Lo svezzamento, o divezzamento, rappresenta un periodo intenso e delicato, ricco di scoperte sia per i genitori che per i bambini. È il momento in cui si avvia il passaggio da un'alimentazione esclusivamente a base di latte a una dieta semi-solida e poi solida. Questo passaggio deve avvenire quando l'alimentazione a base di latte, che sia materno o artificiale, non basta più a soddisfare i bisogni nutrizionali del lattante, in particolare per quanto riguarda l’apporto energetico, proteico e di ferro, zinco e vitamine liposolubili come A e D. Prendere cura dei più piccoli non è mai facile, e ansie, indecisioni e talvolta cattivi consigli sono all’ordine del giorno quando si entra nella fase della prima pappa per dare il via allo svezzamento. Fare per conto proprio non è mai una buona idea poiché le informazioni che troviamo su internet non sempre sono attendibili. Con il fai da te si rischia di proporre un’alimentazione non conforme ai reali fabbisogni del bambino, che può essere carente o eccessiva, e comportare ricadute sulla crescita in statura e in peso, sullo sviluppo neuropsicologico, sulla maturazione del sistema immunitario. Per questo, in un momento così delicato, è importante affidarsi ai consigli di un esperto. È fondamentale la sinergia tra pediatra e genitori durante la fase di svezzamento. Se il ruolo dei genitori è insostituibile nel dare il buon esempio, è importante seguire le indicazioni del pediatra, che si basano su evidenze scientifiche e le raccomandazioni emanate dalle società scientifiche nazionali ed internazionali.

Il Momento Giusto per Iniziare: Tempistiche e Segnali Individuali
Non esiste il “momento assoluto” che va bene per tutti i bambini; l’introduzione dei primi alimenti diversi dal latte dipende da variabili assolutamente individuali. Tra queste ci sono i bisogni nutrizionali, lo sviluppo neurofisiologico, il rapporto mamma-bambino e anche l’ambito socio-culturale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Ministero della Salute e le maggiori società scientifiche internazionali raccomandano l’allattamento fino al sesto mese. Prima del quarto mese è sconsigliato iniziare lo svezzamento, in quanto l’apparato digerente non è ancora in grado di poter assumere alimenti che non siano latte. Anche la European Food Safety Authority (EFSA), l’autorità europea che si occupa di nutrizione e sicurezza alimentare, ritiene che il latte materno sia sufficiente a soddisfare le esigenze nutrizionali nella maggior parte dei lattanti fino ai 6 mesi. Solo una percentuale inferiore di lattanti richiede un divezzamento precoce per garantire una crescita e uno sviluppo ottimali. Laddove non sia possibile attendere i 6 mesi - sempre secondo EFSA - il divezzamento non dovrebbe avvenire prima della 17a settimana e comunque non oltre la 26a. Può essere, quindi, anticipato nel periodo tra i 4 e i 6 mesi nel caso in cui il pediatra lo ritenga opportuno in base all’andamento delle curve di crescita e di eventuali rischi nutrizionali legati alla storia clinica del neonato.
Svezzamento a 4 Mesi
Per lo svezzamento a 4 mesi, sebbene l’OMS raccomandi l’allattamento esclusivo per i primi sei mesi, alcuni pediatri potrebbero suggerire di iniziare prima, o potrebbero esserci circostanze specifiche che portano un medico a considerare l’introduzione di nuovi cibi in anticipo. Indipendentemente dal momento prescelto, è fondamentale discutere sempre di questa decisione con il pediatra. Di solito si inizia con la pera, che è uno dei frutti più delicati e adatti al neonato.
Svezzamento a 5 Mesi
Per lo svezzamento al quinto mese, se avete già iniziato (anche solo con la frutta) nel quarto mese, potete continuare così oppure iniziare a introdurre nuovi alimenti. Alcuni iniziano lo svezzamento vero e proprio intorno al quinto mese. Chi preferisce iniziare con pappe di latte e chi con il brodo vegetale. Se non riuscite a proseguire con l'allattamento esclusivo fino al sesto mese, è importante confrontarvi con il pediatra per decidere insieme un piano di svezzamento che rispetti le esigenze del vostro piccolo. Se invece continuate ad allattare regolarmente, potete farlo in modo esclusivo fino al compimento del sesto mese.
Svezzamento a 6 Mesi
Il passaggio allo svezzamento al sesto mese è davvero importante nell’alimentazione del vostro piccolo. Fino a ora, avete dato al neonato solo latte, ma dopo il compimento dei sei mesi potete iniziare a introdurre altri cibi. È il momento perfetto per far scoprire al vostro bambino nuovi sapori e consistenze, permettendogli di esplorarli con tutti i sensi. Ricordate che non esiste un solo metodo per lo svezzamento, quindi è importante che parliate con il pediatra e insieme decidiate il metodo più adatto per il vostro piccolo.
Svezzamento a 7 Mesi
Per lo svezzamento al settimo mese, potrete iniziare a inserire una seconda pappa (se non già fatto a sei mesi) e comporre l’alimentazione giornaliera con due poppate di latte materno o in formula e due pasti. Potrete anche iniziare a variare gli ingredienti aggiungendo al menu la pastina micro (circa 20 grammi) da condire con un cucchiaino di sugo di pomodoro oppure con una passata di legumi come lenticchie, fagioli o piselli. Potete anche arricchire il passato di verdure aggiungendo broccoli, verza, fagiolini, zucca.

Il Pollo: Un Protagonista Ideale nelle Prime Pappe
Il pollo è un alimento perfetto per le prime pappe, essendo digeribile, tenero e ricco di proteine. La carne di pollo è magra, tenera e molto leggera, ricca di proteine nobili. Dal gusto delicato, le carni avicole possiedono doti dietetiche e di digeribilità che le rendono perfette per tutti. Il colore bianco delle carni di pollo non è certo indice di un minor valore nutritivo rispetto alle altre carni: è dovuto semplicemente alla scarsa presenza di mioglobina, la sostanza che dà il colore caratteristico ai muscoli rossi, ma che non incide in modo determinante sul potere alimentare. Un etto di petto di pollo cotto fornisce ben 30 g di proteine e contiene solo 0,9 g di grassi. I polli più giovani sono quelli che possiedono la carne più tenera e delicata: la scelta cade tra il "galletto" (chiamato anche "broiler"), il giovane pollo maschio di 7-8 settimane, e il "pollo" vero e proprio (o "pollastro") commerciato a un'età di 4-6 mesi e che presenta carne più asciutta e soda.
La prima pappa col pollo. La carne bianca, come il pollo, fornisce alcuni nutrienti e micronutrienti di solito presenti in minime quantità nei prodotti di origine vegetale come vitamina B12, ferro, zinco, selenio e niacina. Inoltre colma il deficit di ferro e proteine del latte materno, dopo il sesto mese di vita, favorendo lo sviluppo delle capacità neurologiche e psicologiche. Tra le carni è corretto prediligere quelle bianche, ottima fonte di proteine, con pochi grassi e di buona qualità, un’elevata digeribilità e un ragionevole apporto calorico, da poter consumare fin dalle prime pappe.
Preparazione e Cottura del Pollo per Neonati
Per valorizzare al massimo le doti di digeribilità e magrezza delle carni di pollo occorrono cotture leggere, senza intingoli troppo saporiti e molti grassi di condimento. Il petto è sicuramente la parte più magra, ma vale la pena di proporre ai bambini anche altre parti più gustose come le cosce, opportunamente disossate. Proprio perché fini e molto digeribili, le carni di pollo tendono ad alterarsi con facilità. Crude si mantengono integre per breve tempo, 3/4 giorni al massimo, conservate correttamente nello scomparto più freddo del frigorifero. Non conviene, invece, ricorrere al congelamento, perché i muscoli modificano la loro consistenza e tendono a diventare stopposi (solo le preparazioni già cotte si possono congelare con un certo successo).
Quando si inserisce la carne, si può iniziare con carne liofilizzata dai 5 mesi, omogeneizzata dai 6 mesi, e poi lessata o cotta al vapore dai 9 mesi. Per i bambini che iniziano lo svezzamento, è importante che la carne sia ben cotta e poi frullata o tritata finemente per evitare rischi. Ad esempio, si può preparare un burger di pollo per la cena, oppure pollo al vapore frullato con verdure.

Metodi di Svezzamento: Tradizionale e Autosvezzamento
Lo Schema dello Svezzamento Tradizionale
Lo schema dello svezzamento classico e graduale, che prevede l'introduzione progressiva dei nuovi cibi nella dieta del bambino, inizia generalmente con il brodo vegetale seguito dalle prime creme (come la crema di riso o di mais e tapioca), per poi passare gradualmente a carne o pesce frullato (od omogeneizzato, preferibilmente biologico) e così via. L'uso di uno schema dello svezzamento mese per mese può fornire un punto di riferimento e una guida per rendere il processo più facile, in quanto fornisce pratiche informazioni su quando introdurre i diversi alimenti.
Esempio di Schema Svezzamento Tradizionale:
- Brodo Vegetale: Preparato con acqua e verdure come patate, zucchine, carote, finocchi. È utile farne in abbondanza, lasciarlo intiepidire e distribuirlo in vasetti di vetro da conservare in freezer per i pasti successivi.
- Verdure Cotte: Preparate in abbondanza una volta alla settimana, frullate, porzionate e conservate in freezer come aggiunta alle creme o ai cereali.
- Cereali: Si inizia con cereali senza glutine (riso, mais, tapioca) in crema dai 5 mesi. Poi semolino e crema multicereali dai 6 mesi. Pastina minuscola tipo sabbiolina dai 7 mesi, e così via con diverse tipologie e formati di pastina fino ai 12 mesi e oltre.
- Carne: Si prediligono carni bianche (coniglio, tacchino, pollo) liofilizzate dai 5 mesi, omogeneizzate dai 6 mesi, lessate o cotte al vapore dai 9 mesi. Gradualmente si introducono anche vitello e manzo, e poi maiale dopo i 12 mesi.
- Pesce: Merluzzo, trota, sogliola, platessa, nasello e palombo sono indicati dagli 8 mesi. Pesce spada e salmone dai 9 mesi.
- Legumi: Possono essere introdotti dagli 8 mesi.
- Uovo: Il tuorlo sciolto nella pappa dai 9 mesi; uovo intero dopo i 12 mesi.
- Formaggi: Parmigiano dai 5 mesi, formaggio ipolipidico dai 6 mesi, ricotta fresca dai 7 mesi, caciotta, fontina dolce, caprino fresco e crescenza dagli 8 mesi.
L'Approccio dell'Autosvezzamento
L’approccio dell'alimentazione complementare a richiesta, comunemente chiamato “autosvezzamento”, propone che il bambino assaggi gli stessi cibi che mangia la famiglia, opportunamente adattati. Questo metodo si basa fondamentalmente sull’idea che i bambini possano tranquillamente iniziare l’alimentazione complementare mangiando gli stessi cibi di mamma e papà, seduti a tavola con loro. È una forma di alimentazione a richiesta, che rispetta la capacità del bambino di autoregolarsi: gli permette di scegliere qualità e quantità dei cibi, gli stessi che consumano i genitori, ovviamente preparati in modo che li possa mangiare ed evitando quelli non adatti o a rischio soffocamento. Anche l’uso delle mani per prendere gli alimenti è un modo per sviluppare l’autonomia del piccolo.
Quando il bambino inizia l’autosvezzamento (inizialmente intorno ai 6 mesi o quando mostra interesse e capacità), gli alimenti devono avere una consistenza morbida, facilmente manipolabile con le gengive, e devono essere tagliati in modo sicuro: bastoncini, dadini grandi abbastanza da evitare il rischio di aspirazione, oppure alimenti interi se il bambino è pronto a prenderli con le mani. Evitare pezzi di consistenza dura-elastica o cilindrici che possono occludere le vie aeree.
Nei primi pasti del bambino durante l’autosvezzamento è raccomandato evitare di aggiungere sale o zucchero e usare spezie moderatamente; ciò aiuta il bambino a sviluppare un palato per i sapori naturali e riduce i rischi di abitudini alimentari poco salutari. Non tutti i pediatri e i nutrizionisti infantili concordano con questo approccio, sia per una questione di qualità degli alimenti sia per una questione di modalità di preparazione delle pietanze. I pediatri sconsigliano, almeno fino all’anno di età, l’aggiunta di sale e zucchero negli alimenti.
COME INIZIARE L'AUTOSVEZZAMENTO. La MIA ESPERIENZA con Theo + DOMANDE più FREQUENTI 👶🏼
Consigli Pratici per la Preparazione e la Conservazione
Il periodo dello svezzamento è un po’ delicato anche per il tema tempistiche e organizzazione. A volte capita che le prime pappe non siano gradite dai nostri bambini, è necessario aggiustare il tiro con il gusto, le consistenze e gli abbinamenti.
Gestire le Scorte: Brodo Vegetale e Verdure
Quando preparate il brodo vegetale (vi basta acqua e verdure come patate, zucchine, carote, finocchi) fatene in abbondanza, lasciatelo intiepidire e distribuitelo in alcuni vasetti di vetro. Chiudeteli e riponeteli in freezer per usarli nei pasti successivi. Anche per quanto riguarda la verdura cotta che poi di volta in volta vi servirà come aggiunta alle creme o ai cereali, potete usare la stessa tecnica: preparatene in abbondanza una volta alla settimana, frullatela, porzionatela e conservarla in freezer.
L'Importanza degli Assaggi e della Gradualità
Se proponete ai vostri bimbi una pietanza per la prima volta, evitate di preparare un piatto abbondante unendo tutti gli ingredienti della ricetta, altrimenti potreste trovarvi ad avanzare tutto il piatto se il bambino non gradisce. È fondamentale introdurre gli alimenti gradualmente, uno per volta. La pratica comune è sostituire la poppata delle 12.00 con una pappa a base di brodo vegetale.
Quando si passa a una consistenza maggiore si possono mettere in tavola le stelline o le puntine, prodotte a partire da materie prime biologiche. Per stimolare il tuo bambino a masticare, scegli un formato di pastina sempre più grande. L’abitudine a masticare pezzetti sempre più grandi è importante non solo per una crescita sana, ma soprattutto per imparare a parlare.
Cibi da Introdurre e Consigli Generali
- Frutta: Mela, pera, banana e prugna sono indicate da 4 mesi. Limone, con alcune gocce nella frutta, a partire dai 4 mesi. Albicocche e pesche dai 6 mesi. Arance e mandarini spremuti dall’8° mese. Kiwi, fragole, uva, cachi, fichi, anguria, melone, castagne, noci, mandorle sono generalmente consigliati dopo i 12 mesi.
- Verdura: Patata, carota, zucchina e zucca sono ideali dai 5 mesi. Sedano, porro, cipolla, insalata, finocchi, cavolfiori e spinaci dai 6 mesi. Pomodoro (senza buccia) dai 10 mesi. Melanzane e carciofi dopo i 12 mesi.
- Cereali: Riso in crema dai 5 mesi, in chicchi dagli 8 mesi. Mais e tapioca in crema dai 5 mesi. Semolino e crema multicereali dai 6 mesi.
- Olio Extra Vergine di Oliva: Da aggiungere nella pappa dai 5 mesi.
- Spezie: Usare con moderazione per abituare il bambino ai sapori naturali.

Nutrienti Essenziali e Integrazioni
La carne di pollo, come accennato, è un’ottima fonte di proteine nobili, ferro e zinco, nutrienti fondamentali per la crescita e lo sviluppo neurologico. Nei primi pasti del bambino, è incoraggiante proporre una varietà di alimenti per garantire un apporto nutrizionale completo.
L'Integrazione nella Dieta Vegetale
Negli ultimi anni sono in molti i genitori che, avendo scelto per loro una dieta vegetariana, decidono di seguire uno svezzamento a base vegetale. È possibile? Un’alimentazione a base o a prevalenza vegetale può essere seguita dalle prime fasi dello svezzamento a patto che la dieta sia bene pianificata. Ciò significa che nelle fasi delicate dello svezzamento e della prima infanzia è necessario il supporto di un esperto di nutrizione vegetariana (pediatra o nutrizionista) che consigli le corrette integrazioni (in particolare vitamina B12) e le strategie per proporre i cibi vegetali ai più piccolini. Ad esempio, i legumi (fonte di proteine vegetali) devono essere proposti decorticati o sbucciati e la frutta secca e i semi (fonte di grassi e micronutrienti come il calcio) devono essere proposti come creme o farine. Sia legumi che frutta secca possono essere introdotti dalle prime fasi dello svezzamento.
Quantità e Frequenza dei Pasti
All’inizio del sesto mese i pasti dovrebbero essere 5 o 6. Lo svezzamento inizierà con la sostituzione di uno di questi con la prima pappa. Dopo circa 1-2 mesi le pappe saranno 2, oltre a una merenda, e i pasti a base di latte diminuiranno conseguentemente. La merenda svolge un ruolo importante perché evita che il bimbo arrivi con troppa fame al momento del pasto e dunque lo aiuta ad alimentarsi in maniera corretta. Nella maggior parte dei casi l’ora migliore è al risveglio dal pisolino del pomeriggio. Attenzione però a non esagerare, non deve essere così abbondante da sostituire la cena. Dopo circa 1 mese dall’introduzione della prima pappa e della merenda conviene iniziare con una seconda pappa da proporre tra le 18:00 e le 20:00.
Le quantità degli alimenti durante lo svezzamento dovrebbero essere stabilite in base alle indicazioni del pediatra. Ad esempio, per i cereali si può partire con 2 cucchiai abbondanti, aumentando a 3 se il bambino preferisce la pappa più densa. Per la carne o l’uovo (dai 9 mesi), si può iniziare con mezzo omogeneizzato da 80 gr, fino a 1 omogeneizzato intero da 80 gr. L’olio extravergine di oliva va dai 5 ml (un cucchiaino da tè) ai 10 ml (un cucchiaio). Il parmigiano grattugiato segue proporzioni simili.
Alimenti da Introdurre Gradualmente
L’ordine per l’inserimento degli alimenti nel calendario non è rigido. Non esiste un programma alimentare predefinito. Il passaggio dal latte materno o formulato agli altri alimenti deve essere graduale, per permettere al bambino di assaggiare, abituarsi e accettare nuovi sapori e consistenze, e basato al modello alimentare familiare.
Frutta e Verdura di Stagione
È bene proporre verdure di stagione, lessate e frullate con l’aggiunta di olio extra vergine d’oliva per regolarne la densità. Preparare la frittata al forno sbattendo l’uovo e disponendolo su una piccola teglia ricoperta da carta da forno è un’altra opzione. Quando i bambini sono ancora nelle prime fasi del passaggio al cibo solido, si può usare il riso per lo svezzamento che si cucina in pochi minuti e risulta più morbido alla masticazione. Lessare il riso e cucinarlo con piselli e scalogno è un esempio di preparazione.
Introduzione di Altri Alimenti Proteici
Gradualmente si inseriscono anche altre fonti proteiche, come pesce, legumi, formaggi, riducendo l’apporto giornaliero di carne a tre volte a settimana, la giusta dose per un bimbo che cresce dall’anno in poi.
Cibi da Evitare o Introdurre con Cautela
Si raccomanda di evitare l’aggiunta di sale o zucchero nei primi pasti del bambino. L’uso di spezie deve essere moderato. Alimenti come il miele sono generalmente sconsigliati prima dei 12 mesi.

Gestione delle Prime Pappe e Segnali del Bambino
Le prime pappe svezzamento sono un’ottima alternativa per i genitori alle prime armi. Può capitare che dopo il compimento del sesto mese di età il bambino non sia ancora pronto, che non mostri alcun interesse verso cibi diversi dal latte. È importante: noi possiamo proporre, ma il bambino ha il diritto di provare, rifiutare e decidere quando basta. Quindi nessuna ansia da prestazione: è il piccolo che deve fare tutto da sé. Evitiamo di voler infilare un boccone in più.
Rispettare i Tempi del Bambino
È incoraggiando il bambino a sperimentare, toccare e annusare che si forma un rapporto positivo con il cibo. Prima pappa con il pollo, ad esempio, può essere introdotta gradualmente. Ricetta HiPP: 1 vasetto di Verdure HiPP, 1 vasetto di omogeneizzato di carne HiPP, 1 ½ cucchiaio (ca. 10g) di fiocchi di cereali o pasta da mescolare con acqua o brodo vegetale adatto alla sua età e 1 cucchiaio di olio d’oliva da aggiungere alla pappa. Per garantirgli un’alimentazione diversificata, offri al tuo bimbo diverse varietà di verdure e di carne. Una volta la settimana puoi sostituire l’omogeneizzato di carne HiPP con l’omogeneizzato di pesce HiPP. Al posto dell’olio d’oliva puoi aggiungere, di tanto in tanto, 1 o 2 cucchiaini di Formaggino HiPP.
Ingredienti e Abbinamenti
- Pranzo: Pastina con tuorlo d’uovo, carote e zucchine a dadini. Oppure lasagne di carasau con crema di piselli e verdure.
- Cena: Riso al sugo di pomodoro e burger di pollo. Crema di cereali con pollo al vapore frullato e verdure a piacere. Riso con piselli e scalogno. Carotine al vapore. Pasta al sugo di pomodoro con bocconcini di filetto di branzino. Ditalini al farro con pesto di zucchine.

Prodotti per lo Svezzamento e Supporto Nutrizionale
Oggi il passaggio da una dieta esclusivamente composta da latte a una solida è facilitato dalla disponibilità di prodotti specifici, studiati per fornire un’alimentazione equilibrata e corretta al bambino. Questi prodotti sono regolamentati da severe normative europee per garantirne la qualità.
Linee Guida e Consigli degli Esperti
Le indicazioni attuali suggeriscono che non occorre ritardare l’introduzione di cibi potenzialmente allergizzanti (es. uovo, pesce, frutta secca) se il bambino è pronto. È sempre bene però introdurre uno per volta e osservare eventuali reazioni, e in caso di familiarità per allergie o condizioni cliniche, consultare il pediatra.
Con l’avvicinarsi del sesto mese molti genitori cominciano a interrogarsi sullo svezzamento e a cercare ricette, proposte e consigli per iniziare questa nuova fase. «Ho provato ogni ricetta per l’autosvezzamento ma non mangia nulla!», «Appena messo il bavaglino comincia a strillare e dimenarsi» a molti genitori sarà successo di ascoltare racconti come questi e di cominciare a temere per questa nuova fase dell’alimentazione del piccolo o della piccola. Ma cosa preparare per iniziare questa fase della vita? È bene seguire un menù per l’autosvezzamento? È necessario seguire schemi, orari e tabelle durante lo svezzamento? La risposta è no, ma servono delle ricette specifiche per l’autosvezzamento. Questo metodo in realtà è quello che si usava prima che venissero prodotti cibi liofilizzati e omogeneizzati, ed è tuttora utilizzato nel mondo meno industrializzato.
L'Importanza della Condivisione a Tavola
L’infanzia non sarebbe la stessa cosa senza il tempo trascorso a tavola in famiglia, tutti insieme. Far mangiare il tuo bambino alla stessa ora in cui la famiglia mangia non solo è un modo per rafforzare il legame familiare, ma i pasti consumati insieme sono momenti importanti per il suo sviluppo sociale, psicologico e comunicativo. Il tuo bambino può ora mangiare una maggiore varietà di alimenti e riesce ad inghiottire pezzettini sempre più grandi e solidi.
La scelta ricade sui cereali senza glutine, serviti con un brodo di verdure, cotte e tritate, come patate, zucchine e carote ai quali possiamo iniziare ad aggiungere la carne: liofilizzati e omogeneizzati di pollo, tacchino, coniglio e agnello, in primis, per poi inserire anche vitello e manzo. Si può scegliere variando tra: Carni bianche: coniglio, pollo, tacchino, agnello (sotto i 6 mesi). Carni rosse: vitello e manzo (dai 6 mesi). Tuorlo d’uovo, un paio di volte a settimana al posto della carne dai 9 mesi in poi: si parte con una piccola quantità aumentando progressivamente fino a raggiungere 1 uovo intero (albume incluso) dai 12 mesi in poi.
Concludiamo consigliandovi di evitare forzature, come afferma il nostro pediatra: “È incoraggiando il bambino a sperimentare, toccare e annusare che si forma un rapporto positivo con il cibo.”