Compost: Una Nuova Fonte di Fertilità per i Suoli e le Colture

Sacco di compost in fermentazione

Ci troviamo in un momento cruciale in cui si sviluppano mezzi non chimici per controllare le avversità e migliorare la salute e la resa delle colture. In questo contesto, il compost e i suoi derivati, come i tè di compost, stanno acquisendo un ruolo sempre più rilevante. Mentre i mezzi di biocontrollo (macrorganismi, microrganismi, sostanze naturali e semiochimici) mirano a contrastare le avversità, le sostanze biostimolanti, tra cui il compost, contribuiscono a migliorare la crescita e la produttività delle colture.

Il Compost: Dallo Scarto alla Risorsa Preziosa

Il compost, o Ammendante Compostato, è un fertilizzante organico ottenuto dal trattamento dei rifiuti organici raccolti separatamente. È un materiale che si presenta sotto forma di un terriccio molto ricco di sostanze nutritive per il terreno. Questo prezioso composto è il risultato dell’attività biologica di decomposizione dei rifiuti di tipo organico da parte di miliardi di microrganismi che, in presenza di ossigeno, trasformano la sostanza organica contenuta in humus.

La transizione verso un’economia circolare prevede l’attuazione di un modello in cui il rifiuto organico non è più solo un materiale di scarto, ma diventa la materia prima che dà vita a nuovi cicli produttivi. In quest’ottica, attuare una raccolta differenziata corretta è il primo passo per ottenere la materia prima necessaria ad avviare la produzione di compost.

Che cos'è l'Humus e Come si Differenzia dal Compost

L'humus è il termine utilizzato per descrivere la totalità di tutte le sostanze organiche presenti nel suolo. L'humus si forma naturalmente, senza intervento umano, attraverso la decomposizione e la trasformazione di materiale organico morto, di origine animale e vegetale, grazie all'azione degli organismi del suolo. La formazione di uno strato fertile di humus avviene molto lentamente; in alcune regioni, questo processo può richiedere fino a 1.000 anni per formare un centimetro di strato fertile. La parola compost deriva dall'aggettivo latino "compositus" e significa "mettere insieme" o "comporre". Mentre l'humus si crea senza l'intervento umano, per la creazione del compost è necessaria un’attiva partecipazione da parte nostra. Il compostaggio produce "humus da compost" ricco di nutrienti in un periodo relativamente "breve" (da sei a dodici mesi).

Benefici del Compost per il Suolo e l'Ambiente

Il compost è una risorsa preziosa in quanto arricchisce il terreno di materia organica che libera gradualmente sostanze nutritive di fondamentale importanza per le piante come fosforo, azoto e potassio. Inoltre, rende la struttura del terreno maggiormente porosa, accrescendone la capacità di respirare e trattenere l’acqua, riducendo il rischio di inondazioni, per rilasciarla poi lentamente alle piante che ne hanno bisogno. Accresce anche la capacità di filtrazione delle acque piovane, favorendo l’approvvigionamento dalle falde di acqua pulita. L’aggiunta di compost al terreno sostiene la vita e la biodiversità perché fornisce un habitat migliore agli organismi del suolo.

I benefici del compostaggio sono molteplici:

  • Restituire carbonio organico ai suoli: Il carbonio è la componente principale della materia organica del suolo, rappresentandone il 58%.
  • Ridurre il quantitativo di rifiuti conferiti in discarica: Ancora oggi elevate quantità di materiale organico vengono mandate in discarica o incenerimento, invece di essere restituite ai terreni agricoli, dopo il processo di compostaggio. Ciò comporta elevati costi ambientali, economici e sociali in quanto il rifiuto organico in discarica può diventare molto pericoloso, produce percolati che possono finire nelle falde acquifere con effetti negativi sulla salute dell’uomo e sul clima.
  • Ridurre le emissioni: Il processo di compostaggio contribuisce a diminuire le emissioni di gas serra.
  • Migliorare la fertilità dei suoli: Il compost fornisce nutrienti essenziali, migliora la struttura del suolo, aumenta la stabilità del terreno e aiuta a migliorare l’apporto di acqua e aria nel suolo.
  • Aumentare la capacità di ritenzione idrica del terreno: Migliorando la capacità del suolo di trattenere acqua, ne aumenta la resistenza a periodi di siccità, all’erosione e alla desertificazione.
  • Contribuire alla creazione di posti di lavoro: Uno studio dello European Compost Network (ECN) stima che se tutto il rifiuto organico europeo, pari a circa 96 milioni di tonnellate, fosse correttamente smaltito e trattato tramite processo di compostaggio si avrebbe un potenziale occupazionale pari a 91000 posti di lavoro.

Ciclo del compostaggio

Il Processo di Compostaggio: Dalla Biossidazione alla Maturazione

Il processo di compostaggio può essere realizzato sia a livello industriale che domestico. In entrambi i casi, si tratta di un processo biologico che avviene per opera di numerosi microrganismi aerobi, cioè che vivono in presenza di ossigeno, e consiste nella trasformazione di tutta la sostanza organica di partenza in un materiale scuro, uniforme, dall’odore neutro.

Il processo di compostaggio si articola in quattro fasi principali:

  1. Biossidazione: Questa fase si ha quando gli scarti organici da trattare subiscono un’intensa degradazione da parte dei microrganismi (batteri e funghi) che disintegrano prima gli elementi assimilabili più facilmente, come gli zuccheri. Questa azione comporta un consumo di ossigeno e al contempo la liberazione di anidride carbonica, acqua e sali minerali. Le temperature nel compost possono salire oltre i 50 °C, e questa attività metabolica dei microrganismi genera calore, che si accumula nel compost, contribuendo all'igienizzazione e all'eliminazione di semi di erbacce e germi patogeni.
  2. Fase Termofila: Durante questa fase, le temperature nel compost possono raggiungere i 60-70 °C, favorendo l'attività dei microrganismi termofili. Questa fase è cruciale per la sanificazione del compost, in quanto le alte temperature uccidono patogeni, uova di insetti dannosi e funghi.
  3. Fase di Raffreddamento: Una volta che gli zuccheri si sono esauriti e l'attività microbica più intensa diminuisce, le temperature iniziano a scendere.
  4. Maturazione: Le temperature continuano a diminuire e i processi biologici rallentano, ma la decomposizione continua il suo corso. In questa fase i microrganismi sintetizzano nuove molecole complesse: le sostanze umiche. Il compost pronto, o compost più stabile, richiede dai 5 ai 6 mesi di maturazione. Un compost maturo, dai 6 ai 12 mesi di maturazione, si ottiene un compost molto stabile, asciutto, dal colore scuro. È buona norma tenere il compost arieggiato ed evitare accuratamente che si compatti: il compattamento non fa circolare bene l’aria, con conseguenti marcescenze e cattivi odori.

Per ottenere un compost di qualità è fondamentale una buona raccolta differenziata degli scarti organici da avviare a compostaggio. In Italia la produzione e la commercializzazione del Compost è regolata dal Decreto Legislativo.

Compostaggio Domestico: Un Contributo Sostenibile

Il compostaggio domestico è una pratica sostenibile, economica e molto semplice, che consente di recuperare gli scarti prodotti in cucina e in giardino per trasformarli in compost, un materiale ricco di sostanze nutritive utilissimo per piante, orti e fioriere. Comportare i propri rifiuti ha molti vantaggi: il percorso verso il sito di compostaggio è breve; non ci sono lunghi tragitti di trasporto. Il compostaggio nel proprio giardino richiede poco impegno finanziario e tecnico e permette di ridurre le spese per i fertilizzanti.

3 SEGRETI per un buon compostaggio. W IL COMPOST 🤎

Requisiti per un Compostaggio Domestico Efficace

  • Scelta del Contenitore: Chi ha un giardino può usare una compostiera in plastica resistente o in legno, meglio ancora se dotata di coperchio e aperture per l’aerazione. L’ideale è che il cumulo di compostaggio poggi direttamente sul terreno per permettere agli organismi del suolo di migrare. Un composter dovrebbe essere aperto sul fondo e avere le pareti laterali con sufficienti aperture per la ventilazione. Le pareti non dovrebbero superare 1 metro di altezza per facilitare il riempimento e l'ideale sarebbe un'apertura sul davanti per la rimozione del compost. Il composter dovrebbe avere un coperchio per evitare l’ingresso di acqua piovana o semi di erbacce.
  • Dimensione del Compost: Se il compost è troppo piccolo, non può riscaldarsi adeguatamente e la decomposizione sarà lenta. Se è troppo grande, c'è il rischio che non sia ben aerato e cominci a marcire. Come linea guida, il volume del compost dovrebbe essere almeno 1 m³ con una superficie di base di circa 1 m (larghezza) x 1 m (profondità) in modo che la superficie sia il più piccola possibile rispetto al volume.
  • Bilanciamento dei Materiali: È fondamentale mescolare materie verdi ricche di azoto (erbacce, foglie, letame, frutta e verdura) a materie marroni ricche di carbonio (segatura, foglie autunnali, paglia o cartone). Il rapporto ideale tra le due frazioni è 1/3 di scarti freschi e 2/3 di scarti secchi, o per ogni 20 parti di carbonio c'è 1 parte di azoto. Questo rapporto bilanciato è cruciale, poiché troppo poco azoto rallenta il compostaggio, mentre troppo azoto può causare marciume. È consigliabile mescolare materiale secco e umido, grossolano e fine, depositato e fresco, e ricco di azoto e povero di azoto.
  • Aerazione: Per garantire che il compost sia ben aerato, il materiale dovrebbe essere posizionato in uno strato irregolare e mescolato con materiale grossolano. Ciò permette ai microrganismi di lavorare efficacemente.
  • Umidità: Il compostaggio funziona al meglio quando umidità e temperatura sono adatte all’attività di microrganismi, lombrichi e insetti. Se il compost è troppo secco, la decomposizione rallenta; se è troppo bagnato può diventare maleodorante e anaerobico. È importante annaffiare il compost se necessario, utilizzando acqua normale o urina diluita con acqua (1:4).
  • pH: I microrganismi prosperano in un ambiente leggermente acido o leggermente alcalino, ovvero in una gamma di pH intorno a 7. Questo valore si regolerà da solo se il compost è impostato correttamente.

Cosa NON Mettere nel Compost Domestico

Per evitare problemi e garantire un compost di qualità, è importante conoscere i materiali da non includere nel cumulo:

  • Fogliame di alcune piante: Le foglie di querce, castagni, pioppi, betulle, platani, faggi, noci, abeti e acacie rilasciano acido tannico durante la decomposizione, che può acidificare il compost. Non dovrebbero essere messe in grandi quantità.
  • Bucce di banane, agrumi e fiori/piante acquistati: Possono contenere pesticidi e fungicidi. In caso di dubbio, è meglio smaltirli nei rifiuti residui.
  • Feci di animali: Le feci di animali carnivori e feci umane dovrebbero essere compostate solo se si può garantire che i patogeni siano stati resi innocui durante il compostaggio.
  • Scarti alimentari (cotti, carne, pesce, latticini, oli, ossa): Questi possono attirare roditori, insetti e possono diffondere batteri come la salmonella. Appartengono al contenitore per i rifiuti organici.
  • Piante malate, erbacce e neofiti (specie invasive): Se non è possibile il compostaggio a caldo per eliminare patogeni e semi, è meglio smaltirli nei rifiuti organici urbani.
  • Carta in grandi quantità: Appartiene alla raccolta della carta da riciclare.

Compostiera domestica in giardino

Compostaggio Industriale: L'Efficienza su Larga Scala

Il compostaggio industriale è la destinazione finale riservata alla maggior parte dei rifiuti organici prodotti in Italia. In pratica riproduce su larga scala ciò che avviene in una compostiera domestica, ma con condizioni controllate e ottimizzate. Gli impianti di compostaggio più moderni prevedono anche una prima fase di degradazione anaerobica, durante la quale si produce biogas. Questo viene poi purificato e trasformato in biometano, un combustibile che può essere venduto o immesso nella rete di distribuzione. Nell’impianto di compostaggio industriale, le condizioni sono controllate per ottimizzare il processo. Le temperature raggiunte sono più elevate rispetto al compostaggio nell’orto e in giardino: possono arrivare fino a 70 °C, a causa della forte attività microbica che genera calore. Le alte temperature sono fondamentali per l'abbattimento di agenti patogeni (batteri ecc.) e semi di infestanti, rendendo il compost sicuro.

I Tè di Compost: Un Potente Alleato Biostimolante

Il Professor Massimo Zaccardelli (CREA-OF - Centro di ricerca Orticoltura e Florovivaismo) è tra i massimi esperti a livello internazionale del tè di compost, che si sta rivelando un’interessante fonte di microrganismi benefici per i suoli coltivati e contro le avversità fungine di numerose colture. I tè di compost sono sostanze liquide ricche di microrganismi e di molecole organiche e inorganiche ottenute a seguito della fermentazione di compost di natura vegetale di buona qualità. Per ottenere queste sostanze, i compost vanno riposti in una sacca permeabile, ad esempio in una rete antiafidica o in un tessuto non tessuto, immersa in acqua generalmente per una settimana.

I tè di compost contengono macro e microelementi, acidi umici e fulvici e anche ormoni vegetali estremamente importanti per la crescita e la produttività delle colture.

Filoni di Ricerca e Applicazione dei Tè di Compost

La ricerca sui tè di compost si sviluppa su diversi fronti:

  1. Produzione di Tè di Compost "Fortificati": Questo filone riguarda la produzione di tè di compost integrati con additivi come melassa, siero di latte, zucchero di canna, che favoriscono la crescita microbica, la produzione di acidi umici ad azione antifungina e di microrganismi che hanno azione di biocontrollo. Ad esempio, l’aggiunta anche a basse dosi (1%) di siero di latte subito prima del trattamento, può ridurre sensibilmente i sintomi di peronospora su patata.
  2. Sperimentazioni in Campo e Serra: Sono state condotte sperimentazioni in pieno campo e in serra per la lotta alle avversità di pomodoro da industria, peperone, cavolo rapa, rucola e lattuga, che hanno evidenziato incrementi di produzione dal 22% al 46%. Sperimentazioni in vivaio, inoltre, hanno dimezzato l’impiego di fungicidi e biostimolanti nella produzione di piantine di pomodoro, peperone e melone. Altri studi condotti su radici di piante di pomodoro coltivate in idroponica hanno dimostrato come i tè di compost possano alleviare stress alle piante. Inoltre, trattamenti con tè di compost riducono l’incidenza e l’intensità di malattie dovute a funghi come oidio e peronospora. I tè di compost hanno manifestato efficacia anche contro batteri fitopatogeni, come ad esempio Pseudomonas syringae pv. tomato e Xanthomonas vesicatoria.
  3. Progetto PLANTìA: Questo filone di ricerca è sostenuto da Ager-Agroalimentare e ricerca e vede coinvolti attivamente esperti come il Professor Zaccardelli. Le sperimentazioni in corso riguardano due tè di compost areati: uno ottenuto da un compost commerciale prodotto da sansa di olive e un altro ottenuto da un compost vegetale a partire da scarti di foglie di finocchio, carciofo e noce. Dai due compost sono stati selezionati diversi microrganismi antagonisti delle avversità batteriche, tra i quali alcuni ceppi di Pseudomonas putida e di Bacillus thuringiensis. Un isolato di P. putida è risultato capace anche di produrre acido indolacetico, un ormone che stimola la crescita delle radici. Ad oggi è stato selezionato un gruppo di 20 microrganismi in grado di limitare la crescita dei principali patogeni delle leguminose e della vite ed è stata evidenziata la capacità di migliorare la disponibilità di fosforo e di ferro assimilabile per le radici.

Tè di compost in azione su una coltura

Il Ruolo del Compost nella Biodiversità e nella Salute del Suolo

L'aggiunta di compost al terreno sostiene la vita e la biodiversità perché fornisce un habitat migliore agli organismi del suolo. Alcuni studi suggeriscono che la produzione di nettare sia influenzata dalle proprietà del suolo, in maniera diretta o indiretta (aumentando la densità di piante per superficie di suolo). Gli esiti di una sperimentazione hanno evidenziato come le parcelle fertilizzate con compost abbiano prodotto piante a più elevata umidità residua, che sono state quindi in grado di assorbire più acqua dal terreno in condizioni non irrigue. Di conseguenza, il nettare delle piante del trattamento compost è risultato il più diluito, mantenendo però le percentuali dei singoli zuccheri rispetto agli altri trattamenti. Dalle analisi del suolo è emerso che il compost ha stimolato incrementi maggiori di carbonio organico, azoto, potassio e fosforo.

Studi di altri autori riportano come gli insetti impollinatori preferiscano fiori con nettare più diluito in quanto riescono a soddisfare contemporaneamente le necessità idriche e ad estrarlo più facilmente vista la sua ridotta viscosità. Una prova in serra ha dimostrato che la varietà rustica di girasole ha prodotto nettare più diluito rispetto alla varietà ibrida. La conta degli insetti impollinatori ha mostrato come il numero di quelli presenti sui fiori della varietà rustica è stato notevolmente superiore rispetto a quelli presenti sulla varietà ibrida. Si può concludere come la produzione del nettare sia parte di un sistema complesso dove oltre alle componenti climatiche sono in gioco un insieme di fattori da ricercarsi nel loop microbiologico “suolo-piante-nettare-insetti”. La produzione di nettare non può quindi essere affrontata con un approccio riduzionista e specifico.

È meraviglioso pensare che su un’area del genere tutta la massa di humus di superficie sia passata e ripasserà, ogni pochi anni, attraverso il corpo dei lombrichi. L’aratro è una delle invenzioni più antiche e utili dell’uomo; ma molto prima che esistesse, la terra era infatti regolarmente arata e continua ancora ad essere arata dai lombrichi.

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