L’universo dei prodotti dedicati alla prima infanzia è vasto e spesso circondato da dubbi che accompagnano i genitori fin dai primi giorni di vita del proprio bambino. Tra gli oggetti più discussi figura senza dubbio il ciuccio, un accessorio che oscilla tra il ruolo di fondamentale alleato per il benessere del piccolo e quello di oggetto sotto osservazione per le sue implicazioni sullo sviluppo. Quando si parla di varianti estetiche, come il ciuccio bimba con strass, è necessario bilanciare il desiderio di personalizzazione con il rigore scientifico che la sicurezza impone.

Il ruolo della suzione e le raccomandazioni internazionali
Esistono molte false credenze legate allo sviluppo del bambino. Uno di questi miti è legato al ciuccio per neonati. Il ciuccio fa bene o fa male? L’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, consiglia di non utilizzare né ciuccio né tettarelle nei primi giorni di vita del bambino, per non interferire sull’avvio dell’allattamento al seno, anche perché il meccanismo di suzione è completamente diverso. Per suzione durante l’allattamento s’intende l’atto che compie il neonato per succhiare il latte materno, ossia l’ingestione di liquido attraverso aspirazione con la bocca.
I pediatri spiegano che nei primi 2 anni di vita il bambino tende a portare sempre qualcosa alla bocca, che siano oggetti o dita. Per loro è un modo naturale per conoscere il mondo. Il “portare alla bocca” acquista una funzione esplorativa: l’esplorazione orale diventa per il bambino la modalità preferita con cui scoprire e conoscere le caratteristiche degli oggetti che lo circondano. Ottenere conforto attraverso un altro oggetto, rispetto al seno materno, ma che comunque lo ricorda, aiuta il bambino a separarsi dalla figura materna e a procedere verso una prima forma di autonomia personale.
Il ciuccio come strumento di supporto e i suoi vantaggi
Il succhietto svolge un’azione calmante perché permette al bimbo di scaricare la tensione e lo stress. Ma non solo, contribuisce alla corretta regolazione del battito cardiaco, all’ossigenazione e respirazione, alla digestione. Il ciuccio è molto importante anche per prevenire la sindrome della morte in culla (SIDS).
Alcuni pediatri sostengono che un ciuccio sia preferibile al dito in bocca. Tra l’altro è molto più facile da togliere come vizio alla giusta età. Quando si inizierà a togliere il ciuccio ci saranno momenti di tensione, ma il piccolo troverà molto più facilmente un altro metodo per rilassarsi. È fondamentale però non cadere nell’errore di pensare: “diamogli il ciuccio!” a ogni pianto. Questa è una falsa convinzione, spesso indottrinata da amici, parenti, condizionamenti esterni. Non è detto che il bambino stia piangendo perché vuole il ciuccio. Possono essere tante le ragioni per cui un neonato piange. Può dipendere dal cambio del pannolino, dal sonno, dalla fame, dalla paura. Non avendo ancora il dono della parola, il pianto è l’unico modo che il neonato ha per comunicare con il resto del mondo.
ATTENZIONE!! Le nuove raccomandazioni sull' utilizzo del ciuccio nel neonato
Sicurezza, materiali e normative europee
La normativa Ue stabilisce le regole per la fabbricazione di questo tipo di prodotti e fissa con chiarezza gli standard di qualità, per garantire la sicurezza e la salute dei bambini. I consumatori dovrebbero perciò verificare gli standard e la certificazione di qualità europea. I ciucci non possono avere parti smontabili che un bambino possa inghiottire e devono essere composti da materiali sicuri.
UNI ha recentemente pubblicato la norma UNI EN 1400 “Articoli per puericultura. Succhietti per neonati e bambini piccoli. Parte 1: Requisiti generali di sicurezza e informazioni relative al prodotto. Parte 2: Requisiti meccanici e prove”. Le norme specificano i materiali ammessi, come la gomma vulcanizzata o siliconica, gli elastomeri termoplastici (TPE) e le termoplastiche. Tutti devono essere anallergici e non rilasciare, durante l’utilizzo da parte del bambino, sostanze sgradevoli o nocive alla salute. Il “ciuccio” sicuro deve superare test di resistenza alla perforazione, alla lacerazione, alla morsicatura, alla rotazione/torsione e alla tenuta dell’impugnatura.
Caratteristiche tecniche e innovazione di prodotto
I ciucci di nuova generazione sono studiati secondo criteri utili per non danneggiare la crescita dei denti o lo sviluppo del palato. In particolare, vengono realizzati per seguire la crescita del volto e del palato. I ciucci stanno migliorando grazie alla ricerca e allo sviluppo delle recenti tecnologie. Si tratta di prodotti che non provocano irritazioni e arrossamenti delle pelli più delicate. Troviamo tettarella e mascherina in silicone morbido per un maggior comfort, adattabili e leggeri. Con tettarelle ortodontiche in silicone, per non causare problemi ai denti. Ritroviamo anche ciucci corredati di scatolina per la sterilizzazione, dettaglio importante per preservare l’igiene.
Quando si personalizza un ciuccio, ad esempio con strass o inserti decorativi, è vitale assicurarsi che ogni elemento sia fissato in modo permanente e che i materiali metallici siano in acciaio inossidabile, privi di nichel e anti-ruggine. La qualità della plastica (come l'ABS ecologico) e la certificazione BPA FREE devono essere sempre verificate.

Le catenelle per ciuccio: regole e precauzioni
Le catenelle per ciuccio sono conosciute in tutto il mondo e sono disponibili in molte forme e varianti. Chi vende catenelle per ciuccio deve conoscere e rispettare i requisiti di legge, in particolare la norma europea EN12586. Questa norma specifica la lunghezza e la forma delle catene e la composizione del loro materiale. Nella norma è stata definita una lunghezza massima di 220 mm, misurata senza la clip.
Prima dell'uso verificare sempre il trattieni succhietto completo. Non collegarlo mai a cordini, nastri, stringhe o parti larghe dell'indumento per evitare rischi di strangolamento. Se una parte della catena del ciuccio può già essere classificata come giocattolo, la catena del succhietto deve anche soddisfare i requisiti di sicurezza della norma sui giocattoli.
La transizione verso l'autonomia: l'abbandono del ciuccio
Una volta compresa l’utilità di questo strumento, sembra più chiaro che il ciuccio andrebbe lasciato in maniera graduale e concordata con il bimbo stesso, tra i 6 mesi e il primo anno di vita. Questo tempo è solo indicativo. L’abbandono del ciuccio rappresenta una delle tappe centrali della crescita nel bambino, nel corso della prima infanzia. Abbiamo detto che il ciuccio andrebbe gradualmente abbandonato tra i 6 e 12 mesi di vita, anche per ridurre il rischio di andare incontro a otiti.
Tuttavia, così come è importante separare il ciuccio dalla fase della suzione nei primi giorni in cui il bambino viene alla luce, è consigliabile prestare attenzione anche al momento in cui iniziare a fare a meno del ciuccio. Il bambino in genere non va confuso. Il dialogo tra genitore e figlio passa anche da questi piccoli, ma fondamentali processi di cambiamento della vita. Perciò sarebbe corretto coinvolgere direttamente il bambino nella fase dell’abbandono del ciuccio. Ai genitori spetta il compito di incoraggiarlo attraverso lodi e gratificazioni. Si tratta di un percorso delicato in cui la coerenza e il supporto affettivo sono gli strumenti migliori per guidare il piccolo verso una maggiore autonomia.