Il mondo dei lombrichi è spesso oggetto di semplificazioni eccessive. Il termine "verme" è comunemente usato per riferirsi a diversi tipi di animali, come i vermi di terra e i vermi intestinali. Tuttavia, questi appartengono a gruppi diversi. Il primo è un tipo di anellide, un verme segmentato, mentre il secondo è un nematode, quindi sono tra di loro molto diversi. In questo articolo esploreremo il mondo degli anellidi, in particolare i lombrichi, considerati i veri vermi. Essi appartengono alla famiglia dei Lumbricidae e sono organismi non parassitari.

Anatomia e fisiologia: gli architetti del suolo
Se osservate più da vicino un lombrico, vedrete che il suo corpo è costituito da segmenti anulari che sembrano una fila di ciambelle in miniatura addossate l’una all’altra. Ciascun segmento è mosso da due fasci di fibre muscolari. Un fascio, posto sotto l’epidermide, avvolge il lombrico in senso circolare. Il lombrico fa presa sul terreno perché ciascun segmento, ad eccezione del primo e dell’ultimo, è dotato di otto setole dette “chete”. Per mezzo di queste setole il lombrico può afferrare fermamente il suolo su cui striscia. Il lombrico protende, si trascina e poi si ritrae in entrambe le direzioni usando le stole come remi di una barca.
L'apparato circolatorio del lombrico comprende cinque coppie di cuori e sei reni. I lombrichi hanno migliaia di organi di senso e i complessi sistemi muscolari sono tutti collegati al ganglio cerebrale che si trova nella parte terminale della bocca. Ciò che gli consente di respirare è tutta la superficie del corpo. La cuticola è porosa e i vasi sanguigni in prossimità di essa assorbono ossigeno dall’aria o dall’acqua, rilasciando anidride carbonica. Ma questo scambio di gas può avvenire solo se la cuticola è umida. Se un lombrico si asciuga, muore soffocato lentamente. D’altra parte, se un lombrico resta intrappolato nella sua tana durante una pioggia battente, la scorta di ossigeno presente nell’acqua si esaurisce rapidamente; questo è uno dei motivi per cui, dopo un acquazzone, i lombrichi salgono in superficie.
Il complesso sistema riproduttivo
I vermi sono ermafroditi, il che significa che possiedono organi sessuali sia femminili che maschili. Ogni tipo di organo produce ovuli o sperma, a seconda dei casi. Gli organi sessuali si trovano tra i segmenti 9 e 15 del corpo. Per quanto riguarda gli organi maschili, sono costituiti da testicoli che si trovano all'interno di sacche, con vescicole seminali che producono ed espellono lo sperma attraverso i pori maschili. Gli organi femminili includono ovaie e ovidotti, che producono e rilasciano le uova attraverso i pori femminili.
Sebbene siano ermafroditi, non possono autofecondarsi, quindi hanno bisogno di un altro lombrico per effettuare la riproduzione. Ciò avviene attraverso lo scambio di spermatozoi, per il quale dispongono di strutture chiamate spermateche. Queste spermateche ricevono e immagazzinano lo sperma di un altro verme durante la copulazione. In natura, alcune specie possono eccezionalmente riprodursi asessualmente attraverso un processo noto come partenogenesi, dove l'uovo inizia il suo sviluppo senza l'intervento degli spermatozoi.
ACCOPPIAMENTO LOMBRICHI ed informazioni dettagliate
Le fasi della fecondazione
Nella riproduzione dei lombrichi, ciascuno di loro agisce come un padre per i figli dell'altro e come una madre per i propri figli. Il processo si articola in diverse fasi distinte:
- Segnali chimici: Il processo inizia con segnali necessari per trovare un partner.
- Accoppiamento: Quando due lombrichi si accoppiano, si allineano e si sovrappongono sui rispettivi ventri per scambiarsi lo sperma. Ogni individuo ha due pori maschili e due ricettacoli seminali.
- Il Clitello: Relativamente vicino alla testa, i lombrichi hanno una struttura ghiandolare spessa che secerne una sacca viscida chiamata clitello. Questa sacca ha la forma di un anello ed è piena di un fluido albuminoso.
- Formazione del bozzolo: Dopo l'accoppiamento, il lombrico lascia andare gradualmente l'anello. Passando sopra il poro della femmina, l'anello raccoglie le uova. Continuando a scorrere, passa attraverso il poro maschile (spermateca), dove gli spermatozoi si uniscono alle uova. Infine, si forma un bozzolo che funge da incubatrice.
Lo sviluppo embrionale avviene direttamente all'interno del bozzolo; non vi è alcuna fase larvale. Da ogni bozzolo possono nascere da 2 a 20 lombrichi nel giro di poche settimane, già capaci di nutrirsi autonomamente.
La lombricoltura: gestione e allevamento
Le specie più utilizzate nel mondo per fare il vermicompost sono Eisenia fetida (Tiger Worm) e Eisenia andrei (Red Worm). Queste sono state selezionate per la loro prolificità, voracità e un metabolismo adatto a un range di temperature ampio (da 0 a 35°C, con riproduzione ottimale tra i 10° e i 25°C).
Per quanto riguarda la gestione, 1,5 kg di questi esemplari possono vivere in uno spazio iniziale di 50 cm quadrati con uno spessore di 15-20 cm. Si accoppiano settimanalmente e il periodo di incubazione delle uova varia da 18 a 26 giorni.
Alimentazione e cura quotidiana
I lombrichi si cibano di materia organica in avanzata fase di decomposizione con un pH di circa 7. A titolo di esempio, ecco cosa possono mangiare: verdura, frutta, fondi del caffè, contenuto delle bustine di tè, gusci di uovo frantumati, pane, piccole quantità di cartoni e carta dei giornali quotidiani.

Per impostare l'allevamento, il cibo va distribuito sopra la lettiera in strati inferiori ai 5 cm, circa tre volte al mese. È importante evitare accumuli eccessivi per prevenire la fermentazione acida. Il materiale pronto va prelevato dalla parte più vecchia del mucchio, dove il processo di trasformazione è più avanzato. In inverno, a partire da fine novembre, si può fornire una doppia alimentazione per generare calore naturale attraverso la fermentazione, creando un ambiente ottimale anche nei periodi rigidi.
L'impatto ecologico
Aristotele li definì "le viscere della terra". I lombrichi sono i responsabili della formazione del terreno vegetale di tutto il pianeta. Scavano instancabilmente le loro gallerie, incorporano materiale vegetale morto nel terreno, producono il pregiato humus e provvedono a una struttura ottimale del suolo.
La loro presenza è un indicatore biologico fondamentale: la presenza di popolazioni di batteri e microrganismi autoctoni, insieme ai lombrichi stessi, indica che nel terreno non ci sono sostanze tossiche. Essi trasformano la sostanza organica in vermicompost (o Humus di lombrico), una forma di nutrimento facilmente assimilabile dalle piante. Grazie alla loro attività di "aratura naturale", mantengono il suolo ossigenato, favorendo la crescita rigogliosa di ogni tipo di vegetazione.