Fertilia non è solo una frazione di Alghero; è un palcoscenico a cielo aperto dove si sono intrecciate le vicende più complesse del primo Novecento italiano. Definita come l'ultima "città del duce" in Sardegna, dopo Mussolinia (poi Arborea) e Carbonia, questa borgata è stata progettata con l’ambizione di essere un’ideale sintesi tra architettura razionalista, trasformazione fondiaria e stratificazione sociale. Situata sul versante nord della Riviera del Corallo, ben visibile dai bastioni dell’antica città catalana, Fertilia si presenta oggi come un mosaico di culture in cui il passato fascista si scontra e si fonde con l'eredità dei profughi giuliano-dalmati e dei coloni ferraresi.

Genesi di un centro di bonifica: dall'agro ferrarese alla Nurra
La data ufficiale di nascita di Fertilia è l'8 marzo 1936, con la posa della prima pietra della chiesa parrocchiale. Tuttavia, le radici di questo insediamento affondano nel 7 ottobre 1933, quando il regime istituì l'Ente Ferrarese di Colonizzazione per dare una risposta alla popolazione in eccesso della Provincia di Ferrara e diminuire le tensioni sociali. La regione storica della Nurra, prima di allora una landa acquitrinosa e malarica, divenne il teatro di una metamorfosi paesaggistica senza precedenti.
La trasformazione del territorio era iniziata già a fine Ottocento con la bonifica della laguna del Calich, portata avanti inizialmente dai detenuti del vicino carcere di Alghero. Negli anni Trenta, però, l'approccio divenne sistematico e ideologico. L'Ente Ferrarese reclutò famiglie contadine promettendo una vita nuova, case coloniche e terra da lavorare. Eppure, l'arrivo dei primi ferraresi fu segnato da disillusione: i coloni trovarono un deserto, privo di strade, acqua o elettricità, costringendo molti a tornare indietro o a sostare in attesa che il cantiere prendesse forma.
Il Progetto Architettonico: Razionalismo e Trachite Rosa
Il progetto di Fertilia risponde ai canoni del Razionalismo italiano del Ventennio. Firmato dal gruppo 2Pst (Concezio Petrucci, Mosè Tufaroli, Emanuele Filiberto Paolini e Riccardo Silenzi), il borgo si sviluppa lungo l'asse di via Pola che dal mare conduce alla piazza centrale. La scelta dei materiali è iconica: l'uso della trachite rosa crea una continuità cromatica con le altre città di fondazione come Carbonia e Arborea.
Tra gli edifici più significativi spicca la Chiesa di San Marco. Progettata dall'architetto Arturo Miraglia, presenta una facciata a capanna con un profondo vano ad arco a tutto sesto. Il campanile, alto 22 metri e aggiunto nel 1957, richiama le strutture venete e la Basilica di San Marco a Venezia, simbolo del legame identitario impresso dai nuovi abitanti. All'interno, il mosaico dell'altare maggiore, opera di Giuseppe Biasi, raffigura un Gesù Risorto tra angeli, affiancato da decorazioni dello scultore sassarese Giuseppe Silecchia. Altri punti di riferimento sono la Torre Littoria, ex fulcro della vita politica locale, la scuola elementare e gli edifici legati all'ente di bonifica, che testimoniano l'ordine gerarchico della pianificazione fascista.
La metamorfosi bellica: da "Città del Duce" a luogo di accoglienza
La Seconda Guerra Mondiale paralizzò di fatto l'opera di colonizzazione, rendendo inutilizzata la maggior parte degli edifici. In questo vuoto, Fertilia fu riconvertita in campo di concentramento per popolazioni slave, in particolare croate. Dopo il conflitto, la borgata assunse un nuovo volto grazie all'arrivo, tra il 1948 e il 1952, di oltre 500 profughi giuliano-dalmati. Questo evento ha trasformato radicalmente il tessuto sociale e culturale del luogo.
La toponomastica odierna è il riflesso vivente di questo esodo: vie intitolate a Fiume, Pola, Cherso, Orsera, Rovigno, Trieste e Zara testimoniano il dolore e il radicamento di una comunità costretta ad abbandonare la propria terra. Sul lungomare, una colonna commemorativa sormontata dal leone di San Marco reca l'iscrizione: «Qui nel 1947 la Sardegna accolse fraterna gli esuli dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia». Oggi Fertilia è un melting-pot in cui si intrecciano influenze ferraresi - rintracciabili in alcuni cognomi e tradizioni culinarie - e la cultura veneta e friulana portata dagli esuli.

Risorse naturalistiche e l'Aeroporto di Alghero-Fertilia
La posizione geografica di Fertilia, stretta tra il mare e la laguna del Calich, la rende un punto di accesso privilegiato per la Riviera del Corallo. Il Parco naturale regionale di Porto Conte protegge un territorio di grande valore, dove le spiagge rappresentano una meta balneare di eccellenza.
La spiaggia di Fertilia, sabbiosa e caratterizzata da fondali che digradano dolcemente, è frequentata per la sua limpidezza. Ad essa si affiancano, in direzione Porto Conte, la famosa spiaggia delle Bombarde, circondata da pinete, e la baia del Lazzaretto, con la sua torre seicentesca. Non lontano, l'Aeroporto di Alghero-Fertilia collega questo angolo di Sardegna al resto del mondo, fungendo da porta di accesso non solo turistica ma anche logistica per la regione. L'infrastruttura aeroportuale, dotata di servizi essenziali come bancomat, assistenza bagagli e collegamenti bus, facilita l'esplorazione dell'intera area verso Sassari e gli altri centri costieri.
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Consigli utili per la visita
Per chi desidera approfondire la storia o semplicemente godere del territorio, Fertilia offre diverse opzioni logistiche. La borgata è ben collegata ad Alghero tramite le linee di autobus urbani che fermano nei punti nevralgici. Per gli amanti dell'esplorazione storica, il "Ponte romano" sullo stagno del Calich, ricostruito in epoca medievale, offre uno spunto archeologico di grande fascino prima di addentrarsi nelle vie razionaliste del centro.
Sul piano dei servizi, la piazza Venezia Giulia ospita la Guardia medica turistica. La ristorazione locale, come il Paguro o SottoPrua, permette di assaporare la fusione culturale del luogo, con piatti che spesso attingono alle tradizioni marine della Sardegna unite alle memorie gastronomiche giunte da oltre mare.
- Chiesa di San Marco: Aperta al pubblico, è il cuore spirituale e storico.
- Mobilità: Dall'aeroporto, utilizzare i bus ARST per spostarsi verso Alghero o il resto dell'isola.
- Memoria: Si consiglia una passeggiata sul lungomare per osservare le targhe e la colonna che ricordano gli esuli.

Fertilia rimane un'anomalia necessaria. È un luogo che invita alla riflessione, non solo sulla bellezza naturale del golfo di Alghero, ma sulle ferite di un secolo che ha visto cambiare i confini e le identità, rendendo questa cittadina un archivio vivente di memorie collettive spesso dimenticate. Ogni suo angolo, dalla Torre Littoria al Leone alato di San Marco, racconta la tenacia di chi, arrivando da lontano - che fosse dal ferrarese o dalla Dalmazia - ha saputo fare di un deserto di paludi un approdo di vita.