Guida alla concimazione per l'attecchimento degli ulivi trapiantati e gestione nutrizionale dell'oliveto

In questo articolo parleremo della concimazione di fondo dell'olivo, un passaggio determinante per chiunque decida di mettere a dimora questa pianta straordinaria. Prima di mettere a dimora l’ulivo è fondamentale effettuare una concimazione di fondo che dovrà assicurare i principali elementi nutritivi. Se questa risulta adeguata, la pianta di olivo, per i primi 3-4 anni, non necessita di ulteriori interventi di concimazione (nemmeno con un concime fogliare per olivo) poiché utilizzerà quanto fornito in fase di impianto. Se si ha a disposizione l’analisi del suolo si può aggiustare la dose ed individuare il giusto concime per olivo sulla base dei risultati. In termini generali però posso fornirti comunque degli utili suggerimenti, sia per la concimazione di fondo, sia per la concimazione dell’olivo che vedremo in questo articolo.

E’ bene ricordare che la maggior parte delle radici dell’olivo (e di molte piante da frutto) sono diffuse in uno spessore di 50-60cm di profondità e generalmente sono distribuite, sul piano orizzontale, su uno spazio che corrisponde alla proiezione a terra della chioma. Premesso questo, è facile capire che in fase di pre-impianto occorre posizionare il concime per olivo ad una profondità non troppo elevata, 60-70 cm è sufficiente, e direttamente sotto la buca d’impianto. Il concime va poi ricoperto con del terriccio per evitare il contatto diretto con le radici.

scavo della buca per trapianto ulivo e strati di drenaggio

Anche se è un argomento che non riguarda i concimi per olivi, è bene ricordare che nella buca d’impianto occorre prevedere un corretto drenaggio. Questo per evitare asfissia radicale: l’olivo preferisce terreni sciolti e di medio impasto e ben drenati, si adatta male a terreni argillosi. Quindi sul fondo della buca inserire sassi, ciottoli e ghiaia per favorire il drenaggio. Indicativamente la buca deve essere di 90 cm di profondità, di cui 20 cm dedicati al drenaggio. Nel caso di impianto di qualche pianta, il concime per olivi va messo direttamente in buca. Mentre se abbiamo un vero e proprio oliveto, con decine o centinaia di piante, il concime va unito al terreno con adeguate lavorazioni.

La scelta dei prodotti per la messa a dimora e l'attecchimento

Se stai cercando un concime da utilizzare tal quale, cioè senza mescolare letame, fosforo e potassio, puoi usare Naturolivo. Si trova in confezioni da 1,5 kg. In fase di pre impianto sono necessari 5-6 kg, quindi 3-4 confezioni. E' sufficiente mescolarlo al terreno in buca e contiene già una buona dose di azoto e microelementi. Più efficace e completo rispetto alle soluzioni sopra elencate, ideale per nutrire la pianta e prevenire alcuni funghi patogeni, vi è il concime innovativo Bioactive, anche questo di matrice organica e arricchito del fungo buono Trichoderma, che compete con i funghi patogeni nel suolo e inoculo di micorrize.

Al momento della messa a dimora si deve praticare una generosa concimazione di fondo, aggiungendo del fertilizzante di qualità alla terra di scavo. Tra le opzioni disponibili troviamo:- Olivo Bio, un concime organico pellettato misto contenente azoto, potassio e anche boro, elemento indispensabile ad assicurare una buona fioritura. Lo si trova in sacchi da 25 kg ed è utilizzabile in olivicoltura biologica;- Fertilolivo, particolarmente indicato proprio per l’olivo e disponibile in sacchi da 10 kg. Si tratta di un concime minerale, in formato granulare, con titoli NPK 10-5-5 e presenza di boro e di ferro.

Più piccola è la pianta al momento del trapianto, meglio attecchirà nel luogo in cui verrà messa a dimora. In ogni caso la buca da scavare deve avere un volume almeno corrispondente, e possibilmente maggiore, di quello della zolla di terra. La messa a dimora di un nuovo uliveto o di una singola pianta avviene in primavera, ma è essenziale preparare il terreno già in autunno. Un’aratura o uno scasso favoriscono il drenaggio del suolo e permettono alle giovani radici di svilupparsi senza difficoltà. Per piantare correttamente, è necessario scavare una buca profonda almeno 50 cm e assicurarsi di acquistare una piantina sana e certificata, per evitare di introdurre malattie nel campo.

Concimare l'olivo: la guida completa.

Caratteristiche botaniche e agronomiche dell'Olea europea

L’olivo (Olea europea), chiamato anche ulivo, fa parte della famiglia delle Oleacee, in cui rientrano altre specie arboree come frassini e ligustri. Si tratta di una specie sempreverde molto longeva, caratterizzata da una chioma naturalmente globosa. Questa è composta da foglie piccole dalla spessa cuticola, di colore verde scuro sulla pagina superiore e bianco su quella inferiore. L’olivo è una pianta Mediterranea che rifugge il freddo, e questo ne ha limitato l’espansione nelle regioni a nord e in montagna, benché nel tempo si sia sempre più esteso anche oltre le zone classiche.

Essendo una pianta mediterranea, predilige climi miti e tollera bene le elevate temperature durante la stagione estiva, fino a 40 °C. Risente invece di temperature molto basse e sotto i -4/-5 °C può subire gravi danni. Necessita inoltre di elevata luminosità, fattore fondamentale per prevenire il disseccamento dei rami e favorire la resa in olio. Si adatta bene a diverse tipologie di suolo ma predilige terreni senza ristagni idrici, con livelli di sostanza organica contenuti e con pH neutri o alcalini (6-8,5). Non necessita di suoli particolarmente fertili. Ha ottima resistenza alla siccità, ma la carenza d’acqua prolungata può provocare cascola dei frutti, scarso accrescimento e difficoltà nell’assorbimento dei nutrienti dal terreno.

L’olivo è tra le piante più rappresentative del Mediterraneo e della nostra civiltà, nonché la coltura arborea più diffusa su tutto il territorio nazionale. Il nostro paese per l’olivo vanta una grande ricchezza varietale con olivi tipici nei diversi territori. Con circa 1 milione di ettari coltivati in Italia, l’olivo rappresenta una fra le colture di eccellenza. La coltivazione si concentra prevalentemente nelle regioni del sud, tra cui Puglia, Calabria e Sicilia, seguite dalle regioni centrali Toscana, Umbria, Lazio e Marche.

Analisi dei macroelementi e dei microelementi fondamentali

Quando parliamo di piante, non dobbiamo mai dimenticare che sono esseri viventi e che per vivere bene hanno bisogno di essere nutrite adeguatamente (proprio come noi). I macroelementi alla base della concimazione dell'olivo sono sedici. I principali sono l'azoto (N), il fosforo (P), il potassio (K), lo zolfo (S), il calcio (Ca) e il magnesio (Mg). A questi devono essere aggiunti anche i microelementi, quei composti cioè che nonostante servano in quantità ridottissima (si parla di microgrammi), sono fondamentali per il metabolismo della pianta. In particolare all'olivo serve il manganese (Mn), il ferro (Fe), il boro (B), lo zinco (Zn), il rame (Cu), il molibdeno (Mo), il cloro (Cl) e il nichel (Ni).

Ogni elemento nutritivo gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo della pianta di olivo e ha un impatto sulla quantità e qualità di olive e quindi di olio prodotto.Azoto (N): È l'elemento alla base della crescita vegetativa della pianta. L'azoto stimola la formazione dei germogli, l'allegagione e lo sviluppo del frutto. Una pianta in carenza di azoto avrà un aspetto stentato, foglie ingiallite (clorotiche) e di ridotte dimensioni. Contribuisce alla crescita vegetativa, alla formazione delle foglie e all’espansione del sistema radicale.Fosforo (P): È il costituente principale delle membrane cellulari e gioca un ruolo chiave in molti processi vitali della pianta, in particolare legati alla sua produttività (fioritura, allegagione, maturazione).Potassio (K): Questo macroelemento gioca un ruolo chiave nell'accumulo di olio nell'oliva. Basti pensare che più del 50% del fabbisogno di potassio della pianta è destinato ai frutti. Facilita l’assorbimento dell’acqua, fortifica la pianta, che reagirà meglio alle temperature basse e agli attacchi parassitari.Magnesio (Mg): È l'elemento chiave della fotosintesi, il processo attraverso il quale la pianta produce carboidrati sfruttando la luce del sole.Calcio (Ca): È un elemento che attiva importanti enzimi e partecipa alla formazione delle pareti cellulari. È un elemento fondamentale quanto abbondante nella maggior parte dei terreni italiani.Boro (B): Gioca un ruolo cruciale nella fase di fioritura. Nello specifico è importante per l'induzione a fiore, la germinabilità del polline, l'allegagione ed allungamento del tubetto pollinico.Ferro (Fe): Questo metallo contribuisce al normale svolgimento della fotosintesi clorofilliana.

sintomi di carenza nutrizionale sulle foglie di olivo

Determinazione del fabbisogno nutritivo e asportazioni

Per capire quale e quanto concime somministrare alle piante è necessario prima di tutto capire quanti micro e macroelementi la pianta ha utilizzato e sono stati asportati dal campo attraverso la raccolta delle olive o la potatura. Bisogna poi tenere conto delle sostanze che si sono perse per volatilizzazione o immobilizzate (non più biodisponibili per la pianta) e quelle che invece sono lisciviate, trasportate via dall'acqua.

Con la raccolta delle olive andiamo ad asportare dal nostro terreno una quantità piuttosto consistente di azoto, fosforo e potassio. Detto in termini molto semplici, all’interno dell’oliva sono presenti azoto, fosforo e potassio che la pianta assorbe dal terreno e accumula nel frutto. Con la raccolta delle olive, questi elementi vengono quindi asportati dal campo. Non scompaiono, ma finiscono in parte nell’olio che verrà prodotto e per la restante quota nella sansa e nelle acque di vegetazione che rimangono in frantoio. Anche la potatura asporta elementi nutritivi, se però i residui di potatura vengono fresati e lasciati nel terreno questi elementi ritornano al suolo. Se invece i residui di potatura vengono bruciati (pratica scorretta dal punto di vista agronomico) si avrà la perdita totale dell’azoto.

Indicativamente il fabbisogno in NPK di un olivo in piena produzione e in condizioni di equilibrio è di circa 250, 80 e 200 grammi di N (azoto), P2O5 (anidride fosforica) e K2O (ossido di potassio) rispettivamente. Si tratta tuttavia di quantitativi puramente indicativi, che devono essere adeguati alla composizione del terreno, alla tipologia di impianto, all'annata (se di carica o di scarsa) e alla cultivar. Inoltre bisogna tenere in considerazione se il terreno è nudo o inerbito, specialmente in caso di leguminose. Un corretto approccio all'oliveto prevede dunque delle analisi del suolo (fatte almeno ogni cinque anni) per avere contezza della quantità di elementi nutritivi presenti nel terreno e della loro biodisponibilità.

Metodologie di distribuzione e tipologie di concimi

Esistono diverse categorie di fertilizzanti che possono essere impiegati nell'olivicoltura, ognuna con caratteristiche specifiche.

  1. Il letame è il concime tradizionale in agricoltura, utilizzato da millenni per rendere più fertile il suolo. Ma non può essere utilizzato appena deposto dall’animale, perché le sostanze che contiene andrebbero a bruciare le piante. Assicurarsi che il letame sia ben maturo per evitare bruciature alle radici delle piante. Va applicato a fine inverno in modo tale che l’aumento delle temperature dia modo ai batteri di rilasciare l’azoto tramite mineralizzazione.
  2. Lo stallatico pellettato nasce per soddisfare le esigenze di tutti coloro che non hanno un allevamento da cui possono attingere il letame. Rilascia gli elementi nutritivi molto lentamente, solo in seguito alla loro naturale degradazione nel terreno, senza il pericolo di eccessive somministrazioni.
  3. I concimi chimici o minerali sono dei composti che vengono prodotti tramite reazioni chimiche di laboratorio o procedimenti di lavorazione industriale. Gli effetti della concimazione chimica sono sostanzialmente indirizzati alle piante piuttosto che al terreno. Bisogna infatti ricordare che l’azione dell’acqua tende a portare via nel terreno gli elementi nutritivi presenti in eccesso.

Si può applicare il concime in granuli o sotto forma di polvere intorno alla zona delle radici dell’olivo. Negli oliveti che hanno l’impianto di irrigazione si può optare per la fertirrigazione. In assenza di irrigazione una modalità efficace di distribuzione può essere la concimazione fogliare. Questa tecnica consente di sopperire rapidamente a carenze nutrizionali ma bisogna comunque prevedere la somministrazione di una quota di concime al suolo.

apparato radicale dell'olivo e proiezione della chioma

Fasi fenologiche e tempistiche di intervento

La concimazione non deve essere casuale, ma deve seguire il ritmo biologico della pianta.

Primavera: La primavera è un periodo chiave per la concimazione dell’olivo. In questo momento, l’albero sta iniziando la fase di crescita attiva. Particolarmente importante in questo periodo è la somministrazione dell’azoto. In questa fase va distribuito almeno 2/3 dell’azoto necessario con una o due applicazioni.Fioritura e sviluppo dei frutti: Durante le fasi di fioritura e sviluppo dei frutti, potrebbe essere utile fornire una maggiore quantità di potassio, che favorisce la maturazione dei frutti. L’applicazione di un concime fogliare a base di boro e microelementi è fondamentale in pre-fioritura.Maturazione: In questa fase si consiglia l’applicazione di prodotti ad alto titolo di potassio per favorire la maturazione e l’incremento della resa dell’olio.Autunno: Alcuni agricoltori scelgono di applicare concime in autunno, dopo la raccolta delle olive. Questa pratica può contribuire a preparare l’albero per la successiva stagione di crescita. Tuttavia, è importante evitare eccessi di concimazione azotata che potrebbero stimolare una crescita eccessiva nelle fasi fredde dell’inverno.Post-raccolta: Utile per effettuare il reintegro di nutrienti non soggetti a dilavamento e favorire la lignificazione dei tessuti per una maggior tolleranza alle basse temperature.

Strategie di difesa e prevenzione delle patologie

Una corretta nutrizione aiuta a ridurre il tipico fenomeno dell’alternanza di produzione, secondo cui gli ulivi producono ad anni alterni, ma la concimazione deve essere accompagnata da una gestione fitosanitaria rigorosa. Come è tristemente noto, in anni recenti l’olivicoltura è stata minacciata dal batterio responsabile della Xylella fastidiosa, con ingenti danni e perdite di olivi secolari in varie zone della Puglia.

Uno dei trattamenti preventivi più efficaci è l’uso del caolino, come “Polvere di roccia caolino”. È molto utile nella prevenzione dagli attacchi della fatidica mosca (Bactrocera oleae). Il caolino è un fine minerale argilloso che forma sulla chioma una sottile pellicola che ostacola l’ovideposizione del temuto insetto. La mosca, infatti, depone le sue uova nelle olive in via di maturazione, e dalle uova nasce una larva che si nutre della polpa. I trattamenti preventivi col caolino devono iniziare ad avvenire almeno nel mese di luglio.

Le cocciniglie sono un altro fastidio non da poco, soprattutto la “cocciniglia mezzo grano di pepe”, che si attacca ai giovani rametti e alle foglie sottraendone la linfa. Tra le malattie fungine più comuni vi è il cicloconio o “occhio di pavone”, che si manifesta mediante macchie sulle foglie, di colore nerastro con zone concentriche. Allo scopo si possono utilizzare prodotti a base di rame, come Rame 10, che apporta rame, boro e manganese, utile nei casi di carenze di questi elementi, ma che può esplicare anche un effetto fungicida.

Gestione del suolo e pratiche colturali accessorie

La gestione più ecosostenibile del terreno dell’uliveto è quella che non prevede lavorazioni tra i filari ma la crescita di erba spontanea (inerbimento), perché questa preserva dall’erosione, protegge la biodiversità e il tenore di sostanza organica. In alternativa si può ricorrere alla pacciamatura con materiali organici come la paglia, la segatura o l’erba tagliata, che aiuta a trattenere l’umidità del suolo e a fornire lentamente nutrienti.

La potatura per l’olivo è sicuramente una delle cure colturali di maggiore rilievo. I suoi obiettivi sono:- Dare alla pianta la forma voluta durante la fase di allevamento (nei primi anni dalla messa a dimora). La forma più naturale per l’olivo è il globo, ma un’altra forma molto diffusa è il vaso policonico.- Eliminare le parti danneggiate, per esempio dalla carie.- Favorire l’illuminazione della chioma per migliorare la fotosintesi e la resa in olio.

Raramente l’uliveto viene irrigato, perché si conta sul fatto che si tratta di una coltura abbastanza resistente alla siccità. Purtroppo, negli ultimi anni, a causa dei cambiamenti climatici, almeno gli impianti giovani devono essere irrigati abbastanza regolarmente, meglio se con un impianto a microirrigazione.

raccolta delle olive con reti e agevolatori meccanici

Esempi pratici di calcolo per la concimazione

Per rendere il concetto più chiaro, ipotizziamo un appezzamento agricolo con 100 piante di ulivo per una produzione stimata di 10 quintali di olive. Se da un albero raccogliamo tecnicamente 100 kg di olive, andiamo ad asportare dal terreno circostante circa 0,9 kg di azoto, 0,2 kg di fosforo e 1 kg di potassio. Per 10 quintali (1000 kg), le dosi totali da apportare sono: 9 kg di azoto, 2 kg di fosforo e 10 kg di potassio.

Ipotizzando di avere a disposizione un concime con titolo 20.10.10 (20% N, 10% P, 10% K), il calcolo per l'azoto sarà (9/0.2) = 45 kg di prodotto. Utilizzando questi 45 kg, forniamo automaticamente anche 4,5 kg di fosforo e 4,5 kg di potassio (essendo al 10%). In questo caso andiamo ad apportare una dose superiore di fosforo rispetto ai 2 kg richiesti, ma non è un problema in quanto a queste dosi non è fitotossico. Per il potassio, invece, saremmo sotto dose (necessari 10 kg, forniti 4,5 kg). Si può allora intervenire con del solfato di potassio (titolo 50%) per colmare la lacuna.

Un altro esempio riguarda l'uso di concimi organici come la pollina, il cui titolo di azoto è solitamente intorno al 3%. Concimare significa creare una ricetta che si adatti alla tipologia di oliveto tenendo presente tutte le caratteristiche ambientali. Come sottolinea Giovanni Caruso, docente presso l'Università di Pisa, non esiste una ricetta valida per tutti gli impianti, ma deve essere studiata sulle singole realtà.

In definitiva, per un impianto giovane di circa 4 anni, come nel caso di molti neofiti appassionati, si dovrebbe attuare una concimazione di allevamento mirata allo sviluppo vegetativo di chioma e radici. Le radici devono progressivamente conquistare il loro spazio sotterraneo, e per questo i concimi migliori in questa fase sono quelli con prevalente titolo di azoto. La raccolta delle olive avviene poi in autunno, generalmente durante il mese di ottobre o novembre; è bene non attendere troppo oltre la maturazione per evitare che la qualità dell'olio peggiori e che i parassiti aumentino il loro impatto.

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