Oggi, i progressi della medicina permettono di affrontare le soluzioni in modo che uomini e donne possano soddisfare il loro desiderio riproduttivo al momento giusto, offrendo prospettive future anche in situazioni complesse. La preservazione della fertilità consiste nell'ottenere e congelare ovuli e sperma in cannucce o altri metodi di congelamento, e mantenerli immersi nell'azoto liquido per un tempo illimitato. Così, queste cellule possono essere conservate intatte fino al momento in cui si desidera avere figli e possono essere utilizzate in un trattamento di riproduzione assistita con un alto tasso di successo. È fondamentale chiarire, fin da subito, un aspetto cruciale spesso oggetto di errate interpretazioni: mentre le tecnologie moderne hanno reso possibile la raccolta di gameti a domicilio in determinate circostanze, la conservazione a lungo termine e il congelamento vero e proprio richiedono sempre l'intervento di centri medici specializzati dotati di infrastrutture e competenze specifiche.
L'Importanza Strategica della Preservazione della Fertilità nel Contesto Moderno
La preservazione della fertilità si presenta come un'opportunità di inestimabile valore, offrendo agli individui la possibilità di gestire il proprio percorso riproduttivo con maggiore autonomia e lungimiranza. Principalmente, ci sono due casi specifici in cui si raccomanda di preservare la fertilità, ma la sua applicazione si estende a una gamma più ampia di situazioni.
Pazienti Oncologici e Impatto dei Trattamenti Aggressivi:Una delle motivazioni più impellenti per la crioconservazione dei gameti riguarda i pazienti oncologici. I trattamenti chemioterapici e radioterapici sono infatti molto aggressivi e possono attaccare le cellule precursore di ovuli e sperma, compromettendo la capacità riproduttiva futura. In questi casi, i gameti possono essere congelati per evitare di dover ricorrere a donatori di ovuli e/o sperma in futuro. Questa strategia rappresenta un insostituibile strumento per i pazienti che si sottopongono a trattamenti medici o chirurgici potenzialmente in grado di indurre sterilità. Il congelamento del tessuto ovarico e testicolare è un'alternativa alla crioconservazione di ovuli e sperma, sebbene con diverse sfumature di applicazione. La Società Americana di Oncologia Clinica già nel 2006 ha emanato delle linee guida dove si afferma che ai pazienti giovani andrebbe sempre consigliato, prima di essere sottoposti a chemioterapia, di effettuare la crioconservazione dei gameti. Questo perché i trattamenti chemio o radioterapici possono indurre sterilità temporanea o permanente, mentre interventi chirurgici possono alterare i meccanismi dell'eiaculazione. Come sottolineato dalla dottoressa Irene Romero, specialista in Ginecologia e Ostetricia, "Oggi ci piace parlare della conservazione della fertilità come opportunità. Un'opportunità per i pazienti di essere i loro stessi donatori nel caso in cui abbiano bisogno di ricevere un'ovodonazione." Per chi ha temuto per la propria vita, sapere di poter procreare una volta debellata la malattia e terminato l’iter terapeutico significa proiettare le proprie speranze nel futuro. Avere una prospettiva di famiglia ha una valenza sia sull’equilibrio emotivo che esistenziale; si può tornare a respirare ed a proiettarsi verso un normale pensiero di vita.
Il Desiderio di Ritardare la Maternità e la Paternità:Una donna nasce con un numero finito di ovuli, che diminuisce nel tempo. Inoltre, non solo la quantità di uova è ridotta, ma anche la loro qualità. In Italia, come anche in altri paesi europei ed extra-europei, si tende sempre di più a procrastinare la gravidanza. La ragione è da ricercare in tutta una serie di fattori socio-economici, ma anche psicologici e personali. Quando poi si decide che è arrivato il momento giusto per diventare genitori, il rischio è quello di ritrovarsi a fare i conti con l'infertilità e con la difficoltà di concepimento naturale o mediante fecondazione assistita. La preservazione della fertilità maschile, sebbene gli uomini possano continuare a produrre spermatozoi per tutta la vita, diventa rilevante anche per il desiderio di posticipare la paternità, poiché si osserva una riduzione della qualità del liquido seminale col passare del tempo.
Altre Condizioni Specifiche:Oltre alle ragioni oncologiche e sociali, molte donne decidono di preservare la loro fertilità anche perché soffrono di malattie che colpiscono la riserva ovarica, come l'endometriosi, o in preparazione a interventi chirurgici alle ovaie. Anche gli uomini con scarsa qualità dello sperma o con difficoltà ad ottenere il campione possono beneficiare della crioconservazione, così come i pazienti che si stanno sottoponendo a vasectomia o i transessuali. La crioconservazione degli spermatozoi rappresenta inoltre un’importantissima strategia non solo per la preservazione della fertilità nei pazienti a rischio di esaurimento gonadico. La sua applicazione consente, infatti, alle coppie che devono affrontare il percorso della fecondazione assistita, di superare varie problematiche, ad esempio il blocco psicologico, il giorno in cui è necessario avere gli spermatozoi del partner per inseminare gli ovociti.

Le Fondamenta Scientifiche della Crioconservazione: Un Processo di Precisione in Ambiente Controllato
La crioconservazione è una tecnica consolidata che consente di mantenere le cellule riproduttive vitali per un tempo indefinito. Il campione seminale viene congelato in azoto liquido, ad una temperatura di -196° C. Similmente, gli ovuli e gli embrioni sono conservati congelati in serbatoi di azoto liquido chiamati banchi di ovuli o embrioni per un tempo illimitato senza perdere le loro caratteristiche fisiche e funzionali. Il congelamento è comunque un evento stressante, ma gli spermatozoi lo superano molto bene. Ciò è possibile grazie al piccolo volume cellulare che li caratterizza e quindi allo scarso contenuto di acqua.
Il processo di crioconservazione richiede condizioni specifiche e controllate, non replicabili in un ambiente domestico. Affinché gli ovuli e lo sperma possano essere utilizzati in seguito, devono essere congelati in condizioni specifiche che non sono disponibili a casa. Per questo motivo, le cellule non possono essere congelate a casa, ma devono essere trattate e conservate in un centro medico specializzato.
Preservazione della Fertilità Maschile: Dettagli, Metodologie e l'Innovazione della Raccolta a Domicilio
La conservazione della fertilità maschile si realizza principalmente attraverso il congelamento degli spermatozoi. Sebbene esista un'altra tecnica sperimentale, il congelamento del tessuto testicolare, la crioconservazione del liquido seminale rimane l'approccio standard.
Congelamento dello Sperma: La Procedura Standard e le Sue Indicazioni
Quando un uomo è sottoposto a un trattamento anti-tumorale (radioterapia o chemioterapia), il congelamento dello sperma è l'opzione più semplice e attualmente l'unica alternativa disponibile per preservare la fertilità maschile. È importante considerare che la qualità seminale degli uomini che si sottoporranno al trattamento del cancro può essere alterata. I trattamenti oncologici possono compromettere la fertilità futura del paziente. Più del 5% delle malattie cancerogene colpiscono pazienti al di sotto dei 35 anni e, anche se spesso si ottiene la completa guarigione, a volte tra le conseguenze si osserva la perdita di fertilità a causa della tossicità dei farmaci utilizzati. Nella maggior parte dei casi, gli spermatozoi scompariranno dopo circa 2-3 mesi dall’inizio del trattamento chemioterapico. Per questo motivo, è fondamentale agire preventivamente.
Altri casi in cui è indicato il congelamento dello sperma sono i seguenti:
- Pazienti che si stanno sottoponendo a vasectomia.
- Pazienti con scarsa qualità dello sperma.
- Pazienti con difficoltà ad ottenere il campione.
- Donatori di sperma.
- Transessuali.
- Situazioni in cui la coppia desidera maggiore flessibilità nei trattamenti di fecondazione assistita, evitando il blocco psicologico nel giorno cruciale dell'inseminazione.
Non sono necessari farmaci per congelare e conservare lo sperma. Semplicemente, l'uomo deve raccogliere un campione di sperma con una precedente astinenza sessuale di 3-5 giorni. Una volta ottenuto il campione, la sua qualità sarà analizzata in laboratorio mediante un seminogramma. Presso il Centro Clinico San Carlo di Torino, in presenza di seminali con parametri normali o lievemente deficitari, si procede con la raccolta del liquido seminale mediante masturbazione e si avviano le procedure di laboratorio di capacitazione e crioconservazione del seme.
Infine, lo sperma viene elaborato per ottenere gli spermatozoi della migliore qualità e collocato in cannucce, che vengono sigillate e conservate in una banca del seme. I campioni di sperma congelati rimarranno in magazzino fino a quando l'uomo non deciderà di avere figli. L’embriologo Antonio Alcaide ci dice che: "Il fattore limitante per il congelamento di un campione è la qualità del campione, la quantità di spermatozoi e il numero di spermatozoi che si muovono."

La Raccolta a Domicilio: Il "Teleseme" e il "Freezekit", un Passo Verso la Comodità e l'Accessibilità
Se è vero che il congelamento finale deve avvenire in un laboratorio specializzato, l'innovazione tecnologica ha aperto la strada a soluzioni che facilitano la fase iniziale della raccolta del campione a domicilio. Questa è una nuova frontiera per quegli uomini che vogliono preservare la fertilità prima di una vasectomia o di un trattamento oncologico, o per circostanze speciali, come quando le donne che vogliono rimanere incinta e, per vari motivi, sono fisicamente allontanate dai loro partner per un periodo più o meno prolungato.
L'idea che sta dietro al "teleseme" nasce dalla consapevolezza che gli uomini sono spesso i "grandi trascurati" nei trattamenti riproduttivi e che la maggior parte di loro preferisce ottenere il campione nella privacy della propria casa. Il progresso della tecnologia sta cambiando le cose e l’innovazione nell’assistenza sanitaria deve orientarsi a facilitare i processi per i pazienti.
Nel 2017, sono stati presentati i risultati di uno studio con i primi 100 pazienti, portando alla brevettazione del "Freezekit". Secondo l'esperienza degli ideatori e degli uomini che lo hanno utilizzato, è un sistema efficace, semplice e sicuro. Il Kit viene inviato direttamente all’indirizzo indicato dal paziente, che riceverà, nella data scelta, un serbatoio di azoto all’interno del quale troverà tutto il necessario per il congelamento del campione di sperma, oltre alle istruzioni con la descrizione dettagliata dei passaggi da seguire. La procedura è molto semplice e veloce. Una volta che l'uomo ha raccolto il campione e ha seguito le istruzioni per il congelamento iniziale all'interno del kit, ha 48 ore per spedire nuovamente il campione congelato all’interno del serbatoio al centro specializzato. Questo processo permette di preservare i propri spermatozoi inalterabili e poterli utilizzare in futuro, mantenendo la qualità necessaria per le tecniche di fecondazione assistita. Il congelamento di liquido seminale consiste nel conservare gli spermatozoi ad una temperatura molto bassa. In primo luogo, si analizza la qualità del campione. Inoltre, si aggiunge una sostanza (crioprotettore) per proteggere gli spermatozoi dai danni che potrebbe causare l’abbassamento della temperatura.
L'Impatto del Congelamento sulla Qualità Seminale e Fattori Determinanti
Il congelamento è un evento stressante per le cellule, ma come già accennato, gli spermatozoi lo superano molto bene. È tuttavia possibile che, al momento dello scongelamento, il campione presenti alcune alterazioni dei parametri e una riduzione della motilità complessiva, che si attesta tra il 30% e il 50%. Le variazioni della qualità post-congelamento non dipendono dalla tecnica di congelamento utilizzata, ma dalle caratteristiche biochimiche del campione stesso. Questo significa che migliori sono le caratteristiche basali del liquido seminale, migliori saranno i risultati in termini di recupero di spermatozoi mobili. Gli attuali metodi di congelamento dello sperma permettono di mantenere praticamente intatto lo sperma. Grazie ai crioprotettori che vengono utilizzati e al rapido congelamento che viene impiegato, si conservano senza subire danni e i tassi di sopravvivenza sono elevati. Una volta scongelati, gli spermatozoi avranno la capacità di riprendere la loro funzione ed il loro movimento, e potranno essere utilizzati per tecniche di fecondazione assistita.
Crioconservazione del Singolo Spermatozoo: Tecniche Avanzate
Grazie ai progressi conseguiti nell’ambito delle tecniche di crioconservazione negli ultimi anni, è possibile crioconservare anche un singolo spermatozoo utilizzando un dispositivo di nuova generazione. Questa tecnica è particolarmente utile in casi estremi, come l'azoospermia (assenza di spermatozoi nell'eiaculato), dove è necessario recuperare gli spermatozoi direttamente dai testicoli (MESA-TESA) o quando il numero di spermatozoi disponibili è estremamente limitato. Una volta individuato, lo spermatozoo è prelevato con un microago, (diametro interno 7mm, ricordiamo che 1mm è la millesima parte di un mm), comandato da un sofisticato strumento denominato micromanipolatore, e depositato nel minuscolo pozzetto del dispositivo contenente un microlitro soluzione con il crioprotettore. Si procederà quindi con il recupero dello spermatozoo, dalla goccia contenente il crioprotettore, che verrà trasferito nel medium di coltura dove recupererà la sua motilità. Nei pazienti oncologici che si rivolgono alle banche del seme, è stata riportata una percentuale di azoospermia variabile tra il 3,9% e il 13% e la crioconservazione del liquido seminale non è quindi possibile in tali casi senza tecniche di recupero avanzate. Il tessuto, posto in una capsula di Petri contenente un terreno di coltura, viene sminuzzato in piccoli frammenti utilizzando appositi aghi.

Congelamento del Tessuto Testicolare: Una Prospettiva Sperimentale
Il congelamento dei tessuti testicolari è una tecnica sperimentale che è raccomandata nei casi di giovani maschi che non hanno raggiunto la pubertà, e quindi non possono congelare il loro sperma attraverso l'eiaculazione. Il processo è simile al congelamento del tessuto ovarico. Si tratta di rimuovere piccoli frammenti della corteccia dei tubuli seminiferi dei testicoli, dove si trovano le cellule germinali degli spermatozoi. Questo tessuto viene poi congelato fino a quando non può essere utilizzato.
Preservazione della Fertilità Femminile: Un Quadro Completo di Tecniche e Considerazioni
Oggi, il numero di donne che scelgono di preservare la loro fertilità è cresciuto notevolmente. La causa principale di questo aumento è stata la tendenza sempre più marcata a ritardare la maternità, sia per il ritmo di vita che per la situazione socio-economica in cui viviamo.
Vitrificazione degli Ovuli: L'Opzione più Diffusa
La vitrificazione degli ovuli è una tecnica di riproduzione assistita che consiste nella crioconservazione ultraveloce delle uova a basse temperature. Le uova sono conservate congelate in serbatoi di azoto liquido chiamati banchi di uova per un tempo illimitato, mantenendo le sue caratteristiche fisiche e funzionali. Pertanto, il vantaggio principale della vitrificazione degli ovociti è che mantiene sempre la qualità degli ovociti fino a quando la donna decide di utilizzarli.
Per poter vitrificare gli ovuli è necessario che la donna somministri il farmaco ormonale che farà maturare più ovuli in una volta sola. Si tratta di un processo di stimolazione ovarica controllata, che richiede un monitoraggio ecografico e ormonale costante. Dopo un periodo di circa 10-14 giorni, quando i follicoli ovarici hanno raggiunto le dimensioni adeguate, si procede con l'aspirazione degli ovuli direttamente dall'ovaio mediante puntura follicolare, una procedura minimamente invasiva eseguita in anestesia. Le uova ottenute vengono poi congelate con il metodo della vetrificazione e conservate nella banca delle uova a tempo indeterminato. Quando una donna vuole diventare madre, dovrà ricorrere alla fecondazione in vitro (FIVET) con i suoi ovuli congelati.

Criopreservazione degli Embrioni: Vantaggi e Implicazioni Etico-Legali
Un'alternativa alla vetrificazione degli ovociti offerta alle coppie eterosessuali è il congelamento degli ovociti fecondati, quando hanno già iniziato a dividersi, cioè il congelamento degli embrioni. Il processo di congelamento degli embrioni è simile a quello della vitrificazione delle uova. Gli embrioni vengono inseriti in un mezzo crioprotettivo e messi in cannucce di vitrificazione. Le cannucce vengono poi conservate in un banco di embrioni, dove rimangono congelate in azoto liquido fino al loro utilizzo.
Anche se la tecnica di vitrificazione degli ovociti è migliorata molto negli ultimi anni, ha ancora alcuni difetti e una percentuale di ovociti crioconservati può essere persa durante la devitrificazione. Tuttavia, nel caso degli embrioni crioconservati, la possibilità di perdere gli embrioni nella devitrificazione è minore. Quindi, se guardiamo solo il lato tecnico, la risposta a questa domanda sarebbe che è meglio crioconservare gli embrioni che gli ovociti.
Ma prima di prendere la decisione di sottoporsi a un trattamento di FIVET per crioconservare gli embrioni, bisogna tener conto che l'obiettivo della crioconservazione, in questa situazione, è di rimandare la maternità, e la donna o la coppia che desidera crioconservare gli embrioni deve considerare la possibilità che la sua situazione personale possa cambiare in futuro. Nel caso delle coppie, devono tenere presente che gli embrioni sono affiliati ad entrambi i genitori, per cui, in caso di separazione della coppia, la donna non potrebbe disporne liberamente, dovendo ottenere il consenso dell'uomo per utilizzarli, tenendo presente che il frutto della gestazione sarebbe affiliato a lui, cioè sarebbero suoi figli. Nel caso di donne single che desiderano conservare gli embrioni generati con sperma donato, devono anche considerare l'opzione di trovare un partner in futuro, nel qual caso, a meno che non mantengano una riserva ovarica adeguata, non potrebbero avere figli biologici insieme. In breve, la crioconservazione degli embrioni è una tecnica con un miglior tasso di risultati, ma non è esente da problemi futuri nel caso in cui le condizioni sociali della donna cambino quando arriva il momento di utilizzare gli embrioni.
Metodi Sperimentali e Chirurgici: Trasposizione Ovarica e Congelamento del Tessuto Ovarico
La trasposizione ovarica, nota anche come ovariopessia, è un metodo per preservare la fertilità femminile che previene possibili lesioni alle gonadi in caso di cancro. Questa tecnica consiste nello spostare le ovaie in un'altra parte del corpo, con lo scopo di allontanarle dal luogo in cui deve essere eseguita la radioterapia. Una volta completato il trattamento del cancro, le ovaie vengono riportate nella loro posizione originale.
Il congelamento del tessuto ovarico è una tecnica sperimentale, quindi non è ancora ampiamente diffusa nella pratica clinica standard. Questo metodo di conservazione sarebbe raccomandato per le ragazze in età prepuberale con diagnosi di cancro. La procedura di congelamento del tessuto ovarico prevede una biopsia per rimuovere piccoli pezzi della crosta delle ovaie della donna, dove gli ovuli si sviluppano da adulti. Va notato che la corteccia delle ovaie delle ragazze in età prepuberale contiene le cellule precursori degli ovuli. Il tessuto immaturo estratto viene sezionato in fogli sottili e congelato in azoto liquido. Più tardi, una volta confermata la scomparsa del cancro e raggiunta l'età adulta, queste placche si autotrapiantano nell'ovaio o in un'altra parte del corpo, come il braccio, con l'obiettivo di ripristinare la funzione ovarica.
Considerazioni sull'Età per la Preservazione Ovarica: Un Fattore Critico
Per quanto riguarda la preservazione della fertilità femminile, l'età della donna al momento della crioconservazione è un fattore determinante per il successo futuro. L'età più consigliabile per la conservazione della fertilità è prima dei 35 anni, poiché da quell'età in poi la qualità degli ovuli diminuisce considerevolmente. Con l'aumentare dell'età di una donna, la quantità e la qualità dei suoi ovuli diminuisce rapidamente, soprattutto dopo i 38 anni. Gli ovuli delle donne anziane hanno più probabilità di avere anomalie genetiche e cromosomiche. Pertanto, le donne dai 40 anni in su avranno una qualità degli ovociti più scarsa e una bassa riserva ovarica, rendendo il trattamento meno efficace. Tuttavia, questo dipende da ogni paziente, e ogni caso deve essere esaminato individualmente, poiché ci sono donne più anziane (37-39) in cui questo trattamento di conservazione della fertilità può essere vantaggioso. Non c'è un limite di età massimo per congelare gli ovuli, si può fare quando si vuole, tuttavia, l'ideale è farlo quando la donna è giovane e i suoi ovuli sono di buona qualità. In questo modo, ci sarà una maggiore possibilità di successo quando il trattamento di fecondazione in vitro viene fatto per avere figli.
Aspetti Legali, Etici e di Sicurezza nella Crioconservazione
L'accesso e la gestione dei campioni biologici presso le Biobanche sono regolati da una normativa europea, recepita anche dall’Italia con la legge 16 del 25 gennaio 2010. Queste regolamentazioni mirano a garantire la massima sicurezza, la tracciabilità e la tutela della privacy dei pazienti.
Screening Infettivologico e Identificazione:Per adempiere ai decreti legislativi attualmente in vigore, è necessario che i pazienti eseguano esami infettivologici (VDRL-TPHA, markers epatite B, anticorpi anti - HCV e HIV) che attestino la presenza o assenza di tali agenti infettivi nel sangue del paziente. Questo screening è fondamentale per evitare la potenziale dispersione di microrganismi nel contenitore di crioconservazione ed il potenziale inquinamento degli altri campioni seminali in esso contenuti. È altresì indispensabile che il paziente si presenti munito di documento di identità valido per l'accertamento di identità, garantendo la corretta attribuzione e gestione dei campioni.
Processo di Laboratorio e Tracciabilità:La presenza di detriti, o leucociti nel campione seminale richiede una preparazione che ne permetta l’eliminazione e migliora la qualità del campione. In seguito si procederà con l’aggiunta del crioprotettore e il caricamento in dispositivi adeguati e opportunamente contrassegnati al fine di mantenere un’assoluta tracciabilità. Ogni contenitore, (DEWAR) è collegato ad una centralina che monitora costantemente la temperatura e il livello d’azoto. La legge in materia di Riproduzione Assistita vigente nel nostro paese stabilisce il quadro giuridico ai sensi del quale può essere effettuata questa tecnica. L’Instituto Bernabeu, ad esempio, è stato pioniere nella creazione di una delle prime banche di liquido seminale in tutta la Spagna nel 1985. Da allora, sono state adattate tutte le misure tecnologiche e di sicurezza necessarie e appropriate, adottando normative come la ISO 9001 per la gestione della qualità.

L'Investimento Economico nella Preservazione della Fertilità
I costi associati alla preservazione della fertilità variano significativamente a seconda della tecnica scelta e della complessità del processo.
Costi del Congelamento dello Sperma:La tecnica più semplice ed economica è il congelamento dello sperma, che costa tra i 200 e i 700 euro. È importante valutare il costo, non soltanto per la spesa del processo di congelamento del liquido seminale in sé, ma anche per eventuali campioni multipli. In alcuni casi, infatti, potrebbero richiedersi diversi campioni del liquido seminale, pertanto sarebbe necessario accumulare diversi congelamenti per assicurare un numero adeguato di spermatozoi per futuri trattamenti.
Costi del Congelamento di Ovuli ed Embrioni:Il congelamento delle uova e degli embrioni sono tecniche più complesse e laboriose, quindi il loro costo è più alto. Il congelamento degli embrioni può costare tra 3.500 e 6.000 euro, mentre il congelamento delle uova costa tra 2.500 e 4.000 euro. In entrambi i casi, è necessario un processo di stimolazione ormonale. Ciò implica un costo aggiuntivo di 1.000 a 1.200 euro per il farmaco, che di solito non è incluso nel prezzo di base della procedura di crioconservazione. Presso il Centro Clinico San Carlo di Torino, le donne interessate alla crioconservazione dei propri ovociti vengono sottoposte ad una accurata visita specialistica ginecologica con ecografia transvaginale, un costo iniziale che precede la procedura di stimolazione e prelievo.