Le infezioni delle vie respiratorie superiori, che includono naso, bocca, faringe e laringe, rappresentano le malattie più frequenti riscontrate nei bambini. Quasi sempre a causarle è un virus stagionale e, nella maggior parte dei casi, queste condizioni guariscono spontaneamente nell’arco di una settimana o poco più. Soprattutto nel periodo invernale, i neonati sono tra i più penalizzati dai virus. La tosse persistente e la richiesta di una terapia efficace per risolverla sono spesso le motivazioni più frequenti che spingono i genitori a consultazioni telefoniche e visite pediatriche. In questo contesto, l'aerosolterapia, in particolare quella con cortisone, è diventata una pratica comune ma spesso oggetto di dibattito e di utilizzo inappropriato.

Comprendere l'Aerosolterapia: Dispositivi e Funzionamento
L'aerosolterapia si avvale di dispositivi che hanno la capacità di trasformare i farmaci, che sono in forma liquida, in goccioline microscopiche, comunemente definite "aerosoli". Il vantaggio principale dell’aerosol è proprio la sua capacità di generare queste particelle, le quali sono in grado di penetrare in profondità negli alveoli polmonari. In questo modo, i farmaci possono essere assimilati dall’organismo direttamente attraverso la respirazione, agendo localmente dove necessario.
Questa modalità di somministrazione si può realizzare anche attraverso l'uso di spray dotati di distanziatori. Il distanziatore è un accessorio fondamentale che consente al bambino di respirare il farmaco erogato con l'inalatore senza che sia necessario coordinare perfettamente lo spruzzo del farmaco con il respiro. Questo aspetto è particolarmente importante nell'età pediatrica, dove la collaborazione del piccolo paziente può essere limitata. La tecnica di utilizzo del distanziatore, tuttavia, richiede attenzione: spesso purtroppo la terapia con i distanziatori viene eseguita male. È fondamentale che la tecnica sia condivisa con la famiglia e verificata a distanza di tempo dal medico o dal personale sanitario, per assicurare l'efficacia del trattamento.
Il Cortisone: Natura e Funzione come Farmaco
Il termine "cortisone" è utilizzato nel linguaggio comune per indicare, in modo generico ma talvolta improprio, una vasta categoria di farmaci noti come corticosteroidi. Questi sono anche detti glucocorticoidi o, più brevemente, steroidi. I farmaci cortisonici sono antinfiammatori e immunosoppressori, il che significa che sono in grado di ridurre l'infiammazione e di inibire la risposta immunitaria del corpo. La loro struttura chimica è simile a quella degli ormoni prodotti naturalmente dal nostro organismo, i cosiddetti corticosteroidi "endogeni".
Si tratta di medicinali molto potenti, la cui efficacia è riconosciuta e sfruttata nel trattamento di numerose patologie, tra cui l’asma, l’artrite e alcune dermatiti, oltre a varie malattie autoimmunitarie. Quando sono inalati attraverso l'uso di spray medicati o polveri inalatorie, questi farmaci, simili al cortisone, sono in grado di ridurre l'infiammazione delle vie respiratorie più profonde, come i bronchi e i polmoni. L'inalazione del farmaco consente di farlo arrivare direttamente a contatto delle vie respiratorie più profonde, massimizzando l'effetto locale e riducendo al minimo l'assorbimento sistemico.
Quando l'Aerosol al Cortisone è Veramente Indicato nei Bambini
L'impiego dell'aerosol al cortisone nei bambini trova la sua giustificazione e raccomandazione in specifiche condizioni cliniche. L'aerosol può essere utile in caso di attacco asmatico o, nei bambini più piccoli, in caso di broncospasmo causato da una malattia virale delle vie respiratorie. In questi frangenti, il farmaco da utilizzare in associazione al cortisone è spesso un broncodilatatore, come il salbutamolo, che agisce dilatando i bronchi e facilitando la respirazione.
Il cortisone somministrato tramite aerosol può anche essere utile per la prevenzione dell'attacco d'asma o in associazione con il broncodilatatore per la terapia dell'attacco acuto. I cortisonici inalatori nel bambino con broncospasmo ricorrente o asma bronchiale sono raccomandati da tutte le Linee Guida Internazionali. Questi farmaci sono utilizzati soprattutto per prevenire le riacutizzazioni dell'asma bronchiale. L’infiammazione dei bronchi è infatti la causa dell’asma, e il cortisone per via inalatoria agisce attenuando questa infiammazione. Un uso regolare di questi farmaci riduce la frequenza e la gravità degli attacchi di asma.
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È, quindi, particolarmente indicato per la cura di condizioni specifiche come la bronchiolite, la bronchite asmatica e la laringite. È fondamentale sottolineare che i cortisonici inalatori sono efficaci solo se il pediatra ha diagnosticato una difficoltà respiratoria dovuta a broncospasmo, ovvero un restringimento dei bronchi. Il dosaggio del cortisonico inalatorio per asma viene calcolato in base all'età del bambino e alla gravità dei sintomi. Essendo farmaci utili per la prevenzione dell'attacco asmatico, è indispensabile assumerli regolarmente, anche se ci si sente bene, seguendo le indicazioni del medico.
I nomi dei principi attivi più comuni in commercio per i cortisonici inalatori includono Beclometasone, Budesonide, Flunisolide e Fluticasone.
L'Uso Spesso Inappropriato dell'Aerosol al Cortisone per i Malanni Comuni
Nonostante le chiare indicazioni cliniche, si osserva spesso un utilizzo improprio dell'aerosol al cortisone, specialmente in Italia. Molto spesso il pediatra prescrive “un po’ di aerosol con il cortisone” ai bambini, anche molto piccoli, con tosse e/o raffreddore. Tuttavia, questa è spesso una scelta inappropriata. Le infezioni delle vie respiratorie superiori sono quasi sempre causate da un virus stagionale e, come precedentemente accennato, tendono a risolversi spontaneamente.
Secondo i dati dell’Osservatorio ARNO bambini, un sistema di sorveglianza continua sulle prescrizioni dei medici del Servizio sanitario nazionale, i cortisonici inalatori sono tra i primi 15 farmaci più prescritti in Italia. Nonostante questo, le statistiche indicano che l’utilizzo dell’aerosol ha una prevalenza particolare nella nostra penisola, molto maggiore rispetto al resto d’Europa dove viene usato quasi solo in ospedale. Questa abitudine, un sistema molto amato dai genitori e una passione tipicamente italiana anche per moltissimi pediatri, è difficile da modificare. Forse questo accade anche perché i medici tendono ad assecondare le richieste di genitori che non se la sentono di aspettare una guarigione spontanea, magari aiutata dall'uso di rimedi più semplici.
Ci sono molti dubbi sull’utilità di questa pratica nel curare raffreddore, tosse e in generale i problemi delle alte vie respiratorie, che si risolvono da sé. L’Associazione Culturale Pediatri (Acp), libera associazione che riunisce 2.500 tra pediatri delle cure primarie, ospedalieri e universitari, ha segnalato «l’uso abituale di cortisonici inalatori nelle infiammazioni delle prime vie respiratorie dei bambini» al primo posto della classifica delle pratiche a rischio d’inappropriatezza. Tale pratica, se prolungata nel tempo, è associata a vari effetti collaterali, come vedremo.
La Ricerca Scientifica e le Prove di Inefficacia
La questione della presunta validità dell’aerosolterapia nel trattamento dei malanni stagionali dei bambini è stata oggetto di approfonditi studi scientifici. Antonio Clavenna, responsabile dell’Unità di Farmaco-epidemiologia del Laboratorio per la Salute Materno-Infantile all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, ha condotto una ricerca significativa in questo campo. Clavenna, coadiuvato dal suo team e dalla stessa Associazione Culturale Pediatri, nel 2010 ha avviato uno studio durato due anni, coinvolgendo 520 bambini di età compresa tra 1 e 5 anni affetti da infezioni delle vie aeree superiori.
I piccoli volontari sono stati divisi in due gruppi: al primo è stato somministrato del cortisone tramite aerosol, mentre al secondo è stata somministrata della soluzione fisiologica, anch'essa tramite aerosol. Il risultato di questa ricerca è stato decisivo: tra i due gruppi non è emersa alcuna differenza significativa né nell’entità del disagio percepito dai bambini né nella durata dei sintomi. Pertanto, nel trattamento dei malanni stagionali che colpiscono prevalentemente la prima infanzia, l’efficacia dei farmaci cortisonici si è rivelata pari a quella della soluzione fisiologica. Questo dato suggerisce che, se proprio si vuole usare l’apparecchio per aerosol, tanto vale limitarsi alla soluzione fisiologica, la quale non presenta i rischi associati ai cortisonici. Per queste ragioni, va invece assolutamente evitato l’uso di farmaci a base di cortisone per aerosol se non prescritti specificamente dal medico, in quanto l'assunzione di tali farmaci deve essere dettata da una reale necessità clinica.

Alternative e Rimedi Efficaci per i Malanni Comuni dei Bambini
Di fronte ai comuni malanni stagionali che colpiscono i bambini, esistono numerosi rimedi e buone pratiche che si sono dimostrate efficaci e sicure, evitando l'uso inappropriato di farmaci come il cortisone per aerosol. In caso di raffreddore e mal di gola, alcuni rimedi tradizionali sono assolutamente validi. Tra questi, è fondamentale tenere sempre pulito il naso del bambino, in modo che non respiri con la bocca, condizione che potrebbe aumentare il rischio di tosse dovuta all'irritazione della gola.
È, inoltre, importante creare un ambiente domestico salubre: aprire spesso le finestre di casa, anche in inverno, serve a ridurre la concentrazione di microbi e sostanze irritanti nell'aria. È certa l’utilità di alcune abitudini quotidiane per prevenire e gestire i sintomi:
- Bere di frequente per mantenere un'adeguata idratazione.
- Effettuare lavaggi nasali per eliminare muco e catarro, liberando le vie respiratorie.
- Umidificare adeguatamente gli ambienti, specialmente in presenza di riscaldamento, per evitare che l'aria secca irriti le mucose.
- Arieggiare di frequente i locali per un ricambio d'aria costante.
- Mantenere la temperatura della casa intorno ai 20°C.
- Lavarsi bene e spesso le mani per prevenire la diffusione di germi.
- Adoperare fazzoletti usa e getta per evitare il ristagno di microbi.Queste sono buone norme da tenere sempre a mente, poiché servono anche a prevenire le infezioni.
Per quanto riguarda l'aerosolterapia, pur nell'ambito di un uso limitato e appropriato, via libera, invece, anche in via preventiva a lavaggi nasali finanche quotidiani con soluzione fisiologica. A seconda dell’età del bambino, si possono utilizzare diversi strumenti per i lavaggi nasali: la siringa (adatta a tutte le età), gli spray (a partire dai 5-6 anni) e la doccia nasale micronizzata. Può invece essere adoperata l’aerosolterapia con soluzione ipertonica (con diluizione non superiore al 3%) in caso di aumento di secrezioni nasali, ma mai in via preventiva, non più di due volte al giorno e per un breve periodo di tempo. In sintesi, per i comuni malanni, si raccomandano lavaggi nasali, ambienti umidificati e magari resi balsamici con olii essenziali, qualche sciroppo calmante della tosse a base di miele o di altea per esempio, pazienza ed attenzione all’evoluzione della malattia.

Vie di Somministrazione dei Corticosteroidi e Loro Effetti Differenziati
I corticosteroidi possono essere somministrati all'organismo attraverso diverse vie, ognuna delle quali determina un diverso profilo di azione e potenziali effetti collaterali. Le due macro-categorie principali sono la somministrazione per via topica o locale e per via sistemica.
Nella somministrazione per via topica o locale, il farmaco agisce esclusivamente o quasi esclusivamente sulle superfici su cui viene applicato. Questa modalità include l'inalazione (come nel caso dell'aerosol al cortisone per le vie respiratorie) e la somministrazione intranasale (per il naso). Se il farmaco viene utilizzato per via topica, normalmente gli effetti collaterali sono lievi e limitati eventualmente alla sede di somministrazione. A differenza dei cortisonici assunti per bocca o per iniezione, l'inalazione di questo farmaco non provoca seri rischi per la salute. In tal caso, gli effetti collaterali sono molto meno comuni e seri rispetto alla somministrazione sistemica.
La via intranasale è molto utile nel caso di sintomi allergici come naso che cola e congestione nasale da rinite allergica. Gli spray nasali cortisonici sono ampiamente utilizzati in queste forme allergiche e non danno in genere grossi problemi, salvo possibili sanguinamenti, noti come epistassi. L’effetto collaterale più comune, oltre al fastidio per la sensazione di un liquido che scende in gola, è proprio l’epistassi (sangue dal naso). Per ridurre il rischio di epistassi, è sufficiente evitare somministrazioni prolungate e, se si verifica, interrompere l'uso per qualche giorno (due-tre) per poi, se necessario, ricominciare.
Al contrario, nella somministrazione per via sistemica, il farmaco raggiunge attraverso il sangue tutti i distretti del corpo. Questa avviene solitamente per via orale (compresse) o iniettiva. Gli effetti dei corticosteroidi sistemici sono più diffusi e possono comportare una maggiore incidenza e severità di effetti collaterali, come dettagliato nella sezione successiva.
Potenziale Effetti Collaterali dei Corticosteroidi: Locali e Sistemici
Sebbene i cortisonici siano farmaci potenti e spesso salvavita, la loro assunzione, soprattutto se prolungata, può causare effetti collaterali. La natura e la gravità di questi effetti dipendono in gran parte dalla via di somministrazione, dalla dose e dalla durata della terapia.
Effetti Collaterali dei Corticosteroidi Inalatori
Se viene rispettato il giusto dosaggio, i cortisonici inalatori non presentano effetti collaterali importanti. Tuttavia, possono manifestarsi alcuni disturbi locali. Oltre a gola secca e raucedine, l'inalazione può provocare, raramente, tosse o, paradossalmente, difficoltà respiratorie. L'unico disturbo che si manifesta con una certa frequenza è la candidosi della bocca (o mughetto), una infezione da funghi facilmente riconoscibile per il suo colore bianco.
Un aspetto che ha destato preoccupazione è il potenziale impatto sulla crescita dei bambini. Si è temuto che, una volta nel sangue, i cortisonici potessero inibire la crescita dei bambini in terapia, in modo simile a quanto accade con i cortisonici somministrati per bocca per lunghi periodi di tempo. In effetti, in numerosi bambini che soffrono di asma, i cortisonici inalatori vengono utilizzati ogni giorno per mesi. Tuttavia, gli studi hanno fornito rassicurazioni. L’esposizione ai corticosteroidi inalatori nella prima infanzia si associa a una riduzione dell’altezza all’età di 6 anni ma solo nei bambini con trattamento continuato nel sesto anno di vita e a dosi cumulative più elevate.
Uno studio prospettico condotto su due coorti per un totale di 1.111 bambini asmatici in terapia con corticosteroidi inalatori (budesonide o fluticasone propionato), seguiti dalla nascita all’età di 6 anni, ha valutato l’effetto del trattamento farmacologico sulla crescita in altezza e sulla salute ossea. Analizzando l’esposizione ai corticosteroidi inalatori è emerso che solo nei bambini con uso corrente nel sesto anno di vita a dosi elevate l’altezza media era inferiore di 1,16 cm (limiti di confidenza al 95% da -1,94 a -0,38, p=0,004) rispetto ai bambini trattati con dosi basse o senza alcuna esposizione. Per contro, non è stata rilevata alcuna associazione tra l’uso continuativo dei corticosteroidi inalatori e la salute ossea espressa in termini di contenuto minerale osseo. Se gli effetti negativi dei corticosteroidi inalatori sull’altezza e sulla velocità di crescita nel primo anno di trattamento sono stati ampiamente studiati, le prove degli effetti del trattamento a lungo termine sono limitate. I risultati di questo studio sono clinicamente rassicuranti alla luce dell’elevato numero di bambini asmatici in terapia con costicosteroidi inalatori; tuttavia, è prudente monitorare la crescita lineare ossea in caso di trattamento a lungo termine a dosi elevate. (Kunøe A, Sevelsted A, et al. Height and bone mineral content after inhaled corticosteroid use in the first 6 years of life. Thorax 2022; DOI:10.1136/thoraxjnl-2020-216755). È importante sapere che una volta cessata la terapia, la velocità di crescita accelera e viene raggiunta così la statura definitiva che il bambino avrebbe raggiunto se non fosse stato trattato con cortisonici. Inoltre, questi bambini, con la crescita dei bronchi, spesso non ripresenteranno episodi di broncospasmo in età scolare.
Effetti Collaterali dei Corticosteroidi Sistemici
Quando i corticosteroidi vengono somministrati per via sistemica, anche se per un breve periodo (da uno a pochi giorni), gli effetti indesiderati sono più probabili, ma comunque di modesta entità e soprattutto rapidamente reversibili con la sospensione della terapia. Tuttavia, un'assunzione prolungata, anche solo per qualche settimana, può causare effetti collaterali nei bambini che possono essere importanti e difficili da gestire.
Tra gli effetti più comuni vi sono i cambiamenti dell’umore: il bambino può diventare irritabile, con sbalzi d'umore, fare i capricci e fare fatica a prendere sonno. Ad esempio, nel caso di Matilde, che assumeva cortisone da due settimane per una piastrinopenia autoimmune, i genitori hanno riportato irritabilità e aumento dell'appetito. Qualora si associasse anche insonnia, si consiglia di anticipare la dose serale nel primo pomeriggio, per evitare che questo effetto comprometta il sonno notturno. A ciò, spesso si accompagna un aumento dell’appetito e, di conseguenza, un aumento di peso, agevolato anche dalla ritenzione idrica che queste medicine causano. A volte può verificarsi anche dolore allo stomaco; in questi casi, sarà il pediatra a decidere se aggiungere alla terapia un protettore gastrico, che, comunque, non va dato di routine. Alcuni effetti collaterali più rari si verificano se la terapia cortisonica viene assunta per settimane o mesi.
Il cortisone, soprattutto se somministrato a lungo e ad alte dosi, può ridurre le difese immunitarie del bambino, favorendo le infezioni o rendendo alcune infezioni più aggressive (ad esempio la varicella). Pertanto, se al bambino viene la febbre o la varicella in corso di terapia, è fondamentale contattare immediatamente il medico. Vi sono anche condizioni in cui il cortisone va assolutamente evitato, ad esempio nel caso di infezioni importanti (per il suo potere immunosoppressivo) o nel caso di ferite estese (può ritardare la guarigione delle ferite stesse).
Una terapia protratta con corticosteroidi tende a deprimere la produzione di cortisolo da parte dell’organismo. È quindi importante che la sospensione della terapia avvenga gradualmente, seguendo scrupolosamente le indicazioni del medico, per permettere al corpo di ripristinare la produzione endogena. Inoltre, è preferibile somministrare la dose di farmaco al mattino prima delle 9, in modo da consentire all’organismo di produrre normalmente il cortisolo durante la giornata. Avendo un’azione antinfiammatoria, il cortisone ha anche un effetto antifebbrile, in quanto la febbre è una normale manifestazione dell’infiammazione. Tuttavia, è meglio evitare il cortisone per trattare la febbre, sebbene questo farmaco abbia una potente azione antipiretica, a causa dei potenziali effetti collaterali.

Importanza della Consulenza Medica e Uso Corretto
La gestione dei farmaci cortisonici nei bambini richiede un'attenta valutazione e una stretta supervisione medica. Non esiste una risposta precisa all'età minima da cui si può dare il cortisone ai bambini; la decisione spetta sempre al medico curante.
È fondamentale che la dose del farmaco sia stabilita dal medico e che venga rispettata scrupolosamente. In caso di dimenticanza di una dose, si deve provvedere al più presto; tuttavia, se è ormai prossima l'ora di assumere la dose successiva, non si deve assumere la dose dimenticata ma proseguire seguendo lo schema indicato dal medico. Per un corretto utilizzo degli spray dosati e per un buon esito del trattamento, vanno rispettate scrupolosamente le istruzioni d'uso allegate alle confezioni.
Le informazioni disponibili in questo strumento sono uno spunto per parlare con il tuo medico o professionista di fiducia e non sostituiscono informazioni e consigli che puoi avere rivolgendoti direttamente a loro. È essenziale imparare ad adoperare l’aerosolterapia solo in caso di effettiva necessità e correttamente, attenendosi strettamente alle indicazioni del pediatra e non mettendo mai il cortisone nell’ampolla nebulizzatrice di propria iniziativa.
Il pediatra potrebbe prescrivere i corticosteroidi in caso di un grave attacco di asma o di una reazione allergica. Vi sono inoltre alcune patologie autoimmuni che richiedono l’utilizzo - anche per un periodo prolungato - di questi farmaci. Il piccolo Emanuele ha la febbre da sei giorni e la mamma e il papà sono molto preoccupati. Dato che paracetamolo e ibuprofene riescono a tenere sotto controllo i sintomi solo per poche ore, chiedono al pediatra se possono dare al piccolo un po’ di cortisone, giusto per aiutarlo a “sfiammare”. Ma allora, quando usare il cortisone nei bambini? E in quali casi è meglio invece evitare? Queste sono le domande a cui solo un professionista può dare una risposta personalizzata, basata sulla diagnosi e sulle condizioni cliniche del singolo bambino.
Per quanto riguarda la conservazione, è importante tenere i farmaci cortisonici in luogo non accessibile ai bambini. Devono essere mantenuti a temperatura ambiente, in un luogo fresco e al riparo della luce. Non si deve forare la bomboletta, né esporla al sole, né conservarla in frigorifero. Infine, non utilizzare il farmaco se l'etichetta indica che è scaduto.