Il Ciuccio: Guida Completa all'Uso Corretto e al Suo Ruolo nello Sviluppo del Bambino

Il ciuccio, noto anche come succhietto o ciucciotto, è ampiamente diffuso nel mondo industrializzato e viene considerato come un’irrinunciabile forma di consolazione per il bebè. Tuttavia, scegliere un ciuccio di qualità, che favorisca la respirazione e rispetti il corretto sviluppo di bocca e denti, può non essere facile, e il suo utilizzo è spesso accompagnato da molti dubbi. Non è solo una questione di comfort immediato, ma anche di impatto sullo sviluppo orale e sulla salute generale del bambino. La decisione di dare il ciucco a un bambino spetta unicamente ai genitori, che devono orientarsi tra diverse scuole di pensiero e raccomandazioni specialistiche. Per sviluppare una comprensione dei bisogni del bebè e poter prendere una decisione informata riguardo all’uso del ciuccio, le informazioni specialistiche aggiornate sono preziose e importanti. È fondamentale, infatti, comprendere le implicazioni di un uso corretto e consapevole del ciuccio, dalla sua introduzione fino al momento della separazione, per massimizzare i benefici e minimizzare i potenziali rischi.

Tipi di ciuccio e forme della tettarella

Comprendere il Ciuccio: Struttura, Materiali e Funzione Primaria

Prima di entrare nel vivo dei consigli su come utilizzare il ciuccio, è essenziale capire di cosa si tratta esattamente. Il suo nome tecnico è succhietto, ed è una tettarella, che può essere di vari materiali, che viene offerta al neonato per calmarsi e per stimolare il sonno. Tutto avviene attraverso la simulazione del naturale processo di suzione. Da piccoli è capitato a tutti di usare il ciuccio o succhiare il pollice. Un gesto semplice e spesso consolatorio per il bambino. Le dimensioni sono studiate in maniera specifica per evitare che il piccolo rischi di ingerirlo.

La tettarella del ciuccio - altrimenti detta tettina - può avere diverse forme. Queste includono la forma rotonda, che quando si osserva il succhietto, può far notare una forma affine a quella di una pallina. La tettarella anatomica, invece, ha una struttura asimmetrica: verso il basso è piatta e, in prossimità del palato, assume una forma rotondeggiante. Nel caso della tettina a goccia, la forma è allungata e simmetrica. Tra queste, la forma "a ciliegina" è comune per i neonati, in quanto riproduce il capezzolo materno, facilitando l'accettazione. Un'altra tipologia importante è il ciuccio ortodontico, progettato per favorire un corretto sviluppo della cavità orale e dei denti del bambino. A differenza dei ciucci tradizionali, la tettarella del ciuccio ortodontico ha una forma asimmetrica, solitamente piatta alla base e curva verso l’alto. Questa configurazione è studiata per adattarsi meglio al palato del bambino, favorendo una distribuzione equilibrata della pressione durante la suzione. Il design ortodontico aiuta a prevenire malformazioni dentali e problemi di occlusione che possono derivare dall’uso prolungato di ciucci convenzionali.

La tettarella non è l’unica parte del ciuccio. Esiste anche lo scudo, ossia la parte esterna, realizzata in materiale plastico e avente lo scopo di evitare che il neonato ingoi il ciuccio. Alcuni succhiotti possono avere un anello, che ha lo scopo di facilitare l’estrazione e il collegamento a eventuali catenelle. Per esempio, il succhietto Chicco Dual Soft combina uno scudo sottile e compatto con la tettarella PhysioForma, studiata per favorire una corretta postura della lingua e supportare le funzioni vitali della bocca.

Per quanto riguarda i materiali, il ciuccio può essere realizzato in caucciù, gomma, plastica o silicone. Il silicone è un materiale sintetico trasparente e inodore, noto per la sua resistenza e durabilità. È meno poroso del lattice, il che lo rende più resistente all’accumulo di batteri e più facile da pulire. I ciucci in silicone sono particolarmente indicati per i neonati e i bambini fino ai sei mesi di età, poiché durante questa fase la suzione è frequente e intensa, e il silicone mantiene la sua forma e integrità anche con un uso continuo. Il lattice naturale, derivato dalla linfa dell’albero della gomma, è un materiale più morbido e flessibile rispetto al silicone. Questa morbidezza può risultare più confortevole per i bambini che stanno attraversando la fase della dentizione, poiché il lattice può essere mordicchiato senza perdere la sua forma. Tuttavia, il lattice è più poroso del silicone e può degradarsi più rapidamente, richiedendo una sostituzione più frequente per evitare il rischio di contaminazione batterica. Il caucciù è una materia prima di origine vegetale, al tatto è morbida ed elastica e dal tipico colore marrone. Per sua natura è molto elastico e resistente, per questo motivo può fornire maggior sostegno ma essere anche più faticoso da schiacciare e risultare rigido, in particolare nei primi 4-5 mesi. È importante assicurarsi che i ciucci per neonati e per bambini siano privi di BPA, ftalati e altre sostanze chimiche nocive, e che rispettino le normative di sicurezza.

Quando e Come Introdurre il Ciuccio: Tempistiche e Accorgimenti

Il titolo "Quando dare il ciuccio?" è la classica domanda da un milione di dollari per le neo mamme. La prima cosa da considerare è che ogni bambino ha differenti esigenze e necessità. È fondamentale chiarire un aspetto: l’intenzione, da parte della neo mamma, di allattare al seno o di optare per il latte formulato. Se non si vuole o non si può allattare al seno, l’inserimento del ciuccio può avvenire fin da subito. Ovviamente bisogna procedere con buon senso ed evitare di farvi ricorso ogni volta che il piccolo emette un vagito.

Se si vuole allattare al seno, il discorso è diverso. Il modo in cui il cucciolo si attacca al seno e quello in cui, invece, si attacca alla tettarella del succhietto sono completamente diversi. Inserendo il ciuccio troppo presto quando si allatta al seno, si crea quella che, in gergo ostetrico, è nota come "nipple confusion". In parole semplici, il bambino non riesce più a capire quale approccio alla suzione adottare. Prima di offrire il ciuccio, è quindi fondamentale che il piccolo abbia appreso la modalità corretta di attacco al capezzolo. Per introdurre il succhietto nella routine di un bambino allattato al seno, è bene aver superato il cosiddetto "mese di calibrazione", un periodo durante il quale mamma e cucciolo trovano il loro equilibrio nelle poppate, raggiungendo traguardi come la produzione di una quantità di latte funzionale alle richieste del cucciolo. Non ci sono indicazioni specifiche di tempo poiché un buon avvio dell’allattamento può variare molto per ogni coppia mamma-bambino, da pochi giorni fino a qualche settimana. L’uso occasionale del ciuccio nei casi dove l’allattamento è ben consolidato e prosegue senza problemi non sembra avere alcun effetto negativo sull’allattamento.

Tuttavia, anche una volta raggiunti gli obiettivi del mese di calibrazione, bisogna comunque tenere conto che, quando si inserisce il ciuccio nella quotidianità del neonato, il suo utilizzo rappresenta comunque un’interferenza. Il piccolo, infatti, fa sempre un po’ di fatica a riconoscere le due modalità di attacco. Può capitare, per esempio, che in mamme di bambini di 3-4 mesi insorgano delle ragadi al seno a seguito dell’introduzione del ciuccio. Se il bambino riesce a gestire facilmente le due modalità di attacco, la neo mamma può far viaggiare in parallelo seno e ciuccio, così da dare un po’ di autonomia al proprio cucciolo. Chiaramente il succhietto non deve essere la prima offerta a seguito della manifestazione di un bisogno da parte del piccolo.

In linea di massima si può dire che è possibile dare il ciuccio anche ai neonati: in commercio si trovano, infatti, molti modelli per i più piccoli, che presentano alcune caratteristiche ben definite. Fino ai primi 6 mesi di vita i modelli consigliati sono quelli più piccoli che assomigliano al capezzolo materno, in quanto il neonato assocerà il ciuccio all’allattamento favorendo il suo rilassamento. Il materiale consigliato per questo periodo è il caucciù, che al tatto risulta leggermente più rigido del silicone. Molti pediatri, logopedisti e dentisti concordano: il ciuccio migliore e da mantenere è quello della dimensione più piccola: 0m+ (zero mesi e più). Nonostante in commercio esistano ciucci che crescono con il crescere del bambino, questa misura renderà più facile e meno traumatico l’abbandono del ciuccio stesso entro i 2 anni di età e farà sì che l’esperienza di suzione del piccolo sia il più simile possibile a quella dell’allattamento (le tettarelle delle dimensioni superiori, infatti, tendono ad essere molto grosse e troppo ingombranti).

What to Do About Nipple Confusion

Benefici e Potenziali Rischi del Ciuccio sullo Sviluppo Orale

Il ciuccio è amico dei bambini, a patto però di utilizzarlo correttamente. I bebè hanno un innato bisogno di succhiare che va oltre la necessità di alimentarsi. Il succhiare è uno fra i primi riflessi che compaiono nella vita del neonato, un movimento automatico e spontaneo fondamentale per la sopravvivenza del neonato. L’atto del succhiare e il movimento della suzione aiutano il bebè a regolare i propri bisogni, a rilassarsi e ad addormentarsi. Succhiando si produce saliva, che aiuta il processo di digestione. È possibile che il bambino manifesti il desiderio di succhiare il ciuccio dopo i pasti: questo bisogno è da considerarsi normale e fisiologico poiché la suzione non nutritiva, che si esplica tramite succhietto, è molto importante per la digestione dei neonati perché stimola i tessuti intorno alla base della lingua a produrre enzimi utili alla digestione. Inoltre, la suzione contribuisce a formare e rafforzare le strutture del viso influendo pertanto sulla respirazione, sulla masticazione, sull’articolazione delle parole e sul futuro aspetto.

Il ciuccio utilizzato come ausilio per addormentarsi può avere un effetto protettivo contro la SIDS (sindrome della morte in culla), come hanno dimostrato vari studi. A chiarirlo è direttamente il Ministero della Salute che ne raccomanda l’uso durante il sonno del neonato. Finora tuttavia non è chiaro il meccanismo d’azione, come pure la questione se il ciuccio ha un effetto protettivo anche per i bambini allattati al seno.

Tuttavia, l’utilizzo del ciuccio comporta dei rischi se non gestito correttamente. Per succhiare il ciuccio il cavo orale deve adattarsi al corpo estraneo rigido, non plasmabile e preformato. Le diverse sensazioni in bocca possono influenzare il modo di succhiare, che a sua volta può portare a una modifica del comportamento di suzione, a una poppata insufficiente e a problemi di allattamento. Ci sono anche neonati che, nonostante il senso di fame, si placano con il ciuccio e pertanto non coprono tutto il loro fabbisogno alimentare. La suzione estesa e prolungata del ciuccio può avere ampi effetti. Il corpo estraneo modifica le strutture e i rapporti di pressione nella cavità orale (bocca, naso, gola). Possono insorgere con maggiore frequenza otiti medie, e si consiglia di limitare del tutto o in parte l’uso del succhietto in caso di otiti ricorrenti.

Un utilizzo prolungato oltre l’età consigliata potrebbe portare con il tempo a disturbi di malocclusione, ovvero quando i denti dell’arcata superiore non sono allineati con quelli inferiori. Il palato cresce in modo errato, poiché la lingua non spinge contro di esso e non lo aiuta a crescere. La suzione estesa e prolungata del ciuccio può causare in un secondo tempo problemi di allineamento dentali e di postura della mandibola nonché disturbi dell’articolazione. Quando il bebè ha in bocca il ciucco, le labbra non riescono a chiudere completamente la bocca. Inghiottire la saliva è più difficile e la posizione di riposo della lingua cambia. Se il succhietto viene proposto per troppo tempo, si crea un quadro di deglutizione disfunzionale. La lingua del piccolo, che dovrebbe spingere verso l’alto per imparare una deglutizione corretta e per favorire il normale sviluppo dei denti e delle cavità nasali, quando c’è il ciuccio spinge in avanti. Il ciuccio va lasciato in maniera graduale e concordata con il bimbo tra i 6 mesi e l’anno per ridurre il rischio di andare incontro a otiti. Se dato correttamente, fino ai 2 anni, il ciuccio non crea problemi durante il periodo della dentizione. Il ciuccio, così come il biberon, non deve mai essere imbevuto di sostanze zuccherine o di miele, poiché questo può aumentare il rischio di carie e botulismo nel neonato.

Effetti del ciuccio sull'occlusione dentale

L'Importanza della Corretta Posizione della Lingua e del Cavo Orale

Uno degli aspetti cruciali legati all'uso del ciuccio è l'impatto sulla posizione della lingua e, di conseguenza, sullo sviluppo del cavo orale e delle sue funzioni. È importante rispettare una geometria anatomica in modo che la posizione della lingua sia tale da permettere un corretto sviluppo fisiologico della bocca e delle sue funzioni; prima fra tutte la respirazione. Quando non si parla o non si mangia, le labbra sono chiuse, la lingua “a riposo” si posiziona alta e in avanti sul palato con la punta appoggiata subito dietro gli incisivi superiori in prossimità della prima ruga palatina. Questo è il modello di riposo ideale per lo sviluppo armonico del viso e delle vie aeree.

L'uso del ciuccio può influenzare questa posizione. Come menzionato, se il ciuccio è tra la lingua e il palato per lungo tempo, la lingua tende a spingere in avanti anziché verso l'alto. Questo può ostacolare il normale sviluppo del palato e portare a problemi di malocclusione e deglutizione atipica. La scelta di un ciuccio anatomico-funzionale è quindi importante per favorire la posizione naturale della lingua. Ad esempio, la tettarella PhysioForma del ciuccio Chicco Dual Soft è studiata proprio per questo scopo.

Un bebè dovrebbe avere sempre la possibilità di stare con la bocca libera. Il cavo orale e il volto possono rilassarsi, il bebè può articolare dei suoni, comunicare verbalmente e scoprire e percepire le sue mani e le differenze dell’ambiente che lo circonda con la sensibilità delle labbra. Questo ha un effetto positivo sull’interazione del bebè con l’ambiente circostante.

Oltre a scegliere un ciuccio anatomico-funzionale per favorire la posizione naturale della lingua, è bene controllare la posizione di riposo labiale e linguale, in assenza di succhietto, sia durante la veglia che il sonno del bambino per verificarne l’appropriatezza.

La suzione dal morbido e plasmabile seno materno attiva e allena l’intera muscolatura del viso. Il seno si adatta in modo ottimale alla forma della bocca. Questo confronto evidenzia come l'ambiente orale naturale promuova una muscolatura facciale e una posizione della lingua ideali, un modello a cui il ciuccio dovrebbe avvicinarsi il più possibile attraverso la scelta di forme adeguate.

L'Igiene del Ciuccio: Prevenzione di Infezioni e Salute Orale

Per evitare che il ciuccio porti a contatto con la bocca virus e batteri nocivi o anche la candida (un fungo responsabile del fastidioso mughetto del cavo orale), occorre curarne con attenzione l’igiene. Sterilizzare sempre bene il ciuccio, almeno nei primi 6-9 mesi di vita, è consigliabile per ridurre il rischio di infezioni gastro-intestinali e colonizzazione orale da candida. Se cade a terra non offrirlo al bambino e non pulirlo inserendolo nella bocca del genitore, in quanto ciò trasferirebbe i germi dalla bocca dell'adulto a quella del bambino. In generale, è buona norma controllare sempre lo stato del succhietto e sostituirlo ai primi segni di deterioramento o di rottura per garantirne la sicurezza e l'igiene. Il lattice, essendo più poroso del silicone, può degradarsi più rapidamente, richiedendo una sostituzione più frequente.

Per favorire nei bambini lo sviluppo della corretta sensibilità intra-orale è importante promuovere, fin dai primi giorni, l’igiene orale delle gengive prima e dei dentini poi: pulire quindi la bocca del bambino con garze sterili o spazzolini da dito in silicone per poi passare allo spazzolino con la comparsa del primo dentino.

L'Abbandono del Ciuccio: Quando e Come Gestire la Separazione

Il momento di separazione dal ciuccio può essere un po’ difficile per il bambino (e molto stressante per i genitori!). Non è possibile indicare una precisa età in cui fare a meno del ciuccio, in quanto la linea di confine tra esigenza e abitudine è sottile. Molti fattori giocano un ruolo al riguardo, in particolare l’intensità, la durata e la frequenza dell’uso del ciuccio.

Le linee guida sono concordi: il ciuccio va tolto dai 2 anni ed entro il terzo anno di vita. Tuttavia, a mio avviso, le linee guida in merito sono troppo morbide. Consigliano di togliere il ciuccio entro i due anni, ma non dicono quanto utilizzarlo e che danni può portare a lungo termine. Il ciuccio andrebbe gradualmente abbandonato tra i 6 e 12 mesi per ridurre il rischio di andare incontro a otiti. È preferibile, inoltre, che l’abbandono del ciuccio proceda in maniera graduale, cercando di limitarne l’uso nel corso della giornata.

Il succhiare il ciuccio per abitudine può portare a problemi di allineamento dentali e di postura della mandibola nonché a disturbi dell’articolazione. Ricordiamo anche che la grossa differenza tra il neonato e il bambino è proprio l’abitudine. Soprattutto quando ha superato l’anno, il bambino è in grado di riconoscere le varie fasi della routine. Risulta quindi più facile fargli capire che, se si utilizza il succhietto, lo si fa solo in determinati momenti della giornata - per esempio in concomitanza con l’addormentamento - ma che non capiterà di andare in giro con il ciuccio in bocca o di giocare tenendolo, cosa che può limitare moltissimo anche la libertà di linguaggio e di interazione con gli altri bambini. Il succhietto, se presente, deve esserlo solo in circostanze sporadiche, così da permettere al piccolo di disabituarsi al suo utilizzo e di arrivare, pian piano, a dimenticarlo in maniera fluida e senza traumi. L'abbandono del ciuccio rappresenta una delle tappe centrali della crescita nel bambino, nel corso della prima infanzia.

Routine della nanna e ciuccio

Come anticipato, la scelta di utilizzare un ciuccio di taglia 0m+ potrebbe essere già un fattore di abbandono del ciuccio, anche spontaneo, da parte del bambino. Se ciò non dovesse succedere, tuttavia, è bene far sì che l’addio al ciuccio non risulti traumatico per il piccolo. Coinvolgere direttamente il bambino può essere d’aiuto in questo delicato passaggio. Il ciuccio non è indispensabile né necessario, va proposto al bambino solo se gradito e poi gradualmente tolto con l’arrivo dei dentini e in seguito delle prime parole. Infatti, crescendo l’esplorazione della bocca diviene più utile, divertente ed efficace se fatta con le proprie mani, oppure con giochi dedicati alla prima esplorazione buccale o con gli anelli di massaggio gengivale.

Dopo i primi mesi è utile evitare l’uso del ciuccio per molte ore nel corso della giornata, ma riservarlo ad un momento particolare di rilassamento o coccola. Infatti, intorno agli 8-10 mesi arriva abitualmente la fase della lallazione, dove il bambino comincia ad esplorare i suoni e i movimenti articolatori che può produrre, allenandosi spontaneamente e liberamente. In seguito, compariranno le prime parole (verso i 12 mesi circa) e alla comunicazione gestuale si accompagnerà sempre più quella verbale. Durante questi primi scambi è fondamentale liberare la bocca del bambino, permettendo di esplorare e di produrre suoni migliorandosi di volta in volta e potenziando tutta la muscolatura necessaria.

Sebbene il succhietto sia considerato il principale strumento per calmare il neonato e facilitare l’addormentamento, è consigliabile che i genitori affianchino anche altre strategie per rilassare e favorire il sonno del neonato: il contatto, il cullare o il passeggiare, attività che stimolano il sistema vestibolare, il massaggio, il cambio di posizione, la voce. Man mano che il bimbo cresce dovrebbe imparare a sviluppare, grazie all’aiuto e alla mediazione del genitore, altre modalità di coping per risolvere eventuali crisi emotive. In fase di addormentamento per i bambini più grandi è consigliabile impostare una routine del sonno che preveda anche altri momenti fissi, come la lettura di una storia o la ninna-nanna.

What to Do About Nipple Confusion

Consigli Pratici per i Genitori nell'Uso Quotidiano

Il ciuccio è amico dei bambini, a patto però di utilizzarlo correttamente. È una tappa dello sviluppo del bambino. Il consiglio è sempre quello di provare diversi materiali e forme e permettere al piccolo di scegliere quello che più fa per lui: sarà abbastanza chiaro quando non gli piacerà, probabilmente continuerà a piangere e tenderà a rifiutare il ciuccio anche se ancora ha bisogno di sopperire alla sua voglia di suzione.

Alcuni genitori lamentano non poche difficoltà nel convincere i bambini ad abituarsi al ciuccio, mentre altri si domandano se c’è una ben definita età in cui dare il ciuccio. Il momento migliore per proporlo? Poco prima del sonnellino. Una delle tecniche molto efficaci per farlo abituare al ciuccio è darglielo quando è stanco: infatti, il piccolo, anche dopo aver mangiato, se stanco, avrà voglia di succhiare un altro po’ per rilassarsi e prenderà volentieri il ciuccio. L’importante è farlo con delicatezza, magari quando inizia a sbadigliare, e con la giusta angolazione onde evitare di traumatizzarlo con un inserimento superficiale, che porterà poi il piccolo a vivere male il momento e a inficiare tutto il vostro lavoro. Pazienza: la virtù dei buoni genitori. Quindi, in sostanza, forzare il vostro piccolo a prendere il ciuccio con veemenza, sicuramente non darà i risultati sperati ma, anzi, lo porterà a piangere di più. Portate sempre la giusta dose di pazienza e, quando i metodi sopracitati non funzionano, tenete il ciuccio in posizione con la mano, cercando di essere il più delicati possibile.

Tra i metodi da considerare per proporre il ciuccio, ecco alcune regole da tenere a mente: non bisogna insistere se il neonato, dopo qualche giorno di tentativi, manifesta palese rifiuto del ciuccio; mai e poi mai immergere il succhietto nel miele per renderlo più appetibile, in quanto l’alimento in questione, infatti, aumenta il rischio di botulismo nel neonato.

Nel periodo in cui ci si dedica ai tentativi, si può provare, per esempio, a proporre il ciuccio al piccolo quando è sazio o sonnolento. Un’altra alternativa prevede il fatto di strofinarglielo sulle guance, prima a destra e poi a sinistra, e successivamente sul nasino, fino a farlo scivolare in bocca. Si può provare anche il metodo “togli e sostituisci”. Subito dopo la poppata, si toglie velocemente il capezzolo o il biberon e si sostituisce con il ciuccio. Qualche altro consiglio per dare il succhietto al bambino? Immergerlo nel proprio latte estratto o nella formula artificiale, ma anche renderlo più gradevole scaldandolo sotto il getto dell’acqua del lavandino. Esiste un ulteriore metodo che, in media, è il più efficace di tutti: avvicinare il ciuccio alla bocca del neonato e toglierlo appena il piccolo inizia a ciucciare. Si ripete questo schema 5-6 volte, fino a lasciare definitivamente il succhietto nella bocca del proprio cucciolo.

Nei neonati, ogni pianto non deve essere interpretato unicamente come il bisogno di succhiare e placato con un ciuccio. È importante considerare altri bisogni fondamentali: fame, contatto fisico, essere presi in braccio, vicinanza, rassicurazione, cambiamento, pannolini puliti nonché articolazione dei suoni e comunicazione, relazione, contatto visivo.

In merito alla scelta del biberon, se per qualsiasi motivo nei primi 4 mesi non è possibile l’allattamento al seno, è opportuno scegliere una tettarella fisiologica. Per quanto riguarda il numero di forellini, sarebbe bene scegliere una tettarella con foro piccolo per i primi 10 minuti della poppata: questo obbligherà il bambino a succhiare con maggiore energia attivando tutta la muscolatura orale. Superati i 4 mesi sarà opportuno anche per la tettarella del biberon scegliere una forma anatomica, che ha una conformazione tale da allenare i muscoli delle labbra a chiudersi bene intorno, e inoltre si adatta meglio alle modificazioni delle arcate dentarie e del palato. Inoltre, con lo svezzamento anche l’assaggio dei liquidi diviene più accattivante e divertente se gestito con il bicchiere, partendo da quelli col beccuccio per poi arrivare alla padronanza della tazza e infine del bicchiere senza manico. Il bambino impara a gestire i liquidi con più naturalezza e spingendo la lingua verso il palato e non verso l’esterno, come invece si richiede per succhiare dalla tettarella.

Tra i prodotti utili, Calmì Gocce è un alimento di origine vegetale per lattanti, con sciroppo di manioca, sciroppo di mele, fruttolisato di mirtillo e sciroppo di riso, che invoglia con il suo gusto gradevole il bimbo ad usare il ciuccio. Offre, inoltre, un valido aiuto per attaccare il bambino al seno materno, alleviare i fastidi gengivali, aiutare la mamma nella fase di addormentamento; per tutte le occasioni in cui è necessario somministrare sostanze sgradevoli e per i lunghi viaggi in auto. Un Pocket friend azzurro e rosa è un simpatico peluche che permette di tenere il ciuccio del piccolo pulito e sempre a portata di mano. Intrattiene, tranquillizza e coccola il bambino ed è compatibile con la maggior parte dei ciucci, ha un sistema sicuro di aggancio alla codina ed è dotato di una pratica taschina portaciuccio. In più è semplice da pulire, perché è possibile lavarlo in lavatrice. È disponibile in versione dolce orso e buffo coniglio.

Anzitutto assicurarsi che il nasino sia pulito: la detersione nasale è importante specialmente nei bambini più piccoli perché non sono ancora in grado di soffiarsi il naso autonomamente. Ciò è particolarmente rilevante nel periodo autunnale ed invernale, quando i primi freddi portano con sé i primi malanni di stagione ed è necessario prendersi maggiore cura della pulizia del nasino.

Indipendentemente dal modello o dal materiale scelto, il ciuccio è un ausilio che accompagna molti bimbi nei primi mesi di vita, perciò va vissuto con naturalezza e qualche accorgimento per usufruire di tutti i benefici che comporta, senza cadere nelle insidie di un uso protratto o inadeguato.

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