Guida Completa allo Svezzamento e al Soccorso di un Pullo di Civetta

La civetta, un animale che ha da sempre colpito l'immaginario popolare, è un uccello estremamente affascinante. Ingiustamente ritenuta portatrice di sventure, di lutti e rovine a causa del suo lugubre verso, la civetta in realtà è una creatura notturna discreta e vitale per gli ecosistemi. Negli ultimi anni, in taluni contesti, non è raro vedere la civetta come animale domestico, sebbene sia fondamentale sottolineare che la sua detenzione sia regolamentata da normative molto severe e che la civetta rientri nel patrimonio faunistico nazionale, con la detenzione di esemplari selvatici vietata dalla legge. Pertanto, se avvistate civette durante una passeggiata in campagna, è importante rispettare la loro natura selvatica e il loro habitat. Spesso, tuttavia, ci si può trovare di fronte alla necessità di intervenire per soccorrere un pullo di civetta in difficoltà, un evento non così raro, soprattutto in primavera ed estate. Questo vademecum offre una guida dettagliata su come affrontare la situazione, distinguendo tra i piccoli al primo volo e i nidiacei ancora incapaci, fornendo le informazioni di base per un primo soccorso responsabile e consapevole, sempre con l'obiettivo ultimo della riabilitazione e del reinserimento nell'ambiente naturale.

Civetta appollaiata in natura

La Civetta: Descrizione, Habitat e Status Legale

Le dimensioni di una civetta oscillano generalmente tra i 21 e i 23 centimetri, con un'apertura alare di 53-59 centimetri. Il peso di questo rapace notturno può variare tra i 100 e i 200 grammi. Presenta un capo largo e le sue forme vengono definite tozze, conferendole un aspetto distintivo. Il piumaggio della civetta è di colore grigio-bruno con alcune macchie di colore bianco nella parte superiore, mentre nella parte inferiore il colore è per lo più bianco con alcune macchie brune, fornendo un eccellente camuffamento nel suo ambiente. Per sapere cosa mangia la civetta, bisogna tenere a mente che si tratta di un rapace notturno che, in libertà, si muove nottetempo per andare a caccia di cibo. Solitamente, la sua dieta si compone di mammiferi, nello specifico topolini e altri piccoli roditori. Si nutre anche di coleotteri e altre tipologie di insetti, mostrando una notevole versatilità alimentare.

La questione di "quanto vive la civetta" è complessa in natura, ma la sua protezione è un aspetto cruciale. La Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, o CITES, è una convenzione internazionale firmata a Washington nel 1973 con lo scopo di regolamentare il commercio internazionale di fauna e flora selvatiche in pericolo di estinzione. Questa normativa è fondamentale anche per la civetta. Al momento di acquistare una civetta, qualora si tratti di un esemplare proveniente da allevamento autorizzato, bisogna sempre esigere tutta la documentazione dall'allevatore o dal venditore, poiché la detenzione di animali selvatici è sottoposta a stretti controlli. Il prezzo di una civetta può variare a seconda della specie acquistata oppure a seconda della sottospecie, ma è di primaria importanza assicurarsi della legittimità della provenienza e del rispetto delle normative vigenti per tutelare questi affascinanti rapaci.

Mappa della distribuzione della civetta in Europa

Gestire una Civetta in Ambienti Controllati: La Voliera Ideale

Tenere una civetta in casa, sebbene affascinante per alcuni, può essere molto impegnativo e, per la maggior parte dei casi, è sconsigliato o vietato. Si tratta di animali rumorosi, che sporcano e che, tra feci e resti di cibo, potrebbero creare un ambiente maleodorante, rendendo l'esperienza non ideale sia per l'animale che per il detentore. La soluzione più consona per l'allevamento di civette, specialmente in contesti di recupero o per esemplari che non possono essere reintrodotti in natura, è quella di allestire una voliera. Questa non deve essere necessariamente particolarmente grande, ma deve rispettare alcune specifiche esigenze dell'animale.

Il tetto della voliera deve essere coperto solo per metà, in maniera che ci sia una zona protetta dai fattori atmosferici, come pioggia intensa e vento forte, e una zona in cui arrivi luce solare diretta e anche la pioggia, che le civette amano e che è essenziale per la pulizia del loro piumaggio. Oltre ad un nido riparato dalla luce, dove la civetta possa trovare rifugio e riposo indisturbato, la voliera deve contenere posatoi adatti alla specie e costruiti in maniera corretta, usando tronchi e rami naturali di diametri diversi. Questo permette all'uccello di esercitare le zampe e i tarsi, prevenendo problemi podali. Nonostante i rapaci notturni assumano gran parte dell'acqua di cui necessitano dalla carne della loro preda, deve sempre essere presente una vaschetta con acqua fresca e pulita. Le civette amano fare il bagno e l'acqua è essenziale anche per l'idratazione in momenti di particolare calore o stress. L’acqua deve essere cambiata periodicamente, e in estate, quando le temperature sono più elevate, deve essere cambiata anche due volte al giorno, dato che le civette possono anche bere quando fa troppo caldo. Una voliera ben allestita e mantenuta correttamente assicura il benessere della civetta, replicando il più possibile le condizioni del suo ambiente naturale, un aspetto fondamentale per la sua salute fisica e mentale.

VOLIERE MODULARI PER ARARAUNA E RAPACI – Sicurezza, Spazio e Libertà

Soccorso di un Pullo di Civetta: Quando Intervenire e Come Agire

Trovare un nidiaceo di civetta a terra può essere motivo di preoccupazione, ma è fondamentale distinguere chi ha realmente bisogno di aiuto da chi, invece, non ne ha. In molte specie di uccelli, compresi i rapaci notturni come la civetta, i giovani nidiacei abbandonano il nido quando ancora non sono completamente impiumati e capaci di volare e di mangiare da soli. A un occhio inesperto, questi pulli sembrano in difficoltà perché si muovono meno agilmente degli adulti e tendono a volare meno, magari saltellando sul terreno o sui rami bassi. Ma, in realtà, non sono affatto abbandonati: i genitori tornano a nutrirli regolarmente e li guidano al sicuro. Merli, passeri, cornacchie e rapaci notturni sono alcune delle specie più comuni i cui nidiacei escono dal nido quando ancora non sono del tutto impiumati. Catturare questi nidiacei perfettamente sani e metterli in gabbia significa condannarli a morire di fame e di stress, poiché sono quasi adulti ma non mangiano da soli e non apriranno mai il becco per accettare il cibo da un essere umano, soprattutto se sono già in una fase avanzata del loro sviluppo.

In linea di massima, se si vede un uccellino a terra che si muove e non si lascia prendere in mano, né mendica il cibo all’uomo, la regola è lasciarlo stare. È consigliabile mettersi a una decina di metri di distanza e osservarlo: i genitori verranno a riprenderselo in breve. Tuttavia, ci sono situazioni in cui è necessario intervenire. I pulcini in difficoltà si riconoscono dai seguenti indizi: si lasciano prendere in mano senza protestare e senza tentare di fuggire, spesso aprono il becco e mendicano disperatamente il cibo; sono deboli e poco reattivi, con il piumaggio gonfio e arruffato e tendono a tenere gli occhi chiusi; sono feriti, perdono sangue dalla bocca o dalla cloaca, tengono zampine o ali in modo scomposto; sono evidentemente non ancora pronti per lasciare il nido, quindi hanno zone di pelle senza piume, gli occhi ancora chiusi o le penne delle ali ancora non spuntate. La coda, invece, in molte specie, spunta dopo che il pulcino ha lasciato il nido, quindi non è un indizio affidabile per decidere se un pulcino è caduto dal nido o se ne è allontanato volontariamente.

I piccoli di alcuni rapaci notturni, come il Barbagianni, l'Allocco, il Gufo comune, l'Assiolo e la Civetta, si trovano spesso a terra, fuori dal nido. Sono in questa fase che i genitori insegnano loro a volare e a cercare cibo, ma a volte può darsi che si siano persi in un tentativo precoce di volare. Se si tratta di piccoli di Barbagianni o Civetta trovati entro un fienile, solaio o altra costruzione, non vanno prelevati a meno che si abbia la certezza che entrambi i genitori siano morti o che l'edificio verrà distrutto. Al contrario, i piccoli di Allocco, Gufo comune e Assiolo trovati a terra in boschi, parchi o campagne vanno posizionati in alto, nel nido o su un ramo, tenendo presente che l'Allocco e l'Assiolo nidificano in buchi di alberi, mentre il Gufo comune in vecchi nidi di Gazza o Cornacchia. Se si trova un pullo di civetta a terra, è fondamentale agire correttamente: la cosa migliore è spostarlo di pochi metri in un posto più protetto poco distante (non centinaia di metri!), come un cespuglio folto o un ramo basso, e poi controllare che arrivi un genitore. È vitale allontanarsi dalla zona per permettere ai genitori di avvicinarsi, poiché sono terrorizzati dalla nostra presenza.

La civetta (Athena noctua) è uno dei rapaci notturni che più frequentemente arriva nei centri di recupero, con quasi 30 ingressi all'anno. Questo piccolo strigide, come tutti gli altri notturni, si trova spesso ad impattare contro autovetture, che possono causare traumi e ferite. Oltre agli incidenti stradali, alcuni individui possono accidentalmente cadere in bidoni aperti contenenti oli o altre sostanze chimiche nocive, oppure in vasche per i liquami, situazioni che richiedono un intervento immediato. Nella stagione primaverile ed estiva, riceviamo spesso segnalazioni di pulli a terra ancora con piumaggio incompleto e incapaci di volare, oppure di pulli feriti. In caso di morsi o ferite provocate soprattutto da mammiferi, è consigliabile rivolgersi entro breve tempo al più vicino Pronto Soccorso Veterinario o Centro Recupero Fauna Selvatica.

Rappresentazione di un pullo di civetta ferito

Primo Soccorso e Alloggio Temporaneo per un Pullo di Civetta

Una volta accertato che il pullo di civetta ha effettivamente bisogno di aiuto, le prime azioni sono cruciali per la sua sopravvivenza. La cosa migliore da fare, se si trova un animale selvatico, sarebbe sempre quella di localizzare un CRAS (Centro Recupero Fauna Selvatica) in zona ed affidare a persone competenti l’animale. Tuttavia, non sempre questo è fattibile in tempi brevi. Come dimostrato da esperienze reali, ad esempio, in alcune province, i CRAS possono essere chiusi o troppo distanti, portando a un circolo vizioso di rimpalli tra diverse autorità. In questi casi di emergenza, questo vademecum serve a fornire informazioni di base a chi si trova nella necessità di accudire un pulcino di cui non sa che fare e non vuole lasciarlo al suo destino.

I pulcini della maggior parte degli uccelli detti "inetti" (come la civetta), nascono nudi o con un piumino scarso e sono incapaci di muoversi autonomamente, venendo completamente accuditi dai genitori. Non sono in grado di nutrirsi da soli fino allo svezzamento, e il loro cervello sviluppa lentamente, col tempo, le connessioni neurali necessarie all’azione di prendere il cibo e ingerirlo. Questo rende l'ambiente in cui vengono tenuti temporaneamente di fondamentale importanza.

Se il pullo è ancora privo di piumaggio o con piumaggio incompleto, necessita di un alloggio termostatato e riscaldato a 30-35°C. Si può usare a questo scopo un faunabox con un cavetto riscaldante termostatato, oppure una qualsiasi vasca di plastica in cui posizionare un "nido" che permetta all’uccellino di restare fermo e al caldo. Per le specie più piccole si possono usare le comuni cassette-nido per cocorite, ma anche una scatola da scarpe va bene come soluzione temporanea. Sul fondo si mette soltanto un foglio di carta assorbente tipo Scottex, in modo da tenere il pulcino caldo e pulito. È costante la necessità di monitorare la temperatura e l'igiene. Ogni volta che il piccolo defeca, si può cambiare la carta assorbente, operazione fondamentale per prevenire infezioni. La scatola è bene che sia coperta, in modo che il pulcino stia in penombra, condizione che rispecchia il riposo nel nido; di solito, i pulli dormono tra un’imbeccata e l’altra.

Un errore molto comune quando si trova un nidiaceo assieme al suo nido è quello di pensare di allevarlo lasciandolo nel nido e mettendo il nido in una scatola: niente di più sbagliato! I nidi degli uccelli spesso pullulano di parassiti che tormentano e indeboliscono i nidiacei, quindi se trovate un pulcino nel nido caduto a terra, togliete il piccolo dal nido e buttate via il nido! Allo stesso modo, appena mettete il pulcino su carta assorbente bianca, ripassategli il piumaggio e la pelle con un batuffolo di cotone e osservate la carta sottostante: se notate una miriade di puntini neri che corrono sulla carta, il pulcino è infestato e avrà bisogno di un trattamento specifico, spesso veterinario.

Quando i pulcini si coprono di piume, non hanno più bisogno di essere scaldati e diventeranno più mobili: tenteranno di saltellare qua e là. Da questo momento, hanno bisogno di una gabbia o una scatola alta e coperta con un pezzetto di rete, in cui siano presenti almeno un paio di posatoi che permettano al giovane uccello di esercitare le ali e i muscoli del volo. Sul fondo della scatola, a questo punto, è bene mettere un paio di ciotoline basse, una con l’acqua e l’altra con il cibo, nella speranza che il pulcino cominci a mangiare qualcosa da solo e inizi a svezzarsi, avviando un processo graduale verso l'indipendenza.

Alimentazione Corretta di un Giovane di Civetta

L'alimentazione è un aspetto critico per la sopravvivenza e lo sviluppo di un pullo di civetta. È fondamentale nutrirli al più presto possibile dopo il ritrovamento. La dieta deve essere orientata sempre verso alimenti leggeri e digeribili, che replichino il più fedelmente possibile la loro alimentazione naturale di rapace.

Cibo da Somministrare:I cibi usati nell’allevamento dei pulcini selvatici non sono niente di diverso da quelli normalmente usati in erpetofilia e ornitologia. Per i piccoli rapaci, inclusa la civetta, le opzioni principali sono:

  • Topi, pulcini, quaglie: Questi sono gli alimenti ideali, poiché forniscono un apporto nutrizionale completo e bilanciato, riproducendo la dieta naturale. I topi vanno serviti tagliati in due per i rapaci più piccoli e i corvidi, per facilitarne l'ingestione.
  • Tarme della farina: Ottime per tutti i pulcini di specie medio piccole, ma anche per civette e piccoli rapaci. È meglio dare la preferenza a quelle appena mutate, che sono bianche e più digeribili. Vanno sempre uccise e decapitate prima di essere inserite nel becco dei pulcini.
  • Omogeneizzati di carne (pollo o manzo): Questi possono essere considerati una base per l’allevamento di tutti i pulcini di specie piccole. Sono un ottimo alimento proteico e molto digeribile. Possono essere stemperati in un po’ di acqua tiepida (mai usare il latte!) per essere inseriti con cautela, ma per i rapaci è preferibile il cibo solido.
  • Cibo umido per gatti kitten di buona qualità: Può andare bene per le specie predatrici più grosse, rapaci e corvidi come cornacchie, gazze, ghiandaie. Tuttavia, è un'opzione meno ideale rispetto a prede intere.
  • Alimenti d’emergenza: In caso di necessità immediata, quando i negozi sono chiusi, è indispensabile arrangiarsi per nutrire SUBITO il pulcino con quello che si ha nel frigorifero. Ottimi alimenti di emergenza sono le uova, che vanno fatte bollire e quindi sbriciolate e stemperate con un po’ d’acqua tiepida, per costituire un pastoncino morbido con cui saziare il pulcino.

Alimenti Assolutamente Controindicati:Esistono una serie di alimenti che spesso vengono somministrati ai nidiacei come conseguenza del "sentito dire" e "ricette della nonna" che sono assolutamente sconsigliate e che spesso causano problemi gastrointestinali e diarree letali nei pulcini. Altri alimenti, semplicemente, sono poveri nutrizionalmente e non forniscono all’organismo dei piccoli uccelli tutti i nutrienti di cui necessitano. Non usate i bigattini!!!!!!!!!!!!! I bigattini sono dannosi per gli uccelli, in quanto possono causare parassitosi e problemi digestivi. Alimenti controindicati includono: pane, latte, biscotti e dolciumi di tutti i generi, pappette di pane e latte, mangimi per cani, larve di mosca o bigattini, semi per canarini, frutta.

Frequenza e Quantità dei Pasti:I pulcini di civetta, se giovani, ricevono due pasti al giorno (mattino e sera). Se più grandicelli, si scende a un pasto al giorno (la sera). È vitale alimentarli appena fa giorno e smettere appena fa notte, potendo estendere l'alimentazione fino a tre ore dopo il tramonto per permettere una maggiore assunzione di cibo. In linea di massima, per quanto mangia una civetta, ci si può regolare con l'esperienza e con la tecnica dei "food trials", somministrando vari tipi di cibo all'animale in voliera in abbondante quantità, per poi andare a controllare sulla mangiatoia quanto cibo è stato consumato e quale ha preferito. Un pullo di civetta potrebbe mangiare uno o due pulcini al giorno, oppure mezza quaglia, uno o due topolini o una coscia di coniglio. Tra un pasto e l'altro, si possono attendere fino a tre ore prima di alimentarlo nuovamente.

Tecniche di Alimentazione per i Rapaci Notturni:È importante notare che i piccoli rapaci notturni, a differenza di molte specie di passeriformi, afferrano direttamente il cibo che l’adulto gli porta e lo ingollano da soli. Quindi, per imboccare una piccola civetta o un barbagianni, sarà sufficiente strofinare il topolino morto, oppure il pezzetto di cuore di pollo, ai lati del suo becco e aspettare che lo afferri e lo ingolli. Non tentate di forzare l'apertura del becco come si farebbe con altre specie, in quanto il loro comportamento alimentare è diverso e potrebbero stressarsi inutilmente. Per imboccare, è bene contenere il nidiaceo con una mano, o meglio, farsi aiutare da qualcuno che lo contenga: con una mano reggetegli la testa, e con l'altra mano si introduce il cibo nel becco. In questo modo si potrà procedere ad alimentarlo correttamente.

Tabella comparativa alimenti adatti e non adatti per pulli di civetta

Il Processo di Svezzamento e Preparazione al Rilascio

Lo svezzamento è un processo graduale che, nelle specie più grandi come la civetta, richiede più tempo rispetto alle specie più piccole. Si tratta di una fase cruciale in cui il giovane rapace impara a procurarsi il cibo autonomamente e a sviluppare le abilità necessarie per la sopravvivenza in natura. Quando i pulli si sono completamente impiumati e sono più mobili, è tempo di incoraggiarli a mangiare da soli. Sul fondo della scatola o della gabbia, come accennato, è bene mettere un paio di ciotoline basse, una con acqua fresca e l'altra con il cibo (es. pezzetti di carne, topolini morti), nella speranza che il pulcino cominci a mangiare qualcosa da solo e cominci a svezzarsi.

In questa fase, un aspetto fondamentale è che il piccolo impari le corrette tecniche predatorie. Questo è spesso il motivo per cui i piccoli rapaci notturni si trovano a terra, fuori dal nido: i genitori li guidano e insegnano loro a volare e a cercare cibo, un processo noto come "brancheggiamento". Se il pullo è stato recuperato molto giovane, il suo percorso di riabilitazione dovrebbe idealmente includere l'opportunità di sviluppare queste capacità istintive. Questo può avvenire in una voliera più grande e arricchita, oppure, ancora meglio, con l'aiuto di centri specializzati nel recupero della fauna selvatica (CRAS) che dispongono di strutture e competenze specifiche per la riabilitazione di rapaci.

Il mantenimento dell'igiene della zona di alloggio rimane una priorità costante. I residui di cibo e le feci possono attirare parassiti e causare malattie. Si consiglia la pulizia del nido con dei giornali, che possono essere cambiati facilmente ogni giorno. È essenziale assicurarsi che il cibo non si rompa in pezzi troppo piccoli che potrebbero essere difficili da raccogliere o che potrebbero marcire rapidamente.

Per i pulli che hanno già un buon piumaggio e sono più attivi, l'ambiente di detenzione temporaneo deve evolvere. Non hanno più bisogno di essere scaldati artificialmente, ma necessitano di spazio per esercitarsi. Una gabbia o una scatola alta e coperta con un pezzetto di rete, in cui siano presenti almeno un paio di posatoi costruiti usando tronchi e rami naturali, permette al giovane uccello di esercitare le ali e i muscoli del volo. L'acqua deve essere sempre presente in una vaschetta, non solo per l'idratazione ma anche perché le civette amano fare il bagno. L'acqua deve essere cambiata periodicamente e in estate anche due volte al giorno, dato che possono anche bere quando fa troppo caldo.

Il percorso di svezzamento e riabilitazione di una civetta ha come obiettivo finale il suo rilascio in natura. Questo è un impegno a tempo pieno che richiede pazienza e dedizione. Non esistono giorni di festa, né è possibile lasciare il nidiaceo da solo per lunghi periodi. Il successo dipende dalla capacità del pullo di acquisire piena autonomia, sia nella ricerca del cibo che nel volo, e dalla sua capacità di evitare i pericoli. Un rilascio prematuro o in condizioni non ottimali potrebbe condannare l'animale. Perciò, anche se è lodevole il desiderio di aiutare un piccolo di civetta, è sempre preferibile affidarlo a professionisti esperti del settore, come quelli operanti nei CRAS, che possono garantire le migliori possibilità di reinserimento. Il recupero di un pullo di civetta è un gesto di grande responsabilità, che richiede non solo cura immediata ma anche una visione a lungo termine per il benessere dell'animale e la salvaguardia del patrimonio faunistico nazionale.

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