La questione della fertilità in età avanzata rappresenta una delle sfide più complesse e sentite della ginecologia moderna. Molte donne mi chiedono se a 45 anni e anche oltre è possibile rimanere incinta naturalmente. Spesso queste coppie arrivano al controllo dal ginecologo per problemi di fertilità, per cui hanno provato con i rapporti mirati a rimanere incinta senza risultato; alcune di queste coppie infertili raccontano di numerosi aborti spontanei. È essenziale affrontare questo argomento con estrema trasparenza, distinguendo tra il desiderio legittimo di maternità e la realtà biologica, spesso ignorata o sottovalutata a causa della narrazione mediatica.
La realtà biologica della fertilità femminile dopo i 40 anni
È davvero possibile concepire spontaneamente a 45 anni? La risposta è sì, ma le limitazioni e le difficoltà non sono da sottovalutare. La probabilità di rimanere incinta a 45 anni è dell'1% per ogni tentativo mensile durante il periodo fertile, con ovulazione avvenuta. L'apice della fertilità si raggiunge attorno ai 20-25 anni per poi diminuire in maniera forte dopo i 35 anni e drastica dopo i 40 anni di età. Mediamente la menopausa sopraggiunge a 51 anni, ma già a 44-45 anni è molto difficile che si instauri una gravidanza. Statisticamente le possibilità scendono al 5%.

La grande differenza tra uomo e donna, in termini di fertilità, sta nel fatto che gli uomini, nel corso della loro vita, producono continuamente nuovi spermatozoi, mentre le donne nascono avendo già nelle ovaie tutti gli ovociti che useranno nella loro vita fertile. Quando il feto femminile si trova alla ventesima settimana di sviluppo, le sue ovaie contengono già fino a 6-7 milioni di ovociti, alla nascita il numero si riduce a 1-2 milioni e continuerà a diminuire. Al momento della pubertà una donna dispone di 200-500 mila ovociti nelle ovaie, e ne userà solo 400-500 in tutto nel corso della sua vita fertile.
I cambiamenti sociali e degli stili di vita hanno portato le donne a studiare e costruirsi una carriera, con la conseguenza di posticipare il momento della ricerca di una gravidanza. Allo stesso tempo la costruzione di una relazione stabile e la formazione della famiglia, rispetto al passato, non è oggi un obiettivo così primario. Ma, mentre l’uomo può attendere e posticipare questo momento senza precludersi la possibilità di avere dei figli, per la donna ci sono limiti imposti dalla natura e che non è corretto ignorare.
Rischi genetici e complicazioni ostetriche
I rischi per i figli nati da madre di 45 anni sono noti. Hanno un aumento del rischio di malattie genetiche o cromosomiche, la più frequente ad esempio la Sindrome di Down. A 45 anni il rischio di un figlio Down è di 1 su 30-40 gravidanze, a 40 anni il rischio si riduce a 1 su 100 gravidanze, a 35 anni 1 su 350-380 e infine a 25 anni è di 1 su 1250-1450 gravidanze. A 45 anni infatti aumenta il rischio che l'ovulo o ovocita abbia una divisione cromosomica anomala e il risultato è appunto la sindrome di Down. Chiaramente parliamo della malattia genetica più frequente, ma esiste rischio aumentato per molte malattie genetiche con percentuali di rischio inferiori.
Oltre ai rischi cromosomici, i pericoli per una donna di 45 anni di avere un figlio sono legati al rischio di diabete gestazionale, ritardi di crescita del bambino, ipertensione, Gestosi, Parto prematuro e Taglio cesareo. In più, spesso dopo i 40 anni si assiste alla presenza in utero di fibromi e polipi, che sono da ostacolo alla gravidanza. Inoltre, il 35% circa delle donne tra i 40 ed i 45 anni ha un aborto spontaneo laddove arriva al concepimento, proprio perché tali gameti sono danneggiati. Tale percentuale sale oltre il 50% dopo i 45 anni.
Diagnosi precoce e monitoraggio
Oggi tutte le gravide, soprattutto quelle di età avanzata, effettuano l'esame del DNA Fetale o NIPT, che riesce, tramite un semplice prelievo di sangue dalla madre, a ricavare il DNA circolante del feto ed è eseguibile dalla 10ª settimana di gravidanza. Questo strumento è fondamentale per una gestione consapevole della gravidanza, ma non esime dalla necessità di una pianificazione attenta prima del concepimento.
Se dopo sei mesi di tentativi non sei riuscita a concepire, dovresti rivolgerti a un centro per la fertilità qualificato. Con i primi test di base, come il dosaggio di FSH e AMH (ormone antimulleriano) ed ecografia con conteggio follicolare (AFC), lo specialista potrà avere già un’idea chiara della situazione. È fondamentale richiedere al proprio ginecologo una valutazione della riserva ovarica quando si è giovani (tra i 25 e i 30 anni) per poter fare scelte consapevoli.
I marcatori più attendibili nella definizione della riserva ovarica
Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): Vantaggi e limiti
Molte coppie che vengono per una visita ginecologica mi dicono che tante loro amiche a 45 anni e oltre hanno avuto gravidanze e hanno figli assolutamente sani. Tuttavia, è bene ricordare che molte di queste storie di successo, spesso legate a celebrità del jet-set, sono il risultato di trattamenti di PMA. Se si vuole rimanere incinta a 45 anni e oltre, la coppia dovrebbe seriamente prendere in considerazione l'idea di una Fecondazione Assistita.
La fecondazione in vitro (FIVET/ICSI) ha numerosi vantaggi, tra cui la stimolazione ovarica, che induce le ovaie a produrre quanti più follicoli possibili, permettendo di selezionare l'ovocita di migliore qualità. A questo si aggiunge la selezione dei migliori spermatozoi. Inoltre, le pazienti di 45 anni che effettuano una fecondazione assistita con i propri ovuli fanno, nella quasi totalità dei casi, la diagnosi preimpianto (PGT) sugli embrioni prodotti in modo da indagare prima la presenza di eventuali malattie genetiche.
Tuttavia, bisogna essere corretti, trasparenti e sinceri con le coppie infertili: se i parametri di riserva ovarica (AMH e conta dei follicoli antrali) indicano un esaurimento ovarico, non ha senso fare la tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita con i propri ovuli. False aspettative possono creare grandi delusioni e perdita di tempo prezioso.
L'alternativa dell'ovodonazione
Nei casi in cui il ginecologo non abbia trovato le condizioni adatte per una fecondazione assistita con i propri ovuli - per riserva ovarica bassa o ripetuti fallimenti - la strada più sicura e probabile per avere un figlio a 45 anni è la Fecondazione Assistita con OVODONAZIONE (eterologa).
In sostanza si tratta di una fecondazione in vitro dove si utilizzano ovuli di una donatrice che vengono fecondati con gli spermatozoi del partner. Gli embrioni arrivano allo stadio di blastocisti e vengono inseriti in utero. La futura madre realizza il sogno di partorire il proprio figlio, non affronta la stimolazione e ha una percentuale di rischio per malattie genetiche molto più bassa, compatibile con la giovane età della donatrice. Le probabilità di gravidanza con ovodonazione sono altissime: possono variare dal 50% al 70% per singolo tentativo e possono arrivare all'85% considerando più trasferimenti embrionali.

Considerazioni finali sulla menopausa e l'età
Con la menopausa, la capacità di diventare madri si esaurisce poiché si esaurisce il numero di ovociti. Negli anni precedenti alla menopausa, stiamo parlando di donne in menopausa precoce o in fase di premenopausa, è possibile che si verifichino gravidanze, ma è un'eventualità rara. Dopo i 50 anni, rimanere incinta per vie naturali è un evento eccezionale, al limite dell'incredibile.
Se una donna è in buono stato di salute può portare a termine una gravidanza, pur con alcuni rischi, grazie all'uso di ormoni che preparano l'utero ad accogliere l'embrione. È importante sottolineare che il vero limite non è l'età della madre, ma l'età degli ovociti e la loro qualità. La maternità tardiva è diventata quasi una "normalità", ma è fondamentale essere ben informati sulla realtà biologica per evitare che il desiderio di maternità si scontri con una fisiologia che, dopo i 45 anni, richiede quasi inevitabilmente un supporto medico specialistico.
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