La gravidanza rappresenta una delle fasi più complesse e affascinanti della fisiologia umana. È un momento molto particolare che ogni donna vive a modo suo, e anche la stessa donna può avere gestazioni diverse ogni volta. Ancora prima di sapere di essere gravida, ci sono già stati grossi cambiamenti ormonali. L’organismo materno si prepara ad adattarsi alle esigenze del feto ed al successivo travaglio e parto nonché all’allattamento. L’organismo della donna durante la gravidanza si prepara al parto e all’allattamento ed è influenzato dagli ormoni gravidici, dalla crescita fetale e dall’adattamento fisiologico materno, che comporteranno una serie di modificazioni le quali per la maggior parte ritorneranno alla normalità dopo il parto.

L'evoluzione dell'utero: il motore della trasformazione
L’utero è l’organo che durante la gravidanza subisce le modificazioni più evidenti. Prima della gravidanza è a forma di pera rovesciata, approssimativamente lungo 7 cm, largo 5 cm e profondo 2,5 cm, di peso circa 60 g. Proprio l’utero, che per nove mesi sarà la culla del feto, cambia soprattutto in termini di dimensione, un fenomeno necessario per accompagnare la crescita del bambino settimana dopo settimana. L’utero in gravidanza si estende e cresce in modo esponenziale.
A circa 12 settimane di gravidanza, il feto è lungo 6 cm, l’utero è già cresciuto un po’ e ha le dimensioni di un grosso pompelmo. L’utero non è più rivolto verso l’avanti (antiverso) e antiflesso, è uscito dalla pelvi verticalizzandosi, spesso s’inclina e ruota verso destra. L’embrione cresce fino a coinvolgere il polo inferiore dell’utero che assume una forma sempre più globosa. La sua crescita è possibile grazie all’aumentato apporto di sangue che contribuisce a soddisfare le esigenze della placenta e del feto.
Nel secondo trimestre, il feto inizia a crescere davvero di peso, chiedendo alla placenta 100 grammi alla settimana, mentre l’utero raggiunge le dimensioni di un piccolo melone. Dall’istmo uterino si sviluppa progressivamente il cosiddetto segmento uterino inferiore, l’area uterina soprastante l’orifizio interno del collo dell’utero, estendendosi fino al corpo dell’utero. Verso le 36-38 settimane, l’utero raggiunge il livello dello sterno. Il rilassamento del pavimento pelvico associato ad un buon tono uterino ed alla formazione del segmento uterino inferiore spinge il feto nel polo inferiore dell’utero.
Riorganizzazione addominale e compressione degli organi
Uno dei cambiamenti più evidenti ma non visibili è quello che riguarda gli organi dell'addome della donna. Via via che il feto cresce e quindi l'utero prende più spazio, gli organi intorno vengono compressi e spostati per fargli spazio. Pensate che l'intestino, che di solito si trova proprio davanti, al centro, per metri e metri, finisce per essere schiacciato ai lati, mentre lo stomaco viene compresso, come pure i polmoni.
Lo spostamento degli organi in gravidanza è una condizione fisiologica assolutamente necessaria allo sviluppo della vita all'interno della donna. Se così non fosse, infatti, non si creerebbe lo spazio per la crescita del feto, e di fatto non si arriverebbe al momento del parto. La zona più alta dell'intestino viene dapprima spinta verso l'alto, mentre successivamente lo stomaco viene schiacciato. L’utero può arrivare fino a 14 cm sopra l’ombelico e questo fa sì che gli organi intestinali si spostino verso l’alto e che tu possa notare dolore o pressione nella zona toracica. Sforzi e fiato corto: lo spostamento di alcuni organi intestinali verso il diaframma, potrebbe darti la sensazione di mancanza d’aria.

La difficoltà nella digestione è dovuta ad una minore produzione di succhi acidi nello stomaco. La pirosi o bruciore all’esofago ed allo stomaco è dovuta ad un reflusso di succo acido verso l’alto. Anche la vescica è sottoposta a pressione e faticherà a contenere l’urina con conseguente bisogno di urinare spesso; questa compressione è normale fin dai primi mesi.
Adattamenti cardiovascolari ed ematici
Il volume del sangue varia da 5,5 litri prima della gravidanza fino a 7 litri: ciò determina la comparsa della cosiddetta anemia fisiologica, cioè una diminuzione dei valori ematici di emocromo, ematocrito ed emoglobina non reali, ma dovuti in realtà ad una aumentata diluizione del sangue. I globuli rossi passano da 4.500.000 / mm3 a 3.700.000 / mm3. Il fibrinogeno aumenta da 200-400 mg/dl a 400-600 mg/dl. Con l’elevazione del diaframma lentamente l’apice cardiaco si sposta verso l’alto e a destra. Si ha un aumento della frequenza cardiaca fino a 8-16 battiti.
La circolazione sangue
Aumenta anche il calibro dei vasi sanguigni e linfatici tanto che a fine gravidanza un sesto del volume ematico totale è contenuto all’interno del sistema vascolare uterino. I genitali esterni, vulva e vagina, diventano violacei a causa della aumentata vascolarizzazione. La mucosa vaginale subisce l’ispessimento stimolata dai maggiori livelli di estrogeni gravidici.
Trasformazioni dell'apparato scheletrico e centro di gravità
Anche le ossa subiscono delle variazioni, in particolare per facilitare l'uscita del bambino per via vaginale. Il tessuto connettivo che caratterizza questa zona del corpo, tende a diminuire, soprattutto in vista del momento del parto, in modo che l'espulsione del feto sia facilitata. L'aumento del peso e dell’addome sollecita tutto il sistema scheletrico che deve riassestare tutto il suo equilibrio. Si verifica una flessione del sacro, che ha come conseguenza un'antiversione del bacino, mentre aumenta la cifosi dorsale.
Le creste iliache ruotano verso l’esterno e si assiste a un'espansione del torace. Dato che l’utero prende spazio e la tua pancia aumenta di volume, il centro di gravità del tuo corpo si sposta, perché adesso deve sostenere un peso maggiore della tua parte anteriore. In più, le articolazioni del bacino si allentano, cosa che potrebbe provocare mal di schiena. La differente anatomia di una donna incinta rispetto a una non in gravidanza, è evidente anche dal modo in cui cammina. Soprattutto verso la fine della gravidanza, le forze gravitazionali vengono scaricate sulla sinfisi pubica, e la donna comincia a deambulare spostando il peso sulla zona inferiore o laterale del piede.
Modificazioni mammarie e dell'apparato tegumentario
Le mammelle diventano più pesanti e più grosse, i capezzoli più scuri e sensibili. Aumento delle dimensioni delle mammelle e della loro vascolarizzazione con possibile dolore (mastodinia). Aumento della pigmentazione a carico di capezzoli ed areole mammarie con possibile comparsa di noduli non pigmentati attorno all’areola detti Tubercoli del Montgomery. Attorno all’aureola la cute diventa più scura (areola secondaria) e compaiono dei piccoli rilievi (tubercoli di Montgomery), che sono ghiandole sebacee ipertrofiche.
Alcune donne, verso la fine della gravidanza, vedono fuoriuscire dal capezzolo un liquido denso e giallognolo: è il colostro. Questo è il primo prezioso alimento che riceverà il bambino al momento della nascita e nelle ore successive. L’apparato tegumentario subisce dei cambiamenti stimolato dall’aumento dei livelli degli estrogeni, del progesterone e dell’ormone α-melanociticostimolante. Al centro dell’addome la pelle - dall’ombelico alla zona pubica - può sviluppare una zona pigmentata chiamata linea nigra. Le ghiandole sebacee e sudoripare si ingrandiscono e sono iperattive. Gli effetti degli estrogeni gravidici si notano anche sui capelli, che appaiono più folti allungandone il ciclo vitale.

Sintomatologia e adattamenti metabolici
Quasi in tutte le donne si verificano nausea e vomito nei primi mesi di gestazione. E’ presente una modifica del gusto tale da fare desiderare certi alimenti ed odori e renderne altri indesiderati ed inoltre può comparire una diminuzione del gusto. Spesso è presente il cosiddetto ptialismo cioè una salivazione eccessiva. È molto comune avere le gengive gonfie e sanguinanti, dovuta ad una aumentata vascolarizzazione ed all’ipertrofia delle gengive stesse. Anche la congestione della mucosa nasale con frequente epistassi è una condizione ricorrente.
Le perdite vaginali sono abbondanti, alcune donne soffrono anche di varici vulvari. Il sonno subisce variazioni: spesso, nei primi mesi di gravidanza, capita di sentirsi stanchissime, mentre verso la fine della gravidanza, molte donne si sentono pesanti e più legate nei movimenti. Nel quinto mese di gravidanza potresti soffrire di ritenzione di liquidi. Se stai molto tempo in piedi e/o fa caldo, a fine giornata potresti avere le caviglie gonfie. L’utero prende terreno: si nota già sotto l’ombelico e cresce approssimativamente a un ritmo di 1 cm al giorno.
Gestione del peso e ripresa post-parto
Uno dei fattori che influenza maggiormente il corpo della donna durante i nove mesi di gravidanza è l'aumento di peso corporeo, il quale dovrebbe attestarsi intorno ai 12 kg totali. Solitamente si crede che le donne incinte prendano più peso nell’ultimo trimestre, ma negli ultimi tre mesi la maggior parte del peso che si prende corrisponde alla crescita del bebè e all’aumento del liquido amniotico. La perdita di peso dopo il parto è progressiva, non avere fretta. Inoltre, se allatti, è probabile che tuo/a figlio/a abbia più fame, non ti conviene, dunque, fare dieta prima di esserti ripresa del tutto. Tra le problematiche che compaiono con più frequenza troviamo quelle che coinvolgono l'area lombare, pubica, sacro-iliaca, nonché le articolazioni e i muscoli del tronco. Inoltre, il post partum rappresenta comunque una fase molto delicata, in cui occorre intervenire con delicatezza.