Benessere in Gravidanza: Gestione delle Coliche, Monitoraggio Fetale e Salute Addominale

La gravidanza rappresenta una fase di trasformazione profonda per il corpo femminile, caratterizzata da cambiamenti fisiologici, ormonali e anatomici che possono talvolta tradursi in disturbi addominali. Comprendere la distinzione tra manifestazioni fisiologiche e segnali d'allarme è fondamentale per affrontare il percorso verso il parto con consapevolezza e serenità.

rappresentazione schematica dei cambiamenti anatomici e ormonali nel corpo femminile durante la gravidanza

Il monitoraggio della salute fetale: la cardiotocografia

Lo staff di medici che assiste al parto non può rendersi conto se il feto sia in sofferenza se il suo battito non viene monitorato o se i dati dei tracciati risultanti dal monitoraggio non vengono correttamente interpretati. La Cardiotocografia (CTG) è un esame essenziale per valutare il benessere del feto durante il travaglio di parto.

Il monitoraggio può essere distinto in:

  • Monitoraggio esterno: Viene eseguito tradizionalmente tramite un apparecchio (trasduttore) fissato in corrispondenza dell’addome materno che registra le contrazioni e il battito cardiaco del feto. È il metodo di gran lunga maggiormente utilizzato.
  • Monitoraggio interno: Viene eseguito mediante l’applicazione di un elettrodo sul cranio del bambino quando il collo dell’utero è dilatato di 2-3 cm ed è spesso più accurato di quello esterno.

Nel referto che fuoriesce dalla stampante vengono rappresentati tre grafici. Il primo ed il secondo indicano la frequenza cardiaca (numero di battiti al minuto), rispettivamente del feto e della mamma. La frequenza cardiaca normale del feto corrisponde a 120-160 battiti al minuto. Si ha variabilità a breve termine quando la frequenza cardiaca varia di 5-10 battiti al minuto producendo un tracciato lievemente dentellato, mentre si ha variabilità a lungo termine quando la frequenza cardiaca varia di 6-25 battiti al minuto. La frequenza cardiaca è rassicurante se presenta una variabilità normale con accelerazioni. Se la frequenza cardiaca rimane non rassicurante nonostante gli interventi, il feto deve essere partorito tramite un parto cesareo d’urgenza.

La cardiotocografia in travaglio nel monitoraggio del benessere fetale

Il dolore addominale e la natura delle contrazioni

Il dolore addominale durante la gravidanza può spaventare, ma nella maggior parte dei casi le cause non sono pericolose né per la mamma né per il bambino. Quando il dolore si manifesta in modo simile alle contrazioni, non va mai sottovalutato. Le contrazioni di Braxton Hicks, chiamate anche falsi dolori da travaglio o pseudo contrazioni, si presentano come contrazioni vere e proprie, ma sono diverse dalle contrazioni del travaglio per frequenza, durata e intensità. Si tratta di pseudo contrazioni piuttosto comuni che possono verificarsi nel secondo o terzo trimestre di gravidanza, spesso dopo un’intensa attività fisica, rapporti sessuali, oppure a causa di disidratazione o vescica piena.

Se invece le contrazioni sono regolari, sempre più dolorose o non si fermano, è possibile che stia iniziando il travaglio. Se iniziano prima della 37esima settimana di gravidanza (travaglio pretermine) o sono presenti anche sintomi quali perdite, senso di peso addominale, forte mal di schiena, è importante rivolgersi al medico. Il dolore addominale in gravidanza può essere dovuto a diverse cause e richiede sempre una valutazione ginecologica, inclusa un’ecografia per valutare la lunghezza della cervice e la posizione fetale.

Coliche e disturbi gastrointestinali

Il termine "colica" deriva dal greco antico "κολικός" (kolikos), che significa "relativo al colon". In gravidanza, le coliche addominali possono essere causate da una varietà di fattori legati ai cambiamenti fisici e ormonali. Il progesterone, aumentando durante la gravidanza, causa il rilassamento dei muscoli lisci del corpo, incluso il tratto gastrointestinale, rallentando la motilità.

Origine delle coliche e dei gonfiori

I primi responsabili dei gonfiori addominali sono alcuni ormoni. Già dalle prime settimane, potrebbe capitare di sentire la pancia tesa e gonfia. La gravidanza può comportare variazioni nell’appetito e nel senso di sete che aumentano già nel primo trimestre. Ciò si associa ad una riduzione del tono e della motilità gastrica, che contribuisce allo sviluppo del reflusso gastroesofageo e della nausea, ed intestinale che, in associazione all’aumento dell’assorbimento di acqua, provoca stipsi e sensazione di gonfiore.

Man mano che l’utero cresce, esercita una pressione sempre maggiore sullo stomaco e sull’intestino. Questa azione rallenta la digestione che, a sua volta, comporta l’aumento della produzione di gas. Inoltre, l’alimentazione scorretta o la brutta abitudine di mangiare troppo rapidamente possono peggiorare la situazione. L’aria nella pancia, dovuta alla presenza di gas, può essere accompagnata dal cosiddetto “mal di pancia di inizio gravidanza”: una sensazione sgradevole definita meteorismo in gravidanza che, nel peggiore dei casi, è accompagnata da coliche.

grafico che illustra l'aumento della pressione intra-addominale man mano che l'utero cresce

Approccio clinico e gestione dei rischi

Se una gestante avverte dolore pelvico o addominale, il medico valuterà se ciò sia causato dai normali cambiamenti associati alla gravidanza o se sia presente un problema. In caso di improvvisa comparsa di forti dolori all’addome inferiore o alla pelvi, i medici devono stabilire rapidamente la necessità di un intervento chirurgico d’urgenza, come accade se la causa è una gravidanza ectopica o un’appendicite.

Segnali d’allarme

È opportuno che le donne che presentano i seguenti sintomi consultino immediatamente un medico:

  • Sanguinamento vaginale.
  • Febbre e brividi, in particolare se accompagnati da dolore alla minzione o secrezione vaginale contenente pus.
  • Dolore intenso che peggiora con il movimento.
  • Svenimenti, stordimento o battito cardiaco accelerato, sintomi che suggeriscono una pressione arteriosa molto bassa.

Le donne che non presentano segnali d’allarme dovrebbero consultare il medico entro una giornata circa se avvertono dolore o bruciore durante la minzione o dolore che interferisce con le attività quotidiane.

Interventi dietetici e stile di vita

Un’alimentazione corretta rappresenta uno dei presupposti fondamentali per la normale evoluzione della gravidanza. Lo studio IMPACT ha dimostrato che la dieta mediterranea riduce anche il rischio di complicazioni della gravidanza come la restrizione della crescita fetale. Alcuni rimedi dettati dal buon senso possono rappresentare un valido supporto naturale per ridurre notevolmente la produzione di aria nella pancia e dei gonfiori addominali.

Evitare di mangiare cibi che facilitano la formazione di aria (divieto a cipolle, cavoli, fagioli, fritture, salse) e consumare con lentezza pasti leggeri ed equilibrati aiutano il corpo a trovare un nuovo equilibrio. È consigliabile mantenere una flora batterica intestinale efficiente tramite alimenti probiotici come lo yogurt, consumare frutta e verdura ogni giorno ed eliminare bevande eccitanti. Accompagnare questi cambiamenti ad attività sportive adatte alla pancia che cresce, come camminare, nuotare o fare esercizi di ginnastica dolce, è un’ottima soluzione per mantenersi in forma.

In attesa di consultare il medico, può essere utile fare un bagno caldo, usare un cuscino di sostegno tra le ginocchia, anche durante il sonno, e stare a riposo. È importante ricordare che il ricorso a farmaci, anche quelli da banco, deve essere sempre supervisionato dal proprio ginecologo, evitando ogni metodo fai-da-te. Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico.

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