Le Redinelle per Bambini: Un'Analisi Approfondita su Sicurezza, Libertà e Controversie

L'idea di mettere il bimbo al guinzaglio come un cane, per lo meno in Italia, non piace. Tuttavia, le "redinelle per bambini", o imbracature di sicurezza, sono tornate di gran moda, sollevando dibattiti e giudizi accesi. Questo strumento, spesso chiamato impropriamente "guinzaglio per bambini", in realtà consiste in bretelle che cingono il petto dei bambini e sono dotate di un laccio abbastanza lungo che permette ai genitori di sostenerli dalla schiena o di tenerli al sicuro vicino a sé. Le questioni che sorgono sono molteplici e complesse: sono utili per i bambini? La pratica è dannosa per il loro sviluppo? E quali sono i motivi, spesso assolutamente giustificabili, che spingono i genitori a considerare il loro utilizzo in un mondo che non è sempre a misura di bambino? Non avrò mai la risposta univoca, ma sono certa che se ci guardiamo dentro, tutte, in certi contesti, non avremmo troppo storto il naso a utilizzarlo. Questa analisi mira a esplorare a fondo le informazioni disponibili, le diverse prospettive, i vantaggi e gli svantaggi di questi dispositivi, fornendo un quadro completo per genitori e educatori.

Bambino con imbracatura di sicurezza in un parco

Che Cosa Sono le Redinelle per Bambini? Descrizione e Funzionalità

Le redinelle per bambini, note anche come imbracature di sicurezza o bretelle primi passi, sono dispositivi progettati per aiutare i genitori a mantenere i propri figli vicini e al sicuro, specialmente in luoghi affollati o potenzialmente pericolosi. Questo guinzaglio per bambini, con una lunghezza di 85 cm, è ideale per giocare e incoraggia la creatività e il movimento, pur offrendo un controllo aggiuntivo all'adulto responsabile.

Questi strumenti si presentano in diverse tipologie, ma la funzionalità di base rimane la stessa: un sistema di cinghie che si adatta al busto del bambino, spesso con un punto di aggancio per una corda o una maniglia che il genitore tiene. Le cinghie di nylon, elastiche e regolabili, garantiscono un elevato comfort di utilizzo per il piccolo. Un'imbracatura di sicurezza per bambini di alta qualità è spesso disponibile in vari colori, come blu, rosso, rosa e nero, per soddisfare i gusti personali. Molte di queste imbracature si rimuovono immediatamente, grazie a una chiusura di sicurezza a sgancio rapido, il che le rende pratiche per un uso occasionale e rapido.

Sia all’aperto che al chiuso, l'imbracatura offre ai tuoi bambini puro divertimento e movimento, permettendo loro di esplorare pur rimanendo sotto la supervisione. Si tratta di una bretella realizzata in puro cotone, ecologica, con maniglie e cinturini comodi, morbida al tatto e resistente. Le cinghie e le fibbie sicure sono regolabili, facili da regolare, e possono essere adattate in base alle dimensioni e al peso del bambino. Il bambino è ben tenuto e stabile. Generalmente, questi prodotti sono realizzati con alta qualità dei materiali, traspirante, confortevole, non tossico, flessibile e super resistente, offrendo tranquillità ai genitori.

Diverse tipologie di imbracature per bambini

I Vantaggi dell'Utilizzo: Sicurezza e Libertà Controllata

Il principale argomento a favore delle redinelle per bambini è la sicurezza. Con il guinzaglio per bambini si ha la possibilità di tenere il proprio bambino al sicuro vicino a sé, come ad esempio in luoghi affollati o nei pressi di acqua. L’utilizzo del “guinzaglio”, poi, è comodo quando si fa la spesa o nei centri commerciali, nelle stazioni e negli aeroporti. In questi contesti, i genitori possono evitare che il bambino si allontani in un momento di distrazione, come mentre si sceglie un prodotto, si ordina qualcosa, si è alla cassa, in coda al check-in o al ritiro bagagli. Questo è particolarmente vero per i bambini tra i 12 e i 36 mesi, quando il bambino inizia a muovere i primi malfermi passi e passa intere giornate a esercitarsi a scoprire il mondo in verticale.

Le redinelle permettono di aiutare il bambino durante i primi passi e di controllarlo quando si muove in luoghi pericolosi o affollati. Mamma e papà potrebbero, comunque, tenere sotto controllo il piccolo, strattonandolo a loro, qualora dovesse scappare avanti, in mezzo alla strada o in luoghi particolarmente pericolosi, lasciandogli al contempo la possibilità di muoversi ed esplorare in autonomia e, soprattutto, sulle sue gambe. Questa libertà controllata è vista da alcuni come un compromesso utile, specialmente in situazioni in cui l'alternativa sarebbe tenere il bambino costantemente per mano o in braccio, limitandone ulteriormente il movimento. C'è chi la pensa diversamente e chi, invece, vede il guinzaglio come uno strumento di libertà: anziché essere tenuto stretto dai genitori, il bambino può muoversi più autonomamente.

Inoltre, un pediatra ha affermato: "Non credo che le redinelle siano state concepite per i bambini, ma per gli adulti!" E per gli adulti, aggiunge, possono essere utili solo in situazioni ben selezionate, ad esempio se il genitore si trova a dover gestire da solo il bambino in un luogo affollato come un centro commerciale, o pericoloso come una strada senza passaggi pedonali o una stazione ferroviaria. Questa prospettiva evidenzia come le redinelle possano essere un ausilio per i genitori che devono affrontare sfide logistiche, come madri che devono riprendersi dal parto di un altro figlio, o che hanno problemi di salute, o che devono seguire figli con disturbi dell'attenzione. Permettono ai genitori di evitare di abbassarsi eccessivamente e troppo di frequente, rendendo le uscite meno faticose.

Rebecca Onion, una giornalista che ha scritto un articolo in difesa del “guinzaglio per i bambini” su “Slate”, ha riportato una considerazione a favore delle redinelle a causa di una sua esperienza personale. Onion, parte dalla sua esperienza di madre di una bambina di tre anni e dalla decisione di portarla il meno possibile in giro in passeggino ma di farla camminare accanto a sé, per abituarla a stare in mezzo alle persone. La bambina, dice, è ubbidiente e tranquilla, le dà la mano e le sta vicino, ma un giorno, attirata da un banco di dolcetti, partì a razzo tra la folla: non accadde niente di spiacevole ma Onion si spaventò molto, immaginando cosa sarebbe potuto succedere se si fossero trovate in una zona trafficata e pericolosa. Così iniziò a pensare di metterle un guinzaglio per non perderla e impedirle di allontanarsi, garantendole la libertà di passeggiare ed esplorare autonomamente i dintorni. Fece un po’ di ricerche su un forum di genitori e scoprì che lo usavano in molti.

Box per bambini: pro, contro e alternative

Il Dibattito Sociale e Culturale: Percezioni e Pregiudizi

Il guinzaglio per i bambini è uno di quegli strumenti che continuano a dividere l’opinione pubblica, sollevando e scatenando dibattiti e giudizi. L’idea di mettere il bimbo al guinzaglio come un cane, per lo meno in Italia, non piace, generando spesso un forte stigma sociale. All’estero, invece, la pensano diversamente. In Gran Bretagna, per esempio, i bambini tenuti con redinelle (il termine tecnico per definire il baby guinzaglio) sono la regola e non l’eccezione. Questo divario culturale suggerisce che la percezione di questi dispositivi è profondamente radicata nelle norme sociali e nelle aspettative genitoriali di ciascun paese.

La storia del guinzaglio per bambini, come ricostruisce Rebecca Onion, pare iniziare negli anni Trenta del Novecento. Nel 1939 la copertina della rivista femminile Woman’s Home Companion ospitò un’illustrazione con un bambino al guinzaglio, cosa che fa pensare che negli Stati Uniti del tempo fosse socialmente accettabile. Anche nell’edizione del 1973 di Baby and Child Care del dottor Benjamin Spock, uno dei manuali sui metodi educativi dell’infanzia più venduti del Novecento, c’era scritto che l’uso del passeggino era sicuro ma intorpidiva il bambino, e che «alcuni genitori trovano che un’imbracatura sia molto comoda in questa età per andare a fare compere o camminare. Non dovrebbe però essere usata per tenerlo attaccato allo stesso posto per troppo tempo».

Tuttavia, l’opinione pubblica cambiò a fine anni Ottanta o inizio anni Novanta, condannando definitivamente il guinzaglio. Nell’edizione del 1992 del manuale del dottor Spock, la frase precedente è sostituita da «alcuni genitori si sentono accusati di trattare i figli come cani se li portano in giro imbragati e con un guinzaglio attaccato all’imbracatura». La condanna al guinzaglio emerse anche dalla TV, come mostra un episodio dei Simpson del 1992, Fratello, avresti da darmi due soldi?. Nell’episodio, il fratellastro di Homer inventa un marchingegno che traduce il balbettio dei bambini piccoli e scopre che uno di loro si lamenta del guinzaglio a cui è attaccato, dicendo: «Ci umilia entrambi!». Fu sempre negli anni Novanta che vennero messi in commercio guinzagli simili a giochi che permettevano di imbracare il bambino più facilmente e con meno sensi di colpa, cercando di mitigare l'impatto di questa percezione negativa.

Al di là degli effetti non ancora chiari del guinzaglio sui bambini, il contesto sociale è abbastanza univoco, scrive Onion: se una madre piena di pacchi e in difficoltà rincorre e si affanna per controllare suo figlio riceve sorrisi e incoraggiamenti, se si aggira efficiente con il piccolo al guinzaglio ottiene occhiate fredde e giudicanti. Ci piace l’idea che i genitori si dannino per occuparsi dei figli, e quando non ci riescono li giudichiamo severamente. Questo riflette una tendenza culturale a valorizzare la "sofferenza" genitoriale come segno di dedizione, mentre un approccio più pratico e meno faticoso può essere percepito come un'abdicazione della responsabilità o, peggio, come una mancanza di amore. La parola guinzaglio potrebbe spaventare e far pensare subito al cane, ma esistono delle cinghie che si legano a un piccolo imbrago e servono ai genitori per gestire il bambino, che cammina da solo, mentre attraversa la strada o si sposta in un luogo affollato. Alcuni si sentono sicuri semplicemente tenendo per mano il loro bambino, mentre altri preferiscono le imbracature di sicurezza.

Rappresentazione storica di un bambino con guinzaglio

Gli Aspetti Psicologici e Pedagogici: Autonomia e Sviluppo

Molti dei contro all'utilizzo delle redinelle arrivano dal settore pediatrico e da quello pedagogico, i quali ne sottolineano soprattutto l’impatto psicologico del bambino. Janet Lansbury, probabilmente la più importante esponente del “respectful parenting”, un metodo educativo che parte dall’idea di trattare il bambino in modo rispettoso e aperto ma mantenendo un atteggiamento fermo e autorevole e facendogli rispettare le regole, non ha dato una risposta univoca, ma ha puntato l’attenzione su come il guinzaglio viene usato e su come condiziona il rapporto tra figli e genitori. Usarlo elimina un pericolo ma anche un importante momento educativo, quello in cui il bambino «impara che non puoi fare tutto quello che ti passa per la testa o incantarti all’improvviso senza curarti di chi è con te».

L'esperienza del rischio può essere utile per il bambino in via di sviluppo. Arrampicarsi su un albero, andare in bicicletta in discesa o passeggiare al supermercato comportano tutti diversi elementi di rischio e, con ciò, un brivido gratificante e un'esperienza di apprendimento. Il gioco rischioso implica un elemento di sfida e avventura, che richiede ai bambini di superare le paure, affrontare il non familiare e sviluppare capacità di coping. I bambini devono avere un senso di sicurezza per sentirsi a proprio agio nell'esplorare ciò che non è familiare. Per gli insegnanti e gli educatori della prima infanzia, questo significa essere fisicamente presenti mentre un bambino sta esplorando, ma anche avere conversazioni con i bambini che li aiutano a parlare e valutare il rischio. Un guinzaglio non può prendere il posto di queste conversazioni. Una comunicazione chiara è la chiave per aiutare i bambini a pensare da soli. Nel caso di un guinzaglio per bambini, è importante che gli adulti si prendano il tempo di spiegare perché stanno usando il dispositivo. In caso contrario, potrebbe arrivare il messaggio sbagliato: che il mondo è un grande posto spaventoso ed è sicuro solo da vivere al guinzaglio.

Il contatto parentale è un altro aspetto cruciale. Imparare a camminare significa acquisire fiducia in se stessi e percepire il genitore come un supporto fidato e vicino, non come qualcosa di freddo e distaccato. Anche tenersi per mano ha un valore, perché stabilisce un contatto fisico e rassicurante con l’adulto: significa che «siamo circondati da questa folla, ma siamo insieme». Secondo Lansbury, le sfumature sono importanti: in alcune circostanze si possono usare guinzagli e imbracature e cercare lo stesso un contatto con il bambino, tenerlo per mano e spiegargli quello che si sta facendo insieme. In luoghi affollati il bambino può sentirsi disorientato ed oppresso dai tanti corpi vicini e ciò di cui necessita è proprio il contatto con il genitore.

Ben Hoffman, pediatra e direttore del Consiglio per la prevenzione di ferite, violenze e avvelenamento dell’Accademia dei pediatri americani, pur mancando di dati e studi a riguardo che possano dare un parere certo, ricorda che i bambini sono «super impulsivi. Sono rapidi, sono delle macchine della curiosità in cerca di occasioni per imparare i loro limiti». Questo sottolinea la difficoltà di gestire il naturale istinto esplorativo dei bambini in ambienti non protetti.

Bambini che esplorano un ambiente sicuro

L'Impatto sullo Sviluppo Motorio e Posturale

Un punto di forte critica alle redinelle, soprattutto da parte di pediatri e pedagogisti, riguarda il loro potenziale impatto sullo sviluppo motorio e posturale del bambino. Sul sito della casa editrice UPPA, specializzata nei temi della genitorialità e dell’infanzia, la pedagogista Francesca Romana Grasso critica duramente l’uso delle redinelle, negando che siano uno strumento che garantisce la libertà dei bambini. Grasso cita gli studi della pediatra ungherese Emmi Pikler (1902-1984) e gli studi dello psicologo e pedagogista francese Henri Wallon (1879-1962), secondo cui «ostacolare il naturale sviluppo motorio del bambino» lo renderebbe «impacciato e incapace di valutare il pericolo».

Questi esperti sostengono che privare i bambini della possibilità di muoversi liberamente, fin dai primi giorni di vita, significa rubare loro la possibilità di imparare a conoscere il proprio corpo e le posizioni sicure. Non si aiuta un bambino a portare a termine un movimento avviato (non lo si tiene per le mani, non si fornisce aiuto per tirarsi in piedi) poiché in una fase tutta dedita alla ricerca di equilibrio e alla conoscenza del proprio corpo ciò implica un fattore di disturbo che non aggiunge nulla e toglie molto all’esperienza del bambino. Le redinelle, infatti, non forniscono alcun tipo di sostegno posturale al bambino dal momento che si tratta di una semplice corda o di due lunghe bretelle. Se il senso delle redini primi passi è quello di sostenere il bambino, accompagnandolo mentre cammina, non ha senso comprarle. Le redinelle interferirebbero sul suo sviluppo motorio. Il bimbo camminerà sì prima e potrebbe anche correre, sbilanciando però il baricentro in avanti, sentendo che c'è qualcosa che lo sostiene, piuttosto che imparare a controllare il proprio equilibrio autonomamente. Ogni bambino raggiunge una propria personale tappa dello sviluppo motorio e inizia a camminare. C'è, quindi, chi è più precoce e cammina sicuro già a 12 mesi e chi, invece, gattona per molto tempo ancora. L'interferenza con questo processo naturale, suggeriscono, potrebbe portare a un apprendimento meno solido delle capacità motorie fondamentali.

Bambino che impara a camminare in autonomia

Contesti di Utilizzo e Alternative Efficaci

Nonostante le critiche e i dibattiti, vi sono figure professionali che approvano questi strumenti, ma solo se con buon senso e solo in specifiche situazioni. Per un pediatra, le redinelle possono essere utili solo in situazioni ben selezionate, ad esempio se il genitore si trova a dover gestire da solo il bambino in un luogo affollato come un centro commerciale, o pericoloso come una strada senza passaggi pedonali o una stazione ferroviaria. In questi scenari, il guinzaglio o l'imbracatura può rappresentare un aiuto concreto per prevenire fughe improvvise e situazioni di pericolo.

Tuttavia, le redinelle non devono essere un "sostituto" del genitore. Anche quando si adoperano le redinelle, è bene non abbassare mai la soglia di attenzione nei confronti del bambino, credendolo al sicuro. Che si usino o no le redinelle, quando si va in giro con bimbi al seguito occorre sempre massima attenzione. "In genere i bambini sono esposti a maggiori pericoli quando ci sono più adulti, che tendono a distrarsi tra di loro, delegando ognuno all'altro l'attenzione verso i bambini" dice il pediatra.

Ci sono anche contesti in cui l'uso delle redinelle è fortemente sconsigliato. Ad esempio, sono da evitare sulle spiagge. Tutte le mamme e tutti i papà sanno quanto è faticoso stare dietro a un bimbo di due/tre anni al mare, quando corre da tutte le parti, entra in acqua quando non deve entrare, si butta sui castelli degli altri bimbi presenti distruggendoli. Ma fa parte del gioco. Occorre aprire bene gli occhi, armarsi di santa pazienza e mettere in conto che lunghi bagni di sole sdraiati comodamente sul lettino sorseggiando un cocktail e leggendo un libro sono rimandati. Questo esempio evidenzia come in alcuni ambienti, le redinelle non possono sostituire la vigilanza attiva e l'accettazione del "gioco" intrinseco dell'infanzia.

Per i bambini più grandi, intorno ai 4 anni, le redinelle non sono considerate appropriate. A questa età, ai bambini vanno date delle regole chiare che sono in grado di capire e mettere in pratica. L'obiettivo educativo si sposta dal controllo fisico all'insegnamento dell'autocontrollo e del rispetto dei limiti.

Infine, è importante considerare che il nostro mondo non è a misura di bambino. Non me ne rendevo conto prima di averne uno, ma ora lo noto in continuazione. Gli orari di lavoro dei genitori non permettono di avere una cena tranquilla e rilassata e di mettere a letto i figli tra le sette e le otto di sera, l’orario ideale per i piccoli; i nuclei monofamiliari isolati, lontani dalle reti di sostegno, possono essere tesi oltre i limiti dalle richieste dei figli, specialmente se ce ne sono più di uno con meno di 5 anni o se hanno malattie e disabilità; strade piene di macchine e centri commerciali trasformano ogni gita in un banco di prova. Anche i posti destinati a loro, come gli zoo o Disneyland, sono così affollati e pieni di stimoli che andarci con un bambino è talmente faticoso che non ne vale la pena, spesso senza l'ausilio di strumenti aggiuntivi. Questa realtà complessa e le pressioni a cui sono sottoposti i genitori moderni contribuiscono a spiegare perché, nonostante le controversie, la ricerca di strumenti come le redinelle persista.

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