Accoppiamento nei Conigli senza Parto: Cause, Sintomi e Gestione

I conigli sono animali noti per la loro straordinaria fertilità, un aspetto che ha contribuito alla loro diffusione in natura e che li rende anche fruttuosi nell'allevamento. Non ci sono esagerazioni in queste storie; in un ambiente domestico, una femmina di coniglio può rimanere incinta fino a otto volte all'anno. Tuttavia, la riproduzione in questi animali non è sempre un processo lineare, e può capitare che, nonostante l'accoppiamento, una coniglia non dia alla luce i piccoli. Questo può generare dubbi e preoccupazioni negli allevatori o nei proprietari di conigli da compagnia. Comprendere le cause di tale fenomeno, dai cicli ormonali alle condizioni ambientali, è fondamentale per una gestione responsabile e consapevole della riproduzione.

Per i conigli domestici che si tengono per piacere, è molto meglio essere sterilizzati e non permettere che si verifichi una gravidanza, soprattutto se non si alleva a livello professionale, se non si sa come prendersi cura di una coniglia gravida e se non si sa cosa fare con i piccoli. I conigli sono più tranquilli dopo la castrazione, anche se avvertono la presenza di un membro del sesso opposto, perché non sentono più l'impulso sessuale. La sterilizzazione è consigliabile anche per prevenire patologie riproduttive e per evitare che l'ambiente domestico si trasformi in un batter d'occhio in un allevamento di conigli. Tuttavia, se si desidera che si verifichi una gravidanza, è necessario affrontare le cose nel modo giusto, considerando tutti i fattori che possono influenzare il successo riproduttivo e il parto.

La Straordinaria Fertilità dei Conigli e la Maturità Riproduttiva

La prolificità della specie coniglio è alla base della sua diffusione e della sua sopravvivenza in natura. La capacità riproduttiva di un singolo coniglio arriva fino a 60 piccoli all'anno, e la femmina può essere ricettiva per un nuovo accoppiamento già 24 ore dopo il parto. Non stupisce quindi che il coniglio sia anche un simbolo legato alla Pasqua, proprio per la sua attitudine alla nascita.

I conigli raggiungono la piena capacità sessuale intorno ai tre o quattro mesi di età, indipendentemente dalla razza. Le razze piccole e medie, invece, raggiungono la maturità riproduttiva intorno ai cinque-sette mesi di età, mentre le razze grandi intorno agli otto mesi o più tardi. Per una gravidanza di successo, la femmina deve essere ricettiva e pronta all'accoppiamento. In condizioni naturali, il periodo migliore per il concepimento è la primavera, mentre tende ad essere meno sicuro nei mesi autunnali, per via delle temperature e dell'illuminazione. Tuttavia, in condizioni controllate come quelle domestiche, il calore delle coniglie si verifica tutto l'anno, e la possibilità di accoppiamento e di intraprendere una gravidanza è pressoché continua.

Ciclo riproduttivo del coniglio

I conigli hanno un potenziale riproduttivo molto elevato, per questo è così importante allevare in modo controllato. In questo modo si esclude la possibilità, tra l'altro, della consanguineità, che contribuisce non solo alla mortalità degli embrioni ma anche a molti difetti dello sviluppo. L'allevamento controllato evita anche l'accoppiamento accidentale da parte di un maschio sovradimensionato, la salute della femmina gravida e la giusta distanza tra le gravidanze. È inoltre possibile mantenere la purezza della razza, che consente di ottenere caratteristiche fisiche specifiche dell'animale.

L'Accoppiamento e l'Ovulazione Indotta

Per ottenere buoni risultati nella fecondazione delle coniglie è necessario scegliere il momento giusto e seguire procedure corrette. L'ovulazione delle coniglie è indotta dall'accoppiamento, il che significa che ogni copula ha buone probabilità di essere fecondata. Non va dimenticato, tuttavia, che questi mammiferi hanno un ciclo di ovulazione che dura 16 giorni, dei quali 10-12 sono fecondi. Possono essere fecondate, quindi, le femmine che presentano la mucosa vulvare rossa, sintomo di calore.

L'accoppiamento deve essere preceduto dal corteggiamento, durante il quale il maschio stimola la regione inguinale della femmina, ottenendo una maggiore accettazione e una sicura ovulazione. La femmina, durante il corteggiamento, finge di scappare dal maschio, ma lo fa in modo tale che lui abbia sempre la possibilità di raggiungerla e toccarla.

Gli errori più comuni nell'allevamento dei conigli sono generalmente due. Il secondo è mettere il maschio nella gabbia della femmina. Se si vuole che la riproduzione avvenga, bisogna sempre mettere le femmine nella gabbia del maschio. Questo è molto importante, poiché in un territorio sconosciuto, il maschio marcherà l'area con l'urina e la femmina potrebbe volerlo allontanare. È consigliabile effettuare un accoppiamento di controllo dopo quattro-cinque giorni; se la femmina scappa, si presume che sia incinta. Tuttavia, non è consigliabile far accoppiare una femmina con lo stesso maschio nello stesso giorno: il coniglio potrebbe stressarsi e sentirsi frustrato. Alcuni ripetono l'intero processo anche dopo una settimana. Se dopo l’accoppiamento la femmina viene lasciata con il maschio per almeno 10-15 minuti si ha un miglioramento della fertilità, ma è anche vero che portarla via subito dopo che si è accoppiata evita che avvengano altri accoppiamenti, così il maschio non viene sfruttato eccessivamente. Per i maschi giovani, i primi accoppiamenti devono essere fatti con femmine non primipare.

Un accoppiamento riuscito è spesso evidente dal comportamento del maschio: quando colpisce, protrae le gambe posteriori in avanti di scatto, di conseguenza si rovescia su un fianco e di solito emette una specie di grido/grugnito. Questo comportamento è un buon indicatore che l'accoppiamento è avvenuto correttamente e che l'ovulazione è stata stimolata.

Coniglio si accoppia

Riconoscere la Gravidanza Reale

Se si è verificato un accoppiamento, è molto probabile che sia avvenuta la fecondazione. Riconoscere una gravidanza in una coniglia può essere difficile nelle fasi iniziali, dato che i sintomi non sono sempre evidenti. È abbastanza facile non notare i sintomi durante la prima mestruazione, perché non cambia molto. Tuttavia, i proprietari attenti possono individuare alcuni segnali.

Il primo segno che una coniglia potrebbe essere incinta può essere il fatto che smette di permettere al maschio di accoppiarsi. Questo si può notare, ad esempio, quando si accoppia di nuovo dopo una settimana: i cambiamenti ormonali che avvengono nel corpo di una coniglia femmina incinta influiscono sulla sua riluttanza a stare con il maschio.

Un buon metodo per verificare se una coniglia è incinta in ambiente domestico è anche quello di pesare regolarmente la femmina. Osservate anche il vostro animale: quando sarà incinta, inizierà a bere e a mangiare di più. All'inizio inizierà ad assumere sempre più acqua, poiché il suo corpo la trattiene, e con il passare del tempo il suo bisogno di cibo aumenterà.

I segni di gravidanza riconoscibili anche a casa sono più evidenti nelle ultime fasi. Per una diagnosi più accurata, dopo 10-12 giorni dall’accoppiamento, si può procedere all’accertamento della gravidanza tramite palpazione. Questa è un’operazione che prevede una certa professionalità da parte dell’allevatore. Tra il decimo ed il quattordicesimo giorno, dopo l'accoppiamento, nell'utero della coniglia gli embrioni si sono sufficientemente sviluppati e la loro presenza può essere rilevata attraverso la palpazione dell'addome. L'operazione va eseguita sistemando la femmina su di una superficie piana e facendo il possibile affinché la coniglia risulti completamente rilassata. La coniglia viene tenuta ferma con una mano (generalmente la sinistra) mentre con l'altra si scivola verso il ventre procedendo dalla parte anteriore a quella posteriore. Gli embrioni si manifestano come sfere carnose elastiche che raggiungono le dimensioni di un fagiolo, non molto tangibili, ben aderenti alle pareti uterine. Una volta localizzati è confermata la diagnosi.

Palpazione addominale coniglia gravida

Dubbi sulla diagnosi possono sorgere in alcuni casi:

  • Coniglie eccessivamente grasse: la cui copertura di grasso rende difficile notare gli embrioni.
  • Coniglie con mammelle molto sviluppate: perché è frequente che la palpazione coincida con il punto massima lattazione.
  • Coniglie con pochi feti: se ce ne sono tre o meno è difficile riconoscerli.
  • Coniglie eccessivamente nervose: che non si prestano alla manipolazione.

Per una valutazione più approfondita, una visita dal veterinario permette di riconoscere uno stato di gravidanza e di scovare eventuali patologie sottostanti. È possibile contare i piccoli tramite l'esecuzione di una semplice radiografia a fine gravidanza. Niente paura, a questo stadio di sviluppo dei feti, i raggi X non creano problemi nella crescita dei coniglietti. In associazione allo studio radiografico, l'esame ecografico permette di valutare la vitalità dei piccoli. Conoscere il numero dei nascituri permette di capire se ci sono problemi durante il parto, e se ci sono feti che non sono stati espulsi.

La Durata della Gestazione e la Preparazione al Parto

La gravidanza nella coniglia è relativamente breve. Quanto dura la gravidanza di una coniglia? Si tratta di un periodo di circa trenta-trentacinque giorni, con una durata complessiva della gestazione di circa 30-32 giorni, al termine del quale avverrà il parto. Le razze piccole producono 4-5 piccoli, mentre le razze grandi possono arrivare anche a 8-12 coniglietti. In genere i piccoli di una cucciolata sono circa cinque-sei, anche se possono arrivare a tredici.

Con il progredire della gravidanza, la coniglia femmina diventerà più aggressiva e ritirata, non avrà voglia di interagire con gli altri. Nell'ultima settimana, inizierà a costruirsi un nido, che spalmerà con i peli che si strapperà da sola dalla pancia. Il bulbo pilifero, infatti, diventa più fragile nelle ultime fasi di gravidanza per via dell'effetto degli ormoni, in particolare per l'abbassamento del progesterone e l'innalzamento della prolattina. Questo la aiuterà anche a esporre i capezzoli, consentendo ai piccoli di accedervi meglio, e a creare un ambiente in cui la temperatura possa mantenersi elevata. La madre inizia a preparare il nido utilizzando strisce di fieno e di paglia, rametti o materiali simili.

Coniglio si accoppia

Una coniglia gravida merita cure adeguate. Fornitele un ambiente tranquillo e confortevole in modo che non sia stressata. Ricordate che l'acqua fresca per la futura madre è molto importante e non deve mai mancare. Aumentate anche la quantità di cibo con il passare del tempo, perché il coniglietto ne avrà sempre più bisogno. Evitate invece di somministrare alla coniglia gravida levistico, menta, sedano, salvia o prezzemolo, perché possono danneggiare l'animale in questo stato. L'alimentazione della mamma deve essere la stessa raccomandata normalmente: fieno, verdure fresche, ed un'eventuale aggiunta di un pellet specifico per conigli. Soprattutto nelle fasi finali e durante la lattazione, il pellet può aiutare a fornire un apporto alimentare adeguato.

Il Parto e le Cure Post-Parto

Terminato lo sviluppo dei piccoli, avviene il parto. Questa fase è molto rapida, della durata di circa 30 minuti, e normalmente avviene durante le prime ore del mattino, di solito di notte o al mattino presto, ed è improbabile che possiate assistervi. Tuttavia, possono verificarsi parti abbondanti; in questi casi è essenziale reagire rapidamente.

Subito dopo la nascita, la madre pulisce i piccoli e ingerisce la placenta, ricca di elementi nutrienti. La prole è "inetta", ovvero non è in grado di essere indipendente fin dal momento della nascita, come invece avviene per altri erbivori, come ad esempio i porcellini d'India. Le orecchie si aprono a 7 giorni e gli occhi a circa 10 giorni.

Non importa quanto duri la gravidanza di una coniglia - che sia di trenta o trentacinque giorni - essa termina sempre con il parto, e il vostro ruolo di accuditori non finisce affatto. In genere la coniglietta riesce a fare il nido da sola. Non guardate più dentro dopo la nascita e non toccate i piccoli: questo non farebbe altro che stressare la coniglietta e potrebbe indurla a rifiutare i suoi piccoli. Non portateli via dal nido.

Potreste pensare che la vostra coniglietta non sia affatto una buona madre e che non si prenda affatto cura dei suoi piccoli. Tuttavia, questa è solo un'apparenza e una percezione spesso errata. Il coniglio si comporta in modo da proteggere i suoi piccoli dai pericoli e questo comportamento è il più naturale possibile. I conigli in natura non entrano molto spesso nel nido per evitare di mostrare ai predatori dove sono i loro piccoli. Vengono a nutrirli solo due o tre volte al giorno. L'allattamento avviene fisiologicamente una sola volta al giorno, di solito durante le ore serali o notturne. In circa 3-5 minuti, i piccoli riescono ad assumere una quantità di latte pari al 20% del proprio peso corporeo. Il latte di coniglia ha una composizione particolare molto energetica, che permette di ottenere un corretto sviluppo della prole anche con uno stile di allattamento del genere. Durante il resto del giorno, i coniglietti passano il tempo insieme all'interno del nido, compiendo movimenti circolari per scaldarsi. Se il nido viene ispezionato, i piccoli sani spuntano vigorosamente dai peli e dai rametti, per poi tornare all'interno del nido. È comunque bene non disturbare i piccoli per evitare un inutile consumo di energia, che potrebbe stressarli. Il resto del tempo la coniglietta si comporterà come se i cuccioli non ci fossero affatto, perché è questo che le suggerisce l'istinto di sopravvivenza. Non preoccupatevi, i cuccioli non hanno fame.

Nido di coniglia con cuccioli

Dopo il parto, assicuratevi che la coniglia abbia un accesso costante all'acqua fresca e continuate a somministrare porzioni di cibo più abbondanti, arricchite con erbe che favoriscono l'allattamento. Il giorno successivo al parto, guardate attentamente nel nido e rimuovete la lettiera pesantemente insanguinata della coniglia. Se si teme che i cuccioli siano affamati, è possibile controllarli per verificare che ricevano cibo. Ciò sarà evidenziato dal pancino rotondo. Tuttavia, se si vuole fare questo, la mamma del coniglio deve stare nel recinto per non essere stressata. Se il pancino è infossato, i piccoli non hanno ricevuto cibo. Dopo il parto, controllate le nidiate (giornalmente durante la prima settimana) per la verifica immediata dello stato di salute, del numero dei nati, per l’eliminazione dei morti, dei soggetti deboli e per il pareggiamento delle nidiate, raggiungendo la formazione di gruppi omogenei di 8 coniglietti per nido, dato che ogni coniglia ha, in genere, 8 capezzoli attivi.

Dopo circa otto giorni, i piccoli iniziano ad "assaggiare" il materiale che compone il nido, e a mangiare anche alcune feci prodotte dalla madre. È tutto normale: questa procedura permette di instaurare una corretta flora microbica all'interno dell'intestino dei coniglietti, che devono ancora sviluppare il proprio microbiota. In questo modo saranno in grado di digerire la fibra proprio come un adulto. L'indipendenza dei piccoli deve avvenire abbastanza in fretta. Infatti, la mamma smette di occuparsi dei coniglietti a circa 24 giorni di vita. Dopo lo svezzamento, che avviene almeno dopo la quinta settimana (a 38 giorni), i conigli possono essere allevati a terra su pavimento imbottito di paglia. La concentrazione consigliata è di 7-8 capi per metro quadrato. Possono essere allevati sino a 50 capi, coetanei, nello stesso box. Durante tutta la fase di sviluppo, lo scambio di feromoni e l'ambiente di vita creano un odore particolare sui piccoli. Questo odore è individuato dalla madre, e viene utilizzato per riconoscere i piccoli della propria nidiata. A questo punto, i piccoli si trovano ad essere del tutto autonomi e devono essere ormai del tutto svezzati.

Quando l'Accoppiamento non Porta al Parto: La Pseudogravidanza

È possibile che dopo il primo accoppiamento non si verifichi la fecondazione e si instauri una “pseudogravidanza”. La pseudogravidanza è un problema che interessa le coniglie, come tanti altri mammiferi, ed è una patologia che si caratterizza per la presenza di atteggiamenti tipici della gestazione, in una coniglia che non è gravida. Questa condizione fa sì che la coniglia, pur non essendo gravida, si comporti come se lo fosse: prepara il nido con materiale grossolano all’esterno (ramoscelli, paglia o foglie) e fieno all’interno. Successivamente si strappa il pelo dalla gola, dal petto e dai fianchi, per foderarlo. Contemporaneamente le ghiandole mammarie aumentano di volume e, premendo i capezzoli, si può osservare la fuoriuscita di siero o latte.

La pseudogravidanza è il risultato di un'ovulazione senza fecondazione, e avviene quindi in assenza di feti. Essa è la conseguenza della liberazione di ovuli con la formazione successiva del corpo luteo, situazione che si viene a creare anche in corso di una gravidanza. Il corpo luteo secerne un ormone (il progesterone) che garantisce la crescita dell'ovulo fecondato. Questo ormone è di fatto il responsabile delle modificazioni fisiche e di comportamento della coniglia sia durante la gravidanza sia durante la pseudogravidanza.

La pseudogravidanza è causata da una stimolazione sessuale (anche senza accoppiamento vero e proprio) non seguita dalla fecondazione degli ovuli. Può essere determinata da diverse circostanze:

  • Presenza di un maschio nelle vicinanze: non necessariamente nella stessa casa, basta l’odore.
  • Accoppiamenti comportamentali fra femmine: simulazioni di accoppiamenti atti a stabilire la dominanza all’interno del gruppo oppure secondari a un periodo di eccitazione, indipendentemente dal fatto che le femmine siano intere o sterilizzate. Gli accoppiamenti comportamentali possono avvenire anche con maschi castrati.
  • Stimolazione vaginale involontaria da parte del proprietario: mentre pulisce o pettina la coniglia.
  • Ovulazione spontanea: la pseudogravidanza può iniziare, come nella cagna, semplicemente dopo un calore, senza cause scatenanti.

Questo stato può durare 2-3 settimane e le coniglie possono essere reinseminate dopo 20 giorni. In corso di pseudogravidanza, diciassette giorni dopo la rottura dei follicoli, i sintomi dati dal progesterone si attenuano; questo causa l’interruzione della pseudogravidanza ed il ritorno in calore dell’animale. Sebbene ci siano alcune testimonianze che raccontano di trattamenti ormonali, capaci di ridurre o risolvere il problema, questi sono inutili. Nella stragrande maggioranza dei casi non è necessario nessuna cura, dato che la patologia, essendo legata al ciclo ormonale, è autolimitante, ovvero è destinata a risolversi spontaneamente in poco tempo. Tuttavia, la produzione di latte può provocare una mastite, rendendo importante il monitoraggio. Se anche al secondo tentativo la coniglia non resta gravida si consiglia di sostituirla.

Sintomi di pseudogravidanza nel coniglio

Altre Cause di Mancato Parto o Problemi Ostetrici

Oltre alla pseudogravidanza, esistono altre ragioni per cui una coniglia potrebbe non partorire o affrontare difficoltà durante il processo riproduttivo.

Mortalità fetale e riassorbimento/aborto: Durante la gravidanza, si può verificare un certo grado di mortalità intrauterina di alcuni piccoli. A seconda del momento in cui si verifica la mortalità, si può avere riassorbimento dei piccoli o aborto. Il riassorbimento solitamente passa inosservato, mentre l'aborto può portare all'espulsione di un feto morto. In questo caso, è importante sottoporre la madre a una visita clinica per capire se sono in atto patologie infettive. La consanguineità, come accennato dal veterinario, è un fattore che contribuisce non solo alla mortalità degli embrioni ma anche a molti difetti dello sviluppo.

Parto fuori dal nido o nido inadeguato: Il parto fuori del nido è un comportamento anomalo più frequente nelle coniglie primipare che riconoscono meno facilmente il nido, specialmente quando si utilizzano dei nidi aperti. L’impiego di nidi chiusi elimina quasi completamente il fenomeno. A volte la causa di questo comportamento va ricercata in cassette nido scomode o con accesso difficile, oppure il materiale che imbottisce il nido è sporco o insufficiente. Quando l’allevatore se ne accorge, e se questo avviene subito dopo il parto, è possibile trasferire i coniglietti all’interno del nido. Il parto fuori del nido a volte è associato anche ad una cattiva preparazione del nido. Questo può essere dovuto ad incapacità delle fattrici oppure ad errori di conduzione tecnica: nidi troppo ampi o troppo stretti; nidi situati dove la coniglia è solita depositare i propri escrementi; materiali poco idonei, ecc. La coniglia può inoltre partorire al di fuori del nido quando è stata disturbata nel corso di un precedente parto. Va comunque riconosciuta anche una certa predisposizione ereditaria, per cui conviene non utilizzare come riproduttrici le femmine che per due volte accusano questo sintomo.

Distocia: Al momento del parto, può verificarsi una distocia, ovvero una difficoltà durante l'espulsione dei piccoli. Le cause di distocia sono molteplici e possono essere anche gravi per la madre e per i piccoli, e necessitare di un intervento terapeutico farmacologico o chirurgico urgente. Conoscere il numero dei nascituri (tramite radiografia o ecografia) permette di capire se ci sono problemi durante il parto, e se ci sono feti che non sono stati espulsi.

Gestione Riproduttiva e Ambientale per un Allevamento di Successo

La gestione ottimale dell'ambiente e delle attività è cruciale per massimizzare il successo riproduttivo nei conigli. Questo include l'attenzione a fattori stagionali, l'alimentazione e la programmazione delle attività.

Integrazione luminosa e fotoperiodo: Come tutti gli animali, anche nel coniglio l’attività riproduttiva è legata al fotoperiodo, cioè le ore di luce in una giornata. Per ottenere dei buoni risultati riproduttivi il fotoperiodo deve essere pari a 14 ore di luce/giorno con un’intensità di 3-4 watt per m2. Nel periodo autunnale e invernale, quando le ore di luce/dì sono inferiori, si verifica il più basso tasso di fecondità annuale. Questo problema può essere risolto integrando la luce solare con luce artificiale sia al mattino che alla sera. Ad inizio dicembre serve un’integrazione di 4,30 ore di luce e l’illuminazione deve essere accesa dalle 2,30 alle 7,00 del mattino e dalle 16,30 alle 18,30 della sera; dal 10 a fine mese servono 5,00 ore di luce e l’illuminazione deve essere accesa dalle 2,30 alle 7,30 del mattino e dalle 16,30 alle 18,30 della sera.

Condizioni ambientali: I conigli sono dotati di una naturale pelliccia che li difende dal freddo. Questi animali non manifestano pertanto particolari problemi durante il periodo autunnale/invernale a parte situazioni di umidità eccessiva e correnti d’aria. Nelle cassette nido è necessario aggiungere fieno di prato polifita per ridurre al minimo le dispersioni di calore.

Sistema ciclizzato e gestione settimanale: Si consiglia di seguire il sistema ciclizzato in modo da poter raggruppare i parti e consentire quindi l'adozione dei piccoli. Infatti, se una femmina partorisce pochi piccoli o troppi, è opportuno procedere al pareggiamento delle nidiate allo scopo di ottenere nidi con 6-8 coniglietti per femmina. Per una corretta gestione anche di un piccolo allevamento di conigli, si consiglia di organizzare le attività a cadenza settimanale in modo da organizzare le diverse procedure e destinare ogni giorno della settimana a una determinata operazione. Questa gestione settimanale dipende dal metodo d’allevamento che si intende seguire. Quello che si propone è relativo ad un allevamento in gabbie-ceste sistemate all’aperto con macellazione dei conigli all’età di 90 giorni e svezzamento dopo le 5 settimane, cioè a 38 giorni.

Le attività che devono essere svolte possono essere riassunte indicando il giorno necessario per questa attività:

  1. Giorno 1: Accoppiamento.
  2. Giorno 13-14: Palpazione per l’accertamento della gravidanza.
  3. Giorno 30: Parto dopo 30 giorni dall’accoppiamento.
  4. Giorno 2 dal parto: Controllo delle nidiate.
  5. Giorno 3 dal parto: Se necessario, pareggiamento delle nidiate.
  6. Giorno 38 dalla nascita: Svezzamento, si allontana la coniglia e la si sposta in un’altra gabbia.
  7. Giorno 90 dopo il parto: I conigli sono destinati alla macellazione per la ristorazione.

L’organizzazione del ciclo settimanale, ipotizzando di destinare il venerdì alla macellazione, si esplicita in questo modo:

  • Lunedì: controllo dei parti;
  • Martedì: pareggiamento delle nidiate e svezzamento;
  • Mercoledì: palpazione e accertamento della gravidanza;
  • Giovedì: palpazione e accertamento della gravidanza;
  • Venerdì: accoppiamenti e macellazione;
  • Sabato: nulla;
  • Domenica: parti.

Considerando che durante il parto non ci sono attività da seguire, restano due giorni liberi alla settimana, e cioè il sabato e la domenica. Ovviamente l’alimentazione deve essere fatta tutti i giorni.

Nutrizione e Idratazione della Coniglia Riproduttrice

Seguite con cura l’alimentazione, in quanto i conigli devono affrontare gli sforzi della gestazione e dell’allattamento. Un’alimentazione di base deve essere costituita da cereali e leguminose distribuiti sotto forma di fiocchi con un’integrazione di fieno necessaria per l’apporto di fibra. La forma a foglia dei semi fioccati è infatti molto appetita dai conigli e il loro valore nutritivo è elevato. Il fieno inoltre deve essere distribuito giornalmente sia ai riproduttori che agli animali all’ingrasso.

I vantaggi determinati dalla somministrazione del fieno sono molteplici e oltre al valore nutritivo va ricordata anche la capacità di questo alimento di mantenere in ottimo stato la fisiologia digestiva del coniglio. Gli steli delle essenze che costituiscono il fieno, prima di essere ingeriti, devono infatti essere accuratamente masticati. Tale operazione determina un'abbondante produzione di saliva che, con la sua acidità, mantiene inalterato il pH intestinale, contribuendo a mantenere sano il coniglio.

Alimenti consigliati per coniglie gravide

L’alimentazione inoltre può essere integrata con foraggi verdi: erbe dei prati (medica e trifoglio), erbai (veccia, segale e ravizzone), foglie, piante infestanti (scarpate delle strade di campagna, bordi delle ferrovie, ecc.), tuberi, radici, verdure come il cavolo, ortiche. La distribuzione di questi foraggi può essere fatta due volte al giorno. Se si registra una scarsità di foraggi verdi, le mele e le pere di scarto possono essere distribuite ai conigli come integrativo dell'alimentazione verde. Oltre ad essere degli ottimi alimenti, questi frutti sono da considerarsi anche come una strategica bevanda, ricca di zuccheri e pertanto molto energetica.

Considerate le abitudini notturne del coniglio, non fate mai mancare erbe o verdure nella rastrelliera durante la notte. La quantità di foraggi da distribuire alla sera deve essere tale da consentire degli avanzi al mattino che verranno poi consumati durante la giornata. Al mattino, invece, distribuite mangime e cereali fioccati. Per quanto riguarda il mangime, si consiglia la distribuzione di un “tipo unico” con le seguenti caratteristiche medie: proteine grezze 17%, fibra grezza 14%, grassi grezzi 2-3%, e 2.500 Kcal/Kg di energia digeribile. Il mangime deve essere distribuito in mangiatoie a tramoggia: nelle gabbie dei riproduttori la mangiatoia deve avere un fronte di almeno 10 cm e una capienza media di 1,5-2,0 Kg, mentre per i conigli all’ingrasso a terra si consigliano mangiatoie a tramoggia con scomparti ampi 7-8 cm e nel numero di 2-3 scomparti per 8-15 conigli.

Particolare attenzione deve essere poi posta all’acqua di bevanda. Specialmente di notte l’acqua può gelare con disagio agli animali. Se non disponete di un impianto a ciclo chiuso di distribuzione dell’acqua, è necessario svuotare gli abbeveratoi alla sera e riempirli al mattino presto. Per diminuire i disagi legati all’assenza d’acqua di bevanda si può ovviare distribuendo tuberi e radici: carote, patate, topinambur ecc.

Salute e Prevenzione delle Malattie

Per garantire il benessere dei conigli e la riuscita della riproduzione, è importante anche monitorare e avviare programmi vaccinali nei confronti di malattie comuni come la mixomatosi. È una malattia del coniglio molto virulenta provocata da un virus. La puntura di insetti come pulci e zanzare diffonde questa malattia e l’infezione è più grave durante i mesi invernali. Quando la malattia si manifesta, inizialmente si hanno l’emissione di un secreto oculare acquoso e gonfiore delle palpebre. In seguito si avrà gonfiore delle altre parti del corpo come orecchie, naso e organi genitali. Una coniglia sana ha maggiori probabilità di portare a termine una gravidanza senza complicazioni.

Il Caso Specifico: Oltre il Termine e Dubbi sulla Gravidanza

Consideriamo un caso reale che illustra alcune delle problematiche discusse. Se una coniglietta nana testa di leone è stata fatta accoppiare il 26 aprile ed è al suo 37° giorno di gravidanza senza aver ancora partorito, si aprono diverse possibilità e interrogativi. La durata media della gravidanza è di 30-35 giorni; 37 giorni sono un termine piuttosto avanzato.

Coniglio nano testa di leone

I proprietari spesso notano che la coniglietta "si sistema il fieno nel nido, modellandolo con bocca e zampe, ma non si è neanche strappata il pelo". Questo comportamento di preparazione del nido, anche senza la depilazione, può essere un segno di pseudogravidanza o di una gravidanza reale prossima al termine. Il rifiuto del maschio, notato durante un tentativo di re-accoppiamento ("non ne vuole sapere, mentre il 26 aprile si è lasciata coprire tranquillamente"), può essere un indicatore che la coniglia è effettivamente gravida, poiché i cambiamenti ormonali influenzano la sua accettazione. Il veterinario ha ragione nel dire che i conigli non hanno un vero e proprio calore, ma sono sempre ricettive, e il "calore" è indotto dalla copula.

La sensazione di un addome "bello duro" con "piccoli bozzetti" alla palpazione può essere ambigua. Potrebbe essere indice di feti, ma anche, in caso di mancato parto, di altro, come suggerito da un esperto ("Mi sa che a questo punto nn sia gravida e quello che senti nel suo addome nn siano i coniglietta ma altro"). Tuttavia, "i nani possono metterci qualche giorno in piu nella gravidanza rispetto agli altri", quindi un ritardo di 2-3 giorni oltre il termine medio di 30-32 giorni, arrivando a 37 giorni, non è del tutto escluso, sebbene sia al limite. La preparazione del nido è un segnale che "qualche cosa c'è comunque".

La possibilità di una "gravidanza isterica" (pseudogravidanza) è concreta in questi casi, data la preparazione del nido e il rifiuto del maschio, senza però l'effettiva nascita dei piccoli. Se la coniglietta è stata fatta riaccoppiare e "si è lasciata disponibile al maschio" e il maschio ha avuto un comportamento tipico di un accoppiamento riuscito ("è come "caduto" per un istante, poi si è rialzato e ha fatto altre 2/3 monte"), questo potrebbe indicare che il primo accoppiamento non era stato fecondo o che si era risolto in una pseudogravidanza, permettendo un nuovo ciclo di ovulazione e accoppiamento efficace. In questo scenario, una nuova gravidanza inizierebbe da quel giorno.

Nel caso specifico, la prolungata attesa senza parto oltre il 35° giorno, insieme alla mancanza di depilazione, rende la pseudogravidanza una forte possibilità. Un esame veterinario, magari con ecografia, sarebbe il modo più definitivo per accertare la presenza e la vitalità dei feti, o per confermare una pseudogravidanza. Questo aiuta a prendere decisioni informate e a garantire il benessere dell'animale.

I nuovi conigli iniziano in questi mesi l’attività riproduttiva con i primi parti e le cure della prole; è possibile che dopo il primo accoppiamento non si verifichi la fecondazione e si crei il problema della pseudogravidanza nei conigli. Questo stato può durare 2-3 settimane e le coniglie possono essere reinseminate dopo 20 giorni. Se anche al secondo tentativo la coniglia non resta gravida si consiglia di sostituirla. Non va comunque dimenticato che in questi mesi, quando le giornate sono corte, abbiamo il più basso tasso di fecondità annuale.

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