L’aerosol nei bambini: guida pratica, strategie di gestione e il ruolo del ciuccio

L’aerosolterapia rappresenta, per molti genitori, la soluzione più nota contro i classici disturbi da raffreddamento. Che sia per un raffreddore, qualche colpo di tosse o un forte mal di gola, spesso si ricorre proprio a questo dispositivo per tentare di migliorare la situazione. È importante però usarlo con buon senso, laddove è effettivamente indicato e nei modi corretti, poiché l’aerosol non è una panacea sempre valida.

Che cos’è l’aerosol e come funziona

L’aerosol è lo strumento dell’aerosolterapia, una pratica terapeutica che consiste nell’inalazione di una sospensione di microscopiche goccioline disperse nell’aria, in genere di soluzione fisiologica (anche acqua di Sirmione) e farmaci. L’aerosol, infatti, è uno speciale apparecchio capace di nebulizzare, ossia ridurre in particelle finissime, le sostanze inserite, che proprio grazie alle minuscole dimensioni riescono a diffondersi nell’albero respiratorio. Oggi in commercio sono disponibili varie tipologie di dispositivi che sfruttano tecnologie differenti per nebulizzare le sostanze medicinali. In tutti i casi, le particelle prodotte si presentano in uno stato intermedio tra quello liquido e quello gassoso, una sorta di nebbiolina, definito “sol”.

schema del funzionamento di un nebulizzatore pneumatico per bambini

Il liquido contiene uno o più farmaci, l’aspetto di questa “miscela” è quello di una nebbiolina. Respirando questa nebbiolina si consente al farmaco di arrivare direttamente sulla superficie interna dei bronchi: si accelera così la risposta terapeutica e si reducono le dosi efficaci fino a un decimo di quelle necessarie se il farmaco fosse somministrato per bocca; con la diminuzione della posologia diminuiscono anche gli effetti collaterali.

Quando è realmente necessario

L’aerosolterapia è un trattamento utile per curare le malattie respiratorie fin dai primi mesi. Infatti, la soluzione fisiologica e i farmaci trasformati in particelle finissime e intrappolati nelle goccioline riescono a raggiungere in modo rapido e diretto le vie respiratorie e l’area in cui si è sviluppato il processo infiammatorio. In linea di massima, più le particelle sono piccole e rapide e più riescono ad arrivare fino a bronchi e polmoni.

L’aerosol nei bambini è indicato in particolare per le malattie che interessano le basse vie aeree e che sono caratterizzate da una componente di broncospasmo, con restringimento del lume bronchiale, per esempio asma e bronchite asmatica. È indicato invece in presenza di laringite e bronchiolite. Per quanto riguarda i disturbi come tosse, raffreddore e mal di orecchie, l’aerosol non è particolarmente indicato, mentre spesso lo è il lavaggio del nasino. Può avere una certa utilità solo perché idrata le mucose - e quando le mucose sono idratate proteggono in maniera più efficiente le vie respiratorie - e perché facilita l’espulsione del catarro. Lo stesso effetto però si potrebbe ottenere facendo bere spesso i bambini e magari usando altri rimedi più pratici, come gli sciroppi.

La gestione dei bambini e l’uso del ciuccio durante la terapia

Una delle domande più frequenti che i genitori si pongono riguarda la possibilità di usare il ciuccio durante la seduta. È importante analizzare il ruolo del ciuccio prima di valutarne l'impiego. Il ciuccio, o succhietto, può essere uno strumento molto utile per soddisfare il naturale istinto di succhiare del bambino. La suzione è l’attività principale del neonato nei primi mesi di vita, e anche successivamente, nella cosiddetta fase orale, continua a usare la bocca per conoscere il mondo attorno a sé.

Tuttavia, durante l’aerosol, il boccaglio è lo strumento più indicato per raggiungere le basse vie aeree. La mascherina, invece, perfetta per trattare contemporaneamente le alte e le basse vie respiratorie, permette di inalare la maggior quantità possibile di farmaco ed è particolarmente utile nei pazienti poco collaborativi come i bambini piccoli. Se il bambino utilizza il ciuccio, questo potrebbe interferire con la corretta aderenza della mascherina al viso. È fondamentale che la mascherina aderisca perfettamente: se si tiene anche solo a mezzo centimetro di distanza, si disperde quasi il 90% del farmaco, azzerando l’efficacia della terapia. Se il ciuccio impedisce il posizionamento ideale, è preferibile rimuoverlo e sostituire tale fonte di conforto con altre strategie di distrazione.

bambino che utilizza l'aerosol con mascherina pediatrica in presenza di un genitore

Strategie per un’esperienza serena

Non tutti i bambini accettano di buon grado di sottoporsi all’aerosol. Il rumore emesso dall’apparecchio, insieme all’obbligo di indossare un’interfaccia e di stare fermi, può rendere difficile la cura.

  • Il gioco dello specchio: Uno dei tanti trucchi per fare l’aerosolterapia al tuo bambino sarà quello di sedersi insieme a lui di fronte allo specchio. Per te sarà più semplice controllare la posizione della mascherina, mentre il piccolo sarà meno nervoso perché vedrà in diretta quello che sta accadendo.
  • Creare una storia: Astronauti dotati di futuristica mascherina spaziale, supereroi dall’armatura speciale, avventure fantasy dove si respirano pozioni magiche: con la giusta storia, il momento dell’aerosolterapia può diventare un’esperienza di gioco divertente e coinvolgente.
  • Coinvolgimento attivo: Si può provare anche a metterlo davanti a uno specchio, in modo che si distragga guardandosi e osservando ciò che sta succedendo, o anche fare il classico gioco del “cu-cu”, nascondendosi dietro a un cuscino e poi sbucando all’improvviso. Un altro stratagemma è far finta di fare l’aerosol ai suoi pupazzi o giochi del cuore: sarà un modo per rassicurarlo e invogliarlo.
  • Contesto emotivo: I neonati sono molto sensibili al nostro stato d’animo. Se mostri stress o agitazione, il piccolo potrebbe percepirlo e innervosirsi, quindi mantieni un atteggiamento calmo, anche in caso di resistenza iniziale.

Trucchi per l'aerosol del tuo bambino

Errori comuni da evitare

Il bambino dovrebbe respirare con la bocca aperta, perché lingua e denti occupano in proporzione molto più spazio rispetto a un adulto e se la bocca non è ben aperta, il farmaco rischia di bloccarsi lì dove non serve. Sebbene alcuni sostengano che il pianto spalanchi i polmoni, in verità l’ideale sarebbe che, durante la terapia, il bambino non piangesse, dal momento che i bimbi hanno un modo di respirare e singhiozzare convulso che non permette al farmaco di arrivare ai polmoni.

Si sconsiglia poi di fare l’aerosol mentre il bambino dorme, visto che nel sonno la bocca è generalmente chiusa e il respiro molto superficiale, per cui il farmaco non penetra nei polmoni. L'idea che il sonno faciliti la somministrazione è un'illusione: per ottenere l'efficacia sperata, il paziente deve essere sveglio e respirare regolarmente.

Scelta del dispositivo e manutenzione

Al momento dell’acquisto, il consiglio è quello di optare per un apparecchio facile da usare, resistente anche in mano a un bimbo e che permetta l’erogazione di tutti i farmaci normalmente prescritti per l’aerosolterapia.

"Il migliore resta il modello a compressore, a pistone o pneumatico che dir si voglia: è più robusto, facile da pulire e in grado di nebulizzare tutti i farmaci", sostiene il pediatra Luigi Terracciano. "L'apparecchio a ultrasuoni è più silenzioso e quindi intimorisce meno i piccoli, ma è fragile, più complicato da pulire perché l'ampolla è interna e non nebulizza tutti i farmaci".

È fondamentale porre attenzione agli accessori: ampolle di ultima generazione con sistema valvolare, mascherine che si adattino bene alle dimensioni del viso ed erogatori adatti per il nasino. È importante anche ricordare di igienizzare dopo l’uso tutti gli accessori e conservarli sempre puliti, così da eliminare i residui di acqua e farmaci presenti nell’ampolla e da ridurre il rischio di propagare germi e batteri nelle vie respiratorie con l’utilizzo seguente. La pulizia va effettuata con acqua calda e il dispositivo va riposto in un luogo asciutto.

immagine di un kit per aerosol con ampolla, mascherina e tubicino puliti

Considerazioni finali sulla prescrizione medica

La scelta dei medicinali da impiegare per fare l’aerosol nei bambini spetta sempre al pediatra. In genere si utilizza una combinazione di soluzione fisiologica e farmaci come antibiotici, cortisonici, antinfiammatori e broncodilatatori, ma non si può generalizzare perché ogni caso è a sé.

È importante evitare il fai da te e attenersi scrupolosamente alle indicazioni del pediatra, sia per quanto riguarda i medicinali da utilizzare sia per quanto riguarda frequenza e durata della cura. La terapia con l’aerosol nei bambini è uno strumento utile ma da utilizzare con criterio: non è il caso di preoccuparsi se viene prescritta, ma è fondamentale assicurarsi che il trattamento sia effettuato correttamente per evitare che la terapia risulti inutile o, peggio, inadeguata. Ricorda sempre che nessuna di queste pratiche ha una validità preventiva: servono solo quando l’aumento delle secrezioni è in corso o in presenza di una diagnosi specifica che giustifichi l'intervento farmacologico mirato.

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