Il mondo delle gatte riproduttrici è un universo intriso di fascino e delicatezza, un ciclo naturale che culmina con l'arrivo dei cuccioli. Per i proprietari di gatte non sterilizzate, o per coloro che si imbattono in gatte randagie, sorge spesso la necessità di comprendere lo stato riproduttivo dell'animale. È incinta o sta già allattando? Distinguere queste due fasi cruciali è fondamentale per fornire le cure adeguate e garantire il benessere della gatta e dei suoi piccoli. La gravidanza nelle gatte è un processo che può passare inosservato nelle sue prime fasi, rendendo la sua identificazione un'impresa talvolta sottile. Tuttavia, con attenzione ai segnali fisici e comportamentali, è possibile riconoscere se una gatta è in attesa o se ha già partorito e sta nutrendo la sua prole. Questo articolo si propone di guidarvi attraverso i sintomi, le fasi e le attenzioni necessarie per gestire al meglio questi momenti così speciali.
Il Ciclo Riproduttivo della Gatta: Dalla Pubertà all'Accoppiamento
Prima di addentrarci nei dettagli della gravidanza e dell'allattamento, è utile comprendere il contesto del ciclo riproduttivo felino. Generalmente, un felino inizia la pubertà tra i sei e i nove mesi di età, sebbene la comparsa dei calori sia funzione di molti fattori, tra cui il clima. La natura ha evoluto le cose in modo da far sì che i parti avvengano in stagioni temperate per garantire maggiori probabilità di sopravvivenza ai gattini. L'età migliore per cominciare a far accoppiare una gatta riproduttrice è un anno e mezzo, e sarebbe meglio che la gatta venisse messa a riposo non più tardi del settimo anno d’età.
La gatta è un animale “poli-estrale stagionale”, il che significa che è soggetta ad avere più calori, intervallati da brevi periodi di silenzio, durante le stagioni favorevoli all’accoppiamento, solitamente primavera ed autunno. Tuttavia, le gatte che vivono in appartamento, non risentendo delle variazioni climatiche ambientali, possono sovvertire i ritmi naturali ed avere più stagioni estrali durante l’anno. La natura, sempre meravigliosa, ha fatto in modo da garantire che ad ogni accoppiamento segua quasi sicuramente una gravidanza, poiché la gatta è un animale ad ovulazione indotta dal coito. Il maschio del gatto ha il glande a forma di “tronco di cono” su cui sono disposti in maniera regolare dei piccoli uncini duri, di un materiale simile a quello che costituisce le unghie. Tali rostri stimolano fortemente la vagina della gatta durante il rapporto, inducendo l’ovulazione e garantendo così la probabilità massima che resti gravida. Le manifestazioni estrali tendono a scomparire dopo l’accoppiamento.

I segnali che indicano che la tua gatta è in calore includono: un aumento delle vocalizzazioni, anche per tutta la notte e con versi di solito bassi e lamentosi; si strofina maggiormente contro ogni genere di oggetto; ha la tendenza ad accovacciarsi, rotolarsi per terra, a sollevare la parte posteriore del corpo e a deviare la coda di lato; minzione più frequente; riduzione dell’appetito; maggior irrequietezza; grooming (pulizia) più frequente e insistente (soprattutto nell’area perineale); comportamento più affettuoso o più aggressivo, in funzione dell’indole della gatta, e possibile istinto alla fuga per accoppiarsi.
Riconoscere i Segni della Gravidanza Felina: Un Percorso a Fasi
La gravidanza di una gatta ha una durata approssimativa di 63 a 67 giorni, ovvero tra 9 e 10 settimane, ma questo periodo può variare leggermente a seconda di ogni gatta e del suo stato di salute. Capire se la vostra gatta è incinta non è particolarmente difficile, specialmente man mano che la gestazione procede.
I Primi Indizi: Le Prime Settimane
Durante la prima metà della gravidanza, i cambiamenti possono essere sottili. Potresti iniziare a intuire i sintomi solo verso la terza settimana di gestazione. In questa fase iniziale, la gatta può presentare cambiamenti nella sua energia, diventando più giocosa o, al contrario, più tranquilla. Un primo segnale visibile della gravidanza nelle gatte è il cambiamento nei suoi capezzoli, che diventano più rosati, prominenti e leggermente gonfi a partire dalla seconda o terza settimana di gravidanza. Questo fenomeno, noto come "pinking-up", è un segno chiaro che il suo corpo si sta preparando per l'allattamento. Un altro indicativo importante è l'aumento dell'appetito. Man mano che la gravidanza avanza, la gatta ha bisogno di un maggiore apporto energetico per sostenere lo sviluppo dei feti, per cui può iniziare a mangiare più frequentemente o in quantità maggiori. Il primo segnale di una gravidanza in atto è dato da un costante e lineare aumento di peso che si protrae sino al momento del parto.
Cambiamenti Visibili: Dalla Quarta Settimana in Poi
Dalla terza o quarta settimana, i segni diventano più evidenti. La gatta inizia a mostrare un aumento dell'addome, che di solito inizia a essere notato con maggiore chiarezza dalla quarta settimana di gravidanza. Man mano che i feti si sviluppano, la pancia della gatta si arrotonda ed espande gradualmente, diventando più visibile soprattutto quando la gatta è a riposo. A partire dalla quarta settimana, la gravidanza diventa più evidente, la gatta mostra un aumento di peso considerevole e può diventare più esigente in cerca di affetto. L’aumento di peso è rilevabile dopo almeno un mese dal concepimento.
Il comportamento della gatta può anche cambiare. Molte gatte incinte diventano più affettuose e cercano più attenzioni dai loro proprietari, chiedendo carezze e compagnia più spesso. Al contrario, altre potrebbero diventare più riservate, preferendo riposare in angoli tranquilli ed evitando un'interazione eccessiva. Il suo comportamento può cambiare drasticamente: alcune gatte diventano più affettuose, mentre altre cercano isolamento. L'addome della gatta è visibilmente grande e, se osservi con attenzione, potresti notare movimenti fetali nella sua pancia.

Se la gatta presenta pancia gonfia e anomalie comportamentali, con cambiamenti nel temperamento, è opportuna la conferma di gravidanza con una visita clinica dal veterinario con palpazione dell’addome e attraverso una semplice ecografia già dalla terza settimana. In caso di diagnosi tardiva può essere sufficiente anche una radiografia (dal 40° giorno circa). A differenza degli esseri umani, l’esame delle urine non è invece in grado di determinare con certezza se una gatta è incinta.
Durante la gravidanza la mamma aumenta sino al 40% del suo peso (da 0.9 a 1.2 Kg di media). Le gatte devono arrivare al parto in buone condizioni fisiche né sottopeso, cosa che comporterebbe poi problemi nel mantenimento dei cuccioli durante la lattazione, né in sovrappeso, condizione che potrebbe complicare il parto in sé, con aumento della probabilità di avere gattini nati morti.
Il Comportamento Pre-Parto e la Preparazione del Nido
Nelle ultime settimane di gestazione, la gatta diventa sempre più inquieta, pur cercando di muoversi il meno possibile. È consigliabile preparare uno spazio comodo e tranquillo dove la gatta possa partorire senza stress. Qualche giorno prima del parto la gatta è più irrequieta e alla ricerca di un posto soffice e caldo, e soprattutto tranquillo e sicuro da correnti e rumori. Dal punto di vista comportamentale, la gatta che sta per partorire manifesta irrequietezza, ha meno appetito, ricerca un giaciglio per nascondersi, si pone in decubito laterale, facendo le fusa e leccandosi i genitali. Negli ultimi giorni, la gatta potrebbe diminuire il suo appetito e diventare irrequieta. Potrebbe iniziare a miagolare più del normale, mostrare segni di disagio e leccarsi eccessivamente l'area genitale. Nei due giorni precedenti al parto quasi tutte le gatte smettono di mangiare o mangiano pochissimo.
Quando la tua gatta entra nelle ultime settimane di gravidanza (intorno alla 7+ settimana), inizierà a cercare un posto tranquillo dove partorire. Aiutala a sentirsi al sicuro allestendo in anticipo un'area di nidificazione confortevole. Scegli un posto tranquillo e riservato, lontano dal rumore e dal traffico pedonale. Utilizza una scatola di cartone bassa o un cestino con i bordi bassi e rivestilo con asciugamani o coperte puliti e morbidi. Capiterà spesso di trovarla dentro l’armadio, in un cassetto, tra le scarpe o in qualche angolo particolarmente nascosto: è alla ricerca di un luogo caldo, tranquillo e appartato dove partorire. Per questo motivo, nella fase finale della gestazione è consigliabile tenere la gatta gravida sempre in casa, per evitare che cerchi un posto per partorire all’aperto.
Mamma gatta che partorisce: cosa aspettarsi e come aiutare
Nelle 12-24 ore precedenti al parto, la temperatura corporea della gatta può scendere al di sotto dei 37,5°C (la temperatura corporea normale di un gatto varia tra i 38° e i 39,2°C). Prima che il parto inizi, la gatta potrebbe leccarsi la zona dell’apparato genitale in modo insistente. Quando mancheranno 12-24 ore al parto, la gatta gravida raggiungerà la cuccia e inizierà il travaglio. Il processo può durare anche un giorno intero: se l’animale si sente disturbato o ha qualche problema, può bloccarsi e aspettare un momento di maggiore tranquillità. Iniziano le contrazioni addominali e uterine a cui seguono “i premiti”, le contrazioni uterine vigorose (e i miagolii), che terminano con l’espulsione del cucciolo.
La durata del parto della gatta è molto variabile. Mediamente, se tutto progredisce senza complicazioni, il parto durerà dalle due alle sei ore. I gattini nascono a intervalli di 15-60 minuti l’uno dall’altro. Mamma gatta partorirà naturalmente, senza bisogno d’aiuto. Spesso, anzi, le interferenze esterne possono causarle fastidio. Purtroppo, può accadere che non tutto vada nel verso giusto e mamma gatta abbia bisogno d’aiuto. Quando il parto termina, mamma gatta si rilassa visibilmente e questo è il segnale sia che il parto è finito, sia che è andato tutto bene. Ora la neomamma comincerà a leccarsi, subito dopo allatterà i gattini e si metterà sdraiata, in una posizione comoda. Cesseranno definitivamente anche le contrazioni addominali.
Distinguere la Gravidanza dall'Allattamento: I Segni Cruciali
La distinzione tra una gatta gravida nelle ultime fasi e una gatta che ha già partorito e sta allattando può essere sfuggente, soprattutto se non si ha un quadro completo della sua storia. Tuttavia, ci sono alcuni indicatori chiave che possono aiutare a fare chiarezza.
L'Addome della Gatta: Gravidanza vs. Post-Parto
Mentre in gravidanza l'addome della gatta è visibilmente grande, arrotondato e in espansione, con possibili movimenti fetali, una gatta che ha partorito da poco e sta allattando presenta un aspetto diverso. Come descritto in alcune osservazioni, la gatta potrebbe avere una pancia "un po' 'appesa' nella parte centrale" o "cadente al centro", e non dare l'impressione di essere "piena". Questo significa che l'utero, sebbene non sia più occupato dai feti, non è ancora tornato completamente alle sue dimensioni originali e i tessuti addominali possono apparire più rilassati o "svuotati". Se la gatta è magra nel resto del corpo ma ha questa caratteristica pancia cadente, è un forte indizio che abbia partorito e stia allattando.
I Capezzoli: Un Indizio Inequivocabile
I capezzoli sono uno degli indicatori più affidabili. Durante la gravidanza, essi subiscono il "pinking-up", diventando rosati, prominenti e leggermente gonfi. Tuttavia, in una gatta che sta attivamente allattando, i capezzoli saranno ancora più evidenti, sporgenti e, soprattutto, potrebbero mostrare segni di utilizzo. A volte, si può notare una peluria diradata intorno ad essi a causa delle poppate dei cuccioli. Un metodo, anche se non sempre praticabile con gatte non completamente addomesticate o randagie, consiste nel provare a strizzare delicatamente i capezzoli. Se esce latte, la gatta sta allattando. Tuttavia, è importante considerare che con gatte randagie, come nel caso di quella che "non si lascia toccare così tanto" nonostante si avvicini, questa manipolazione potrebbe non essere possibile o sicura. Ma la visibilità ingrandita e il turgore delle mammelle stesse sono un buon indicatore. Le mammelle appaiono più grandi e tese rispetto alla gravidanza avanzata, poiché sono piene di latte.

Cambiamenti Comportamentali e Fabbisogno Energetico
Anche il comportamento e l'appetito possono fornire indizi. Una gatta che allatta ha un fabbisogno energetico estremamente elevato. Potrebbe mangiare molto più di quanto facesse in gravidanza, o almeno mantenere un appetito vorace. È anche comune che una gatta che allatta debba allontanarsi dai cuccioli per forza, almeno per trovare cibo e acqua. Se la vedi allontanarsi per un certo periodo e poi tornare con una certa urgenza o con un comportamento protettivo, potrebbe essere diretta verso il suo nido con i cuccioli.
La neomamma si rilassa visibilmente dopo il parto e si dedicherà completamente alla cura dei gattini. La si vedrà leccarli, allattarli e rimanere sdraiata in una posizione comoda per facilitare le poppate.
In sintesi, la "pancia appesa" o "cadente" al centro, unita a mammelle visibilmente grandi e piene, e la possibilità di notare la fuoriuscita di latte dai capezzoli (se possibile e sicuro da verificare), sono i segni più diretti che indicano che una gatta ha partorito da poco e sta allattando. L'osservazione attenta del suo aspetto generale (magrezza del resto del corpo, ma ventre rilassato) e del suo comportamento alimentare e di riposo può rafforzare questa ipotesi.
Il Periodo dell'Allattamento: Cure e Attenzioni per Mamma e Cuccioli
Il periodo dell'allattamento è cruciale sia per la madre che per la sopravvivenza e la crescita dei gattini. Inizia con il parto e dura dalle sei alle dodici settimane, in funzione della razza, del livello di crescita dei gattini e dall’ambiente di vita.
La Produzione di Latte e l'Importanza del Colostro
La montata lattea inizia con il parto. A differenza di quanto avviene nella donna, in cui gli anticorpi prodotti dalla mamma sono in grado di attraversare la placenta e garantire l’immunità del futuro neonato, ciò non avviene nella gatta. L’immunità dei cuccioli viene loro conferita, subito dopo la nascita, da un latte particolare detto colostro, ricchissimo in anticorpi. Il colostro è un liquido ricco di proteine, grassi, minerali e anticorpi che garantisce loro una crescita veloce e li protegge dalle malattie, visto che il loro sistema immunitario non è ancora del tutto sviluppato.
La gatta produce colostro per i tre giorni consecutivi al parto, ma le condizioni intestinali ottimali (maggiore permeabilità) che ne consentono l’assorbimento nei gattini persistono solo per circa otto ore. È indispensabile che lo assumano entro questo lasso di tempo. Il gattino è in grado di assorbire gli anticorpi colostrali per un periodo breve, ossia per circa 16-24 ore. Superate queste ore, la parete intestinale nel gattino diventa impermeabile e le proteine di grandi dimensioni non sono più in grado di attraversarla e quindi di raggiungere il sangue. È ovvio che gli anticorpi trasmessi dalla madre al feto saranno quelli da lei elaborati nei confronti degli agenti patogeni cui è stata esposta sino a tre settimane prima (questo è il tempo medio che occorre ad attivare una risposta anticorpale), per cui è bene che la gestante non venga spostata oltre questo periodo, per evitare che si trovi scoperta dal punto di vista immunitario e che quindi lasci scoperta anche la prole contro agenti patogeni a lei sconosciuti.
Il picco di lattazione sopraggiunge di solito verso la quarta settimana dopo il parto. La quantità di latte prodotta quotidianamente è funzione, ovviamente, del numero dei cuccioli.
Nutrizione della Gatta durante l'Allattamento: Un Fabbisogno Elevato
Il latte è molto concentrato in proteine e grassi, per questo motivo durante il periodo di allattamento la spesa energetica è ancora più elevata rispetto a quella della gestazione. Fra tutte le fasi del ciclo riproduttivo, è la lattazione che presenta maggiore criticità per ciò che riguarda l’alimentazione, dato che il dispendio energetico sarà fortemente incrementato dai cuccioli in crescita. Sarà bene, sia per la salute della madre che per quella futura dei cuccioli, che la gatta giunga a questo stadio con opportune riserve energetiche messe da parte nei periodi che lo precedono.
Durante la gravidanza, l'alimentazione della tua gatta è fondamentale per garantire la sua salute e quella dei suoi cuccioli. Man mano che la gravidanza avanza, l'appetito della tua gatta aumenterà, per cui è importante optare per un'alimentazione ricca di nutrienti e altamente digeribile. In OnlyFresh, offriamo una gamma di alimenti appositamente formulati con proteine di alta qualità, vitamine essenziali e minerali che favoriscono una gravidanza sana. OnlyFresh ti offre opzioni che aiutano a rafforzare il suo sistema immunitario e a mantenere la sua vitalità in ogni fase della gravidanza. Generalmente si provvede a creare attorno alla sua cuccia un nido protetto, da coperte o altro.
Il razionamento dovrebbe aumentare di circa il 20%. Al momento del parto la gatta perde solo il 40% del peso corporeo acquisito (a differenza che nella cagna in cui il peso acquisito in gestazione viene perso quasi tutto al momento del parto), il restante 60% è grasso corporeo utile riserva energetica durante l'allattamento. Fornire sempre acqua fresca e pulita e scegliere un mangime di qualità studiato per le gatte in gravidanza con un aumento graduale e progressivo dell’apporto calorico dalle 5-6 settimane di gestazione. Nelle ultime fasi di gravidanza, dato che lo stomaco sarà compresso dall’utero gravido, la gatta tenderà a mangiare meno per cui è necessario che le venga fornito un alimento a densità energetica elevata in modo da nutrirla efficacemente con ingombro minimo (di solito nella seconda metà della gravidanza si usa una formulazione per cuccioli, sia essa casalinga o preconfezionata).
Durante la lattazione il dispendio idrico è maggiore, maggiori saranno anche le richieste da parte della puerpera che, pertanto, dovrebbe assumere alimenti esclusivamente umidi e, magari, ulteriormente addizionati in acqua, oltre che avere una fonte d’acqua fresca facilmente accessibile. Grande importanza nella fase di lattazione riveste la presenza continua di acqua fresca per evitare la minima disidratazione, che si ripercuote negativamente sulla produzione di latte. Le diete formulate per gravidanza e allattamento dei gattini per un adeguato apporto calorico sono molto importanti: una corretta alimentazione permette una produzione sufficiente di latte e impedisce un’eccessiva perdita di peso della madre. Lo stress che l’allattamento impone alla gatta dipende dallo stato nutrizionale, dal peso al momento del parto e dalla numerosità della cucciolata. I fabbisogni nutrizionali minimi della gatta riproduttrice in gestazione e lattazione sono: Proteine 35-50%, Grassi 18-35%, Fosforo 0,8-1,4%, Calcio 1,1-1,6%, Carboidrati >10%.

Occorrerà prestare estrema attenzione all’integrazione vitaminico minerale della dieta, in particolare quella riguardante il calcio che viene utilizzato in grosse quantità sia per l’ossificazione dello scheletro fetale sia per la produzione di latte. Una carenza di calcio può portare ad una situazione patologica anche grave detta eclampsia puerperale che si manifesta con sintomi fra cui sonnolenza, inappetenza, tremori muscolari, debolezza. Alla comparsa di sintomi di malessere, anche se vaghi, sarebbe sempre bene escludere la possibilità che si tratti di questa patologia facendo effettuare una valutazione della calcemia da parte del vostro veterinario di fiducia.
Monitoraggio dei Cuccioli e Segni di Allattamento Insufficiente
La mamma allatta i gattini ogni mezz’ora con poppate di venti minuti ciascuna e la capacità nutrizionale del suo latte dipende dall’alimentazione, dalla posizione delle mammelle e dalla specifica fase dell’allattamento. La stima dell’efficienza della produzione lattea da parte della madre è indiretta perché ci si basa sull’incremento in peso dei gattini che deve aggirarsi tra i 10 ed i 13 g al giorno. Qualora l’incremento ponderale dei cuccioli fosse inferiore ai 7 g al dì, considereremo la lattazione insufficiente e dovremo provvedere ad integrarla opportunamente con un latte artificiale di qualità, formulato appositamente per gattini.
Se la gatta non ha abbastanza latte per tutti i gattini o allattare le risulta doloroso a causa di un’infezione batterica chiamata mastite, dovrai alimentare i piccoli con dell’apposito latte in polvere per gattini, da somministrare con un biberon dalla tettarella larga o con una siringa. Il latte artificiale deve avere una temperatura di circa 38 gradi e va dato al gattino tenendolo con la pancia rivolta verso il basso. A fine poppata, controlla sempre che non ci siano residui nella bocca o nel naso. Infine, evita assolutamente il latte vaccino, poiché i gatti sono generalmente intolleranti al lattosio.

Lo Svezzamento dei Gattini: Un Passo Graduale
Il picco di allattamento si verifica 3-4 settimane dopo il parto; dopo la quarta settimana, la quantità di latte consumata dai cuccioli diminuisce in parallelo al graduale incremento dell’assunzione di cibi solidi. Lo svezzamento ha inizio quando i gattini hanno circa 30 giorni e la mamma diminuisce gradualmente la produzione di latte (verso la quinta settimana il latte comincia a diminuire, fino a esaurirsi completamente). Puoi allora iniziare a introdurre dei cibi solidi nella dieta dei piccoli: omogeneizzati di vitello e pollo, cereali, carne frullata, pesce ben cotto e sminuzzato preparati e dosati secondo le indicazione del tuo veterinario, oltre agli speciali cibi con formulazione “kitten”, ricchi degli omega-3 consigliati dai veterinari. In circa 4 o 5 settimane lo svezzamento è completo e il gattino si alimenterà solo con cibo solido (da somministrare almeno 3 volte al giorno). Se scegli di preparare i cibi in casa, assicurati che siano ammorbiditi e ben tritati, così da essere facili da masticare e inghiottire.
Mamma gatta che partorisce: cosa aspettarsi e come aiutare
Complicazioni e Considerazioni Speciali: Quando Rivolgersi al Veterinario
La gravidanza e l'allattamento sono processi naturali, ma non sono esenti da rischi. È importante riconoscere i segnali di eventuali complicazioni per intervenire tempestivamente.
Durante il travaglio, alcuni sintomi, come perdite scolorite e sforzi della mamma per non far nascere i gattini, potrebbero indicare la presenza di complicazioni. Dall’inizio della fase espulsiva, con rottura delle acque, alla prima nascita non devono trascorrere più di 3-12 ore, mentre l’intervallo tra i nati varia tra i 20 minuti e massimo 4 ore. Se temi delle complicazioni serie per la mamma o i nascituri, richiedi subito l’intervento del veterinario, che valuterà se è il caso di intervenire con un taglio cesareo. In occasione del suo primo parto è possibile che la tua gatta abbia qualche difficoltà dovuta all’inesperienza e dovrai dunque darle una mano: ad esempio, se il sacco placentare di un gattino si rompe durante l’uscita, aiutalo a liberarsi; se la mamma non pulisce i piccoli appena partoriti, pensaci tu usando delle salviette.
La gestazione è un periodo delicato ed è importante riconoscere i segnali di un aborto spontaneo per intervenire tempestivamente. L’aborto spontaneo con espulsione dei feti può avvenire solo dopo almeno 30 giorni dal concepimento (altrimenti si assisterà a un riassorbimento fetale). Se l’aborto si verifica al termine della gravidanza, potrebbero nascere cuccioli morti. Le cause possono essere molteplici, tra cui: infezioni batteriche; malattie infettive virali (ad esempio panleucopenia, FIP, FIV, FeLV, ecc.) se la gatta non è vaccinata; carenze nutrizionali; dimensioni fetali eccessive o malformazioni fetali; somministrazione di farmaci ad azione abortigena; traumi; tossicosi. Molto spesso l’aborto nella gatta può avvenire senza alcun sintomo evidente. Tuttavia, ci possono essere dei segnali che fungono da campanello d’allarme, come ad esempio: febbre; diarrea; costipazione; emorragie; apatia; debolezza; tendenza ad isolarsi. È opportuno a questo punto una visita dal veterinario per un accertamento sullo stato di salute della gatta.
Per una gatta randagia, come quella descritta, l'identificazione dello stato di allattamento è spesso la priorità. Una volta stabilito che sta allattando, il passo successivo è cercare di individuare dove si trovino i cuccioli, pur sapendo che può essere difficile in ambienti complessi con giardini privati e siepi alte. Se riesci a intravedere un cucciolo in un luogo vicino alla strada, è un segnale di allarme per la loro sicurezza.

Se abbiamo il sospetto che la nostra gatta possa essere incinta, non possiamo fare altro che rivolgerci immediatamente ad un veterinario. Innanzitutto il veterinario vi consiglierà come modificare la dieta della vostra micia, di modo che abbia tutti i nutrienti necessari per gestire al meglio la gravidanza. Durante questo periodo la gatta dovrà fare pasti equilibrati, considerando che le sue condizioni incidono sulla capacità di sopportare lo stress della gestazione e dell’allattamento, e bisognerà evitare vaccini, sverminazioni e altri farmaci potenzialmente dannosi per i gattini.
In generale, è bene evitare di scattare fotografie e l’affollamento di persone: tutti comportamenti che insieme alla manipolazione precoce del gattino stressano la gatta.
La Sterilizzazione Post-Parto: Una Scelta di Benessere
Una gatta può restare incinta già dopo 1-2 settimane dal parto. Anche se sta ancora allattando, mamma micia può tornare in calore. Nella gatta, infatti, il ciclo ormonale non viene interrotto dall’allattamento. I gatti vengono definiti animali poliestrali e possono avere più gravidanze nello stesso anno. Il numero dei gattini dipende dalla genetica dei genitori, l’età, lo stato di salute della mamma. In genere la prima cucciolata porta alla nascita di 3 gattini, ma il numero può variare molto dai 3-5 fino ai 9 gattini.
Per evitare gravidanze troppo frequenti e salvaguardare al meglio il benessere della gatta si può pensare alla sterilizzazione. Per sterilizzarla in sicurezza è bene consultare il veterinario di fiducia. In linea generale è possibile affermare che la gatta può essere sterilizzata alla quinta o sesta settimana dopo il parto, quando i micini vengono svezzati. Questa scelta non solo previene gravidanze indesiderate, ma contribuisce anche a migliorare la salute generale e la longevità della gatta.