Come Levare la Tettarella Guida: Strategie per un Allattamento Sereno e Consapevole

Tra le domande più frequenti che mi sento porre dalle mamme in consulenza, spiccano indubbiamente quelle relative a come togliere l’aggiunta di latte artificiale. Si tratta di un macro argomento, spesso associato a luoghi comuni da sfatare, e che coinvolge diverse tipologie di "tettarella guida", dal paracapezzolo al biberon. L'allattamento è in parte un istinto e in parte un’arte appresa, ma spesso mancano le giuste conoscenze per affrontare le sfide. È sicuramente utile sapere come si presenti un attacco esterno adeguato, ma non è tutto: dobbiamo considerare anche cosa succede dentro la bocca, come funziona il movimento della lingua e il fatto che certi bambini addirittura serrino le gengive. Sapere quanto un bambino stia al seno non ci dice nulla sulla sua nutrizione effettiva, poiché la suzione può essere nutritiva o non nutritiva. Questa consapevolezza è fondamentale per capire se il bambino stia effettivamente mangiando o meno.

Come Togliere i Paracapezzoli: Una Guida Passo Dopo Passo

I paracapezzoli sono dispositivi che imitano la forma del capezzolo materno e possono essere trovati in commercio in vari materiali, come il silicone e il caucciù. Questi strumenti possono essere utilizzati come risposta a specifiche esigenze, ma è sempre opportuno valutarne l'uso con un’esperta o un esperto nell’allattamento. I paracapezzoli non sono né buoni né cattivi: sono uno strumento neutrale e, in quanto tale, possono essere benefici quando c’è una reale necessità, ma possono rivelarsi controproducenti se non c’è un reale bisogno. Essi nascono come una stampella per supportare alcune difficoltà di allattamento, in attesa che la motivazione che ha determinato la loro presenza venga individuata e supportata con competenza.

In casi specifici, la forma e la struttura dei paracapezzoli può agevolare l’attacco e il mantenimento di un aggancio saldo. Tuttavia, in talune circostanze, via via che passa il tempo, può subentrare una componente di abitudine. Molte mamme riferiscono di averli ricevuti in ospedale perché il bambino "fatica ad attaccarsi" o perché viene veicolata l’immagine di una poppata più efficace, veloce e senza ragadi proprio in virtù del paracapezzoli. A volte, ancora, viene consigliato il loro uso prima della nascita, specialmente se si hanno "i capezzoli piatti".

Preparazione all'Allattamento e Miti da Sfatare

Riguardo all'avvio dell'allattamento, poche persone possono dire di essersi arrivate davvero preparate. I motivi sono molteplici: la convinzione che l’allattamento sia un atto puramente istintivo, l’umano concentrarsi sul qui ed ora della gravidanza senza pensare al dopo, o la frequentazione di corsi sull’allattamento non del tutto adeguati. È importante sapere che preparare i capezzoli non serve, in quanto sono già pronti. Le ragadi non si prevengono con le creme, ma evitando che l’azione meccanica di sfregamento le provochi. Inoltre, riuscire ad allattare non è questione di fortuna; la produzione di latte è un apparato robusto, ben impostato e non un fiore delicato.

Illustrazione: Tipi di paracapezzoli e loro applicazione

Premessa Fondamentale Prima di Iniziare a Togliere i Paracapezzoli

Fatta questa premessa, prima di iniziare il processo per togliere i paracapezzoli, è molto importante sapere che può richiedere tempo e pazienza. Il percorso può essere caratterizzato da due passi avanti e uno indietro per un po’ di tempo. Nel migliore dei casi, quando tutto è ottimizzato e non ci sono ostacoli o aspetti ancora da individuare o gestire, si stima una tempistica indicativa di due settimane, ma potrebbe volerci anche di più. La pazienza è, senza dubbio, la migliore amica della mamma in questo frangente. Un altro fattore da tenere in considerazione, prima di iniziare, è che la presenza di paracapezzoli potrebbe mascherare una difficoltà di attacco o una non piena funzionalità anatomica che deve ancora essere affrontata e risolta.

Come applicare correttamente il paracapezzoli

Togliere i Paracapezzoli in 10 Passi Senza Stress

Qui di seguito troverai alcuni consigli per togliere i paracapezzoli senza stress. Ho seguito per lo più un ordine cronologico, ma è importante ricordare che non tutti i passaggi o suggerimenti si applicano a tutte le persone. Il mio è un invito a leggere prima l’intero elenco, ma solo dopo decidere quali suggerimenti si possano applicare alla tua unica e specifica situazione. È fondamentale ricordare che questi sono solo spunti teorici e ogni percorso è personale.

  1. Favorisci il contatto pelle a pelle: Quanto più contatto pelle a pelle è possibile, anche quando il bambino non sta poppando, tanto meglio. Questo aiuta a ricollegare il cervello del tuo bambino o della tua bambina al seno e può aiutarlo o aiutarla ad attaccarsi senza il paracapezzolo. Il contatto pelle a pelle può fare una grande differenza ai fini del tuo obiettivo e per supportare il vostro benessere e la vostra serenità.
  2. Presta attenzione ai primi segnali di fame: Prova ad attaccare il bambino o la bambina appena sveglia o sveglio. Il relax del dormiveglia può essere un valido alleato in questa fase.
  3. Allatta a richiesta: Dimentica l’orologio e fidati della tua bambina o del tuo bambino! Quando stai lavorando per togliere i paracapezzoli, o per ottimizzare altri aspetti del vostro allattamento, considera che le poppate potrebbero momentaneamente aumentare e potresti avvertire anche una sorta di “montata lattea”.
  4. Osserva il tuo bambino: Potrebbe essere che, a fronte del cambiamento, mostri qualche segnale di irrequietezza o disappunto. Quanto a lungo “insistere”? Solo tu puoi sapere qual è il punto di massima tolleranza per voi, quel punto di incontro tra le sfumature emotive tipiche del “tentativo” e la necessità di fermarsi perché in quel momento “è troppo”. Se provate frustrazione, rimetti il paracapezzolo e, con serenità, riprova la volta successiva.
  5. Spremitura e gocce di latte: Fai una leggera spremitura e metti qualche goccia di latte sul capezzolo prima di provare ad attaccarlo. Se stai usando la formula, puoi fare lo stesso. Questo può invogliare il bambino.
  6. Parla dolcemente e incoraggia: Parla dolcemente alla tua bambina o al tuo bambino e incoraggialo. La tua voce è un porto sicuro, rinfrancante e rassicurante! Anche se l’attacco non sta andando bene, continua a usare un tono positivo. Dì al tuo bambino che sta facendo un ottimo lavoro, che siete una squadra e che lo farete insieme. È puramente aneddotico, ma è stato notato che le mamme che parlano ai loro bambini mentre si sta lavorando sull’attacco, tendono a vivere un momento più sereno e soddisfacente.
  7. Usa la mano per modellare il seno: Conosci la tecnica flipple? Se no, ne parleremo poco più sotto, ma la modellazione del seno è fondamentale per facilitare l'attacco profondo.
  8. Gestisci capezzoli introflessi o piatti: Se i tuoi capezzoli sono introflessi o piatti, puoi provare a usare il tiralatte o stimolare il sottovuoto per un paio di minuti prima di attaccare il bambino per tentare di estroflettere maggiormente il capezzolo, oppure sfruttare l’azione del freddo per indurire il capezzolo (attenzione: non applicare ghiaccio direttamente su di esso).
  9. Seno teso/pieno: Se il tuo seno è molto teso o pieno, il tuo bambino può faticare ad attaccarsi: usa la pressione inversa ammorbidente prima di attaccarlo, che si effettua premendo alla base del capezzolo in modo costante verso l’interno per almeno 60 secondi.
  10. Sfilare il paracapezzolo durante la poppata: Se il bambino si rifiuta di attaccarsi senza paracapezzolo, puoi valutare di attaccarlo con esso all’inizio della poppata per poi provare a sfilare il paracapezzolo. Ci sono casi in cui questo movimento veloce ha funzionato quasi come un incantesimo!

Allattamento: Modellare il Seno con la Tecnica Flipple

La tecnica flipple è una semplice manovra che può facilitare la poppata e prevenire ingorghi. Il capezzolo, durante la poppata o l’estrazione con tiralatte, aumenta di circa 2-3 volte la sua lunghezza, raggiungendo così la parte posteriore della bocca del bambino dove si colloca il palato morbido. Per determinare un trasferimento ottimale di latte, il bambino si attacca quindi ben oltre il capezzolo. L’attacco superficiale al capezzolo non solo non consente un adeguato trasferimento di latte, ma causa dolore o fastidio alla mamma.

In alcuni casi, può essere utile aiutare il bambino ad ottenere un attacco profondo, per esempio stringendo delicatamente il seno e tirandolo indietro verso la gabbia toracica in modo che il bambino possa prendere una grande boccata di tessuto mammario. Bisogna “arrotolare” con la mano, e il relativo movimento del polso, la parte del seno vicino all’areola di modo da porgere in modo stabile il seno al bambino. Quando la sua bocca si spalanca, occorre premere sul seno appena sopra il capezzolo, con un dito che corre parallelamente al labbro superiore del bambino. Questo movimento farà inclinare il capezzolo verso l’alto e contribuirà a far “rotolare” più seno nella bocca del bambino.

Mamma, Ricorda che… Anche con i Paracapezzoli, l’Allattamento è un Successo!

È fondamentale mantenere la serenità. Se tu o il bambino vi sentite sopraffatti, fermatevi. Riprova alla prossima poppata, domani o quando ti sentirai più pronta. Allattare richiede tempo e pazienza! L'obiettivo principale è sempre il benessere di mamma e bambino.

Eliminare le Aggiunte di Latte Artificiale: Il Passaggio all'Allattamento Esclusivo al Seno

Tra le domande più frequenti poste dalle mamme in consulenza, spiccano indubbiamente quelle relative a come togliere l’aggiunta di latte artificiale. Si tratta di un macro argomento, spesso associato a luoghi comuni da sfatare. Il passaggio dall’allattamento misto a quello esclusivo al seno è spesso possibile con il giusto supporto e le tecniche adeguate.

Si Possono Eliminare Sempre le Aggiunte di Latte Artificiale?

Generalmente, sì, è spesso possibile eliminare le aggiunte di latte artificiale con la giusta guida e un impegno costante. L'introduzione delle aggiunte di latte artificiale può avvenire per diverse ragioni, come la percezione di insufficiente produzione di latte, il pianto inconsolabile del bambino o la convinzione che il bambino non sia sazio dopo la poppata al seno. Tuttavia, con un'attenta valutazione e l'adozione di strategie mirate, è possibile stimolare la produzione materna e migliorare l'efficacia della suzione del bambino, riducendo gradualmente la necessità di integrazioni esterne.

Infografica: Strategie per ridurre l'aggiunta di latte artificiale

Come Scalare il Latte Artificiale in Modo Efficace

Quando si mira a scalare il latte artificiale, è importante considerare sia la quantità di supplemento offerta che il modo in cui viene somministrato.

Allattamento Misto e Biberon: La Modalità “Paced Bottle Feeding”

L’utilizzo della modalità “Paced bottle feeding” con approccio responsivo nell’offrire il biberon stimolerà nel bambino la possibilità di succhiare più efficacemente, di fare pause e di riconoscere il proprio senso di sazietà e appetito, riducendo la necessità di frenare il flusso eccessivo di latte. In caso di allattamento al seno e utilizzo del biberon, questa modalità può aiutare a ridurre anche la confusione nella suzione, che si verifica quando il bambino fatica a distinguere tra la suzione al seno e quella dal biberon a causa delle diverse meccaniche.

Come applicare correttamente il paracapezzoli

La Scelta della Tettarella del Biberon

La scelta della tettarella del biberon è un aspetto non trascurabile quando si cerca di gestire l'allattamento misto e di favorire il passaggio al seno. Il Prof. Vito Console, in "Conversazione con le mamme: suggerimenti e consigli pediatrici!", offre indicazioni preziose:

  • Dalla nascita ai 3 mesi: È consigliato utilizzare una tettarella con un foro piccolo (getto lento) perché stimola suzione e deglutizione. Con il bambino in posizione reclinata e il biberon inclinato verso il bambino, il neonato o il bambino andrà a posizionare la lingua in avanti, invece che sul palato, per tappare il foro e rallentare la fuoriuscita del latte. Questo mima maggiormente l'esperienza del seno.
  • Da 3 a 6 mesi: È consigliato utilizzare una tettarella con foro medio.
  • Dai 6 mesi in poi: Si può utilizzare una tettarella con foro medio-grande.

Queste indicazioni aiutano a controllare il flusso e a prevenire un'eccessiva facilità di alimentazione dal biberon che potrebbe scoraggiare il bambino a lavorare per ottenere il latte dal seno.

Il Ruolo dei Professionisti nel Supporto all'Allattamento

Il successo nell'eliminare le tettarelle guida, sia esse paracapezzoli o biberon, spesso dipende dal supporto qualificato di professionisti come l'osteopata e l'ostetrica. Questi esperti lavorano in sinergia per affrontare le diverse sfide che possono presentarsi durante il percorso dell'allattamento.

Il Ruolo dell’Osteopata nel Facilitare l'Allattamento e Gestire il Pianto del Bambino

Per passare dall’allattamento misto a quello al seno, il ruolo dell’osteopata può essere determinante. Questo professionista procede a una valutazione della qualità della suzione del bambino. Sulla base dei risultati di quest’ultima, attua delle manipolazioni mirate a risolvere eventuali contratture o tensioni muscolari che possono ostacolare un attacco efficace e una suzione profonda.

Il ruolo dell’osteopata nell’aiuto all’eliminazione delle aggiunte di latte artificiale non finisce qui. Ricordiamo infatti che, di frequente, l’aggiunta si introduce con la convinzione di soddisfare la fame di un bambino che, dopo la poppata, continua a piangere. Tra le cause del pianto è possibile includere anche le coliche, motivo di forte sofferenza per il piccolo per via dell’infiammazione intestinale. Le coliche, che sono tutto tranne che fisiologiche, si possono risolvere intervenendo sull’alimentazione materna. Nel videocorso verticale dedicato alla loro cura, il Dottor Matteo Silva consiglia altri espedienti, tra cui un semplice massaggio alla pancia del bimbo, per debellarle, contribuendo a un maggiore benessere del bambino che, di conseguenza, potrebbe piangere meno e manifestare meno la percezione di fame.

Diagramma: Intervento dell'osteopata per la suzione

Come Eliminare le Aggiunte di Latte Artificiale Grazie all'Aiuto dell'Ostetrica

L’aiuto dell’ostetrica fa la differenza quando si punta a togliere l’aggiunta di latte artificiale. Questa professionista lavora in sinergia con l’osteopata, fornendo consulenza pratica e supporto emotivo. Nelle prossime righe, vediamo alcuni dei consigli che un'ostetrica può dare per sostenere la produzione di latte materno e facilitare il passaggio all'allattamento esclusivo.

L'ostetrica può insegnare tecniche di estrazione del latte per aumentare la produzione e garantire che il bambino riceva abbastanza latte materno.

La Spremitura Manuale del Latte Materno

La spremitura manuale è un metodo naturale che non richiede l’acquisto di alcun tipo di ausilio, ma necessita l’acquisizione di una tecnica che deve essere spiegata e insegnata da personale competente ed esperto. Per eseguirla correttamente, la spremitura manuale va eseguita previo accurato lavaggio delle mani. Sedetevi comodamente e tenete il contenitore del latte vicino al vostro seno. Ponete il pollice sopra l’areola mammaria e l’indice e l’anulare di sotto, formando così una “C”. Effettuate una lieve pressione verso il torace, rilasciate le dita ed eseguite una manovra di spremitura. Applicando compressioni e rilasciamenti, il latte comincia a fluire. Spremete il seno per circa 5 minuti, ripetendo l’operazione più volte con le stesse modalità. Questa tecnica è utile per stimolare la produzione e per offrire latte materno senza ricorrere al biberon.

Le Posizioni che Favoriscono l’Attacco Profondo

Un'ostetrica esperta può anche guidare la mamma nella scelta e nell'adozione di posizioni che favoriscono un attacco profondo e corretto al seno, elemento cruciale per un trasferimento di latte efficace e per prevenire dolore o ragadi. Un attacco profondo riduce la necessità di supporti esterni e aiuta il bambino a ottenere tutto il latte di cui ha bisogno direttamente dal seno.

Tecniche e Strumenti per l'Estrazione del Latte Materno

Quando non è possibile alimentare direttamente il bambino al seno, il latte materno estratto rappresenta il miglior alimento per nutrirlo. Imparare quando e come pulire e sanificare i componenti del tiralatte tra un uso e l'altro è essenziale per garantire che il latte sia sicuro. La buona notizia è che, se si conoscono le basi della pulizia e della sanificazione dei componenti del tiralatte, il latte può essere conservato in frigorifero in modo sicuro per un massimo di cinque giorni o in congelatore per un massimo di nove mesi.

L’Utilizzo del Tiralatte: Metodi e Scelta

Per estrarre il latte materno si può utilizzare o il metodo della spremitura manuale, come descritto in precedenza, o il tiralatte, manuale o elettrico. La scelta della modalità dipende da diversi fattori come l’arco di tempo per cui sarà necessario il tiraggio, quante volte durante la singola giornata si dovrà ricorrere all’estrazione, l’ambiente in cui avverrà l’estrazione e le preferenze della mamma.

Se l’estrazione viene effettuata di rado, in caso di allontanamento momentaneo ed occasionale della mamma dal neonato, si può utilizzare un tiralatte manuale. Se invece il ricorso è più frequente nell’arco della giornata e prolungato nel tempo, allora sarà bene scegliere un tiralatte elettrico, sicuramente più comodo ed efficiente. Se infine, l’utilizzo dovesse essere quotidiano e regolare - specialmente nel primo periodo la mamma potrebbe utilizzarlo fino a 7-8 volte al giorno, cioè l’equivalente delle poppate di un neonato nell’arco delle 24 ore - allora il consiglio è quello di optare per un tiralatte elettrico doppio. Questo permette di raccogliere più latte in meno tempo, cosicché la mamma possa avere più tempo per sé o per stare con il piccolo.

Anche l’ambiente in cui si effettua l’estrazione può essere rilevante. Se per esempio la mamma rientra al lavoro ma desidera proseguire l’allattamento materno, oppure è spesso fuori casa per impegni, un tiralatte portatile, compatto e silenzioso, può essere la soluzione migliore. Per rispondere a questa esigenza di massima libertà e discrezione, la tecnologia ha fatto un ulteriore passo avanti con i modelli indossabili. Un esempio è il tiralatte indossabile di Chicco, che, grazie al suo design compatto e all'assenza di tubi, si inserisce direttamente nel reggiseno. Questo permette alla mamma di estrarre il latte in modalità “mani libere”, muovendosi liberamente e dedicandosi ad altre attività, sia al lavoro che a casa, in totale comfort e silenzio. È bene inoltre specificare che i tiralatte non si differenziano solamente per il tipo di alimentazione ma anche per la coppa. Infatti, nei casi in cui siano presenti problematiche legate all’allattamento, come ingorghi, scarsa produzione di latte, ragadi o capezzoli dolenti, può essere utile scegliere un tiralatte come Stimolatte di Chicco, progettato per affrontare queste specifiche esigenze.

Tiralatte: Manuale, Elettrico Singolo, Elettrico Doppio, Indossabile

Preparazione e Conservazione del Latte Materno Estratto

Se vi state preparando a rientrare al lavoro o ad allontanarvi dal vostro bambino per alcuni giorni, cercate di pianificare la quantità di latte da estrarre necessaria per il numero di poppate che vengono perse ogni giorno, in modo da lasciare a un familiare o ad un’altra persona di fiducia la quantità di latte necessaria per soddisfare la fame del vostro bambino.

Per la raccolta del latte, utilizzate gli appositi vasetti conserva latte disponibili in commercio. Lavateli bene con acqua calda e sapone, risciacquateli abbondantemente e sterilizzateli. Cercate di estrarre in ogni vasetto approssimativamente la quantità di latte che il bambino succhia per ogni poppata. Assicuratevi di chiudere bene il vasetto e scrivete la data del giorno in cui il latte è stato estratto.

Il latte raccolto può essere conservato a temperatura ambiente per 8 ore, in frigorifero (non nella porta) per 48 ore e nel freezer per 3 mesi. Per portarlo a temperatura ambiente, immergete il contenitore con il latte in acqua tiepida a bagnomaria e non nel forno a microonde. Una volta scongelato, può essere conservato in frigorifero per 24 ore. Non ricongelate mai il latte scongelato. Una volta riscaldato, non può essere più conservato né adoperato, ma va rigorosamente eliminato. In commercio esistono vasetti conserva latte a cui si può aggiungere la tettarella senza bisogno di travasare il latte estratto. Così, in modo pratico ed igienico, è sufficiente scaldare il latte, agitarlo bene, ed il biberon è pronto!

Come applicare correttamente il paracapezzoli

Pulizia e Sanificazione dei Componenti del Tiralatte

Imparare quando e come pulire e sanificare i componenti del tiralatte tra un uso e l'altro è essenziale per garantire che il latte estratto sia sicuro per il bambino.

Prima di Estrarre il Latte

Tutti i componenti del tiralatte che vengono a contatto con il seno o con il latte materno devono essere completamente puliti e asciutti. Tuttavia, durante l'estrazione non soltanto l'attrezzatura deve essere pulita, ma lo devi essere anche tu! Prima di ogni sessione di estrazione, lavati accuratamente le mani con sapone per almeno 20 secondi, poi risciacquale e asciugale con un asciugamano pulito. Non è necessario lavare il seno, a meno che tu non vi abbia applicato una crema o dei cosmetici non compatibili con l'allattamento (in caso di dubbi, controllare la confezione). Durante l'estrazione, è possibile lasciare numerose creme per capezzoli a base di Lanolina precedentemente applicate.

Consigli per Pulire i Componenti del Tiralatte Dopo l'Uso

Dopo l'estrazione, lava sempre i componenti utilizzati che siano stati a contatto con il seno o con il latte, come bottiglie, valvole e coppe per il seno. Quindi, asciugali accuratamente in modo che siano pronti per la sessione successiva.Per prima cosa, risciacqua con acqua potabile i componenti utilizzati per l'estrazione (a circa 20 °C/68 °F), per rimuovere eventuali proteine di latte residue. Dopodiché, lava tutti i componenti con acqua calda (circa 30 °C/86 °F) e detersivo liquido. Risciacqua nuovamente i componenti con acqua potabile per 15-20 secondi.In alternativa, puoi lavare i componenti del tiralatte nella rastrelliera superiore della lavastoviglie usando il tuo detersivo abituale. I componenti più piccoli possono essere inseriti nel comparto delle posate. Assicurati che le bottiglie per latte materno, le coppe per il seno e le tettarelle siano rivolte verso il basso. Asciuga l'attrezzatura con un panno pulito o lasciala asciugare all'aria su un asciugamano pulito. Non dimenticarti di consultare il manuale di istruzioni del tiralatte per le linee guida specifiche relative alla pulizia.

Come Sanificare i Componenti del Tiralatte

Almeno una volta al giorno, è necessario sanificare i componenti del tiralatte dopo averli lavati. È necessario farlo anche se i componenti del tiralatte sono nuovi o se non vengono usati da tempo. Per sanificazione si intende la pulizia accurata dei componenti da germi e batteri. Spesso si sente parlare di "sterilizzazione" degli articoli per neonati o si vedono prodotti pubblicizzati come "sterilizzatori"; tuttavia, il termine "sanificazione" è più preciso. È impossibile sterilizzare completamente l'attrezzatura a casa, anche facendola bollire, poiché le nostre case non sono ambienti completamente sterili. Tuttavia, la sanificazione garantisce che i componenti siano perfettamente sicuri per te e per il tuo bambino.

Poiché ogni prodotto è diverso, assicurati di seguire il metodo di sanificazione indicato sulle istruzioni d'uso del prodotto specifico. In generale, le modalità di sanificazione raccomandate sono:

  • Bollitura: Inserisci i componenti del tiralatte in una pentola grande e coprili con acqua. Porta a ebollizione e mantienila per almeno cinque minuti, assicurandoti che tutti i componenti rimangano immersi.
  • Microonde: Inserisci i componenti del tiralatte in una sacca per la sanificazione a microonde o in uno sterilizzatore a microonde e segui le istruzioni per l'uso del produttore.

Dopo la Sanificazione

Una volta sanificati i componenti del tiralatte, lasciali asciugare accuratamente prima dell'uso. Rimuovi i componenti del tiralatte dalla pentola, dal sacchetto igienizzante o dallo sterilizzatore con mani o con pinze pulite, garantendo così la massima igiene per la prossima estrazione.

Tabella riassuntiva: Tempi di conservazione del latte materno

Abitudini di Suzione Non Nutritiva: Il Caso del Dito

Non dimentichiamoci che anche la suzione del dito può essere considerata un’abitudine che altera le strutture ossee e gli equilibri muscolari del bambino. È un’abitudine complessa da eliminare perché il dito è sempre a portata del bambino, a differenza di una tettarella o di un paracapezzolo che possono essere rimossi. Potrebbe essere risolutivo cercare di comprendere a quale bisogno la suzione del dito stia fornendo soddisfazione: noia, frustrazione, mancanza di contatto, scoperta della mano per coordinare il movimento oculare o una semplice necessità di suzione non nutritiva. Comprendere la causa sottostante è il primo passo per aiutare il bambino a superare questa abitudine.

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