Interruzione Volontaria di Gravidanza in Lombardia: Dati, Criticità e Prospettive

L'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) in Lombardia è un tema complesso, caratterizzato da dati disomogenei sul territorio e da criticità nell'accesso ai servizi, che meritano un'analisi approfondita. Le informazioni emerse da una recente divulgazione di Paola Bocci, consigliera regionale del Partito Democratico, offrono uno spaccato della situazione, evidenziando sia i progressi che le aree di miglioramento necessarie per garantire un diritto fondamentale alle donne.

Mappa della Lombardia con evidenziate le province

L'Obiezione di Coscienza: Un Ostacolo Diffuso

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dai dati è la diffusa presenza di obiettori di coscienza all'interno delle strutture ospedaliere lombarde. Si segnala una situazione particolarmente critica in cinque ospedali della regione, dove il 100% dei ginecologi sono obiettori. Questi presidi ospedalieri sono: Oglio Po (Cremona), Gardone (Brescia), Saronno (Varese), Iseo (Brescia) e Asola (Mantova). Quest'ultimo caso, sebbene registri il 100% di obiettori, vede comunque l'interruzione volontaria di gravidanza effettuata da medici provenienti dall'ospedale di Mantova, una modalità che, seppur garantisca l'accesso al servizio, solleva interrogativi sulla sostenibilità e sull'organizzazione a lungo termine.

A livello regionale, i dati complessivi mostrano una sostanziale parità tra ginecologi obiettori e non obiettori: 387 i primi, 391 i secondi. Tuttavia, questa media nasconde significative disparità territoriali. Infatti, un quarto degli ospedali in Lombardia presenta ancora un tasso di obiezione di coscienza che si attesta intorno al 70%. Questa elevata percentuale di obiettori in alcune aree rende di fatto difficile o impossibile l'accesso all'IVG, costringendo le donne a spostarsi in altre province o regioni, con notevoli disagi logistici e psicologici.

La consigliera regionale del PD, Paola Bocci, ha definito "surreale" la situazione, sottolineando come la rielaborazione e la presentazione di dati così cruciali debbano avvenire da parte di un gruppo di minoranza. Il Partito Democratico chiede da tempo l'istituzione di un osservatorio regionale permanente per rendere pubblici e accessibili i dati relativi all'IVG. Attualmente, a livello nazionale, sono disponibili solo dati aggregati per regione risalenti al 2022, insufficienti per una reale comprensione delle dinamiche locali. La raccolta puntuale di informazioni a livello provinciale e di singola struttura ospedaliera, come quella presentata da Bocci, ha evidenziato la persistenza di profonde disomogeneità sia sull'obiezione di coscienza sia sull'utilizzo delle diverse metodologie per l'interruzione di gravidanza.

Grafico a torta che mostra la percentuale di ginecologi obiettori e non obiettori in Lombardia

L'Utilizzo della RU486: Un Potenziale Sottoutilizzato

Un altro punto critico emerso dall'analisi riguarda l'utilizzo della RU486, il farmaco abortivo. Sebbene si registri un lieve aumento del suo impiego, con quasi 6.000 interruzioni volontarie di gravidanza su un totale di 11.280, il suo utilizzo in Lombardia è ancora inferiore rispetto ad altre regioni considerate "virtuose" sotto questo aspetto.

La circolare ministeriale del 2020 aveva stabilito che la RU486 potesse essere somministrata anche dai consultori, ampliando così l'accesso a questa metodica. Tuttavia, in Lombardia, questa direttiva non è ancora pienamente operativa. La mancata implementazione di questa disposizione limita ulteriormente le opzioni disponibili per le donne, soprattutto in quelle aree dove l'obiezione di coscienza rende difficile l'accesso all'IVG chirurgica.

Le differenze territoriali nell'uso della RU486 sono marcate. Nella provincia di Lodi, che conta un solo ospedale dove si pratica l'IVG, la percentuale di aborti farmacologici sul totale raggiunge il 74%. Al contrario, in tre aree - la città metropolitana di Milano e le province di Monza e Como - la percentuale di aborti farmacologici scende sotto il 50%. È importante notare, tuttavia, che in queste ultime tre aree si registra una crescita molto sostenuta nell'uso delle IVG farmacologiche negli ultimi anni, segno di un potenziale cambiamento in atto.

La consigliera Bocci ha evidenziato la necessità di una direttiva regionale che imponga ai presidi ospedalieri di erogare l'IVG attraverso entrambi i metodi, farmacologico e chirurgico. Solo garantendo la disponibilità di entrambe le opzioni, le donne potranno esercitare una reale scelta informata e basata sulle proprie esigenze e preferenze.

L'Impatto delle Donne Straniere e la Necessità di Supporto

L'analisi dei dati ha messo in luce un'incidenza significativa delle interruzioni volontarie di gravidanza tra le donne straniere. Nel 2024, poco più di 4.300 IVG sono state effettuate da donne straniere, prevalentemente provenienti dall'Europa dell'Est, dall'America Latina e dall'Africa. Complessivamente, gli aborti effettuati da donne straniere rappresentano il 38,2% del totale in Lombardia. Questa percentuale sale a quasi il 47% nella provincia di Cremona, oltre il 43% a Mantova e Pavia, e quasi il 43% a Milano.

Questo dato, secondo la consigliera Bocci, suggerisce che queste donne potrebbero trovarsi in condizioni di maggiore vulnerabilità e solitudine. È quindi fondamentale che ricevano un'adeguata informazione, accompagnamento e supporto, tenendo conto della loro provenienza, della lingua parlata, della comprensione dell'italiano e delle loro specifiche culture familiari.

In questo contesto, i consultori familiari assumono un ruolo cruciale come punti di riferimento. La consigliera regionale ha sottolineato come la Regione "ignori" il potenziale dei consultori, che potrebbero svolgere un ruolo attivo nell'informare e supportare queste donne. È necessario che vengano messe a disposizione informazioni in diverse lingue nei luoghi dove queste donne possono essere intercettate, e che vengano sviluppati progetti ad hoc sulla prevenzione e la contraccezione, in stretta collaborazione tra consultori e associazioni del terzo settore.

Immagine stilizzata di donne di diverse etnie che si tengono per mano

La Prevenzione e l'Educazione Sessuale: Investire sul Futuro

Oltre al supporto alle donne che scelgono l'IVG, è essenziale promuovere attivamente la prevenzione e l'educazione sessuale, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione. La consigliera Bocci ha evidenziato la necessità di una campagna informativa mirata anche alle adolescenti, ritenendo "fondamentale investire sull’educazione sessuale nelle scuole".

Un programma di educazione sessuale completo e accessibile nelle scuole può fornire ai giovani le conoscenze necessarie per fare scelte consapevoli riguardo alla propria salute sessuale e riproduttiva, promuovere l'uso di metodi contraccettivi efficaci e ridurre il numero di gravidanze indesiderate. Questo approccio preventivo, unito a un sistema sanitario che garantisca l'accesso ai servizi di IVG in modo equo e rispettoso, rappresenta la strategia più efficace per affrontare la complessità del tema in Lombardia.

Servizi e Prestazioni Ginecologiche e Ostetriche

Per comprendere appieno il contesto in cui si inserisce l'IVG, è utile considerare l'offerta generale di servizi ginecologici e ostetrici nelle strutture sanitarie lombarde. Le attività ambulatoriali, erogate a seguito di prescrizione medica e prenotate tramite CUP aziendale o regionale, comprendono una vasta gamma di prestazioni.

Queste includono:

  • Ambulatorio di isteroscopia
  • Ambulatorio di colposcopia
  • Ambulatorio per consulenza e vaccinazione HPV
  • Impianto e rimozione contraccettivo sottocutaneo
  • Ambulatorio di oncologia ginecologica
  • Ambulatorio per visite ginecologiche ed ostetriche
  • Ambulatorio pap-test
  • Ecografie ostetriche e ginecologiche (1° livello ed eventuale consulenza per 2° livello)
  • Ambulatorio gravidanza ad alto rischio ostetrico
  • Diagnosi prenatale invasiva (amniocentesi e villocentesi)
  • Diagnosi prenatale non invasiva (screening genetico, translucenza nucale e test combinato, Bi-test, DNA fetale)
  • Ambulatorio di presa in carico ostetrica
  • Ambulatorio di monitoraggio della gravidanza oltre termine e profili biofisici

Le prestazioni ambulatoriali sono soggette al pagamento di ticket, se dovuto. Il personale medico esegue anche prestazioni in regime di libera professione, prenotabili tramite il canale dedicato del CUP aziendale.

Parallelamente, l'attività di ricovero include il "Ricovero Programmato Ginecologico", destinato ai pazienti che, a seguito di visita specialistica ambulatoriale, vengono inseriti in lista d'attesa per interventi chirurgici. L'accesso al ricovero avviene in base alla posizione in lista e alla priorità clinica. Questo percorso è preceduto dal "prericovero", durante il quale vengono effettuati esami clinici e valutazioni anestesiologiche per accertare l'idoneità all'intervento. Durante il prericovero, il paziente esprime il consenso informato all'intervento e al trattamento dei dati personali, ricevendo indicazioni dettagliate sul ricovero. Il giorno del ricovero, il paziente si presenta presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia per l'accettazione amministrativa e sanitaria e l'assegnazione del posto letto.

La disponibilità e l'accessibilità di questi servizi di base sono fondamentali per garantire la salute riproduttiva delle donne e per offrire un quadro completo dei percorsi sanitari disponibili.

Catania, Open day nei Consultori familiari dell’Asp: quattro appuntamenti dedicati alla salute

tags: #contro #aborto #sondrio