Rovigo, capoluogo del Polesine, rappresenta una bella e tranquilla cittadina veneta, il cui centro storico si snoda intorno ad un sistema di tre piazze principali, racchiuse tra palazzi antichi, biblioteche pubbliche, il teatro di tradizione, pittoreschi ristoranti e antiche osterie. Insieme alla sua provincia conserva inalterato il fascino antico di quei luoghi rurali dove l’ambiente e le tradizioni sanno fondersi con il tessuto produttivo e imprenditoriale. Proprio qui, nel sud del Veneto, i due fiumi principali d’Italia, l’Adige e il Po, disegnano paesaggi naturali straordinari, come il Delta del Po, area Mab Unesco ma anche set cinematografico prediletto dai grandi registi italiani.
Decisamente una terra tutta da scoprire in un viaggio da ovest ad est, per conoscere i suoi tesori, i borghi dei dintorni tra ville venete e tenute rurali, chiese ed abbazie, teatri e festival. Rovigo e le Terre fra Adige-Po si svelano pian piano lasciando spazio alla curiosità del viaggiatore attento, consapevole, evoluto, che predilige luoghi poco affollati e si lascia trasportare dall’emozione di una campagna rigogliosa che si offre come elemento architettonico e umano di arti, mestieri, tradizioni.

Le Radici Millenarie e la Fondazione della Città
Una storia millenaria che risale all’età del bronzo, testimoniata dalla presenza di tre musei archeologici di cui due nazionali a Fratta Polesine nel complesso di Villa Badoèr e uno ad Adria, dove sono custoditi reperti di arte greco-romana-etrusca di grande pregio, oltre a una preziosa collezione di gioielli e di vasi e oggetti in vetro. Adria, in particolare, è l’antica città etrusca e romana da cui il Mare Adriatico prende il nome.
Il progetto "Rovigo920" si prefigge la riscoperta e il racconto delle vicende di Rovigo, stimolando la curiosità verso i luoghi ripercorrendo le tappe fondamentali del suo sviluppo e dell’evoluzione della sua comunità. La prima traccia documentata di Rovigo è da ricondurre al 920 quando, attraverso una Bolla, Papa Giovanni X autorizzò il vescovo Paolo Cattaneo, all’epoca signore di quelle terre, a costruire una fortificazione per difendere la sua chiesa. Nel passato, gli eruditi facevano derivare il suo nome dal greco rhodon, cioè da “rosa”, ed ecco perché nel Cinquecento il grande Ludovico Ariosto, nell’Orlando furioso, poteva evocare Rovigo come “la terra il cui produr di rose / le dié piacevol nome in greche voci”.
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Architetture Medievali e Testimonianze Storiche
Rovigo era una città fortificata nel Medioevo e le Torri Donà e Grimani ne sono la testimonianza più imponente. Quali testimonianze della prima fase della storia di Rovigo, spiccano la Torre Donà, diventata simbolo della città, e la Torre Grimani, detta Torre Mozza, traccia ulteriore di quello che doveva essere il castello medievale eretto dal vescovo di Adria nel 920. Alta oltre 60 metri, Torre Donà è una delle torri medievali più alte d’Italia. Tra le antiche porte di Rovigo, invece, la meglio conservata è la quattrocentesca Porta di San Bortolo, con la sua merlatura ghibellina praticamente intatta, che tuttora mette in comunicazione il centro con il quartiere meridionale di san Bartolomeo.
Una visione sintetica e complessiva della città si trova pure in altri dipinti del Cinque-Seicento. Significativa è la mappa del 29 settembre 1667 nella quale la struttura muraria appare compatta, circondata da fossati con acqua e da contrafforti. Le porte (Porta de San Bortolomeo, Porta de S. Francesco, Porta de San Zanne, Portelo, Porta d’Arquà) sono pure poste in evidenza ed anche i ponti che in prossimità delle porte, nel centro cittadino e fuori dalla porta di S. Bartolomeo.
Il Cuore del Centro Storico: Piazze e Palazzi
Il tuo tour di Rovigo non può che partire da Piazza Vittorio Emanuele II, la piazza principale del centro storico. Circondata da eleganti palazzi, portici e bar storici, la piazza ospita la statua equestre del re Vittorio Emanuele II e offre uno scorcio autentico sulla vita quotidiana rodigina. Piazza Garibaldi è il cuore pulsante di Rovigo e una delle piazze più antiche della città.
Nel centro cittadino, entrando nella zona delle piazze e del caratteristico passeggio sotto i portici, ritroviamo ben rappresentate l’influenza della cultura veneziana e quella della cultura estense, poiché per secoli Venezia e Ferrara si sono combattute per il dominio sul territorio polesano. La presenza della Repubblica Serenissima è evidenziata, ad esempio, dal signorile Palazzo Roncale, edificato a metà del Cinquecento sulla base di un progetto di Michele San Michele, mentre un altro edificio nobiliare, Palazzo Roverella, è l’emblema dell’architettura ferrarese in città. Quest’ultimo edificio, recentemente restaurato, è sede della prestigiosa pinacoteca dell’Accademia dei Concordi: l’esposizione permanente ospita una collezione di opere d’arte, dal Quattrocento al Settecento, con i nomi di alcuni tra i più grandi maestri della pittura veneta da Giovanni Bellini a Giambattista Tiepolo.
Tesori Sacri: Il Duomo e la Rotonda
A pochi passi dalla piazza principale, il Duomo di Rovigo si presenta con la sua facciata sobria e l’interno ricco di decorazioni. La chiesa è dedicata a Santo Stefano e risale all’XI secolo, anche se fu rimaneggiata nei secoli successivi. Tra le chiese più particolari d’Italia, la Rotonda di Rovigo è un capolavoro architettonico. Di pianta ottagonale e senza facciata, all’esterno è sobria, ma l’interno è sorprendente: decorazioni barocche, affreschi e un organo imponente. Realizzata a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, la Rotonda è affiancata dal campanile del Longhena.

Nuovi siti culturali apriranno i battenti nel 2024. In particolare il Museo Diocesano della Cattedrale di Adria-Rovigo, il cui vernissage è previsto per settembre, vanterà un susseguirsi di sale caratterizzate da nuclei a tema, con opere provenienti da tutta la diocesi, come quelle della quadreria della Pinacoteca del Seminario, argenti e suppellettili, la Madonna della Vita e il Polittico di Raccano.
Cultura, Spettacolo e Impegno Civile
Il Teatro Sociale di Rovigo è considerato uno dei più belli del Veneto. Inaugurato nel 1819, vanta una sala elegante con palchi decorati e un’acustica eccellente. Non va inoltre dimenticato che Rovigo è sede del Conservatorio di musica “Francesco Venezze”. Come di consueto, tornano le grandi mostre di Palazzo Roverella a Rovigo. In linea con i grandi successi di Kandinskij e Renoir, il 2024 accende i riflettori su un altro artista francese tra i più rappresentativi della Parigi di fine secolo: Henry Toulouse-Lautrec.
Il 2024 è poi anno di celebrazioni importanti, come i 100 anni dalla morte di Giacomo Matteotti, grande uomo politico polesano. La mostra “Giacomo Matteotti (1885 -1924). Storia di un uomo libero”, promossa dal Comitato provinciale per le celebrazioni e sostenuta da Fondazione Cariparo, si tiene a Palazzo Roncale. Fondazione Cariparo, in accordo con il Comune di Fratta Polesine e l’Accademia dei Concordi, promuove inoltre un prezioso riallestimento complessivo del percorso di visita della sua casa natale a Fratta Polesine, già Monumento Nazionale dal 2017. Sarà un’occasione ulteriore per valorizzare il piccolo borgo di Fratta Polesine, favoloso scrigno di tesori d’arte e di bellezza con le sue tre ville storiche: Villa Badoer, capolavoro cinquecentesco del Palladio, Villa Avezzù, elegante dimora veneta, e Villa dei Carbonari, dove si formò uno dei primi nuclei della Carboneria italiana.
Natura e Sapori del Polesine
La Provincia di Rovigo è caratterizzata da una natura incontaminata e paesaggi suggestivi che regalano emozioni uniche. Il Parco Regionale del Delta del Po è uno dei tesori più preziosi della zona, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Per gli amanti della natura, consigliamo anche di visitare il Bosco Nordio, un’oasi verde che offre sentieri per le passeggiate e la possibilità di osservare da vicino specie animali rare.
Da non dimenticare i sapori locali: Rovigo è culla di una terra fertile capace di produrre un’alta gamma di prodotti orto-frutticoli e di acqua dalle speciali qualità per la coltivazione di mitili. Cinque i prodotti certificati: Insalata di Lusia Igp, Aglio Bianco Polesano Dop, Riso del Delta del Po Igp, Radicchio Rosso Chioggia e Rosolina Igp, Cozza di Scardovari Dop. La Provincia di Rovigo offre un mix perfetto tra storia, cultura, natura incontaminata e delizie culinarie.

Per capire le radici storiche del territorio polesano, vi consigliamo di visitare il Museo dei Grandi Fiumi, ospitato in un antico monastero. Allestito nelle sale dell’ex Monastero Olivetano di San Bartolomeo, il percorso museale ci accompagna in un lungo e affascinante viaggio che - tra reperti, ricostruzioni e integrazioni multimediali - si snoda dall’età del Bronzo fino gli albori dell’epoca moderna. Rovigo e la sua provincia, custodi di una memoria millenaria, restano una meta ideale per il viaggiatore consapevole, alla ricerca di un’esperienza eco e slow, dove ogni angolo racconta una storia che attende solo di essere scoperta.