La figura professionale dell'ostetrica/o, un pilastro fondamentale nel sistema di tutela e promozione della salute, gode di pieno riconoscimento giuridico da parte dello Stato Italiano. Questa professione, essenziale nel panorama sanitario, si distingue per il suo ruolo nell’assistenza alla donna in momenti cruciali della vita, dalla gravidanza al parto, fino al puerperio, e per l'assistenza al neonato. È una delle figure sanitarie più importanti e delicate, la cui importanza è spesso sottovalutata o confusa con altre professioni sanitarie come quella dell'infermiere. Tuttavia, le sue mansioni sono specifiche e la distinguono chiaramente da altri ruoli all'interno di una struttura ospedaliera. L'ostetrica/o è un professionista sanitario laureato che assiste e consiglia la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio, e la sua professione è regolamentata dal D.M. Ministero della sanità 14 settembre 1994, n. 740 e successive modificazioni ed integrazioni. Il percorso per diventare ostetrica/o è un cammino che richiede impegno, dedizione e una solida preparazione, ma che offre gratificazioni professionali e personali straordinarie.

Il Percorso Formativo: Dalla Laurea all'Abilitazione
Il primo passo fondamentale e imprescindibile per intraprendere la carriera di ostetrica/o è il conseguimento del titolo abilitante alla professione. Questo si ottiene attraverso il Corso di Laurea triennale in Ostetricia (classe L/SNT1). Tale corso fa parte del gruppo delle Professioni Sanitarie e rientra sotto la Facoltà di Medicina e Chirurgia, una chiara indicazione della sua natura altamente specializzata e della sua integrazione nel più ampio contesto medico-scientifico. Il titolo abilitante alla professione di ostetrica/o (Dottore in Ostetricia) è stato istituito con la Legge 1/2002.
Per accedere a questo specifico corso di laurea, è necessario superare un test di ammissione, in quanto si tratta di una facoltà a numero chiuso. Il test di accesso da superare è quello previsto per le Professioni Sanitarie, rappresentando il primo scoglio significativo per chi aspira a diventare ostetrica/o. Questo esame è piuttosto impegnativo, ma con il giusto studio e preparazione è possibile superarlo. Il test d’ingresso è composto da 60 quesiti a risposta multipla, da risolvere in un tempo massimo di 100 minuti. Le domande sono ripartite tra diverse materie: 2 quesiti di cultura generale, 20 di logica, 18 di biologia e 8 di fisica e matematica. La graduatoria premia chi avrà risposto correttamente al maggior numero di domande, con un punteggio massimo ottenibile di 90.
Una volta superato il temibile test d'ingresso, si inizia il percorso di studio universitario della durata di tre anni, che ha una forte impronta pratica e professionalizzante, pensato per preparare i futuri professionisti fin da subito a lavorare nel mondo reale. Questo percorso è regolamentato dalle leggi italiane secondo le disposizioni dei DM 509/99 e successive variazioni previste nei DM 22 ottobre 2004 n. 270.
Suggerimenti e consigli per il test di ammissione a fisioterapia
Nel primo anno di studio, gli studenti fanno conoscenza con diverse materie fondamentali, a cominciare dalla biologia e dalla fisiologia della riproduzione umana e dello sviluppo embrionale. Queste basi scientifiche sono cruciali per comprendere i processi biologici complessi che regolano la gravidanza e la nascita. Nel secondo anno, invece, l'attenzione si sposta verso l'acquisizione di conoscenze in fisiopatologia, farmacologia, specialistica ed assistenziale per la sorveglianza della gravidanza fisiologica e della gravidanza a rischio. Durante questo periodo, si apprendono anche le modalità corrette per stabilire una buona relazione con il paziente singolo, con la coppia e persino con la comunità, un aspetto fondamentale per promuovere al meglio la prevenzione e il culto della salute, sottolineando l'importanza dell'approccio olistico e comunicativo della professione. Il terzo anno approfondisce le conoscenze oncologiche, endocrinologiche, di bioetica e delle norme etiche, deontologiche e medico legali proprie della professione di ostetrica. Gli studenti imparano a gestire le urgenze e le emergenze ostetriche autonomamente, così come in stretta collaborazione con altri professionisti sanitari, un aspetto che evidenzia l'autonomia e la responsabilità del ruolo. In quest'ultimo anno, gli studenti possono sviluppare le competenze metodologiche per comprendere le ricerche sul campo e quindi elaborare la loro tesi finale.
Un fattore di maggiore rilievo durante l'intero percorso formativo è proprio il tirocinio, presente nell'arco dell'intero triennio. Questa esperienza pratica è essenziale per applicare le conoscenze teoriche in un contesto reale e acquisire le competenze cliniche fondamentali, fornendo una preparazione specifica per svolgere attività di assistenza ostetrica, neonatale e ginecologica nel campo della prevenzione, della cura e della riabilitazione, in particolare nel settore materno-infantile. Il laureato al termine del percorso di studi sarà in grado di prestare assistenza alla gravidanza, parto e puerperio fisiologici con autonomia professionale, in ambito ospedaliero, domiciliare e sul territorio.
L'Abilitazione e l'Iscrizione all'Albo Professionale
L'abilitazione all'esercizio della professione di ostetrica/o si ottiene con il superamento dell'esame previsto al termine del Corso di Laurea triennale. Una volta conseguita la laurea abilitante, è obbligatorio iscriversi al collegio professionale di competenza, che può essere quello del luogo di residenza o quello del luogo in cui si intende esercitare la professione. La professione dell’ostetrica/o rientra tra le professioni intellettuali "riconosciute", per cui l'iscrizione ad appositi Albi professionali è un requisito non facoltativo, ma obbligatorio per esercitare regolarmente. Per gli ostetrici in Italia sono presenti la Federazione Nazionale Collegi Ostetriche (FNCO) e i Collegi Provinciali che operano a livello locale, garantendo la supervisione e la regolamentazione della professione. Dopo il conseguimento della laurea, è obbligatorio iscriversi all'Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) della propria provincia. L'iscrizione all'albo garantisce la tutela della professionalità e della sicurezza dei pazienti, in quanto certifica che il professionista possiede i requisiti legali e formativi necessari per svolgere le proprie mansioni.

Competenze e Ruolo dell'Ostetrica/o
La figura dell'ostetrica/o è una figura professionale qualificata, le cui competenze si estendono ben oltre il momento del parto, contrariamente a quanto si potrebbe pensare. L'ostetrica/o interviene nell'assistenza alla donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio, conducendo e portando a termine parti eutocici (cioè fisiologici e senza complicazioni) con propria responsabilità e prestando assistenza al neonato. È importante sfatare un mito comune: l'ostetrica non deve essere per forza donna. Analogamente ai ginecologi, professionisti che si occupano delle parti intime femminili, non è richiesto un genere specifico per esercitare la professione. Essendo un mestiere complesso, che si focalizza sui genitali femminili prima, durante e dopo il parto, un'ostetrica non può certo improvvisarsi tale, richiedendo una preparazione accurata e specifica.
Le competenze associate alla funzione dell'ostetrica/o sono ampie e diversificate. Per quanto di sua competenza, l'ostetrica/o partecipa attivamente a diversi ambiti sanitari:
- Interventi di educazione sanitaria e sessuale: sia nell'ambito della famiglia che della comunità, contribuendo alla diffusione di conoscenze fondamentali per la salute riproduttiva e sessuale.
- Preparazione psicoprofilattica al parto: fornendo supporto e informazioni alle future madri per affrontare il parto con consapevolezza e serenità.
- Preparazione e assistenza ad interventi ginecologici: affiancando i medici e garantendo il benessere della paziente.
- Prevenzione e accertamento dei tumori della sfera genitale femminile: un ruolo cruciale nella diagnosi precoce e nella tutela della salute della donna.
- Controllo della sterilità e della fertilità: offrendo consulenza e supporto alle coppie in questo delicato percorso.
Il professionista laureato è in grado di assistere e consigliare la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio, di condurre e portare a termine parti eutocici con propria responsabilità e di prestare assistenza al neonato. Detta assistenza, che può essere preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa, è di natura tecnica, relazionale ed educativa. Ciò significa che l'ostetrica/o non solo esegue procedure mediche, ma stabilisce anche un legame di fiducia con la paziente, fornendo supporto emotivo e informazioni essenziali. Nell'ambito di tali competenze, oltre alla preparazione tecnica, è fondamentale dimostrare di saper agire in completa autonomia, assumendosi la responsabilità dell'intervento assistenziale, e di saper riconoscere situazioni potenzialmente patologiche, per le quali è necessario il contributo del medico. L'ostetrica/o, infatti, lavora in autonomia professionale, ma anche in team multidisciplinari insieme a ginecologi, pediatri, infermieri e psicologi, garantendo un'assistenza completa e integrata. Questa professione richiede un'elevata capacità di ascolto e rassicurazione, oltre a solide conoscenze scientifiche, essendo al contempo un lavoro tecnico e profondamente umano. Fare l'ostetrica non è solo un lavoro: è una scelta di vita, significa essere presenti in uno dei momenti più intensi dell'esistenza umana, sostenere, accogliere, accompagnare.
Opportunità Professionali e Sbocchi Lavorativi
La professione di ostetrica/o offre numerose opportunità lavorative sia nel settore pubblico che in quello privato, con un elevato tasso di occupazione. Secondo i dati Almalaurea 2022, il tasso di occupazione a 1 anno dalla laurea per le ostetriche è del 77,2%, un dato superiore alla media di molte altre lauree triennali e stabile nel tempo, a riprova della forte domanda per questa figura professionale.
Gli ostetrici esercitano la professione in diverse strutture: ospedali, università, cliniche, consultori e ambulatori, sia pubblici che privati. I laureati in Ostetricia, regolarmente iscritti all'Albo Professionale, possono trovare collocazione in Strutture Sanitarie pubbliche e private, universitarie, ospedaliere e territoriali, negli ambulatori ostetrici e/o polispecialistici.

Oltre all'impiego dipendente, l'ostetrica/o può anche svolgere la libera professione, operando in modo autonomo o dando vita ad associazioni. Queste associazioni o singoli professionisti possono offrire una vasta gamma di servizi essenziali per la comunità:
- Corsi di preparazione al parto: per aiutare le future mamme e i loro partner a prepararsi al meglio per l'evento nascita.
- Assistenza per partorire a domicilio: un servizio in crescita che offre alle donne la possibilità di partorire in un ambiente familiare e confortevole, con la garanzia di un'assistenza sanitaria qualificata. Nonostante l’Italia registri un tasso di natalità tra i più bassi al mondo, nel nostro Paese come nel resto dell’Unione Europea si sta sviluppando la pratica del parto in casa con la garanzia di una assistenza sanitaria pubblica, per la quale la figura dell’ostetrica/o è fondamentale.
- Educazione sanitaria e sessuale: attività di consulenza e informazione su tematiche legate alla salute riproduttiva.
Le opportunità non si limitano al territorio nazionale. Non sono poche le ostetriche che, subito dopo la laurea, decidono di oltrepassare i confini nazionali in cerca di nuove sfide e migliori retribuzioni. L'Inghilterra, ad esempio, è tra i Paesi che rientrano tra le mete preferite, dove un'ostetrica può guadagnare uno stipendio ben più alto di quello che percepirebbe in Italia, con salari che raggiungono tra i 30mila e i 40mila euro annui.
I Concorsi Pubblici nel Servizio Sanitario Nazionale
I concorsi pubblici rappresentano la principale via d'accesso per lavorare come ostetrica/o nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e offrono stabilità lavorativa, crescita professionale e retribuzioni adeguate. L'assunzione nel settore pubblico avviene, infatti, attraverso concorso. Per essere sempre aggiornati sui bandi e avvisi di concorso, è utile fare riferimento ai Bollettini Ufficiali Regionali (BUR), alla Federazione Nazionale Collegi Ostetriche (www.fnco.it) o al proprio Collegio Provinciale. I concorsi per ostetrici sono banditi dalle Unità Sanitarie locali o dalle aziende ospedaliere.
I concorsi si distinguono per qualifiche funzionali: la VI qualifica funzionale di Operatore professionale collaboratore e la VII qualifica funzionale di Operatore professionale coordinatore, quest'ultima richiedente tre anni di anzianità professionale.
La struttura dei concorsi per ostetrici prevede tipicamente diverse fasi:
- Prova preselettiva (eventuale): Questa fase si svolge nel caso in cui il numero di domande di partecipazione sia elevato. La prova di selezione consiste nella risoluzione di quiz a risposta multipla e/o alla soluzione di domande a risposta sintetica riguardanti le materie previste per le prove scritta, pratica e orale. Il superamento della preselezione, che non è una prova d'esame in senso stretto, è tuttavia un requisito essenziale di ammissione al concorso.
- Prova scritta: Questa prova può consistere in un elaborato o una serie di quesiti a risposta sintetica su conoscenze relative a discipline professionali specifiche. Tra queste materie rientrano: igiene della gravidanza, fisiologia della gravidanza, del parto e del puerperio, evoluzione clinica del parto normale, semiologia feto-placentare, preparazione al parto/tecniche di parto indolore, patologia della gravidanza, del parto, del puerperio e dell'allattamento, prevenzione e diagnosi delle neoplasie ginecologiche, sterilità e controllo della fertilità. Nell’ambito di tale prova, oltre alla preparazione tecnica, è importante dimostrare di saper agire in completa autonomia, assumendosi la responsabilità dell'intervento assistenziale, e di saper riconoscere situazioni potenzialmente patologiche, per le quali è necessario il contributo del medico.
- Prova pratica: Valuta le capacità tecniche e operative del candidato in scenari simulati o reali.
- Prova orale: Un colloquio che approfondisce le conoscenze del candidato e la sua capacità di ragionamento clinico e deontologico.
È cruciale prestare attenzione alle scadenze, poiché i bandi per ostetriche hanno spesso tempi di pubblicazione e scadenza ravvicinati. Piattaforme come Concorsando.it sono un utile riferimento, fornendo bandi aggiornati quotidianamente con tutte le informazioni su requisiti, scadenze, modalità di partecipazione e link ai bandi ufficiali, affiancando i candidati in ogni fase del percorso, dalla scelta universitaria alla preparazione concorsuale, fino all'inserimento nel mondo del lavoro.
Sviluppo Professionale Post-Laurea
Dopo il conseguimento della Laurea di primo livello, l'ostetrica/o può continuare a sviluppare le proprie competenze e specializzarsi ulteriormente attraverso la formazione post-base. È possibile frequentare dei Master della durata di un anno (60 CFU), sia di primo che di secondo livello, che offrono specializzazioni in diversi ambiti della professione ostetrica, come ad esempio l'ostetricia di comunità, l'assistenza al parto in acqua, o l'ecografia ostetrica.
In alternativa, o in aggiunta, è possibile conseguire la Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche (D.M. 270/04), che aggiunge altri due anni di studi universitari. Questa laurea magistrale permette di accedere a ruoli di maggiore responsabilità, come quelli di coordinamento, ricerca o docenza. Possono accedere alla formazione post base (master, magistrale, dottorato) tutti coloro in possesso del diploma di scuola media superiore che abbiano conseguito il titolo abilitante alla professione di ostetrica/o anche antecedentemente all'istituzione del Corso di Laurea in Ostetricia, garantendo opportunità di crescita e aggiornamento continuo a tutti i professionisti, indipendentemente dalla data del conseguimento del titolo di base. Il Servizio Sanitario Nazionale, attraverso queste opportunità, riconosce l'importanza della formazione continua per garantire un elevato standard di cura.

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