La formazione delle pianure: geologia e trasformazione del paesaggio

La pianura è, per definizione, un'ampia area caratterizzata dall’assenza di rilievi significativi, dove l’altitudine solitamente non supera i 200 metri sul livello del mare. Sebbene a prima vista possano apparire come distese uniformi, le pianure sono il risultato di processi geologici millenari, complessi e affascinanti. In geografia, la pianura viene definita come un'area piana formata da terra collocata ad un'altitudine piuttosto bassa, caratterizzata da rilievi poco accentuati. Comprendere la loro origine significa guardare al passato remoto della Terra, osservando l'azione incessante dell'acqua, del ghiaccio e delle forze tettoniche.

La pianura dello Jutland, in Danimarca, esempio di paesaggio pianeggiante europeo

I processi di formazione: una classificazione delle pianure

Le pianure non sono tutte uguali. La loro genesi può essere suddivisa in diverse categorie, a seconda dell'agente che ha prevalso nel processo di modellamento del territorio. Le pianure italiane, in particolare, si distinguono in alluvionali, di sollevamento e vulcaniche, a cui vanno aggiunte quelle di bonifica, frutto dell'ingegno umano.

Le pianure alluvionali

La maggior parte delle pianure è di origine alluvionale. Esse si sono formate dai materiali depositati dai fiumi lungo il loro corso. Quando un corso d’acqua scende dalla montagna, erode rocce e terreno trasportando a valle una gran massa di detriti: ghiaia, ciottoli, sabbia e limi. Nei tratti in cui la corrente perde velocità, questi materiali, definiti depositi alluvionali, si sedimentano, accumulandosi progressivamente. Un esempio emblematico è la Pianura Padana, formata proprio dai sedimenti trasportati dal fiume Po e dai suoi numerosi affluenti.

Le pianure tettoniche e di sollevamento

Le pianure di sollevamento, o pianure tettoniche, hanno origini legate ai movimenti della crosta terrestre. Alcune sono nate dal sollevamento di antichi fondali marini, innalzati a causa delle dinamiche geologiche interne. Altre, invece, si sono originate dallo sprofondamento e dall'appiattimento di porzioni della crosta terrestre in seguito a movimenti tettonici. Il Campidano, in Sardegna, rappresenta una delle pianure più vaste dell'isola, originata proprio da dinamiche di questo tipo, ed è celebre per i suoi stagni che ospitano fenicotteri rosa.

Le pianure vulcaniche

Le pianure vulcaniche si sono formate grazie ai materiali eruttati dai vulcani durante le attività eruttive del passato. Le ceneri, i lapilli e la lava, depositandosi attorno all'edificio vulcanico, hanno riempito le valli circostanti, creando strati pianeggianti. Oltre a definire la morfologia del terreno, questo materiale vulcanico rende il suolo estremamente fertile, favorendo lo sviluppo di ecosistemi rigogliosi.

Le pianure di bonifica

Infine, vi sono le pianure di bonifica. Si tratta di territori che, in passato, erano occupati da paludi e acquitrini. L’intervento dell’uomo ha trasformato queste zone attraverso complessi sistemi di canali per far defluire le acque e l’apporto di terra di riporto per riempire le conche. Anticamente, le pianure erano coperte da grandi foreste dove vivevano animali selvatici; vicino ai corsi d'acqua si formavano spesso paludi malsane, infestate da zanzare che diffondevano la malaria. La bonifica ha reso queste aree salubri e produttive.

Chi erano le genti delle Terramare? La civiltà perduta della Pianura Padana

Il caso studio: la Pianura Padana

La Pianura Padana è una delle distese più estese d'Europa e occupa un sesto del territorio italiano, estendendosi tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia. L’etimologia del termine "padana" deriva dal latino "padanus", a sua volta proveniente da "Padus", il nome romano del fiume Po.

Un'evoluzione plurimillenaria

La genesi della Pianura Padana non è stata un fenomeno regolare. Nel Pliocene, circa 5 milioni di anni fa, al posto dell'attuale pianura si trovava un'ampia depressione nata per il peso delle catene montuose (Alpi e Appennini) che costringeva la crosta terrestre a sprofondare. Nel corso del Pliocene e del Pleistocene, questa insenatura è stata progressivamente colmata dai sedimenti.

L'azione dei ghiacci

Nel Pleistocene medio, circa 1 milione di anni fa, è iniziata una fase caratterizzata dall'alternanza di quattro periodi glaciali (Günz, Mindel, Riss e Würm) e fasi interglaciali. Durante i periodi freddi, i ghiacciai si espandevano fino alla pianura, erodendo valli e accumulando detriti rocciosi allo sbocco in pianura. Durante le fasi interglaciali, la fusione dei ghiacci generava torrenti che distribuivano questi sedimenti, noti come depositi fluvioglaciali, caratterizzati da ciottoli spigolosi di varie dimensioni.

Schema dei depositi glaciali e fluvioglaciali nell'alta pianura

Alta e bassa pianura: dinamiche deposizionali

La Pianura Padana non è una superficie omogenea; la sua conformazione riflette la diversa energia dei corsi d'acqua. Lungo i versanti alpini, i torrenti scorrono velocemente, scavando valli e trasportando detriti grossolani. Allo sbocco in pianura, la brusca diminuzione di pendenza provoca la deposizione dei frammenti più pesanti (ghiaia e ciottoli), che danno origine a grandi strutture a ventaglio chiamate "conoidi alluvionali". Questa è l’alta pianura padana.

Proseguendo verso il fiume Po, la pendenza diminuisce ulteriormente e il corso d'acqua rallenta ancora, depositando materiali sempre più fini, come sabbie, limi e argille. Questo settore prende il nome di bassa pianura. Se potessimo osservare una sezione verticale del sottosuolo padano, vedremmo una stratificazione complessa che racconta l'alternanza di depositi marini del Pliocene e depositi fluviali e fluvioglaciali del Pleistocene, sormontati dalle alluvioni più recenti dell'Olocene.

Subsidenza e dinamiche antropiche

La crescita verticale della pianura, fenomeno noto come aggradazione, e quella orizzontale, detta progradazione, sono influenzate significativamente dalla subsidenza. Questo abbassamento del suolo è dovuto sia a cause naturali, come la compattazione dei sedimenti, sia ad attività umane. L'irrigidimento del reticolo idrografico, che impedisce il naturale apporto di sedimenti fluviali, la gestione della falda freatica e l’emungimento di acque e idrocarburi nel sottosuolo, sono tra le cause principali di questo fenomeno, particolarmente evidente nel Delta del Po.

Mappa dell'altitudine del territorio padano e delle zone soggette a subsidenza

Le pianure, offrendo terreni pianeggianti, sono tra i territori migliori per l'agricoltura, le vie di comunicazione e lo sviluppo industriale. Tuttavia, richiedono una costante gestione delle acque e protezione ambientale, poiché la presenza di fiumi e falde necessita di difese contro alluvioni ed eventi estremi. Culturalmente, le pianure definiscono le tradizioni agrarie e i modelli alimentari degli abitanti, ma l'eccessiva pressione urbana e agricola resta una sfida per la conservazione della biodiversità. Il territorio pianeggiante impone pratiche di gestione che bilancino lo sviluppo economico con la salvaguardia degli ecosistemi complessi che le caratterizzano.

tags: #come #nascono #le #pianure