Nel vasto e affascinante mondo degli avicoli, una delle prime caratteristiche che cattura l'attenzione è la sorprendente varietà di colori dei gusci d'uovo. Da un bianco candido a un marrone scuro, passando per sfumature di rosa, verde oliva e azzurro, le uova si presentano in una vera e propria tavolozza naturale. Molti si chiedono il motivo di tale diversità e, in particolare, se il colore del guscio possa in qualche modo indicare la fertilità o meno di un uovo. Questa è una domanda fondamentale che merita un'analisi approfondita, poiché il mondo ovicolo è ricco di dettagli e sfumature che vanno ben oltre l'aspetto esteriore.
È essenziale comprendere fin da subito che la colorazione esterna del guscio d’uovo non è assolutamente correlata allo stato di fertilità dell’uovo stesso. Il colore è una caratteristica genetica legata alla razza della gallina, mentre la fertilità dipende dalla fecondazione avvenuta prima della formazione dell'uovo. Per rispondere a queste e altre curiosità, ci immergeremo nelle complessità della biologia avicola, esplorando il perché delle diverse colorazioni, i meccanismi di formazione dell'uovo e i metodi per distinguere un uovo fertile da uno infecondo, sfatando miti e fornendo informazioni basate sulla scienza.
Il Mondo dei Colori del Guscio d'Uovo: Una Questione di Genetica
La colorazione del guscio delle uova è intrinsecamente una caratteristica genetica. Dipende, infatti, dalla razza, dalla varietà o dall’incrocio di galline allevate. Non è un fattore casuale, ma il risultato di migliaia di anni di evoluzione e selezione naturale e, più recentemente, di selezione operata dall'uomo. Se pensiamo al colore del guscio d’uovo, ci verrà subito in mente il classico rosa, una delle colorazioni più diffuse nei mercati moderni. Tuttavia, la nostra tradizione rurale ricorda che la colorazione classica del guscio delle uova era in realtà il bianco. Questa evoluzione delle preferenze e delle razze allevate ha portato a una maggiore prevalenza di uova dai toni rosati nella produzione attuale.
Oltre al bianco e al roseo, esistono molte altre magnifiche colorazioni. Alcune razze, per esempio, depongono uova con guscio marrone, che può variare da tonalità chiare a un marrone intenso quasi come il cioccolato. Ci sono anche galline che producono uova con colorazione verde oliva, oppure azzurro con varie tonalità, fino ad arrivare al blu profondo. Questa sorprendente gamma di colori naturali, che non ha nulla a che vedere con le uova decorate artificialmente, è un vero e proprio spettacolo per gli occhi. Le uova si differenziano non solo per la grandezza e la forma, ma in maniera molto evidente anche per il colore, che varia da razza a razza. Può variare dal bianco candido al marrone scuro, comprendendo tutte le sfumature di grigio, bruno e rossiccio, con puntini o senza e con macchioline e non. Non parliamo solamente di uova d’anatra, quaglia o fagiano, ma di classiche uova da gallina.

La Scienza Dietro la Pigmentazione del Guscio: Dalle Molecole al Colore Finale
La colorazione del guscio è dovuta a sostanze specifiche, chiamate pigmenti, che si depositano sul guscio verso la fine del ciclo di formazione dell’uovo. Questo processo avviene all'interno dell'ovidotto della gallina. Tutte le uova sono composte da carbonato di calcio, un materiale poroso. La gallina produce all'interno dell'ovidotto una secrezione che serve a lubrificare il passaggio dell'uovo. In questa secrezione sono contenuti i pigmenti che andranno a dare il colore al guscio delle uova, senza influenzarne la colorazione interna nella maggior parte dei casi. Quando al momento della formazione del guscio non viene aggiunto alcun pigmento, si hanno uova a guscio bianco. In questo scenario, la secrezione che si deposita sul guscio non è pigmentata, lasciando il guscio nel suo colore naturale di base.
Il pigmento più comune è la protoporfirina IX, che è responsabile delle uova rosa e delle varie tonalità di marrone. Questo pigmento si lega al carbonato di calcio del guscio, conferendogli la colorazione caratteristica. Ma c'è anche la biliverdina, responsabile di colorazioni più fantasiose, dal blu al verde. È interessante notare che le diverse tonalità di colore dipendono anche dal tempo di permanenza dell’uovo nell’ovidotto: più lunga è la permanenza e più intensa è la colorazione. Questo significa che, anche all'interno della stessa razza, possono esserci leggere variazioni di tonalità a seconda di fattori individuali della gallina o del ciclo di deposizione. Quando si osservano macchie più scure o striature sulle uova marroni, ciò vuol dire che la rotazione dell’uovo all’interno dell’utero della gallina ha avuto delle variazioni durante il processo di pigmentazione, creando un effetto marmorizzato o striato.
Si può prevedere il colore del guscio dell'uovo guardando la gallina? Pillole di Avicoltura
Razze Particolari e Colori Unici
Esistono razze specifiche di galline rinomate per la deposizione di uova dai colori inusuali. Le uova di gallina non sono solo rosa o bianche; esiste una categoria di uova naturalmente colorate chiamata "Easter", richiamando l'immagine delle uova di Pasqua variopinte. Tra queste, la tipologia più famosa è l’uovo con il guscio di colore celeste. A produrle sono le galline Araucana, una razza caratteristica del Cile che produce circa 200 uova l’anno, di solito più piccole di quelle a cui siamo abituati noi. Il colore blu è dato dal pigmento biliverdina, presente nella secrezione ghiandolare di queste galline. Le uova celesti delle galline della razza Araucana sono dovute, quindi, alla presenza del pigmento biliverdina.
Particolari sono anche le uova dal colore marrone cioccolato delle galline Marans, una razza francese, celebri per il loro guscio scuro e spesso lucido. Un incrocio tra una gallina Araucana e una Marans ha dato vita a una razza ibrida di nome Olive Egger che, come suggerisce il nome stesso, è in grado di produrre uova di colore verde, dato dalla combinazione dei due pigmenti: biliverdina e protoporfirina IX. Chiaramente, si tratta di razze che non si trovano negli allevamenti intensivi su larga scala, ma sono più diffuse a livello locale, tra hobbisti e piccoli allevatori. È importante ricordare che, anche all'interno di una stessa gallina, la produzione di gusci più o meno colorati può variare. Sulle sfumature incidono l’età dell’animale, la sua condizione fisica e, come detto, quanto tempo l’uovo rimane nell’ovidotto, perché più a lungo vi rimane, più pigmento assorbe, portando a una colorazione più intensa.
Orecchioni e Colore del Guscio: Una Correlazione Sorprendente
Un aspetto curioso e spesso osservato nel mondo avicolo è la correlazione tra il colore degli orecchioni della gallina e la colorazione del guscio delle uova che depone. Il colore di solito è dato dal rapporto con gli orecchioni. Così, polli con orecchie bianche depongono uova bianche, mentre quelli che le hanno rosse producono abitualmente uova di colore brunastro. Questa è una regola empirica abbastanza affidabile per molte razze comuni, sebbene non sia una legge universale senza eccezioni, specialmente con l'introduzione di nuove razze ibride o incroci complessi. Tuttavia, rimane un indicatore utile per gli allevatori e gli appassionati che desiderano anticipare il colore delle uova di una gallina basandosi su una semplice osservazione anatomica.
La Formazione dell'Uovo: Un Capolavoro Biologico
Per comprendere appieno la questione del colore e della fertilità, è fondamentale conoscere il complesso processo di formazione dell'uovo all'interno dell'apparato riproduttivo della gallina. Il guscio prende il colore nell’ovidotto durante l’ultima fase di formazione. Il processo comincia quando l’ovaia libera il tuorlo maturo. Questo è il primo stadio, dove il tuorlo è essenzialmente una cellula uovo non ancora fecondata, ma ricca di nutrienti. Attorno al tuorlo si forma successivamente l’albume, il quale è protetto da una membrana che contiene le “calaze”. Le calaze sono delle strutture proteiche spiraliformi che collegano il tuorlo alla pellicola all’interno del guscio, mantenendo il tuorlo centrato e protetto.
L’uovo percorre il corpo del pollo in senso rotatorio, acquisendo progressivamente la sua forma definitiva mentre gli strati di albume e le membrane si depositano. Nelle ultime ore di questo processo, e solo allora, si plasma il guscio e il suo pigmento. È in questo momento che la secrezione ghiandolare della gallina, contenente i pigmenti specifici della sua razza, entra in contatto con il guscio di carbonato di calcio già formato. Quando questa secrezione della gallina entra in contatto e va a reagire con il carbonato di calcio del guscio, il pigmento contenuto nella secrezione viene assorbito e l’uovo si colora. Il guscio è composto principalmente da carbonato di calcio e rivestito da una sottile pellicola protettiva non calcificata che prende il nome di cuticola. Il materiale di cui è composto è però poroso, quindi può assorbire le sostanze con cui viene in contatto, inclusi i pigmenti.

Questo elaborato meccanismo spiega perché il colore del guscio è puramente superficiale nella stragrande maggioranza dei casi e non influenza la colorazione interna dell'uovo. Il colore del tuorlo, infatti, dipende quasi esclusivamente dall’alimentazione della gallina, fattore che influenza il tuorlo in particolare, che può variare dal giallo più chiaro all’arancione più intenso. Non è l’unico caso in cui l’alimentazione dell’animale ne influenza le colorazioni, ma è il più comune per il tuorlo. Abbiamo però un’eccezione alla regola, seppur estremamente rara. La gallina Araucana, in casi molto rari, può dare un po’ di colore azzurrino al tuorlo. Questo può avvenire perché in questa razza il pigmento biliverdina viene prodotto insieme al guscio e non nel momento della deposizione delle uova. Solo per questo sincronismo è quindi possibile, ma molto raro, che il colore attacchi anche dentro l’uovo. Questa particolarità rende le uova Araucana ancora più uniche.
Uova non Fertili: Un Fenomeno Naturale e la Loro Produzione Costante
Contrariamente a una credenza comune, i polli, alcune quaglie, un bel numero di oche e anatre hanno la caratteristica di deporre le uova anche in assenza di esemplare maschio e durante tutto il periodo dell’anno. Questo è il frutto di una selezione naturale che ha portato le galline a deporre anche se non si sono congiunte con un esemplare maschio. In altre parole, la deposizione di un uovo è un processo biologico ciclico che non richiede la fecondazione per avvenire. La natura ha favorito le femmine che producono costantemente uova, aumentando le probabilità di riproduzione quando un maschio è disponibile.
Il pulcino di sesso femminile, già al momento della nascita, ha nelle ovaie un certo numero di cellule uovo. Il numero di queste cellule equivale alla quantità massima di uova che potrà deporre durante tutta la sua esistenza. È una sorta di "banca" di ovuli predefinita. Il primo uovo viene prodotto intorno ai 4-5 mesi di vita, e una volta che viene deposto, possiamo dire che l’animale ha raggiunto la sua maturità sessuale e potrebbe essere pronto per essere fecondato.
La frequenza della deposizione dipenderà da numerosi fattori, tra cui la razza dell’animale, il cibo di cui si nutre, il pollaio in cui vive e la pulizia dello stesso. Una gallina depone il maggior numero di uova durante la sua prima stagione ovaiola. Dopodiché, muta le penne e ricomincia un’altra stagione di deposizione che sarà meno florida rispetto alla prima, con una produzione leggermente ridotta. Tuttavia, nella seconda stagione, le uova deposte saranno solitamente più grandi rispetto a quelle della prima stagione. Uno studio sentenzia che per ogni stagione il peso delle uova prodotte dovrebbe essere più o meno lo stesso, indicando una certa costanza nel peso complessivo, sebbene il numero di uova possa diminuire. Al quinto o sesto anno di vita, la gallina ovaiola dovrebbe smettere di produrre, sebbene non si possa escludere che ancora qualche sorpresa possa darla occasionalmente. Per quanto riguarda le loro dimensioni, non c’è assolutamente relazione tra la stazza dell’animale e le dimensioni del suo uovo; una gallina piccola può deporre un uovo grande e viceversa.
L'Influenza della Luce e dell'Alimentazione
La maggioranza dei polli depone in primavera ed estate, quando le giornate sono più lunghe e la disponibilità di cibo è maggiore. Le razze ovaiole, selezionate per una produzione più costante, continuano a farlo anche durante l’autunno e l’inverno, anche se con produzioni molto ridotte rispetto al periodo precedente. Il motivo principale di questa differenza stagionale sta nelle ore di luce che hanno a disposizione. Meno ore di luce ci sono e meno deporranno. Se si vuole aumentare il numero di deposizioni anche durante i mesi più freddi, sarebbe sufficiente inserire una luce all’interno del pollaio, estendendo artificialmente le ore di luce. In questo modo, si otterrà un risultato più soddisfacente anche durante il periodo invernale, manipolando il ciclo circadiano delle galline. Altro motivo che può influenzare significativamente la produzione di uova è l’alimentazione: una dieta equilibrata e ricca di nutrienti è cruciale. Anche il bere è importante; una corretta idratazione è essenziale per tutti i processi metabolici, inclusa la produzione di uova.
Distinguere l'Uovo Fertile dall'Infertile: Oltre il Guscio
La questione centrale, quando si parla di "colore delle uova non fertili", non è il colore del guscio, ma la capacità di identificare un uovo infecondo indipendentemente dalla sua colorazione esterna. Un primo parametro fondamentale da considerare, soprattutto per chi si occupa di incubazione, è se l’uovo sia stato fecondato oppure no. Le uova da cova possono essere analizzate, prima dell’incubazione e al loro arrivo in incubatoio, per distinguere quelle fertili da quelle infeconde. Ciò richiede una tecnica specifica che si acquisisce con la pratica e l'esperienza.
Un uovo fertile è caratterizzato dalla presenza di un blastoderma, una piccola struttura discale visibile sul tuorlo, che presenta un aspetto chiaramente definito e ad anello. Questo è visibile come un anello bianco simmetrico con un’area trasparente al centro, che indica l'inizio della divisione cellulare dopo la fecondazione. La divisione cellulare dell’embrione inizia dal momento stesso della fecondazione. Dopo la deposizione, il blastoderma è costituito da circa 60.000 cellule, un segno evidente di un processo vitale in atto.

Se invece l’uovo non è fertile, si osserva un blastodisco. Questo appare come una piccola macchia bianca sul tuorlo, ma a differenza del blastoderma fertile, ha una forma irregolare e frastagliata. Non mostra l'anello definito né l'area trasparente centrale, indicando che la fecondazione non è avvenuta o non è progredita. Non si potrà comunque riconoscere la differenza di gusto nel momento in cui si mangeranno le uova, sia fertili che infeconde, soprattutto se raccolte il giorno stesso. Per questo motivo, le uova, anche se potenzialmente fertili (cioè provenienti da un pollaio con gallo), possono essere mangiate tranquillamente anche a distanza di un paio di settimane, se correttamente conservate. La presenza o assenza di un gallo nel pollaio è l'unico fattore che determina se le uova potrebbero essere fecondate, quindi fertili.
La Qualità dell'Uovo: Fattori Interni ed Esterni che Trascendono il Colore
La qualità delle uova da cova ha un impatto significativo sulla schiusa e sulla qualità dei pulcini. Integrare il controllo della qualità delle uova nelle procedure di routine dell’incubatoio consente di migliorare i risultati di schiusa. Sebbene sia relativamente semplice valutare la qualità esterna dell’uovo esaminandone l’aspetto - integrità del guscio, pulizia, forma - effettuare controlli più approfonditi con regolarità può risultare più impegnativo ma è fondamentale. Un uovo da cova è, in sostanza, uno spazio protetto in cui l’embrione del pulcino può svilupparsi. All’interno dell’uovo si trovano tutti i nutrienti e i meccanismi essenziali per sostenere uno sviluppo e una crescita ottimali dell’embrione.
Tuttavia, durante la formazione dell’uovo nell’apparato riproduttivo della gallina, possono verificarsi diversi eventi che causano irregolarità. Alcune di queste irregolarità influiscono sulla qualità interna dell’uovo; per questo motivo è importante eseguire controlli di qualità sia esterni che interni. Detto ciò, è fondamentale garantire una corretta manipolazione e conservazione delle uova da cova, affinché gli embrioni di buona qualità rimangano in perfette condizioni e il loro potenziale di sviluppo sia massimizzato.
Componenti Interne dell'Uovo e Loro Valutazione
Il tuorlo è una componente essenziale dell’uovo da cova e rappresenta una fonte alimentare importante per l’embrione in via di sviluppo. La condizione del tuorlo può essere valutata eseguendo un’analisi di rottura dell’uovo fresco (fresh egg breakout analysis). Il tuorlo deve apparire omogeneo e non maculato. Un tuorlo maculato è un indicatore di stress nell’allevamento dei riproduttori, suggerendo possibili carenze nutrizionali o condizioni ambientali sfavorevoli per la gallina madre.
L’albume, il bianco dell’uovo, fornisce proteine essenziali per l’embrione in via di sviluppo e lo protegge dai batteri che potrebbero penetrare all’interno dell’uovo. Il test più comune per valutare la qualità dell’albume - eseguito durante un’analisi di rottura dell’uovo fresco - è stato ideato da Raymond Haugh. Dopo la pesatura, l’uovo viene rotto su una superficie piana. Con un calibro micrometrico si misura l’altezza dell’albume che circonda il tuorlo. L’altezza, messa in relazione con il peso dell’uovo, consente di determinare l’unità Haugh (Haugh unit), un indice standardizzato di freschezza e qualità dell'albume.
La membrana vitellina avvolge il tuorlo e lo mantiene separato dall’albume. Mantenere intatta questa membrana protettiva per tutto il periodo di sviluppo dell’embrione all’interno dell’uovo è fondamentale per la sua sopravvivenza. La membrana non deve presentare rugosità, ossia piccole scalfitture sulla superficie che circonda il tuorlo, che potrebbero indicare una fragilità o un danno.

Patogeni e Contaminazione
Esistono alcuni gruppi di patogeni che possono creare problemi significativi per lo sviluppo dell'embrione: batteri come Escherichia coli (E. coli), Salmonella, Pseudomonas, e funghi come Aspergillus. Questi ostacolano lo sviluppo dell’embrione e possono persino distruggere l’uovo durante l’incubazione, portando a perdite significative nella schiusa. Sebbene sia impossibile verificare la presenza di patogeni in un uovo fresco senza analisi di laboratorio specialistiche, la loro presenza diventerà evidente dopo la schiusa, spesso manifestandosi con embrioni morti o pulcini deboli e malati. Eseguendo un’analisi post-schiusa, è possibile determinare il livello di contaminazione. Il foglio dati di analisi post-schiusa, contenente il numero preciso di uova contaminate, deve essere condiviso con la squadra dell’allevamento e quella dell’incubatoio per prendere le opportune misure correttive e preventive. È necessario valutare regolarmente la qualità interna delle uova per monitorare e mantenere elevati standard sanitari.
L'Impatto dell'Allevamento sulla Qualità dell'Uovo (e sulla Salute della Gallina)
La domanda "Qual è la differenza tra uova marroni e bianche?" è molto comune e spesso porta a malintesi sulla qualità. «Tra le uova bianche e marroni non c'è nessuna differenza sostanziale» chiarisce subito Giulio Apollonio, titolare di L'Uovo Perfetto, allevamento estensivo a Cutrofiano, Lecce. «È la razza della gallina a determinare il colore del guscio, ma questo non ha ripercussioni particolari sulla qualità dell'uovo, salvo il fatto che talvolta le uova bianche hanno un tuorlo più grande e per questo possono contenere una quantità maggiore di colesterolo» prosegue l'allevatore. Fino a qualche anno fa, le uova bianche erano indirizzate quasi unicamente all'industria, tendenzialmente usate per la produzione di pasta fresca, e questo proprio per il tuorlo più grande che dona il tipico colore giallo alla pasta. Può darsi che questo abbia contribuito a farle considerare più scadenti, ma non è così. E in generale non è il colore dell'uovo a indicare la qualità e quindi la salubrità dell'uovo.
Si può prevedere il colore del guscio dell'uovo guardando la gallina? Pillole di Avicoltura
Più che dall'aspetto esteriore, la salubrità e la qualità dell'uovo dipendono intrinsecamente da cosa mangia e da come vive una gallina. «Una gallina che vive libera in grandi spazi aperti, che può mangiare ciò che trova in natura, che può relazionarsi con altre galline e con dei galli, è una gallina che produce uova di altissima qualità» dice Apollonio. Questo concetto sottolinea l'importanza delle condizioni di allevamento per la produzione di uova eccellenti.
Le Differenze Nutrizionali tra Allevamento Estensivo e Intensivo
Numerosi studi comparativi fatti negli anni, anche nell'allevamento di Apollonio, ormai conosciuto nel mondo come esempio di sostenibilità, hanno evidenziato significative differenze nutrizionali. «Le uova di galline allevate in modo estensivo», spiega Apollonio, «hanno anzitutto meno colesterolo rispetto a quelle di galline che vivono negli allevamenti intensivi e in tanti allevamenti con spazi anche all'aperto in cui di fatto hanno poca possibilità di vivere naturalmente. Sono anche più ricche di Omega 3 e di vitamina A e E, dato che vivono alla luce naturale del sole, esponendosi a una dieta più varia e ricca di nutrienti vegetali e animali».
Inoltre, e non da ultimo, le uova di galline che vivono all'aperto in allevamenti in cui sono presenti anche i galli, e che quindi sono uova fecondate (da cui cioè possono nascere dei pulcini), sono ricche di follistatina. Questo è un ormone anabolizzante attivo anche sull'essere umano, utilizzato per diversi medicinali e integratori che vengono dati anche ai bambini con problemi di crescita. Tutto questo si traduce anche in caratteristiche organolettiche differenti: «Il sapore di un uovo proveniente da gallina di allevamento estensivo è molto diverso e gustoso, e normalmente anche il guscio ha un odore tendenzialmente meno sgradevole e intenso rispetto a quello delle uova di allevamento convenzionale», aggiunge Apollonio.
Perché le Galline Allevate all'Aperto Producono Uova Migliori
I motivi per cui le uova di galline allevate all'aperto sono considerate migliori sono diversi e interconnessi. In generale, come succede per noi umani, un'alimentazione variegata e una vita attiva assicura anche agli animali salute e felicità, e le galline non fanno eccezione. «Un animale che vive libero di mangiare ciò che trova in natura, senza limiti di spazio, insieme ai suoi simili, anche di sesso diverso, è meno stressato, e quindi produce meno cortisolo», spiega Apollonio. Il cortisolo, l'ormone dello stress, inibisce le funzioni immunitarie. «Anche per questo è più sano e quindi più resistente: il cortisolo abbassa le difese immunitarie».
Al contrario, anzitutto perché sono sottoposti ad alti livelli di stress, le difese degli animali che vivono in poco spazio, come succede negli allevamenti convenzionali, sono ridotte. Le galline di allevamento intensivo hanno un sistema immunitario più fragile, e il fatto di vivere in spazi ristretti in cui i contagi di virus o batteri sono più frequenti, le rende più dipendenti e al contempo resistenti dai farmaci antibiotici. Questo crea un ciclo di dipendenza dagli interventi farmaceutici e può avere implicazioni sulla salute sia degli animali che dei consumatori.

I Cicli Naturali di Deposizione e la Longevità delle Galline
Oltre a quanto detto finora, a determinare la qualità delle uova - e la qualità della vita delle galline - sono molti altri fattori legati ai loro cicli naturali. Il primo è la loro aspettativa di vita e l'opportunità di vivere appieno le loro fasi biologiche: «Le galline di un allevamento convenzionale hanno una vita molto breve: vengono uccise al compimento del 16° o 18° mese, e cominciano a fare uova a 6 mesi. Questo vuol dire che, anche se hanno a disposizione degli spazi aperti, come succede negli allevamenti biologici, hanno comunque pochissimo tempo - al massimo un'estate e una primavera - per rapportarsi con la natura rispetto a una gallina che invece vive sempre all'aperto e che può acquisire conoscenze sul mondo, per esempio su cosa può mangiare e cosa no al pascolo, che può trasmettere ai suoi pulcini che a loro volta diventano più resistenti da adulti» spiega Apollonio. Questa trasmissione di conoscenze e la possibilità di vivere un'esistenza più completa influenzano non solo la salute della singola gallina, ma anche la robustezza delle generazioni future.
Altro fattore cruciale è lo sfruttamento dei cicli riproduttivi naturali delle galline. «Una gallina da allevamento estensivo non depone uova da ottobre a marzo, perché va in muta, un periodo in cui il suo corpo si concentra sul rinnovamento del piumaggio e sul ripristino delle energie, rallentando o fermando la deposizione». Se il simbolo della Pasqua sono le uova, è proprio perché le galline ricominciano a deporle a tarda primavera, dopo il periodo di riposo invernale. Sono nozioni antiche, che spesso i consumatori hanno dimenticato, ma che è bene ricordare: ignorare i cicli naturali non fa bene alla natura, né a noi, in quanto altera l'equilibrio ecologico e può avere ripercussioni sulla sostenibilità delle pratiche di allevamento.
Gestione e Problematiche Comuni nell'Allevamento Ovicolo
Nella gestione di un pollaio, sia esso amatoriale o professionale, si possono incontrare diverse situazioni e problematiche che richiedono attenzione.
La Covata: Un Istinto Naturale
Una gallina che decida di covare rimarrà appollaiata sopra alle uova per tutto il periodo necessario per la sua schiusa. In questo periodo, smettono completamente di deporre, concentrando tutte le loro energie sull'incubazione. Esistono delle razze più covaticcie rispetto alle altre; le galline ovaiole, selezionate per l'alta produzione, non lo sono quasi mai, mentre razze come le Moroseta e le Cocincina lo diventano spesso e in età molto giovane, mostrando un forte istinto materno. Il periodo di cova è di circa tre settimane; i giorni dovrebbero essere 21, ma ogni tipo può essere leggermente differente. Le razze nane, per esempio, potrebbero schiudere anche dopo solo 19 giorni.
Nel caso si voglia evitare di avere delle nidiate, sarà necessario scegliere in anticipo la razza giusta, optando per quelle meno propense alla cova. Nel caso si abbia già una chioccia e si voglia interrompere la covata, si dovrà alzarla dal nido un paio di volte al giorno, mettendola in compagnia con altre galline e con un gallo per distrarla. È fondamentale toglierle le uova da sotto il nido e, nel caso persista nel suo intento, provare a lasciarla senza per un paio di giorni. Bisogna stare molto attenti in quanto certe chiocce sono molto tenaci e quindi andarle a disturbare potrebbe essere una pessima idea, potendo reagire in modo aggressivo.
L'Ingestione o Beccata delle Uova
Un problema comportamentale che può affliggere il pollaio è l'ingestione o beccata delle uova. Se una delle vostre galline ha assaggiato un uovo, lo apprezzerà talmente tanto che è possibile che ogni giorno sia portata a beccare ogni sua produzione per cercare di divorarne il contenuto. Per prevenire questo comportamento, bisogna usare qualche piccolo stratagemma. Intanto sarà importante raccogliere le uova ogni giorno, riducendo le opportunità di beccarle. Altra cosa importante è quella di tenere i nidi di deposizione tutti allo stesso livello per evitare che ci sia qualche animale che ne predilige uno piuttosto che un altro, concentrando l'attenzione su un singolo punto.
Nel caso il problema sia grave, si potrebbe prendere un uovo e svuotarlo con una siringa, per poi inserirvi dentro della senape con peperoncino. In questo modo, l’animale dovrebbe trovare il contenuto talmente disgustoso da perdere il vizio di mangiarselo. Questa operazione dovrà essere ripetuta anche per una settimana di fila, finché non si raggiunga lo scopo desiderato. Nel caso si voglia un rimedio sicuro al 100%, si consiglia di acquistare un nido per la deposizione, progettato per far rotolare l'uovo subito dopo la deposizione, rendendolo inaccessibile alla gallina.
Uova Strane e Problemi di Salute
È possibile che qualche giorno si possano trovare delle sorprese all’interno del nido, ovvero delle uova strane sia nella forma che nell’aspetto. Questo potrebbe essere un'indicazione di un'alimentazione non propriamente corretta o di un problema di salute nella gallina. Il più comune è l’uovo dal guscio tenero o completamente privo di guscio. Questo tipo di deposizione è molto comune negli animali che hanno da poco cominciato la deposizione (giovani galline) o alla fine del ciclo di deposizione (galline anziane), quando l'apparato riproduttivo è meno efficiente. Non bisogna preoccuparsi particolarmente se ogni tanto si trova quel tipo di prodotto.
Nel caso si trovino uova con doppio tuorlo, non bisogna preoccuparsi; significa che si sono staccati due tuorli nell’ovidotto simultaneamente, un fenomeno che può accadere, soprattutto in galline giovani con un ciclo ormonale ancora non perfettamente stabilizzato. Le galline hanno una pelvi aperta ed elastica che serve a facilitare la produzione. Nel caso succeda che la gallina deponga un uovo troppo grosso, potrebbe darsi che l’ovidotto si abbassi, provocando la fuoriuscita dal corpo dell’animale. Se dovesse capitare, si dovrebbe subito cercare di porvi rimedio in quanto gli altri animali potrebbero cominciare a beccarla proprio in quel punto, peggiorando la situazione e causando infezioni gravi. In questi casi, è fondamentale dividere la gallina ovaiola interessata dalle altre e, con acqua calda, pulire delicatamente la zona e cercare di sospingere l’ovidotto all’interno dell’animale con estrema cautela. Se il problema si riproponesse, o se non si fosse in grado di risolvere autonomamente, si dovrà consultare un veterinario per un intervento professionale.
