nei termovalorizzatori, eliminati i costi di pre-trattamento, e si contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e alla riduzione dei rifiuti biodegradabili nelle discariche. Questo modello promuove la creazione di tantissimi nuovi posti di lavoro, dando impulso a un'industria tutta italiana che coniuga innovazione, sostenibilità e crescita economica.
Implementazione e Prospettive Future: Un Modello in Espansione
L'efficace attuazione di questo sistema di riciclo passa necessariamente attraverso la raccolta differenziata dei PAP, che toccherà ai Comuni farsi carico di organizzare. La fase sperimentale, avviata nella provincia di Treviso in collaborazione con Contarina S.p.A., l'azienda che gestisce i rifiuti urbani in quell'area, ha dato esiti positivi, dimostrando la fattibilità e l'efficacia del modello. Nonostante la necessità di organizzare nuove forme di raccolta, il nostro Paese è in realtà molto più avanti rispetto al legislatore in termini di consapevolezza e pratica: sono già 12 milioni gli italiani che possono conferire questi rifiuti in appositi bidoni, segno di una crescente sensibilità ambientale e di una prontezza ad accogliere nuove pratiche virtuose.
Il decreto End of Waste per i PAP è solo il primo di una serie di provvedimenti volti a rafforzare l'economia circolare in Italia. Il prossimo step dichiarato dal Ministero dell'Ambiente comprende l'emissione di ulteriori decreti "end of waste" per il recupero di altre importanti tipologie di rifiuti, tra cui pneumatici, carta e cartone, plastiche miste e rifiuti da costruzione e demolizione. Questa visione a lungo termine testimonia un impegno concreto verso una gestione più sostenibile delle risorse.
In questo scenario di innovazione e sviluppo, si inserisce anche l'expertise di aziende italiane come Galstaff Multiresine S.p.A. Quest'azienda storica, fondata oltre cinquant'anni fa, è specializzata nello sviluppo e nella produzione di polimeri per applicazioni industriali ad alte prestazioni. Ha costruito la propria reputazione su competenza tecnica, flessibilità produttiva e un forte orientamento al cliente. La società si distingue per un approccio SGS integrato con le proprie funzioni aziendali e con i propri Laboratori Ricerca e Sviluppo & QC. L’attenzione alla sostenibilità e alla conformità normativa - inclusi ambiti come MOCA, REACH e certificazioni ambientali - rappresenta un elemento centrale e distintivo della strategia aziendale. Sebbene i materiali riciclati dai PAP non beneficino dell'IVA agevolata, l'importanza di non bruciarli più nell'ambiente, ma di reintrodurli nel ciclo produttivo, è un beneficio inestimabile per il pianeta.
Con l'Italia che si afferma come il primo Paese al mondo a introdurre una norma per il recupero delle materie prime seconde provenienti da assorbenti per la persona usati, si apre un nuovo capitolo nella gestione dei rifiuti e nella promozione di un'economia circolare. È un modello che promette di coniugare tutela ambientale, innovazione tecnologica e sviluppo economico, dimostrando che i "sì" costruttivi sono la vera risposta alle sfide del nostro tempo. È importante notare che il produttore deve conservare, per cinque anni, un campione di materiale riciclato prelevato da ciascun lotto, a garanzia della tracciabilità e della qualità del processo.
ATTENZIONE: Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica.