La Composizione Dinamica del Latte Materno Oltre il Primo Anno di Vita: Un Nutrimento Indispensabile e Sempre Adattabile

La composizione del latte materno rappresenta un mistero per la scienza e, nello stesso tempo, un miracolo dell’evoluzione. Questo alimento è frutto di millenni di evoluzione che hanno consentito di arrivare ad una formulazione estremamente complessa ma perfetta, ideata per rispondere a precisi bisogni, differenti da individuo a individuo. Tutti gli studi compiuti negli ultimi decenni non sono stati in grado di svelarne completamente i segreti, spingendo la comunità scientifica a continuare le ricerche. Il latte materno non è solo un alimento, ma un liquido vivo, che matura e si modifica col bambino in base alle sue necessità nutrizionali, rivelando una composizione disegnata dalla natura per rispondere al meglio alle esigenze biologiche e psicologiche del bambino in ogni fase della sua crescita, inclusa quella oltre il primo anno di vita.

Struttura molecolare del latte materno

La Natura Specie-Specifica e Individuo-Specifica del Latte Materno

Ogni mammifero, infatti, produce latte “specie-specifico”, cioè adatto allo sviluppo dei propri piccoli, che evidentemente hanno caratteristiche peculiari. Così come il latte prodotto dalle mucche è calibrato perfettamente per consentire la crescita di un vitellino appena nato, esattamente allo stesso modo quello umano viene creato per provvedere alle esigenze di un cucciolo d’uomo. Un vitello, quando nasce, deve reggersi in piedi da solo fin da subito e ha quindi bisogno di molte proteine che lo aiutino velocemente a sviluppare la massa muscolare. Il cervello più evoluto dell’uomo, per svilupparsi, necessita invece di più zuccheri e acidi grassi a lunga catena. La composizione del latte di ciascuna specie rispecchia queste differenti esigenze.

Il latte materno è costituito per quasi il 90% da acqua, e al suo interno troviamo una vasta gamma di componenti essenziali: zuccheri, proteine, grassi, vitamine, minerali, ma anche anticorpi e globuli bianchi che proteggono dalle malattie e combattono le infezioni, prebiotici e batteri benefici per la salute di stomaco e intestino, cellule staminali per lo sviluppo degli organi, enzimi, ormoni. La combinazione di questi elementi, però, non è fissa; varia nel tempo, non solo col passare delle settimane per adattarsi alle necessità mutevoli del lattante che cresce, ma anche nei diversi momenti della giornata e addirittura nel corso della singola poppata. Inoltre, la sua composizione si adatta in presenza di alcune condizioni specifiche, ad esempio se il bambino nasce prematuramente oppure si ammala. Per questo si è soliti dire che il latte materno non è solo specie-specifico, ma addirittura “individuo-specifico”, adatto cioè a quel particolare bambino, in quel particolare momento.

Ne è una prova il fatto che il suo colore e la sua consistenza cambiano continuamente. A volte è più trasparente e liquido, altre volte diventa più bianco e denso, ma può anche avere una leggera sfumatura colorata, gialla, arancione, rosa, addirittura azzurrina o verdognola, anche in base al cibo ingerito dalla mamma, che lo “aromatizza” e gli dà colore. I cambiamenti nella composizione del latte materno si rendono visibili anche con le modifiche nel colore, una caratteristica che ne sottolinea la natura dinamica e adattativa.

L'Evoluzione della Composizione: Dal Colostro al Latte Maturo e le Sue Fasi di Adattamento

Mano a mano che il neonato cresce, mentre passano i giorni, le settimane e i mesi, le sue esigenze nutrizionali si modificano profondamente. Di conseguenza, anche l'alimento che la natura ha espressamente previsto per lui subisce dei cambiamenti significativi.

Appena nasce, la madre comincia a produrre piccole quantità di colostro, una secrezione molto densa e di colore giallo. Il suo aspetto, unito alla sua composizione, gli hanno fatto meritare l’appellativo di “oro liquido”. Poiché il bambino appena nato ha uno stomaco minuscolo, grosso modo delle dimensioni di una ciliegia, questo suo primo alimento racchiude in poche gocce sostanze preziosissime. Il primo latte, prodotto dal 7° mese di gravidanza fino a circa il 5° giorno di vita, viene definito colostro. Di colore giallo sieroso, ricco di anticorpi, è altamente digeribile e stimola il primo movimento intestinale del bambino (l'espulsione del meconio). È il tramite attraverso il quale la madre trasmette le proprie difese immunitarie al figlio. Contiene un’elevata quantità di proteine, oltre a fagociti (le cosiddette "cellule spazzino"), antibatterici e antimicotici. Il colore giallo sieroso è dovuto all’elevata concentrazione di immunoglobuline (componenti del sistema immunitario), nucleotidi, sali minerali e vitamine (soprattutto vitamina A, D, K e B12). Innanzitutto il colostro è ricchissimo di globuli bianchi, immunoglobuline e altri componenti protettivi, come la lattoferrina e il lisozima, fondamentali per il sistema immunitario che nel neonato è ancora immaturo. Viene infatti considerato un vero e proprio vaccino completamente naturale. Contiene poi fattori di crescita, proteine, agenti antiossidanti, sali minerali e vitamine. Rispetto alla composizione del latte maturo, quello che si forma più tardi, il colostro è più povero di lipidi e lattosio. È facilmente digeribile e aiuta l'eliminazione del meconio (le prime feci del neonato, di colore bruno-verdastro).

Dal 4° al 10° giorno dopo la nascita, il latte materno diventa latte di transizione: molto abbondante, di colore giallastro, iperenergetico, ad alto contenuto di grassi e carboidrati, ma dal minore tenore di minerali e proteine. Segue il latte maturo, che appare più liquido e bianco, con una consistenza diversa dal colostro. Si arricchisce di acqua, zuccheri e grassi, mentre diminuiscono proteine e sali minerali rispetto al colostro. Questo latte maturo è veramente abbondante, ricco di grassi, carboidrati e con in più un apporto proteico e di sali minerali ottimale in rapporto alle aumentate esigenze nutrizionali del neonato.

Via via che passano le settimane, l’equilibrio fra i vari ingredienti varia in maniera armoniosa con la crescita del bambino, adattandosi anche ad esigenze particolari. Se la mamma è esposta ad un’infezione virale o batterica, il suo corpo produce anticorpi specifici che, attraverso il latte, passano al bambino. Ma recentemente si è scoperto che anche quando è il lattante ad ammalarsi, avviene uno scambio di comunicazioni fra il suo corpo e quello della madre, denominato in inglese baby spit backwash, grazie al quale il sistema immunitario della mamma viene stimolato a produrre gli anticorpi che servono al piccolo, in modo da poterglieli trasferire col latte. Questa capacità di reazione immediata e mirata dimostra la straordinaria complessità e l'efficacia del latte materno come sistema di protezione dinamico.

Le interviste di Sestarete - "I benefici del latte materno come fattore di sviluppo", prof. BERTINO

Il Latte Materno Oltre il Primo Anno di Vita: Un Valore Nutrizionale e Immunitario Inestimabile

Quando, intorno ai sei mesi del bambino, si cominciano ad introdurre alimenti diversi nei suoi pasti, il latte continua a fornire una parte significativa dell’apporto nutrizionale alla sua dieta. Si calcola che il latte materno fornisca il 93% delle calorie introdotte giornalmente a 7 mesi e passi al 50% fra gli 11 e i 16 mesi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l'allattamento al seno per due anni e oltre, e questo vale per le famiglie di tutto il mondo e non soltanto per quelle nei paesi in via di sviluppo. "È importante notare che l'OMS non stabilisce la durata massima dell'allattamento al seno", afferma il Dott. Leon Mitoulas, Direttore della Ricerca sull'Allattamento al Seno di Medela. "Da un punto di vista antropologico, allattare al seno per un periodo compreso tra due anni e mezzo e sette anni sarebbe ideale. Tuttavia, le norme culturali attuali generalmente prevedono lo svezzamento molto più precocemente". Le raccomandazioni dell'OMS sono sostenute da un recente interesse delle ricerche sui primi 1.000 giorni di vita dei bambini, dal concepimento al secondo compleanno. "Gli scienziati hanno scoperto che un'alimentazione sana e altri fattori esercitano un impatto molto profondo sulla crescita e sulla salute a lungo termine durante questo periodo. I dati dimostrano inequivocabilmente che l'allattamento al seno offre vantaggi straordinari nel corso di questi 1.000 giorni." "L'allattamento al seno può essere considerato allo stesso tempo un alimento, un medicinale e un segnale", aggiunge. "Inoltre, questi triplici benefici non vengono meno una volta oltrepassati i due anni".

Anche dopo l’anno di vita, quando in base alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la dieta del bambino dovrebbe essere ormai abbastanza ricca, esso non diventa improvvisamente carente di nutrienti come qualcuno potrebbe pensare, ma anzi rimane un prezioso alleato per la sua crescita sana ed equilibrata proprio perché si adegua alle sue nuove necessità. Di conseguenza, possiamo sfatare il falso mito che il latte con il passare dei mesi diventa acqua. Confrontando la composizione del latte materno tra il primo e il secondo anno di vita del bambino possiamo notare delle variazioni significative. Dal punto di vista dei nutrienti, il lattosio diminuisce mentre aumentano le proteine e i grassi. Anche per quanto riguarda le sostanze utili al sistema immunitario assistiamo ad un aumento della lattoferrina, del lisozima e dell’IgA, perché crescendo il bambino farà nuove esperienze e quindi avrà bisogno di un sistema immunitario più forte. Anche il fabbisogno di minerali cambia: aumenta la quota di sodio e ferro, mentre diminuisce quella di calcio e zinco. Questa evoluzione della composizione è fondamentale per supportare un bimbo già grandino che comincia a camminare e a esplorare il mondo circostante, aiutandolo a difendersi da virus e batteri che in questa fase più facilmente incontra rispetto a quando passava la maggior parte del tempo in braccio ai genitori.

Durante l'allattamento esclusivo al seno il bambino consuma solitamente 750-800 ml di latte al giorno. A 9-12 mesi può ancora assumere circa 500 ml al giorno, che equivalgono a circa la metà del suo fabbisogno calorico giornaliero. A 18 mesi probabilmente assumerà circa 200 ml al giorno, ovvero circa il 29% delle calorie necessarie. È vero che dopo i sei mesi il tuo bambino ha bisogno di altri alimenti per assimilare le sostanze nutritive che non può ottenere dal latte materno o dalle proprie riserve (tra cui ferro, zinco e vitamine B e D). Tuttavia, anche nel secondo anno di vita il latte materno fornisce quantità significative di altre sostanze nutritive fondamentali. In questa fase il latte materno apporta circa il 43% delle proteine del bambino, il 60% della vitamina C, il 75% della vitamina A, il 76% del folato e il 94% della vitamina B12.

Percentuali di nutrienti forniti dal latte materno nel secondo anno di vita

I Benefici "Medicinali" e di "Segnale" dell'Allattamento Prolungato

È stato dimostrato che continuare ad allattare dopo i sei mesi riduce le possibilità di contrarre malattie in età infantile e adulta, e se il tuo bambino si ammala ne favorisce una più rapida guarigione. Più a lungo lo allatti più a lungo lo proteggi. L'allattamento al seno protegge il tuo bambino da infezioni e malattie, a tal punto da essere considerato una forma di "medicina personalizzata", con potenziali effetti permanenti.

Per esempio, è stato dimostrato che allattare al seno per più di sei mesi protegge il tuo neonato da alcuni tumori infantili, come per esempio la leucemia linfatica acuta e il linfoma di Hodgkin. Riduce le sue possibilità di sviluppare il diabete di tipo 1 e 2, eventuali problemi alla vista e ai denti, nonché l'obesità. Il latte materno può anche ridurre il rischio di nausea e diarrea, gastroenterite, raffreddore e influenza, mughetto e infezioni all'orecchio, alla gola e ai polmoni. Questo aspetto è particolarmente utile man mano che il bambino cresce e inizia a interagire con gli altri bambini o ad andare all'asilo nido, dove i germi possono essere dilaganti. I bambini nutriti con latte materno si ammalano meno di quelli che ricevono una formula artificiale. Questa protezione, inoltre, non si limita al solo periodo dell’allattamento, ma si prolunga nel tempo e i suoi effetti benefici arrivano a condizionare malattie che si manifestano persino nell’età adulta. Molti di questi effetti sono commisurati al periodo dell’allattamento, e sono più potenti quanto più a lungo le mamme allattano i propri bambini.

L'allattamento al seno può anche salvare la vita, come sottolinea il Dott. Mitoulas: "Le conseguenze del mancato allattamento al seno tra i sei e i 23 mesi possono essere disastrose nei paesi a basso e medio reddito, in cui i bambini che non sono allattati al seno hanno il doppio delle probabilità di morire di infezione rispetto a quelli allattati al seno, anche parzialmente".

Inoltre, l'allattamento al seno non ti permette soltanto di godere dei benefici del tuo latte, ma anche delle sue straordinarie proprietà nutrienti e calmanti per il tuo bambino. Nulla, infatti, calma di più un neonato o un bambino triste che una sessione di allattamento con la mamma. Quando il bambino cresce, una poppata aiuta in tutto, dalla dentizione e le vaccinazioni agli inevitabili urti, graffi o virus in cui si imbatte durante la crescita. Per molte mamme l'allattamento al seno è qualcosa di miracoloso.

Il fatto di essere vicina al tuo bambino, di rispondere immediatamente alle sue esigenze e avere spesso un contatto visivo con lui si traduce in un invio di segnali tra di voi. Gli scienziati ritengono che questi segnali influenzino molti aspetti dello sviluppo del tuo bambino, dall'appetito alle prestazioni accademiche. Più a lungo lo allatti più probabili saranno gli esiti positivi in futuro. "Il latte materno contiene migliaia di molecole attive", spiega il Dott. Mitoulas. "Esse vanno dagli enzimi che aiutano a digerire i grassi e gli ormoni che regolano l'appetito alle molecole immunitarie che promuovono lo sviluppo del sistema immunitario. Sapevi che il latte materno è vivo? Ogni giorno il tuo bambino ingerisce da milioni a miliardi di cellule viventi; sono presenti a migliaia in ogni millilitro di latte, ad esempio le cellule staminali", continua. "Ognuna di queste cellule ha un compito specifico per il mantenimento della salute del tuo bambino; sono in corso delle ricerche che si prefiggono di scoprire esattamente come questi componenti offrano benefici al neonato durante l'allattamento al seno a lungo termine".

È risaputo che l'allattamento al seno prolungato influisce positivamente sul QI dei bambini. Gli studi dimostrano un vantaggio di ben tre punti nel QI dei bambini allattati al seno rispetto a quelli che non lo sono mai stati. Inoltre, l'allattamento al seno oltre i sei mesi è stato collegato a una quantità inferiore di problemi comportamentali nei bambini in età scolare e al miglioramento della salute mentale nei bambini e negli adolescenti.

Anche le mamme ricevono numerosi benefici dall'allattamento al seno: per esempio si ammalano di meno dei due tumori più frequenti nella razza bianca, ossia quello dell’ovaio e della mammella, e hanno meno complicanze derivate dall’osteoporosi dopo la menopausa. L'allattamento al seno prolungato non è vantaggioso soltanto per il tuo bambino, ma lo è anche per te. Continuando ad allattare oltre i sei mesi riduci il rischio permanente di sviluppare malattie cardiache, diabete di tipo 2 e tumori al seno, alle ovaie e all'utero. Inoltre, spesso le mamme che allattano non subiscono la ricomparsa del ciclo per molti mesi e, in alcuni casi, per un periodo di due anni. "Per molte mamme è importante tornare al peso che avevano prima della gravidanza", afferma il Dott. Mitoulas. "Uno studio ha anche dimostrato che l'indice di massa corporea della madre (BMI) si riduce dell'1% per ogni sei mesi di allattamento al seno". Per non parlare del fatto che dopo i sei mesi l'allattamento al seno è molto comodo. Il tuo seno, infatti, produce la giusta quantità di latte quando necessario; così, non sei costretta a pulire l'attrezzatura né a portarti dietro nulla quando sei fuori casa. Inoltre, potresti trovarti sempre più spesso ad alimentare il tuo bambino in momenti che si adattano alla tua routine, come prima del lavoro, dopo il ritorno dal nido e all'ora della nanna.

Le Variazioni Quotidiane e Durante la Singola Poppata: Il "Primo" e il "Secondo" Latte

Il latte materno non si modifica solamente nell’arco delle settimane e dei mesi, ma anche nel corso della giornata e addirittura della singola poppata, un aspetto che ne sottolinea ulteriormente la capacità di adattamento istantaneo. All'inizio di ogni sessione di allattamento, così come al mattino, appare più liquido e trasparente: è infatti più ricco di acqua e zuccheri, per dissetare il bambino e fornirgli energia immediata. Si tratta di quello che viene chiamato “primo latte”. Questo latte disseta il bimbo, predisponendolo alla ricezione di quello successivo, concentrato e più nutriente. La trasparenza cambia anche durante la giornata: al mattino il latte materno è più trasparente.

Alla sera, così come alla fine della poppata, il latte risulta più denso e opaco, perché diventa più ricco di proteine e grassi per fornire maggior nutrimento. Si parla in questo caso di “secondo latte”. Non a caso, infatti, la sera il latte è molto più ricco di grassi. I grassi (o lipidi), principale fonte di energia, sono presenti in quantità minore all'inizio e maggiore al termine della poppata con il fine di indurre nel bambino il senso di sazietà ed evitare che mangi troppo. È interessante sottolineare che sono presenti dei lipidi, chiamati acidi grassi poli-insaturi, definiti essenziali perché il lattante non li produce, che costituiscono l'8-10% dei grassi nel latte materno. Anch'essi hanno funzioni importanti ma non del tutto conosciute (si sa che partecipano allo sviluppo del sistema nervoso e della retina).

La transizione fra il "primo" e il "secondo" latte è assolutamente graduale e non è dettata da tempi rigidamente stabiliti; dipende soprattutto dal tipo di suzione del lattante e dalla frequenza delle poppate. Alla fine della giornata, in ogni caso, si può star certi che il bambino avrà ricevuto la quantità di zuccheri, proteine e grassi di cui ha bisogno.

Il Latte Materno a Confronto con Altri Tipi di Latte: Superiorità Ineguagliabile

Il latte materno è un tessuto biologico vivo a tutti gli effetti, impossibile da replicare in laboratorio. Nonostante sulla confezione vengano riportati vantaggi per la salute apparentemente notevoli, non esiste latte migliore del tuo per il tuo bambino. Nessun latte artificiale contiene tutti gli anticorpi, le cellule vive, i fattori di crescita, gli ormoni e i batteri utili, né la serie di enzimi, aminoacidi e micronutrienti presenti nel latte materno. Il tuo latte si modifica per fornire al tuo bambino più anticorpi anti-infettivi e globuli bianchi quando è malato, e chiaramente il latte artificiale non lo può fare. Numerosi e sempre più convincenti appaiono i benefici offerti dal latte materno rispetto alla formula lattea. Oltre a essere facilmente digeribile e assimilabile, il latte di mamma è sempre prontamente disponibile, fresco, alla giusta temperatura e senza possibilità di contaminazione esterna.

Se confrontiamo il latte materno con il latte vaccino, le differenze sono ancora più evidenti e giustificano il motivo per cui quest'ultimo non sia adatto ai neonati e sia da posticipare il suo utilizzo. La quantità di proteine nel latte materno è 3 volte inferiore rispetto al latte di mucca, che ne contiene di più perché è destinato al vitello che deve crescere molto più velocemente di un bambino. Per quanto riguarda la qualità, le proteine contenute nel latte materno sono considerate ottimali per la crescita, facili da digerire e molto ben tollerate. Molte tra le sostanze proteiche non servono per crescere ma hanno un compito definito funzionale. Tra gli zuccheri, quello più rappresentato nel latte materno è il lattosio, presente in quantità maggiore che nel latte di mucca (circa il 50% in più), fatto che spiega perché il latte di mamma è di sapore più dolce. I minerali sono contenuti nel latte di mamma in quantità 3-5 volte inferiore rispetto al latte di mucca e ciò permette, al rene del bambino piccolo, di non affaticarsi troppo per eliminarli.

In sintesi, ogni mammifero produce un latte specifico per la propria specie, la cui composizione è funzionale alle necessità del piccolo che nascerà. È per questo che, ad esempio, nelle prime settimane in cui viene prodotto, il latte delle mucche sarà molto diverso dal latte umano: i vitellini devono essere in grado di camminare già da subito, mentre i nostri bambini cominceranno a mettersi in piedi e a camminare intorno all’anno di vita. Il latte di mucca, quindi, deve essere molto più ricco di sostanze come le proteine, che servono per far crescere più rapidamente e dare ancora più forza al vitellino sin dalla nascita.

Grafico comparativo latte materno vs latte vaccino

L'Importanza del Calcio e il Ruolo del Latte nell'Alimentazione del Bambino Che Cresce

Il calcio è fondamentale per garantire una corretta crescita nei bambini ed è il quinto elemento più abbondante nel corpo umano: il 99% si trova nello scheletro e nei denti. Il processo di mineralizzazione delle ossa è sotto il controllo di più fattori, ma dipende anche dalla disponibilità di calcio. Questo processo può avvenire correttamente solo se le concentrazioni di calcio (e di fosforo) sono sufficienti. Inoltre, il calcio nel sangue è utile per funzioni specifiche come la trasmissione dell’impulso nervoso, la contrazione muscolare e la moltiplicazione delle cellule.

Durante l'infanzia e l'adolescenza, il tessuto osseo va incontro a continui processi di rinnovamento e accrescimento. Per favorire la salute del sistema scheletrico negli anni a venire, è importante che alla fine dell’accrescimento, la quantità di tessuto osseo sia adeguata, quando si raggiunge il cosiddetto “picco di massa ossea” (intorno ai 16-18 anni nelle femmine e intorno ai 20-22 nei maschi). L’assorbimento e l’utilizzo del calcio dipendono in gran parte dagli alimenti assunti contemporaneamente nella dieta. I livelli più elevati di assorbimento sono stati osservati per i prodotti lattiero-caseari (30-40%). In generale, l'assorbimento intestinale del calcio è favorito dalla presenza nello stesso pasto di vitamina D, lattosio e proteine del latte.

I fabbisogni di calcio sono elevati durante la crescita. Gli studi più recenti confermano che il raggiungimento del picco di massa ossea richiede un adeguato apporto di calcio nell’infanzia, nell’adolescenza e all’inizio dell’età adulta. Il fabbisogno giornaliero di calcio nei bambini di 1-3 anni è di 700 mg, per quelli di 4-10 anni è di 1000 mg, mentre negli adolescenti è di 1300 mg. Indagini epidemiologiche condotte sia in Italia che in Europa hanno evidenziato che l’apporto di calcio giornaliero risulta spesso inferiore.

Le situazioni che favoriscono il rischio di carenza di calcio sono legate a un’alimentazione che esclude soprattutto latte e derivati per diverse ragioni, tra cui l'allergia alle proteine del latte, un'alimentazione selettiva o l'intolleranza al lattosio. Per bambini o adolescenti che non riescono ad assumere l’adeguato apporto di calcio con l’alimentazione si può considerare un eventuale supplemento di tale minerale, sempre su consiglio medico.

Il latte materno è l’ideale nel primo anno. In sua mancanza, l'utilizzo del latte vaccino deve essere posticipato al termine del primo anno, o addirittura dopo il 2° anno perché la sua composizione può portare ad un eccesso di proteine e ad apporti ridotti di grassi polinsaturi, ferro e zinco. Quindi dai 12 ai 36 mesi, i latti di crescita rimangono alternative nutrizionali adeguate. Il latte di crescita contribuisce a equilibrare l’alimentazione del bambino e aiutarlo a crescere rispettando i suoi fabbisogni nutrizionali.

Il latte dovrebbe essere sempre presente durante la prima colazione. È ben noto che la prima colazione può rappresentare uno strumento di prevenzione dello sviluppo di adiposità e nei bambini più grandi può condizionare in modo significativo la performance scolastica. È importante che la colazione al mattino assicuri un adeguato apporto calorico (15%-20% della quota calorica giornaliera) e comprenda alimenti che offrano gusto, sazietà e buona qualità nutrizionale. I modelli di prima colazione proponibili sono diversi, comunque è sempre raccomandata l’assunzione di latte (o yogurt). Nonostante questo, si osserva una marcata tendenza di bambini ed adolescenti ad abbandonare precocemente il consumo di latte a colazione a favore di altri alimenti di minore completezza nutrizionale. La scelta di utilizzare latte o yogurt scremati non appare, tranne che in condizioni particolari, opportuna. Nell’alimentazione quotidiana del bambino, anche lo spuntino e la merenda rappresentano un’occasione per consumare gli alimenti che non si possono introdurre nei pasti principali, oltre a permettere una piccola pausa di integrazione delle energie.

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