Il federalismo come comportamento politico e sociale: una prospettiva indipendente

Il federalismo, nel dibattito politico e filosofico contemporaneo, non rappresenta soltanto una forma di organizzazione istituzionale, ma un vero e proprio "comportamento indipendente". Per comprendere appieno questa definizione, è necessario spogliarsi delle letture puramente tecniche o mitologiche che spesso oscurano il valore profondo di questa scelta. Il federalismo moderno, infatti, non è una dottrina statica, ma una risposta attiva alla crisi degli Stati nazionali.

rappresentazione grafica di una rete di poteri decentralizzati e cooperativi

Il federalismo come scelta consapevole

Nel processo normale di formazione di un cittadino, generalmente, c’era una ideologia precedente - chi liberale di sinistra, chi marxista - che sotto l’impatto dell’azione politica e del fallimento degli schemi tradizionali d’azione si era costretti a rivedere. La società non forma federalisti in modo automatico; ci sono dei federalisti di "recupero". Il grosso problema, quindi, è quello di mettere in contatto il federalismo con i giovani, nel momento in cui si sta formando il loro orientamento politico e sociale. Il federalismo diventa una priorità solo se l’alternativa politica non è più vissuta come un’esperienza liberale, democratica o socialista, fatto che, praticamente, immette chi agisce nel quadro della politica nazionale, e lo tiene lì dentro.

La fondazione del federalismo come comportamento politico avviene con Spinelli, nella famosa frase del Manifesto di Ventotene dove la priorità è data non dal liberalismo, dalla democrazia o dal socialismo: l’espressione di Spinelli è che non si cambia la situazione introducendo un po’ più di liberalismo, di socialismo ecc., ma constatando l’alternativa a livello internazionale. È qui che il federalismo si distacca dal mito per farsi prassi.

Archetipi e variazioni: dall'America all'Europa

La prima esperienza di federalismo si rinviene negli Stati Uniti d’America alla fine del XVIII secolo a seguito del fallimento del modello confederativo. Il modello confederativo prevede che l’organizzazione del potere politico avvenga attraverso l’unione di più stati indipendenti i quali adottano un Trattato Internazionale per garantire sicurezza al proprio interno. La soluzione fu quella di stabilire delle materie nelle quali il potere centrale poteva deliberare e le decisioni assunte a livello centrale producessero immediatamente i loro effetti per gli Stati membri.

Il punto di forza di questa formula fu quello di rinvenire la propria fonte nella considerazione che il potere emana dal popolo il quale esercita direttamente detto potere attraverso i propri rappresentanti. Lo Stato federale nato con la costituzione degli Stati Uniti del 1787 è il frutto di alcune decisioni contenute nella disposizione fondamentale e che sono stati i pilastri della nuova struttura poiché l’elemento fondamentale di detta nuova struttura è rappresentato nella nuova organizzazione territoriale.

A Philadelphia le origini degli Stati Uniti a Indipendence Hall

Tuttavia, quando confrontiamo questo modello con l'Unione Europea, notiamo subito delle divergenze fondamentali. L’Unione Europea non possiede una divisione costituzionale della sovranità tra Unione e Stati membri: questi ultimi esercitano un’importante influenza nel processo decisionale comunitario. Vi è chi ha definito l’assetto istituzionale dell’Unione Europea come un esempio di federalismo post-democratico.

Il ruolo della costituzione e la legalità

In un sistema federale, la costituzione è la norma suprema da cui deriva il potere dello Stato. Un potere giudiziario indipendente è necessario per evitare e correggere ogni atto legislativo che sia incongruente con la costituzione. Perciò, il federalismo è delimitato dalla legalità. Come sostenuto ne Il Federalist, il federalismo aiuta a concretizzare il principio del governo della legge, limitando l’azione arbitraria da parte dello Stato.

Il federalismo può limitare il potere del governo di violare i diritti, poiché esso crea la possibilità che se il potere legislativo desidera ridurre la libertà, non ne avrà il potere costituzionale, mentre il livello di governo che possiede tale potere non ne avrà il desiderio. L'argomento che il federalismo aiuta ad assicurare la democrazia e i diritti umani è stato influenzato dalla teoria contemporanea della scelta pubblica.

Federalismo fiscale, amministrativo e locale

Il federalismo fiscale è una dottrina economico-politica volta a instaurare una proporzionalità diretta fra le imposte riscosse da un certo ente territoriale e le imposte effettivamente utilizzate dall'ente stesso. Con l'avvento del federalismo fiscale e del federalismo demaniale gli enti locali hanno la possibilità di gestire il patrimonio a loro affidato. Grazie a questi nuovi poteri, per esempio, è possibile decidere di vendere immobili in disuso e terreni abbandonati.

Accanto a queste forme, il federalismo amministrativo e municipale mira a rispondere a una realtà globale in cui il vecchio Stato-nazione risulta ormai inadeguato: troppo piccolo per rispondere ai grandi problemi e alle sfide della globalizzazione; troppo grande per risolvere le questioni locali. Gli Stati sembrano "essere diventati troppo grandi per le cose piccole, e troppo piccoli per le cose grandi".

schema del federalismo fiscale e flussi di entrate locali

Verso un'integrazione delle competenze

Sebbene federalismo e regionalismo siano assetti istituzionali diversi a livello qualitativo, entrambi perseguono lo scopo di fornire una soluzione all’esigenza di far coesistere al tempo stesso unità e autonomia nell’ambito della forma organizzativa dello Stato moderno. Il modello di federalismo cooperativo, come quello tedesco (kooperativer Föderalismus), mostra come la collaborazione tra Stato federale e Stati membri possa arricchire il processo decisionale.

In questo contesto, il principio di sussidiarietà diviene il cuore pulsante del sistema: l'Unione europea, con l'eccezione delle materie nelle quali ha la competenza esclusiva, può intervenire solo nella misura in cui gli stati membri non si dimostrino in grado di raggiungere in maniera sufficientemente efficace ed efficiente gli obiettivi comuni.

Il federalismo, dunque, non è una negazione dell'identità, ma la sua espansione in un ambito dove l'ambizione individuale e collettiva può misurarsi su scala continentale, superando il vicolo cieco della sovranità nazionale intesa come chiusura. La sfida attuale consiste nel trasformare questa intuizione in una pratica politica quotidiana che coinvolga le nuove generazioni, sottraendole all'auto-mistificazione del nazionalismo ancora dominante nelle strutture educative e sociali odierne.

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