L’arte di accudire: prospettive sulla maternità, l’allattamento e la relazione con il neonato

La maternità è un percorso che, nella società contemporanea, viene spesso vissuto all'interno di una cornice di forte medicalizzazione. Gravidanza e parto sono diventati quasi un "oggetto" clinico, un processo da gestire tecnicamente, oscurando talvolta quella profonda unione tra madre e neonato che sarebbe invece auspicabile per il benessere di entrambi. In questo scenario, la figura della doula emerge come una risorsa preziosa, capace di affiancare la donna aiutandola a riappropriarsi di questo momento unico. Ne parliamo con Clara Scropetta, esperta che, insieme a figure di riferimento come Michel Odent, esplora il significato profondo della nascita.

Una doula che sostiene una neomamma durante i primi giorni di vita del bambino

Il ritorno alla fisiologia: il parto e la medicalizzazione

Le riflessioni sull’attesa, la nascita e il ruolo del padre durante il parto ci riportano a concetti cardine del vivere. Durante l’incontro “Nascita, amore e civiltà” tenuto da Michel Odent e Clara Scropetta, è emerso chiaramente come il "cerchio" rappresenti uno spazio in cui ci si sente tra simili, portatori di un unico destino con tante sfaccettature. Una fra le tante doti di Michel è quella di "non sentirsi mai arrivato", di non avere mai smesso di imparare e di nutrire una viva curiosità per la vita. Lui sa, con molta umiltà, che una donna conosce già cosa fare per vivere al meglio la nascita, se le condizioni esterne lo permettono.

È proprio in contesti di forte medicalizzazione, soprattutto in Italia, che alcune donne hanno iniziato a esprimere il desiderio che il compagno potesse rimanere loro accanto. Tuttavia, il problema è che spesso non è stata prevista la complessità degli effetti dovuti alla partecipazione dell'uomo, che frequentemente si trova a vivere in maniera molto forte ed emotiva questa esperienza, rimanendo nell'impossibilità di riuscire a far emergere tutto il vissuto e trasformarlo in un supporto efficace. Inoltre, esistono donne che scelgono di vivere questi momenti senza fare esami prenatali e senza farsi seguire da operatori sanitari durante il parto. Questo, oltre a essere possibile, per alcune madri è la scelta migliore. Vi raccontiamo l'esperienza di chi l'ha fatto, sottolineando come la scelta consapevole possa ripristinare quel legame primordiale che la tecnica rischia di interrompere.

Esiste l'impossibilità biologica di allattare?

Tutte le donne quando partoriscono sognano di poter allattare il proprio bambino naturalmente. Talvolta questo non è possibile per vari motivi, ma è possibile che alcune mamme non riescano a farlo perché non producono il latte? La risposta di un esperto è necessaria per sfatare miti diffusi. Sebbene la fisiologia femminile sia predisposta alla produzione di latte, il contesto emotivo e relazionale gioca un ruolo cruciale. Quando parliamo di allattamento artificiale, la domanda non è solo tecnica, ma relazionale.

Il bambino, anche quando non è al seno, necessita di una continuità di contatto. Al momento delle poppate, così come quando gli si offre il succhiotto o un biberon, il bambino andrebbe tenuto in braccio come se fosse al seno, teneramente contenuto. Non conosco controindicazioni a soddisfare la richiesta di contatto fisico di un bambino, ma è importante trovare strategie soddisfacenti per tutti. L'obiettivo è quello di ripristinare una comunicazione efficace, in cui si comprendono le richieste del piccolo e si riesce a rispondervi in modo adeguato. Sarà tanto più semplice quanta più serenità riuscirete a ritrovare.

Una madre che tiene in braccio il suo bambino durante una poppata

La gestione del sonno e la ricerca di sicurezza

Molte madri si interrogano sul sonno dei neonati, temendo che le proprie mancanze o debolezze abbiano influito sul riposo del piccolo. È comune sentirsi dire che un bambino è stato "abituato troppo in braccio", ma negare il contatto fisico quando sembra necessario genera sofferenza sia nel bambino che nel genitore. Quando la famiglia intera soffre per mancanza di sonno, si può arrivare al limite delle forze ed entrare in un circolo vizioso.

In fin dei conti, il periodo di intenso accudimento del bambino dura poco, se visto nell’arco di un’intera vita. Eppure, può fare miracoli rimettere tutto in una prospettiva concreta, centrandosi sul momento presente e trovando il modo di riposarsi a sufficienza. Non appena la situazione si sarà normalizzata e la tensione si sarà sciolta, i disturbi del sonno potrebbero svanire come per incanto. Certo, ogni bambino ha un suo ritmo ed è importante avere aspettative realistiche, basate sulla fisiologia, non su standard imposti dall'esterno.

Nutrizione infantile: oltre gli zuccheri e il marketing

La nutrizione gioca un ruolo fondamentale nella crescita. Uno studio pubblicato sul British Medical Journal definisce «inaccettabili» i livelli di zucchero presenti in succhi e bevande alla frutta disponibili in commercio. Secondo l’epidemiologo Franco Berrino, è necessario tutelare i bambini eliminando lo zucchero dalla loro alimentazione, almeno nel primo anno di vita. Questi prodotti, sebbene consigliati persino da alcuni pediatri, sono giudicati dall'Unione europea e dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare come non necessari e talvolta non idonei a causa dell'alta percentuale di zuccheri e aromi.

Additivi, zuccheri raffinati e alimenti preconfezionati sono sotto accusa per un disturbo che interessa sempre più bambini. Gli zuccheri raffinati, in particolare, sembrano essere il fattore più importante nella genesi dell’ipoglicemia reattiva. A partire dal cibo, è fondamentale seguire i consigli dell'esperto per una corretta nutrizione del bambino. Ad esempio, come defibrare le creme di cereali in casa per lo svezzamento? Possiamo cucinare insieme ai bambini una vellutata perfetta per la sera di Halloween: un modo per giocare insieme e far mangiare la verdura ai più piccoli, educando il loro palato ai sapori naturali fin da subito.

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La complessità della nascita gemellare e le scoperte dell'infanzia

Di fronte alla notizia di una gravidanza gemellare, la prima reazione è di spavento perché c'è la convinzione che si tratti di un percorso molto più difficile e rischioso per la salute di mamma e bambini. Ma quali sono i veri rischi e quali invece i miti da sfatare? Il parere della ginecologa Elena Vasario ci aiuta a comprendere che non ogni gravidanza gemellare è necessariamente patologica. Parallelamente, ci interroghiamo sulla natura dei gemelli: genetica o ambiente? Gli esperti continuano a studiare le cause dei parti gemellari, cercando di capire quanta influenza abbia l'aspetto genetico rispetto a quello ambientale, in un'aura di mistero che da sempre circonda questa condizione.

Per favorire la crescita emotiva e cognitiva dei nostri figli, esistono studi che dimostrano come la consuetudine di leggere ad alta voce ai bambini in età prescolare abbia una profonda influenza sulla relazione con i genitori. Libri come "La volpe, il picchio e la bambina" o la collana dedicata al "Piccolo Alberto" insegnano che non solo si impara sbagliando, ma si cresce coltivando la fantasia. Queste storie offrono una prospettiva nuova, dove la diversità è fonte di ricchezza e dove il coraggio alimenta il cambiamento necessario per vivere la genitorialità in modo consapevole e sereno.

La cura del bambino, dunque, non è una serie di operazioni tecniche, ma un dialogo costante. Dalla scelta di come nutrirlo, evitando l'eccesso di zuccheri, fino alla gestione del sonno basata sul contatto e sulla fiducia, ogni scelta contribuisce a creare una base sicura per il futuro. Comprendere la fisiologia, ascoltare i bisogni profondi e non lasciarsi spaventare dalla medicalizzazione eccessiva sono i primi passi per ritrovare quella centralità che ogni genitore e ogni bambino meritano di vivere nel rispetto reciproco.

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