La scoperta dei colori rappresenta una tappa fondamentale nello sviluppo cognitivo e percettivo del bambino. Molti genitori si chiedono a che età e come insegnare i colori ai bambini, un processo che, sebbene fisiologico, richiede stimoli adeguati, pazienza e una profonda comprensione della complessità che la percezione cromatica comporta. Non si tratta solo di distinguere una tonalità dall'altra, ma di integrare l'identificazione visiva con il linguaggio verbale, un passaggio che si consolida gradualmente tra i 18 mesi e i 4 anni.

Il processo di acquisizione della competenza cromatica
Il processo di acquisizione di una competenza matura sui colori è lento e fa parte della crescita anche esperienziale del bambino. È essenziale considerare che lo sviluppo della vista raggiunge la sua completezza intorno ai sei anni di età. In un bambino lo sviluppo della vista raggiunge la sua completezza intorno ai sei anni di età. Nell’arco di tempo tra i due e i sei anni, il piccolo impara a riconoscere e indicare le cose lontane da lui e a focalizzare la propria attenzione sui dettagli.
A 18 mesi un bambino è in grado di distinguere le tonalità, ma soltanto tra i 3 e i 4 anni capirà che ogni colore ha un nome. Non si tratta di un processo particolarmente semplice: il bambino dovrà dapprima individuare il colore, impararne il nome e poi associare nome e colore. Tutto ciò posto, possiamo affermare che i colori vanno studiati, per la loro comprensione e identificazione, la mediazione dell’adulto e i giusti strumenti di lavoro (libri, giochi, colori, eccetera) possono essere supportivi.
Fondamenti teorici: dai colori primari alle sfumature
Per comprendere come strutturare l'apprendimento, è necessario distinguere le categorie cromatiche. Posta la differenza tra colori primari, secondari e terziari è intuitivo che la competenza al colore sia complessa.
- Colori Primari: Quelli primari sono i colori base, anche detti assoluti, ovvero sono quelli che non possono essere ottenuti dalla mescolanza di nessun altro colore.
- Colori Secondari: Sono, invece, i colori che si ottengono dalla mescolanza di due colori primari.
- Colori Terziari: Sono quelli che nascono dalla mescolanza di un colore secondario con un colore primario.
Il bianco e il nero caricheranno e scaricheranno i colori di luminosità e vivacità. È ovvio che l’intensità dalle variazioni di colore, delle sfumature e delle tonalità sarà misurata alla percentuale dei singoli colori per come mescolati dal piccolo artista. Quando i bimbi hanno capito il concetto della diversità dei colori, è tempo di insegnare che ogni colore è presente nel mondo in varie sfumature.

Strategie comunicative: l'importanza dell'ordine sintattico
Uno studio dell’università di Stanford ha scoperto che per insegnare i colori ai bambini piccoli in modo efficace è sufficiente una piccola modifica nel modo in cui si descrivono gli oggetti. I genitori tendono a parlare dei colori con frasi come «com’è rossa quella mela»: lo studio ha scoperto che invertire l’ordine delle parole («la mela è rossa») comporta una notevole differenza nella capacità del bambino di riconoscere i colori. I bambini piccoli elaborano il linguaggio in maniera sequenziale, quindi percepiscono le parole che sentono per prime come più importanti: se sentono prima il nome dell’oggetto, capiranno che ciò che viene dopo lo descrive.
Attività ludiche e laboratoriali per l'apprendimento
I piccoli di casa hanno bisogno di qualcuno che insegni loro a guardarsi intorno giocando e divertendosi. Il Nonno pasticciere ha selezionato alcuni giochi senso-motori semplicissimi da realizzare e soprattutto molto colorati.
La ruota dei colori montessoriana
Il mio suggerimento, da Pedagogista, è quello di realizzarla home made con materiali possibilmente di riciclo. Procuratevi un cartoncino e ritagliate un cerchio ampio, di almeno 20 cm di diametro, oppure procuratevi un cartoncino già di forma rotonda. Infine procuratevi 6 mollette per il bucato in legno e colorate anch’esse ciascuna con un colore della ruota. Come si gioca alla ruota dei colori? Una volta terminata la fase di costruzione, il bambino può essere invitato ad associare sulla ruota la molletta o il bastoncino al colore corrispondente.
I barattoli dei colori
I barattoli dei colori è un altro classico gioco dei colori per i più piccoli; si preparano dei contenitori, ciascuno con un’etichetta di un colore diverso. A parte, si preparerà un cesto con delle palline dei diversi colori rappresentati sui barattoli. Il bambino, che si troverà questi elementi di fronte, tenderà spontaneamente ad abbinare gli oggetti al contenitore del colore corrispondente.
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Il gioco delle sfumature con le mollette
Per rendere divertente l'apprendimento delle tonalità, prendete i campioncini di cartone per la pittura (quelli che si trovano in ferramenta con tutti i colori possibili immaginabili!): create quindi un foglio pieno di colori, e fate sì che di ogni colore ci siano tre sfumature. Prendete gli stessi colori e le stesse sfumature che avete scelto per il foglio e ritagliate una strisciolina da incollare sul dorso di alcune mollette per il bucato. Sparpagliatele e lasciate che i bambini pinzino le mollette proprio sopra il colore corrispondente: vedranno così tutte le sfumature che possono avere i colori!
Laboratori artistici e sensoriali
La maestra della scuola materna può invitare il bambino a disegnare un paesaggio (di sua fantasia) e a colorarlo utilizzando i tre colori primari. Successivamente, l’adulto descriverà il disegno realizzato menzionando i colori utilizzati e associandoli ai rispettivi nomi.
Per i più piccoli, utilizzare colori lavabili, rigorosamente atossici, colorare le cinque dita della mano, ognuna con un colore diverso, creare una storiella che vede protagonista le dita, identificandole ciascuna con un colore. In questo modo il bimbo imparerà ad associare il nome del colore a quello del singolo dito, quindi imparerà, giocando, sia il nome dei colori che quello delle dita. Ho utilizzato questo metodo anche io con le mie bambine, già ai due anni di età, e posso affermare che le mie piccole abbiano imparato a riconoscere i colori proprio grazie a questo metodo!

Approccio ai bambini con bisogni educativi speciali
Ci sono casi in cui insegnare i colori può rivelarsi ancora più complesso, questo avviene con i bimbi disabili. Ad alcuni tipi di disabilità si associa uno spiccato daltonismo, ovvero la forte difficoltà nel percepire i colori, in parte o del tutto. In questi casi, il genitore di riferimento o l’educatore dovrà prestare attenzione a non mortificare il piccolo durante la fase di apprendimento, potenziando, invece, le capacità residue.
I bimbi con la sindrome da spettro autistico apprendono, pensano, “comunicano” utilizzando la vista. Il bambino autistico trova molto difficoltoso fare associazioni tra colori, cose, nomi. Per cui il genitore o l’educatore del bambino autistico potrà trovare efficace:
- Presentare al bambino un solo colore alla volta e non presentare altri stimoli per non disorientarlo.
- Sporgergli innanzi lo stesso colore, magari con sfumature diverse, per far sì che percepisca le gradazioni.
- Non presentargli molte possibilità di scelta per non disorientarlo.
- Proporre immagini grandi, chiare, dai contorni ben definiti e particolarmente rispondenti al mondo che lo circonda.
Integrazione nelle routine quotidiane
Non è necessario che ogni attività sia un gioco strutturato; la quotidianità offre infiniti spunti. Durante l’arco della giornata indicare il colore di ogni cosa si trovi a tiro, ovvero un piatto, un asciugamano, una felpa che il bimbo stesso indossa. Fare il bucato con il vostro bambino è un’ottima opportunità per coltivare la sua neonata capacità di dare un nome ai colori: mentre piegate i vestiti, nominate il colore di ogni capo e provate a dire a vostro figlio: «Questa calza è rossa».
Aggiungere i colori alle attività sensoriali mantiene alto l’interesse del bambino e lo aiuta a rimanere concentrato. Più i sensi di vostro figlio sono coinvolti, più saranno forti le connessioni neurali nel suo cervello. Provate a combinare le abilità motorie di precisione e l’abbinamento dei colori con una scatola sensoriale: riempitela d’acqua e aggiungete piccoli oggetti galleggianti di colori diversi.

Interpretare le difficoltà e il daltonismo
Molti genitori si allarmano con quella sana ansia tipica di un genitore attento alla crescita armonica del proprio figlio, se il bambino non riconosce ancora bene i colori in età da scuola materna. Molto spesso si tratta di un bambino che semplicemente ha tardato un po' con l’acquisizione di nuove nozioni.
Il daltonismo, o disturbo della percezione dei colori, non significa che il bambino vede il mondo in toni di grigio. Nella maggior parte dei casi le persone con questo disturbo vedono i colori in modo diverso rispetto a chi non ha il disturbo. La forma più comune di daltonismo è il peggioramento della percezione del verde e del rosso. Bambini (e adulti) possono quindi vedere il rosso e il verde come giallo. In misura minore si presenta anche il peggioramento della percezione del blu e vedere il mondo in bianco e nero è molto raro. Sarà trattato con le dovute accortezze dal pediatra di fiducia e dall’oculista.
Considerazioni sulla creatività libera
Non è insolito che un bambino disegni erba blu o sole verde; non significa subito che ha un difetto di percezione del colore. Dipingere è un modo ideale per stimolare la creatività e l’immaginazione dei bambini e allo stesso tempo insegnare qualcosa sui colori. Queste attività sviluppano anche la motricità fine, la pazienza e la concentrazione. Durante le attività creative potete parlare con i bambini dei colori e fare loro domande su di essi, lasciando che la loro visione del mondo trovi espressione nelle loro opere, anche se distanti dalla realtà convenzionale. Sperimentando tutte queste attività, scoprirete insieme ai bambini nuove variazioni sul tema e traccerete nuove strade per giocare con il colore.