Quando il Respiro del Neonato Preoccupa: Segnali da Non Sottovalutare e Cosa Fare

La nascita di un bambino è un evento straordinario, ma porta con sé anche un'ondata di preoccupazioni e domande, specialmente per i neo-genitori. Tra le ansie più comuni vi è quella legata alla respirazione del neonato. Non c'è genitore che non si sia alzato di notte per controllare il respiro del proprio bambino. Questo timore è comprensibile, poiché la capacità di respirare è fondamentale per la sopravvivenza e il benessere del piccolo. Nel mondo, il fenomeno della mortalità neonatale rappresenta ancora una sfida significativa: nel 2017, circa 2,5 milioni di neonati sono morti nel mondo durante il loro primo mese di vita. Attualmente, il 75% delle morti si verificano nelle prime settimane. Questi numeri sottolineano l'importanza cruciale di riconoscere precocemente i segnali di avvertimento sulla salute del neonato, che possono apparire già alla nascita. Per questo motivo, la valutazione e la cura precoce rappresentano una strategia globale per ridurre la morbilità e la mortalità infantile. Tuttavia, in alcune occasioni, il neonato non è in grado di adattarsi a questa nuova situazione e i segni clinici appaiono alcuni giorni dopo la nascita. I familiari e gli operatori sanitari responsabili della cura del neonato devono essere consapevoli dei principali segnali di avvertimento che il neonato può presentare. Comprendere la fisiologia del respiro neonatale e saper distinguere tra ciò che è normale e ciò che richiede attenzione medica è essenziale per la sicurezza e la salute del bambino.

Il Respiro del Neonato: Fisiologia e Preoccupazioni Comuni

Il respiro di un neonato è intrinsecamente diverso da quello di un bambino più grande o di un adulto. Questa specificità è dovuta a fattori anatomici e fisiologici unici di questa fascia d'età. Il respiro del neonato è quasi esclusivamente diaframmatico e resta prevalentemente di tipo addominale, fino a circa 3 anni. Questo significa che si osserverà un movimento predominante dell'addome piuttosto che del torace durante la respirazione. Rispetto a quello dell'adulto, ma anche del bambino più grande, la frequenza è più rapida e può raggiungere anche i 55-60 respiri al minuto. In linea generale, non c’è da preoccuparsi in quanto il neonato normalmente respira più velocemente. Tutti i bambini piccoli hanno un fabbisogno di ossigeno maggiore rispetto agli adulti, perché sono in fase di crescita, e di conseguenza respirano più velocemente.

Una situazione tipo che genera spesso preoccupazione è quella che si verifica al momento di andare a dormire. Dopo l’ultima poppata, il bambino si addormenta, è tranquillo. Non ha febbre e non ha raffreddore, ma notiamo un respiro affannoso o comunque accelerato: a tratti sembra regolarizzarsi e di colpo diventa più veloce. Questa situazione desta preoccupazione e non vi fa dormire tranquillamente. Magari state pensando di portarlo in ospedale oppure di fare un controllo il prima possibile. È fondamentale sapere che il respiro periodico è una tipologia di respiro irregolare caratterizzato da fasi alternate fatte di accelerazioni, respiri cadenzati in maniera regolare, pause e di nuovo accelerazioni e così via. Questo è un fenomeno del tutto fisiologico. Voi mamme non dovete fare nulla di particolare e soprattutto è importante che siate tranquille poiché si tratta di un fenomeno normale. Il “respiro periodico”, per esempio, è caratterizzato da una serie di pause respiratorie di piccola durata. Questo, spesso, preoccupa i genitori. La frequenza respiratoria, cioè il numero di respiri compiuti dal bambino in un minuto, può essere misurata poggiando la mano sul torace e contando quante volte si distende spontaneamente in un minuto. Nel neonato e per tutto il primo anno di età, la frequenza è di circa 44 respiri al minuto; successivamente diminuisce in maniera progressiva, tanto che a 5 anni è pari a circa 20-25 respiri al minuto. Nei neonati, una frequenza superiore a 60 respiri al minuto può essere dovuta al pianto; solitamente, dovrebbe abbassarsi nuovamente quando la situazione si normalizza.

Respiro normale neonato vs respiro affannoso

In relazione all'ambiente, è importante ricordare che la temperatura della casa dovrà essere gradevole, tra i 18 °C e i 22 °C. Arieggiare spesso con la semplice apertura delle finestre per qualche minuto, proteggendo prima il piccolo da eventuali sbalzi di temperatura e dalle correnti d'aria. Una possibile causa di respiro leggermente rumoroso o sibilante in assenza di raffreddore e febbre è il livello di umidità nell’ambiente, che a differenza di quanto si pensa deve essere leggermente umido e mai troppo secco, proprio per evitare che le mucose si secchino eccessivamente e che quindi il neonato faccia fatica a respirare. Se vi accorgete che il vostro bambino sta dormendo in una stanza il cui ambiente è eccessivamente secco e deumidificato, procedete ad inserire una fonte di umidificazione. Se umidificando l’aria, il problema persiste, si può provare ad effettuare qualche lavaggio nasale con soluzione fisiologica qualora il neonato abbia meno di un mese.

Segnali di Allarme Generali nel Neonato: Quando il Corpo Parla

Oltre ai segni specifici di difficoltà respiratoria, esistono altri indicatori generali che possono suggerire un problema di salute nel neonato, spesso interconnessi con il benessere respiratorio.

Ipotermia

L’ipotermia è un indicatore comune del fatto che il neonato non è in buona salute. Di solito si presenta nei neonati prematuri o di basso peso alla nascita, malnutriti o che hanno subito procedure cliniche per la depressione respiratoria o l’asfissia. Si tratta di una condizione in cui la temperatura corporea del neonato scende al di sotto dei livelli normali, indicando una potenziale instabilità fisiologica che può influenzare anche la funzione respiratoria. È comune nei bambini prematuri e nei neonati con parto prolungato o complicato come conseguenza di una cattiva regolazione della temperatura.

Pallore

Il pallore nel neonato è generalmente associato all’anemia. Una colorazione cutanea insolitamente chiara può indicare una ridotta quantità di globuli rossi o emoglobina nel sangue, il che può compromettere l'apporto di ossigeno ai tessuti e, in casi gravi, influire sulla capacità del neonato di far fronte a stress respiratori.

Ittero

L’ittero può essere patologico o precoce, se si verifica prima delle 24 ore di vita del neonato o un ittero accentuato, quando appare più tardi. Il bambino presenta una colorazione giallastra della pelle e delle mucose, generalmente a causa della bilirubina circolante. Sebbene l'ittero non sia direttamente un problema respiratorio, un ittero grave o precoce può indicare condizioni sottostanti che possono avere un impatto sulla salute generale e sulla stabilità del neonato.

Vomito e Ostruzioni Intestinali

Normalmente il neonato rigurgita occasionalmente una piccola quantità di latte materno, questo è normale. A differenza del rigurgito, il vomito può indicare l’esistenza di una patologia importante. Quando si verifica presto, ovvero entro le prime due ore, può essere dovuto a un’ostruzione intestinale superiore, duodenale. Il vomito che si verifica in seguito alle due ore, se non preso in dovuta considerazione, potrebbe essere causato da un’ostruzione intestinale inferiore, a livello del colon ileale, del sigmoide o del retto. Le difficoltà nell'alimentazione, come il vomito, possono talvolta essere correlate a distress respiratorio, poiché un neonato con difficoltà a respirare fatica a coordinare suzione, deglutizione e respirazione.

Mancata Eliminazione del Meconio

Si osserva frequentemente nei processi di ostruzione addominale inferiore (digiuno ileale o colon) ed è generalmente accompagnato da una mancanza di eliminazione del meconio. Questo è un segno preoccupante, soprattutto nei bambini prematuri. La clearance del meconio avviene di solito entro le prime 24 ore di vita, anche se è possibile che i feti in sofferenza lo emettano prima della nascita, nel liquido amniotico. Anche se non direttamente respiratorio, un'ostruzione intestinale può causare distensione addominale, che a sua volta può limitare il movimento del diaframma e ostacolare la respirazione.

Convulsioni

Le convulsioni sono un segno clinico allarmante perché sono associate a un grave problema del sistema nervoso centrale. È un segno clinico che appare come un problema secondario ad altre complicazioni subite dal neonato come la sepsi, l’emorragia intracranica o l’insufficienza respiratoria. La sepsi e l'insufficienza respiratoria sono condizioni che possono portare a gravi disfunzioni cerebrali, manifestandosi con convulsioni.

Difficoltà nell'alimentazione

Il bambino fatica a poppare o a bere. Questo è un campanello d'allarme significativo, poiché la difficoltà a nutrirsi è spesso un indicatore di malessere generale o di specifiche problematiche che impediscono al neonato di coordinare efficacemente la suzione e la deglutizione, tra cui il distress respiratorio.

Distingue la Difficoltà Respiratoria: Segnali Specifici da Osservare

Quando si parla di distress respiratorio, si intende un insieme di segni e sintomi che indicano che il neonato sta faticando a respirare. I neonati non possono dirci a parole come si sentono, quindi è fondamentale osservare attentamente i loro segnali.

BRONCHIOLITE DEL NEONATO - Sintomi, diagnosi e cura

Dispnea e Frequenza Respiratoria Elevata (Tachipnea)

Si parla di distress respiratorio quando il neonato presenta una frequenza respiratoria maggiore di 60 resp/min. La difficoltà a respirare viene chiamata dispnea e consiste nella sensazione di fame d'aria. Puoi notarla osservando la frequenza del respiro e il movimento del torace. Un respiro rapido o irregolare, oltre il limite fisiologico per l'età (che è di circa 44 respiri al minuto nel primo anno), è un segno che richiede attenzione. Un caso differente è quando durante il sonno concomitante al raffreddore e alla febbre, il respiro è regolarmente veloce. Dunque le fasi alternate non si verificano e il respiro ha la stessa frequenza veloce. Questa circostanza è dettata da una vera e propria difficoltà del piccolo che ha le vie respiratorie probabilmente ostruite dal muco.

Rientramenti e Alitamento delle Pinne Nasali

Questi sono segni visibili dello sforzo respiratorio. Si notano incavi a livello del giugulo e tra le costole durante la respirazione. I rientramenti, o retrazioni, sono l'infossamento della pelle tra le costole (intercostali), sotto le costole (sottocostali) o sopra lo sterno (sovrasternali/giugulo) durante l'inspirazione, segno che il neonato sta usando muscoli accessori per respirare. Quando la dispnea aumenta, il bambino comincia a mostrare altri segni come la retrazione epigastrica. L’alitamento delle pinne nasali si manifesta con una svasatura nasale o una retrazione del torace, dove le narici si aprono e si chiudono in modo evidente, soprattutto nei neonati molto piccoli, nel tentativo di massimizzare l'ingresso di aria.

Lamento Espiratorio

L’espirazione è breve e può terminare con un lamento, che indica la chiusura espiratoria della glottide e l’aumento della pressione. Questo suono caratteristico è prodotto nel tentativo di mantenere aperti i piccoli sacchi d'aria nei polmoni (alveoli) per migliorare lo scambio gassoso, ed è un chiaro segno di distress respiratorio.

Cianosi: Il Colorito che Allarma

Si tratta di una colorazione bluastra della pelle e delle mucose dovuta alla ridotta concentrazione di ossigeno nel sangue. Può essere di origine polmonare o cardiaca, o può essere causata da patologie come la policitemia. Il bambino presenta un colore rosato o rosso quando è sano. Il cambiamento del colorito cutaneo è un segnale di allarme importante: la pelle può apparire pallida o cianotica (bluastra/scura) a causa della mancanza di ossigeno. Nei neonati con pelle scura la cute può apparire bluastra, grigiastra o biancastra e queste alterazioni possono essere più facilmente visibili nelle mucose che rivestono l’interno della bocca, del naso e delle palpebre. Una grave crisi cianotica può verificarsi in neonati apparentemente sani. Il bambino diventa intensamente cianotico, mostrando segni di ipertonia nei primi momenti, e poi si rilassa in uno stato ipotonico. La cianosi consiste nel colorito bluastro della cute e delle mucose (labbra e lingua) ed è dovuta al fatto che il sangue che arriva agli organi e ai tessuti non è sufficientemente ossigenato.

Apnea: Quando la Pausa è Troppo Lunga

L'assenza di respirazione per 20 secondi o più è definita apnea. Può essere accompagnato da una diminuzione della frequenza cardiaca. Tra le situazioni che portano apprensione, c’è il momento in cui si verifica l’assenza del respiro. Si tratta in genere di un breve momento, una sorta di pausa, che comunque nella maggior parte delle volte è normale e non deve destare preoccupazione. La pausa respiratoria che deve destare preoccupazione è caratterizzata da uno stop di più di 20 secondi. In questi casi ci troviamo in presenza di “apnea”. I bambini allattati con latte in formula sono più predisposti a rigurgito e dunque a fenomeni di apnea. Sebbene questa sia una causa preponderante, non è detto che sia l’unica: può accadere che alcune apnee non abbiano una vera e propria causa specifica. Le apnee possono essere un segno clinico che appare come un problema secondario ad altre complicazioni subite dal neonato come la sepsi, l’emorragia intracranica o l’insufficienza respiratoria.

Patologie Respiratorie Comuni nei Neonati

Le vie respiratorie dei neonati e dei bambini piccoli possono essere soggette a diverse problematiche, alcune delle quali sono particolarmente frequenti o gravi in questa fascia d'età.

Sindrome da Distress Respiratorio (SDR): Una Sfida per i Prematuri

La sindrome da distress respiratorio è una patologia polmonare dei neonati prematuri nella quale gli alveoli polmonari non rimangono aperti, perché una sostanza che li riveste, chiamata surfattante, è insufficiente o non funziona correttamente. Affinché un neonato possa respirare facilmente, le sacche d’aria (alveoli) polmonari devono restare pervie e piene di aria. Di norma, i polmoni producono una sostanza denominata surfattante, che riveste la superficie degli alveoli, riducendo la tensione superficiale. La bassa tensione superficiale consente agli alveoli di rimanere aperti durante il ciclo respiratorio. Di solito il feto inizia a produrre surfattante dopo circa 24 settimane di gravidanza. Tra la 34a e la 36a settimana di gravidanza i polmoni del feto possiedono surfattante a sufficienza da consentire agli alveoli di rimanere aperti.

Funzione del surfattante nei polmoni del neonato

Pertanto, più il neonato è prematuro, minore è la quantità di surfattante disponibile e maggiore è la probabilità che si sviluppi la sindrome da distress respiratorio dopo la nascita. I neonati prematuri presentano un rischio aumentato di sviluppare sindrome da distress respiratorio. I bambini colpiti hanno gravi difficoltà respiratorie e possono assumere un colorito bluastro o grigio per la mancanza di ossigeno nel sangue. La sindrome da distress respiratorio si verifica quasi esclusivamente nei neonati prematuri, ma può anche colpire neonati nati da madri meno giovani o affette da diabete durante la gravidanza. Altri fattori di rischio includono il parto cesareo e l’essere di sesso maschile. Raramente, questa sindrome è causata da una mutazione di alcuni geni che causa una carenza di surfattante. Questo tipo di sindrome da distress respiratorio con cause genetiche può verificarsi anche nei neonati a termine.

In un neonato affetto da insufficienza respiratoria, i polmoni appaiono rigidi e le sacche d’aria tendono a collassare completamente eliminando l’aria dai polmoni. In alcuni neonati molto prematuri, i polmoni possono essere talmente rigidi che il neonato è incapace di respirare dopo la nascita. Più comunemente, il neonato cerca di respirare ma, a causa della rigidità polmonare, ha grosse difficoltà (distress respiratorio). I sintomi del distress respiratorio comprendono: respirazione visibilmente faticosa e rapida, retrazioni (rientro dei muscoli toracici attaccati alle costole e sotto le costole durante la respirazione rapida), allargamento delle narici durante l’inspirazione ed emissione di suoni simili a grugniti durante l’espirazione. Dato che il polmone non si riempie normalmente di aria, il neonato con sindrome da distress respiratorio presenta bassi livelli di ossigeno nel sangue, che causano una colorazione bluastra della pelle e/o delle labbra (cianosi). L’insufficienza respiratoria tende a diventare più grave in poche ore, man mano che i muscoli coinvolti nella respirazione si affaticano, la quantità di tensioattivo presente nei polmoni si esaurisce e aumenta il numero di alveoli che collassano. Alcuni neonati molto prematuri e piccoli (di peso inferiore a circa 1 chilogrammo) potrebbero non essere in grado di iniziare a respirare senza aiuto. Se i bassi livelli di ossigeno non vengono trattati, il neonato può subire danni al cervello e ad altri organi fino alla morte.

La diagnosi si basa sulla presenza di difficoltà respiratorie, sui livelli di ossigeno nel sangue e sui risultati di una radiografia del torace. La diagnosi di sindrome da distress respiratorio si basa sui segni di distress respiratorio, sui livelli di ossigeno nel sangue e sulla presenza di anomalie nella radiografia del torace. La sindrome da distress respiratorio talvolta può accompagnare o presentare sintomi simili ad altri disturbi, come un’infezione del sangue (sepsi) o la tachipnea transitoria del neonato. Pertanto, per escludere questi disturbi il medico può prescrivere alcune analisi. Si possono preparare colture di sangue e, a volte, di liquido cerebrospinale per individuare eventuali infezioni.

Bronchiolite, Asma e Polmoniti

Le vie respiratorie dei neonati e dei bambini piccoli possono essere soggette a diverse problematiche, tra cui:

  • Bronchiolite, spesso causa di ricovero nel primo anno di vita, fortunatamente oggi esiste una profilassi. Tutti i segni sopra elencati possono essere causati nei primi 12 mesi di vita dalla bronchiolite.
  • Bronchite asmatica
  • Asma bronchiale, l'asma è una malattia cronica, ma esistono terapie efficaci che permettono ai pazienti di condurre una vita normale. Nel bambino di 2 anni e più, in genere il fischio respiratorio notturno, che può manifestarsi in aggiunta a tosse secca, è da associare ad un problema di asma. Alcuni bambini con respiro sibilante da piccoli, crescendo sviluppano asma.
  • Polmoniti, nei casi più seri.

Illustrazione delle vie aeree infiammate nella bronchiolite

Stridore: Un Rumore da Non Sottovalutare

Lo stridore è un rumore acuto che accompagna l'inspirazione. Si associa spesso all'inalazione di un corpo estraneo, ma può anche essere dovuto a malattie croniche come la tracheomalacia. Il rumore è causato da un restringimento delle vie aeree superiori e può essere un segno di grave ostruzione.

Respiro Sibilante (Wheezing): Cause e Gestione

Che cos’è il respiro sibilante? Il respiro sibilante è un fischio prodotto durante il tentativo di espirazione quando le vie respiratorie nei polmoni sono parzialmente bloccate. Il respiro sibilante è comune nell’asma, ma può essere causato anche da allergie e infezioni respiratorie come la bronchiolite, il raffreddore e l’influenza. Il respiro sibilante che insorge improvvisamente di norma è causato da un virus come quello del raffreddore o dell’influenza. Se il respiro sibilante continua a ripresentarsi, di norma è causato da: allergie, asma. Le cause meno comuni di respiro sibilante sono: corpo estraneo inalato, cibo o liquidi nei polmoni, GERD (malattia da reflusso gastroesofageo) e insufficienza cardiaca.

Durante il respiro del bambino può succedere di avvertire un leggero fischio, molto leggero. Da 0 a 2 mesi: in questa fascia d’età, in assenza di raffreddore e febbre la presenza di un lieve sibilo è da imputare alle piccole irritazioni della mucosa del nasino o semplicemente ad un respiro leggermente rumoroso. Analizzando invece il caso di un bambino raffreddato con tosse, un leggero rumore o fischio durante il sonno sta ad indicare la diretta conseguenza del restringimento dei piccoli bronchi.

Fattori di Rischio e Cause Sottostanti

Le difficoltà respiratorie che alterano il normale respiro del neonato possono verificarsi in diverse situazioni, dal comune raffreddore a patologie invece più serie. Le cause dei disturbi respiratori nei neonati possono essere diverse.

Predisposizione Genetica (Familiarità)

Una predisposizione genetica può giocare un ruolo importante. Questo è particolarmente vero per condizioni come l'asma, dove la familiarità è un noto fattore di rischio. Raramente, la sindrome da distress respiratorio è causata da una mutazione di alcuni geni che causa una carenza di surfattante.

Infezioni (Virali e Batteriche)

Episodi infettivi virali o batterici sono frequenti. Un raffreddore o una qualsiasi causa alla base di una difficoltà respiratoria, può portare al soffocamento soltanto nel caso di un rigurgito di latte poiché se il nasino è ostruito dal muco, nel momento della risalita di latte, il piccolo potrebbe avere difficoltà a respirare in quel preciso momento. Il respiro sibilante che insorge improvvisamente di norma è causato da un virus come quello del raffreddore o dell’influenza. Le infezioni respiratorie come la bronchiolite, il raffreddore e l’influenza possono causare respiro sibilante.

Allergie e Inquinanti Ambientali

Le allergie possono scatenare problemi come l'asma e il respiro sibilante. Gli inquinanti possono essere esterni, come smog, polveri sottili, ozono e altri agenti presenti nell’aria urbana, oppure interni, come il fumo di sigaretta, spesso presente in casa a causa delle abitudini dei genitori. Quest’ultimo rappresenta un vero e proprio "nemico domestico" per i neonati, che ne subiscono le conseguenze fin dai primi giorni di vita, contribuendo significativamente all'incidenza di problemi respiratori.

Cause Meccaniche e Altre Condizioni

  • Corpo estraneo inalato: Può causare stridore o respiro sibilante.
  • GERD (malattia da reflusso gastroesofageo): Una causa meno comune di respiro sibilante.
  • Insufficienza cardiaca: Anche questa può manifestarsi con respiro sibilante.

Diagnosi e Valutazione Medica

Quando un neonato presenta segni di distress respiratorio, una diagnosi tempestiva e accurata è fondamentale per garantire un trattamento efficace.

L'Importanza dell'Osservazione Clinica

Il primo passo è sempre l'osservazione attenta da parte dei genitori e del personale sanitario. Un medico chiederà informazioni sul respiro sibilante del bambino e se altri familiari hanno allergie o asma, quindi esegue un esame obiettivo.

Strumenti Diagnostici

In occasione del primo evento di respiro sibilante i medici possono prescrivere uno o più esami:

  • Esami del sangue: Essenziali per valutare i livelli di ossigeno nel sangue, identificare infezioni o anemia.
  • Radiografia del torace: La diagnosi della sindrome da distress respiratorio si basa anche sui risultati di una radiografia del torace. Questo esame può verificare la presenza di un corpo estraneo inalato nei polmoni, polmonite o insufficienza cardiaca.
  • Pulsossimetria: La misurazione indolore dell’ossigeno nel sangue (pulsossimetria) mediante un sensore posizionato sul dito del bambino. Questo permette di monitorare la saturazione dell'ossigeno, sia di giorno che di notte.
  • Colture di sangue e, a volte, di liquido cerebrospinale: Per escludere infezioni come la sepsi, che possono mimare o complicare il distress respiratorio.

Spirometria: Uno Sguardo ai Polmoni (dai 6 anni)

A partire dai 6 anni, un esame semplice e non invasivo come la spirometria può fornire informazioni preziose. Questo test misura la quantità di aria che il bambino riesce a inspirare ed espirare e la velocità con cui lo fa, aiutando a capire se ci sono ostruzioni nelle vie aeree. La spirometria può anche misurare la saturazione dell'ossigeno nel sangue. Per saperne di più sulla spirometria e su come viene eseguita, è possibile recuperare la puntata del programma Check Up andata in onda su Rai 1, dove esperti come il Prof. Renato Cutrera ne hanno parlato. Se i medici sono sicuri che il respiro sibilante del bambino è causato dall’asma, di norma non lo sottopongono a esami ogni volta che ha un episodio. Se il respiro sibilante continua a ripresentarsi e non viene alleviato da farmaci per l’asma, i medici possono richiedere altri esami, tra cui:

  • Studi della deglutizione: Nei quali vengono registrati video del bambino mentre ingoia cibo o liquidi, per escludere problemi di aspirazione.
  • TC (tomografia computerizzata).
  • Broncoscopia: Nella quale il medico inserisce un piccolo tubo flessibile dotato di telecamera attraverso il naso e la gola del bambino per esaminare i polmoni.

Trattamenti e Gestione delle Vie Aeree

La terapia dei disturbi respiratori nel bambino varia a seconda dell’età e dell’evento che li ha causati. L’obiettivo principale è garantire un’adeguata ossigenazione e supportare la funzione polmonare.

Supporto Respiratorio

  • Ossigenoterapia: Si somministra ossigeno, che è il trattamento di base per i bassi livelli di ossigeno nel sangue. Dopo il parto, i neonati colpiti possono avere bisogno solo di ossigenoterapia.
  • Pressione positiva continua nelle vie aeree (CPAP): Può essere applicata pressione positiva continua nelle vie respiratorie per tenere aperti gli alveoli. Nella CPAP, l’ossigeno viene somministrato attraverso cannule inserite nelle narici del neonato. La CPAP consente al neonato di respirare autonomamente mentre riceve ossigeno lievemente pressurizzato.
  • Ventilazione a pressione positiva non invasiva (NIPPV): L’ossigeno viene somministrato attraverso una maschera facciale o cannule nasali.
  • Ventilazione meccanica: Può essere necessaria la ventilazione meccanica qualora il neonato manifestasse serie difficoltà respiratorie. In alcuni neonati con sindrome da distress respiratorio dopo il parto può essere necessario procedere all’intubazione della trachea. Il tubo è collegato a un ventilatore (una macchina che aiuta a far entrare e uscire l’aria dai polmoni).

Apparecchiature per supporto respiratorio neonatale

Terapie Specifiche

  • Surfattante: Ai neonati con sindrome da distress respiratorio viene somministrato surfattante. Talvolta, viene somministrato surfattante fino a quando il neonato inizia a produrre una quantità sufficiente del proprio surfattante. Il trattamento con surfattante può essere ripetuto più volte nei primi giorni di vita fino alla risoluzione del distress respiratorio. Esistono vari modi per somministrare il surfattante; si preferiscono metodi che non richiedono l’uso di un tubo di respirazione. Il preparato di surfattante può salvare la vita e ridurre il rischio di alcune complicanze, come il collasso dei polmoni (pneumotorace). Il tensioattivo artificiale agisce allo stesso modo di quello naturale.
  • Farmaci per liberare le vie respiratorie: Talvolta i medici prescrivono farmaci per liberare le vie respiratorie. Può essere prescritto un inalatore per inspirare farmaci che liberano i condotti respiratori. Si tratta degli stessi farmaci utilizzati per l’asma, ma funzionano anche per il respiro sibilante di origine diversa dall’asma. Molti farmaci vengono somministrati per via inalatoria, ed è fondamentale che le famiglie siano adeguatamente istruite su come somministrarli e monitorare i risultati.
  • Corticosteroidi: Se il respiro sibilante del bambino è grave, i medici possono anche somministrare corticosteroidi per via endovenosa o per via orale.

Igiene Nasale e Umidificazione Ambientale

Se umidificando l’aria, il problema persiste, si può provare ad effettuare qualche lavaggio nasale con soluzione fisiologica qualora il neonato abbia meno di un mese. Mantenere le cavità nasali libere e pulite è cruciale, specialmente prima di mettere il bambino a dormire. Questo aiuta a prevenire ostruzioni che potrebbero aggravare il distress respiratorio, soprattutto in presenza di muco.

Prevenzione e Consigli per i Genitori

La prevenzione gioca un ruolo chiave nella riduzione dell'incidenza e della gravità dei problemi respiratori nei neonati.

Strategie per la Sindrome da Distress Respiratorio

Il rischio di sindrome da distress respiratorio si riduce notevolmente se il parto può essere rimandato fino a quando i polmoni del feto non abbiano prodotto surfattante in quantità sufficiente. Quando il parto prematuro non può essere evitato, l’ostetrica può somministrare alla madre iniezioni degli steroidi (talvolta chiamati glucocorticoidi o corticosteroidi) betametasone o desametasone. Il farmaco entra nel torrente ematico del feto attraverso la placenta e accelera la produzione di surfattante. Entro 48 ore dall’inizio delle iniezioni, i polmoni fetali possono maturare al punto che la sindrome da distress respiratorio dopo il parto diventa meno probabile oppure, qualora si sviluppi, sia probabilmente più lieve. Dopo il parto, ai neonati ad alto rischio di sviluppare la sindrome da distress respiratorio i medici possono somministrare un preparato di surfattante. I neonati a rischio sono quelli partoriti prima della 30º settimana di età gestazionale, specialmente se la madre non ha ricevuto iniezioni di steroidi.

Misure Ambientali Domestiche

È importante ricordare che la temperatura della casa dovrà essere gradevole, tra i 18 °C e i 22 °C. Arieggiare spesso con la semplice apertura delle finestre per qualche minuto, proteggendo prima il piccolo da eventuali sbalzi di temperatura e dalle correnti d’aria. Mantenere un ambiente con umidità adeguata, non troppo secco, è fondamentale per evitare che le mucose del nasino si secchino eccessivamente.

Abitudini di Sonno Sicuro

Prima di mettere il bambino a dormire, assicuratevi che le cavità nasali siano libere e pulite. I casi che devono creare dei veri e propri allarmismi sono fortunatamente pochi. Le cause derivano principalmente dallo stato di salute del piccolo e più raramente da incidenti. Naturalmente, seguendo questi consigli e adottando le buone abitudini descritte nella gestione del bambino, otterrete da subito effetti positivi, anche sul vostro stato d’animo. È bene sottolineare che i piccoli allattati al seno e che dormono in posizione corretta e cioè supini, corrono un rischio molto basso di soffocare. Non inclinare la testa del lettino dove dorme il piccolo, neppure integrando cuscini. Evitare di far dormire il piccolo in mezzo ai due genitori.

Quando Rivolgersi al Medico o al Pronto Soccorso

Essere neo genitori è un'avventura meravigliosa, ma spesso costellata di piccole e grandi preoccupazioni. Vedere il proprio piccolo faticare a respirare può generare molta ansia. Ma quali sono i segnali da non sottovalutare? Il primo passo è sempre parlare con il tuo pediatra. Lui saprà valutare la situazione e indicarti gli esami o le visite specialistiche necessarie.

Recarsi immediatamente al pronto soccorso se il bambino ha respiro sibilante accompagnato da uno dei seguenti segnali d’allarme:

  • Sibilo durante l’inspirazione e non solo durante l’espirazione.
  • Respirazione accelerata che non si normalizza dopo il pianto o il risveglio.
  • Uso di molti muscoli del torace per respirare (rientramenti visibili).
  • Narici allargate durante la respirazione (alitamento delle pinne nasali).
  • Colorazione bluastra attorno alle labbra o su pelle e mucose (cianosi).

Chiamare il medico se il bambino presenta respiro sibilante e problemi a mangiare o bere, ma nessuno dei segnali d’allarme più gravi sopra elencati. Inoltre, è fondamentale cercare aiuto medico immediato se si verifica un'assenza di respirazione per 20 secondi o più (apnea), specialmente se accompagnata da una diminuzione della frequenza cardiaca. Se i bassi livelli di ossigeno nel sangue non migliorano con il trattamento, la sindrome può causare un danno cerebrale o il decesso. Se i bassi livelli di ossigeno non vengono trattati, il neonato può subire danni al cervello e ad altri organi fino alla morte. Con il trattamento, la maggior parte dei neonati sopravvive alla sindrome da distress respiratorio. La produzione naturale di surfattante aumenta dopo la nascita. Con un supporto respiratorio continuo, i neonati iniziano a produrre surfattante da soli. Una volta iniziato questo processo, la sindrome da distress respiratorio di solito si risolve nel tempo. Tuttavia, livelli di ossigeno estremamente bassi nei neonati in attesa che il trattamento abbia effetto o nei neonati che non hanno accesso al trattamento possono causare danni al cervello o ad altri organi e possono essere letali. I neonati molto prematuri presentano un rischio aumentato di sviluppare displasia broncopolmonare.

Pediatra visita neonato

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