Il panorama della medicina perinatale in Italia sta vivendo una trasformazione profonda, guidata dalla necessità di standardizzare l’approccio clinico di fronte a una demografia in mutamento. Questa prima edizione italiana delle linee guida, frutto del lavoro di un ampio gruppo di specialisti, e approvato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), è stato coordinato da Tullio Ghi, professore ordinario di Ginecologia e ostetricia dell’Università Cattolica e Direttore della UOC di Ostetricia e Patologia Ostetrica della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS. Il documento rappresenta non solo una sintesi scientifica, ma una risposta strutturata alle sfide cliniche moderne.

Il documento, frutto di un lungo e minuzioso lavoro, coordinato dal prof. Tullio Ghi, Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore della UOC di Ostetricia e Patologia Ostetrica di Fondazione Policlinico Gemelli, è stato elaborato da un ampio panel multidisciplinare di specialisti dei principali punti nascita italiani e da esperti cardiologi, nefrologi, neonatologi, psicologi, diabetologi, medici legali e rappresentanti di associazioni pazienti, con il contributo di revisori internazionali esterni. Questo approccio olistico è essenziale poiché le patologie ostetriche non colpiscono isolatamente l'apparato riproduttivo, ma richiedono una gestione sistemica.
L’impatto dell’inverno demografico e l’aumento del rischio ostetrico
In pieno inverno demografico, le gravidanze nel nostro Paese sono sempre più ‘a rischio’ e preziose. “In Italia - ricorda il prof. Ghi - l’età media della prima gravidanza continua ad aumentare, con un impatto significativo sul rischio di complicanze ostetriche. Questo rende fondamentale disporre di strumenti clinici aggiornati per intercettare e gestire al meglio le gravidanze ad alto rischio. L’invecchiamento della popolazione ostetrica comporta una maggiore incidenza di comorbidità preesistenti, richiedendo una sorveglianza più serrata e protocolli di prevenzione primaria e secondaria estremamente rigorosi.
La complessità del quadro clinico attuale trova riscontro nei dati statistici. Secondo i registri CeDAP (Certificato di assistenza al parto), nel 2024 su 365.238 parti in Italia, 1 su 5 ha riguardato madri di cittadinanza non italiana. Questa eterogeneità culturale e clinica impone la necessità di protocolli validati a livello nazionale che superino le frammentazioni regionali, garantendo a ogni donna, indipendentemente dalla provenienza, lo stesso standard di cura basato sull'evidenza scientifica.
Lezione 20 - Fisiologia della gravidanza, fecondazione, placenta e circolazione
Architettura del corpus: le quattro colonne della patologia ostetrica
Questo corpus di raccomandazioni, articolato nei quattro principali capitoli della patologia ostetrica (ipertensione, diabete, ritardo di crescita fetale e parto prematuro), offre una serie di strategie concrete per prevenire, riconoscere tempestivamente e trattare le principali complicanze della gravidanza. La strutturazione in blocchi tematici permette una consultazione rapida da parte degli specialisti e assicura una continuità assistenziale tra il territorio e la struttura ospedaliera.
Gestione delle ipertensioni in gravidanza
L'ipertensione gestazionale e la preeclampsia rimangono tra le principali cause di morbosità e mortalità materna e fetale. Le nuove linee guida pongono un forte accento sulla stratificazione del rischio precoce. Attraverso l'uso di biomarcatori e tecniche di screening doppler, il clinico è ora in grado di identificare le pazienti suscettibili di sviluppare quadri ipertensivi ben prima dell'insorgenza dei sintomi clinici, consentendo interventi profilattici, come la somministrazione mirata di acido acetilsalicilico, la cui efficacia è ormai ampiamente dimostrata in letteratura.
Ottimizzazione del controllo glicemico: il diabete ostetrico
Il diabete gestazionale rappresenta una sfida metabolica che richiede un monitoraggio costante. La gestione integrata, che vede coinvolti diabetologi e ostetrici, mira a prevenire le complicanze macrosomiche e le ipoglicemie neonatali. La linea guida sottolinea l'importanza di un approccio dietetico personalizzato e di un monitoraggio glicemico rigoroso, definendo i target terapeutici in base alle curve di crescita fetale e alle condizioni metaboliche materne.

Ritardo di crescita fetale (FGR)
Il ritardo di crescita fetale (FGR) è un indicatore critico del benessere del feto. Le linee guida introducono criteri diagnostici aggiornati per distinguere tra feti costituzionalmente piccoli e feti realmente affetti da insufficienza placentare. Questo è cruciale per evitare interventi iatrogeni inutili (come parti indotti troppo precocemente) o, al contrario, ritardi pericolosi nel parto, che potrebbero esporre il feto a rischi ipossici significativi.
Prevenzione e gestione del parto prematuro
Il parto prematuro rimane la causa principale di complicanze neonatali a lungo termine. Il corpus di linee guida offre strumenti di valutazione del rischio basati sulla valutazione ecografica della cervice uterina e sull'uso di progestinici nei casi selezionati. La gestione multidisciplinare proposta include anche il supporto psicologico, essenziale per la gestione dello stress emotivo derivante dalla minaccia di un parto pretermine, garantendo un approccio che considera la salute mentale della gestante come parte integrante del percorso clinico.
La visione istituzionale: garanzia di metodo e validazione
Il Presidente dell’ISS, Rocco Bellantone, sottolinea che questa iniziativa “nasce dalla necessità di offrire risposte chiare e aggiornate per la gestione delle gravidanze più complesse. Si tratta di un traguardo importante, raggiunto grazie al prezioso contributo scientifico della SIGO e alla garanzia metodologica del Centro Nazionale per la Clinical Governance, che ne ha curato la validazione. La validazione metodologica dell'ISS garantisce che ogni raccomandazione presente nel documento rispetti i più alti criteri di medicina basata sulle prove (EBM), riducendo drasticamente la variabilità clinica tra diversi centri di cura.

Il presidente della SIGO Elsa Viora ritiene che questo documento possa rappresentare un punto di svolta per tutti i medici specialisti in ginecologia ed ostetricia che lavorano negli ospedali o sul territorio e che troveranno in questo lavoro un importante supporto alla loro attività. La capillarità della diffusione di queste linee guida è l'obiettivo finale: trasformare il sapere accademico in una pratica quotidiana che protegga la salute della madre e del neonato, riducendo l'incidenza di contenziosi legali e migliorando l'esito delle gravidanze.
Il Policlinico Gemelli, con circa 4.000 parti all’anno, è tra i maggiori punti nascita del Centro-Sud Italia e rappresenta dunque un punto di riferimento nella gestione delle gravidanze a rischio. L'esperienza maturata in centri ad alto volume come il Gemelli è stata fondamentale per calibrare le raccomandazioni del documento su situazioni cliniche reali, complesse e spesso di emergenza. “Questa prima edizione delle linee guida - conclude il prof. Ghi - traccia una rotta chiara per il futuro, dove la tecnologia, la ricerca clinica e l'approccio multidisciplinare si fondono per offrire una medicina ostetrica di precisione, capace di rispondere alle esigenze di una società in continua evoluzione demografica e sanitaria.
Il lavoro svolto dai diversi specialisti non si ferma alla mera stesura, ma prevede un meccanismo di revisione periodica, necessario per integrare le nuove scoperte in ambito genetico e farmacologico che interessano l'ostetricia contemporanea. La formazione continua degli operatori del settore, basata su queste linee guida, diventerà il perno attorno al quale ruoterà la sicurezza dei percorsi nascita in Italia.