Il suolo, una risorsa intrinsecamente non rinnovabile e pilastro fondamentale della vita sulla Terra, costituisce l'ambiente primario e la condizione essenziale per le colture che nutrono gli esseri umani, gli animali domestici e la fauna selvatica. La sua importanza è celebrata in occasioni significative come la Giornata mondiale del suolo, che ricorre il 5 dicembre, un'iniziativa globale volta a promuovere una gestione sostenibile di questa risorsa insostituibile. Allo stesso modo, il 22 aprile, la Giornata della Terra, diventa per i dottori agronomi e i dottori forestali un momento cruciale per riflettere su come orientare il proprio agire verso la sostenibilità, ricercando un equilibrio costante tra il progresso umano e la capacità rigenerativa del nostro Pianeta.
Un uso sostenibile del suolo è essenziale, poiché consente di conservarne inalterate le caratteristiche chimiche, che sono fondamentali e garantiscono lo svolgersi dei cicli del carbonio e dei nutrienti, elementi cruciali per la produzione primaria. Ma non solo le proprietà chimiche sono vitali; l'uso sostenibile ne preserva anche quelle fisiche, le quali hanno un ruolo altrettanto fondamentale nella regolazione dei flussi dell’acqua, dei gas e degli elementi chimici. "Il suolo deve essere considerato un essere vivente, che deve essere correttamente gestito," è un principio guida che sottolinea la necessità di un approccio consapevole e responsabile. Considerando che la maggior parte delle piante non può esistere senza terra, è di vitale importanza utilizzare questa risorsa in modo adeguato, assicurando così cibo a sufficienza per il futuro e materiali per esigenze tecniche, come tessuti o combustibile. Il suolo, infatti, rappresenta la base fondamentale dei sistemi naturali e dell'agricoltura, essendo un elemento vivo che ospita circa un quarto della biodiversità del Pianeta ed è indispensabile per la produzione di cibo. Rappresenta inoltre un enorme contenitore di servizi ecosistemici di valore inestimabile, come il ciclo dell’acqua o lo stoccaggio di carbonio, evidenziando il suo ruolo multifunzionale e irrinunciabile.
Il Valore Inestimabile del Suolo e il Rischio del suo Degrado
Il suolo, nella sua complessità, è molto più di un semplice substrato; è una matrice dinamica e vivente che influenza direttamente la nostra esistenza. La sostanza organica del suolo, per esempio, rappresenta la più grande riserva di carbonio organico a livello terrestre. Il sistema suolo agisce come un enorme serbatoio di carbonio (un cosiddetto "carbon sink"), con la capacità di sequestrare l’anidride carbonica (CO2) dall'atmosfera e di ridurne la quantità che vi viene immessa. Questo processo è cruciale nel contrastare i cambiamenti climatici. Ogni pianta coltivata o spontanea, agricola o forestale, assume anidride carbonica dall’aria e, con l'aiuto della luce solare e dell’acqua, la converte in zuccheri che vengono poi rilasciati nel terreno, dove alimentano i microrganismi che contribuiscono alla fertilità e alla struttura del suolo stesso. "Frequentemente trascuriamo ciò che è sotto la superficie, che non vediamo, anche quando è fondamentale per la vita sulla Terra," una considerazione che ci invita a guardare oltre l'immediato e a riconoscere il valore profondo di questa risorsa silenziosa ma potente.
Purtroppo, la realtà odierna mostra un quadro preoccupante. In molti contesti produttivi, il degrado e la perdita dei suoli produttivi rappresentano una minaccia diretta e gravissima per l'agricoltura stessa. Le minacce al suolo sono molteplici e interconnesse: l'urbanizzazione galoppante, l'erosione, l'acidificazione, l'inquinamento chimico e l'impoverimento dei nutrienti sono considerati tra i problemi più significativi a livello globale per la produzione agricola e, di conseguenza, per la sicurezza e la sostenibilità alimentare. L'Italia non è immune a questo fenomeno; in un periodo di 25 anni, abbiamo perso il 28% dei terreni coltivabili e fertili, un dato allarmante che si inserisce in un contesto mondiale dove un terzo dei suoli è già soggetto a degradazione.

Un problema particolarmente sentito, specialmente negli ambienti collinari dove insistono sistemi colturali intensivi come i vigneti, è il fenomeno dell'erosione idrica del suolo. Questa consiste nell'asportazione della sua parte superficiale, che è solitamente la più dotata di sostanza organica, e determina una perdita significativa di suolo, di fertilità e di biodiversità, con inevitabili effetti di degrado ambientale e di perdita economica. Il "Piano Pro-Viterre," ad esempio, ha avuto come obiettivo la valutazione di alcune delle principali tecniche di gestione del terreno, come l'inerbimento permanente, la lavorazione, la lavorazione a file alterne e l'inerbimento artificiale temporaneo, applicate nella viticoltura collinare. Scopo di tale piano era verificare il loro effetto sulla protezione del suolo dall’erosione idrica superficiale e sul mantenimento o aumento della sostanza organica. Le verifiche e le valutazioni previste hanno incluso appositi monitoraggi eseguiti tramite osservazioni in campo, studio dei suoli, campionamento e analisi chimiche in aziende vitivinicole situate in ambienti pedologici diversi. Inoltre, per approfondire gli effetti di tali pratiche sulla crescita della vite e sul suolo, sono state previste specifiche attività in un sito dimostrativo collocato in un ambiente pedologico rappresentativo della viticoltura di collina. Il progetto, ora concluso, rappresenta un esempio concreto dell'impegno nella ricerca di soluzioni pratiche.
La Rivoluzione delle Buone Pratiche Agricole per la Conservazione del Suolo
Di fronte a queste sfide, la scelta delle pratiche agricole assume un ruolo fondamentale nel controllo dell’erosione e nel mantenimento della fertilità del suolo. Prendersi cura e preservare il nostro suolo è il punto cruciale dell'agricoltura, sia convenzionale che ecologica. La conservazione del suolo si definisce come l'insieme di tecniche e pratiche agricole che prevengono la distruzione, il degrado, l'erosione, l'esaurimento dei nutrienti e la saturazione di sostanze chimiche, considerando che tutto ha origine dal suolo. Le tecniche di conservazione del suolo sono orientate a un uso a lungo termine, pensando alle generazioni future. Adottando le misure adeguate e seguendo i consigli tecnici specifici a seconda dei momenti, gli agricoltori possono aumentare i rendimenti produttivi dei campi e dei suoli per gli anni a venire.
I benefici derivanti dall'adozione di buone pratiche agricole per la conservazione del suolo, sebbene possano non essere chiaramente visibili a breve termine, si manifestano con evidenza nel lungo periodo, e i risultati lo dimostrano concretamente. Tra questi vantaggi si annoverano un aumento della fertilità del suolo, una riduzione dell'erosione, una diminuzione dell'inquinamento ambientale e, soprattutto, il raggiungimento della sostenibilità ecologica. Praticando le attività agricole con la massima cura, si ottengono molteplici benefici che si riverberano sull'ambiente e sulla produzione. Innanzitutto, si assiste a una maggiore produttività del terreno, poiché una buona conservazione ne aumenta la fertilità intrinseca. Questo porta a una riduzione della dipendenza da prodotti chimici nocivi, diminuendo non solo l'impatto ambientale ma anche i costi di produzione. La conservazione del suolo promuove l'infiltrazione dell'acqua e ne aumenta lo stoccaggio nel terreno, rendendola più disponibile per le colture e mitigando gli effetti della siccità. Inoltre, favorisce la semina diretta rispetto alle vecchie tecniche di aratura intensiva, che tendono a ridurre l'umidità del suolo, provocando l'evaporazione e causando screpolature. L'importanza della conservazione del suolo è inestricabilmente legata alla riduzione dell'erosione e dell'impoverimento. Essa contribuisce anche alla purificazione dell’aria e dell’acqua, poiché la terra agisce da filtro naturale per purificare l’acqua. La conservazione del suolo mitiga la concentrazione di agenti inquinanti e sedimenti e, a sua volta, l’acqua è una condizione fondamentale per dissolvere i nutrienti essenziali per le piante. Anche la fissazione del carbonio nel suolo e la riduzione dell’uso di prodotti chimici contribuiscono significativamente alla purezza dell’aria. Infine, un suolo sano fornisce cibo e riparo alla fauna, sostenendo la biodiversità complessiva dell'ecosistema.
TEMA 1 - Conservazione del suolo
Gli obiettivi delle tecniche di conservazione sono chiari: aumentare e mantenere la biodiversità delle eco-comunità che aggiungono materia organica, favorire la decomposizione degli organismi perenni per liberare sostanze nutritive e migliorare l'infiltrazione dell'acqua e l'aerazione del terreno. I diversi tipi di metodi di conservazione del suolo lavorano sinergicamente per prevenire il deflusso, l’inquinamento e la sedimentazione nei corpi idrici, e per proteggere il suolo nudo dalla screpolatura e dall’erosione causate da acqua, vento e calore eccessivo. Per una corretta conservazione del suolo, sono necessari tre passi fondamentali: una conoscenza completa dell'uso delle risorse del suolo, l'individuazione delle zone critiche attraverso il monitoraggio e il controllo dei campi, e il controllo dell’efficacia delle tecniche di conservazione del suolo applicate con un'analisi della loro efficienza. Queste azioni strategiche permettono di ottenere un rendimento ottimale sia nel presente che nel futuro, senza dover dipendere eccessivamente da prodotti chimici esterni.
Il Legame Indissolubile tra Suolo e Acqua: Sfide e Soluzioni
La stretta relazione tra attività legate all’agricoltura e quelle di gestione sostenibile delle risorse ambientali è innegabile, soprattutto se si considera che l’agricoltura è tra i settori che maggiormente incidono sui cambiamenti climatici e che, a sua volta, ne subisce gli effetti più significativi. Il passaggio verso modelli di produzione sostenibili in agricoltura, silvicoltura e pesca richiede un’attenzione specifica per la gestione e conservazione delle risorse naturali, in particolare suolo, acqua e biodiversità.

Le future strategie di intensificazione agricola dipendono essenzialmente dal potenziale sia dell’agricoltura pluviale che di quella irrigata. In generale, la produttività dell’agricoltura pluviale in contesti di sviluppo è notevolmente inferiore rispetto a quella praticata in irriguo, ma entrambe sono cruciali per la sicurezza alimentare globale. L'uso di acque non convenzionali, tra cui le acque reflue trattate a scopo agricolo, necessita di sistemi ad alta efficienza idrica, tecnologicamente innovativi e complessi per garantirne la sicurezza e la sostenibilità. L'azione di organismi come l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) nel settore della gestione delle risorse idriche in ambito agricolo si focalizza di conseguenza in contesti agricoli dove l’impatto della migrazione è più rilevante. In buona parte dei contesti operativi dell’Agenzia, soprattutto se caratterizzati da climi aridi e semi-aridi, l’accesso fisico ed economico a terra e acqua rappresenta un serio impedimento per lo sviluppo della pratica agricola e della produttività, rendendo la gestione integrata di suolo e acqua una priorità assoluta.
Soluzioni Innovative: Agroforestali e Sequestro del Carbonio
Esistono differenti approcci per costruire sinergie tra una maggiore valorizzazione e conservazione delle risorse, una maggiore produttività e crescita economica sostenibile, e una maggiore diversificazione e qualità dei prodotti. Tra questi, è fondamentale richiamare l’impegno dell’Italia a sostegno della "Climate Smart Agriculture," un approccio che mira a trasformare e riorientare i sistemi agricoli per sostenere efficacemente lo sviluppo e garantire la sicurezza alimentare di fronte al cambiamento climatico.
Tra le Buone Pratiche Agricole (BPA), l’Agenzia considera i sistemi agroforestali come elementi fondamentali dello sviluppo di un territorio e base per la produzione alimentare sostenibile. Questi sistemi operano nel rispetto dell’ambiente e affrontano attivamente le minacce dei cambiamenti climatici attraverso attività di adattamento. I sistemi agroforestali sono sistemi produttivi agricoli misti che prevedono la combinazione razionale di piante arboree, erbacee e arbustive. Sono gestiti con l'obiettivo di ottimizzare l’uso del suolo, diversificare la produzione in termini qualitativi e garantire una distribuzione temporale della produzione durante l’anno. Per queste caratteristiche intrinseche, i sistemi agroforestali sono storicamente e tradizionalmente adottati dalle popolazioni locali nei Paesi tropicali, dimostrando la loro efficacia nel tempo.

Il ruolo del suolo nel mitigare i cambiamenti climatici è un aspetto centrale e sempre più riconosciuto. L'agricoltura è, infatti, responsabile di circa un quinto (il 21%) di tutte le emissioni antropiche di gas serra, mentre la deforestazione incide per un ulteriore 11%. Tuttavia, proprio il suolo può trasformarsi da fonte di emissioni a soluzione. Come già menzionato, la sostanza organica del suolo rappresenta la più grande riserva di carbonio organico e un enorme serbatoio (carbon sink) capace di sequestrare la CO2. La capacità delle piante di assorbire anidride carbonica dall’aria e di convertirla in zuccheri che alimentano i microrganismi del terreno è un processo naturale fondamentale che dobbiamo valorizzare e proteggere. La crisi climatica è da anni al centro delle politiche di organizzazioni come il CONAF (Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali), che sottolinea l'urgenza di agire. Da qui deriva l'ambizione europea di avere tutti i suoli in buono stato di salute entro il 2050, un traguardo ambizioso ma raggiungibile che richiede un’azione capillare e coordinata su scala locale.
Il Ruolo Cruciale dei Professionisti e la Visione del CONAF
La salute del suolo è intrinsecamente legata alla nostra salute e al benessere della collettività. "Noi agronomi lavoriamo con il suolo, lo conosciamo e grazie al suolo otteniamo i prodotti che quotidianamente arrivano sulle nostre tavole e che mangiamo. La salute del suolo è la nostra salute, noi siamo quello che mangiamo e mangiamo quello che il suolo ci dà," questa affermazione racchiude la profonda interconnessione tra suolo, cibo e vita umana, un principio che guida l'operato dei professionisti del settore. I dottori agronomi e i dottori forestali sono i professionisti capaci di portare le conoscenze tecniche dalle università alle imprese agricole, così da accompagnare l’agricoltura verso sistemi che ottimizzino la produzione riducendo gli input e le risorse utilizzate. Il loro contributo è decisivo nel trasmettere e applicare le pratiche più innovative e sostenibili.
Esistono numerose pratiche essenziali che, se adottate, possono salvaguardare e migliorare la salute del suolo. Tra queste figurano lavorazioni appropriate e puntuali, buone pratiche di gestione agricole, sistemi rigenerativi e conservativi (come i sovesci, l’inerbimento, le trinciature e l’utilizzo mirato di sostanze organiche) e l’implementazione di un’economia circolare in agricoltura. Tutti questi approcci sono al centro della salute del suolo e, di conseguenza, della nostra salute. "Dobbiamo prenderci cura di questo ‘bene comune’ e il Made in Italy dell’agroalimentare è frutto di questa missione," un impegno che si traduce nella garanzia di qualità e sostenibilità dei prodotti agricoli italiani.
L'ambizione europea di avere tutti i suoli in buono stato di salute per il 2050 non è solo un obiettivo ambientale, ma un traguardo cruciale per le generazioni future. Questo richiede di agire ora, con un’azione capillare su scala locale, supportata dalla conoscenza e dalla professionalità. "Chi vuole produrre un vino di eccellenza sa che deve partire dall’impiantare le viti nel terreno giusto, seguirlo e curarlo con tecniche agronomiche appropriate per avere grappoli che possano esprimere al meglio l’ambiente pedoclimatico che li ha generati e vinificati correttamente, ambire a diventare vino di eccellenza." Questo esempio dalla viticoltura illustra perfettamente come la cura del suolo sia il fondamento per prodotti di alta qualità e per un'agricoltura che sia non solo produttiva ma anche rispettosa dell'ambiente e resilient all'innovazione.
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