L'endometriosi è una condizione ginecologica cronica caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale all'esterno della cavità uterina, che colpisce comunemente le ovaie, le tube di Falloppio e il rivestimento pelvico. È una condizione altamente diffusa, che interessa circa il 10% delle donne in età riproduttiva a livello globale, per un totale di circa 3 milioni di pazienti in Italia. Questa patologia è stata a lungo associata a dolore pelvico intenso, che aumenta in prossimità del ciclo mestruale, infertilità e risultati riproduttivi compromessi. I sintomi non sono eguali per tutte le donne affette e, talvolta, tale condizione si scopre solo quando si cerca un bambino e non si riesce ad ottenere una gravidanza, rendendo il percorso verso la maternità una sfida complessa e ricca di dubbi.
Cos'è l'Endometriosi: Una Panoramica Dettagliata
Per comprendere appieno l'impatto dell'endometriosi sulla fertilità e sulla gravidanza, è fondamentale chiarire la natura di questa condizione. L'endometrio è il rivestimento dell'utero che si sviluppa ogni mese con l'ovulazione per accogliere l'eventuale ovulo fecondato e permettergli di impiantarsi. Come è noto, se il concepimento non arriva, questo tessuto viene fisiologicamente espulso dall'organismo con il flusso mestruale. Nel caso dell'endometriosi, le cellule che migrano fuori dalla cavità uterina mantengono la medesima struttura e funzionalità, rispondendo attivamente alle stimolazioni ormonali del ciclo mestruale. È per tale motivo che i sintomi dolorosi aumentano in prossimità del ciclo.
Il tessuto endometriale ectopico può colpire vari organi, all’interno ed oltre l’area pelvica: le tube, le ovaie, la vagina e la cervice, ma anche il retto, la vescica, il peritoneo e l’intestino. In rarissimi casi, le cellule endometriali possono migrare più lontano, fino ai polmoni e al cervello. Non è nota la causa scatenante dell'endometriosi, né il perché si sviluppi in modo diverso in ogni singolo caso, arrecando sintomi più o meno gravi. Tuttavia, è riconosciuta come una malattia multifattoriale, con fattori immunologici, ormonali e genetici che giocano un ruolo nella sua patogenesi. Il tessuto endometriale ectopico risponde ai cambiamenti ormonali del ciclo mestruale, portando a infiammazione, fibrosi e formazione di aderenze e cisti, spesso chiamate "cisti cioccolato" o endometriomi quando coinvolgono le ovaie. L'eziologia precisa dell'endometriosi rimane poco chiara, ma il suo impatto sulla fertilità e sulla gravidanza è ampiamente documentato.

L'Endometriosi e il Suo Impatto sulla Fertilità Femminile
L'endometriosi è stata a lungo associata a infertilità e risultati riproduttivi compromessi. Le donne con endometriosi possono avere problemi a rimanere incinte e la condizione è spesso associata all'infertilità femminile. In particolare, tra il 30% e il 50% delle pazienti con endometriosi avranno difficoltà a diventare madri naturalmente. Molte pazienti, infatti, non sanno di avere l'endometriosi e saranno diagnosticate solo quando consulteranno uno specialista per problemi di fertilità. D'altra parte, è importante sottolineare che il 50-70% delle donne con endometriosi raggiungono la gravidanza senza complicazioni, a dimostrazione della variabilità della condizione.
Diversi meccanismi contribuiscono alla ridotta fertilità nelle donne con endometriosi. Tra i più significativi vi sono:
- Compromissione della funzionalità ovarica: La presenza di cisti endometriosiche, o endometriomi, sulle ovaie è un elemento negativo per la gravidanza. Queste cisti possono rendere più difficile l'ovulazione, influenzare la riserva ovarica e la qualità ovocitaria, fattori cruciali per il concepimento. Gli interventi chirurgici per rimuovere gli endometriomi possono ridurre ulteriormente la riserva ovarica, in particolare se durante la procedura viene inavvertitamente escisso tessuto ovarico sano e significativo. Una cisti endometriosica su un ovaio può interferire o meno sulla funzionalità dell’organo e sul rilascio mensile dell’ovulo da fecondare. L'endometriosi, inoltre, influisce seriamente anche sulla riserva ovarica.
- Danno tubarico e aderenze: L'endometriosi grave, in particolare negli stadi III e IV della malattia, può portare alla formazione di aderenze che distorcono l'anatomia pelvica e danneggiano la funzione tubarica. Questo può compromettere la mobilità delle tube, interferendo con l'incontro tra ovocita e spermatozoo e, di conseguenza, con l'instaurarsi di una gravidanza. L'endometriosi intestinale, coinvolgendo l'intestino o il retto, può anch'essa causare aderenze che ostacolano il passaggio degli spermatozoi o la discesa dell'ovulo fecondato verso l'utero. Nei casi più gravi di endometriosi, può verificarsi un'ostruzione delle tube, che porta all'idrosalpinge, la quale potrebbe richiedere la rimozione prima di poter utilizzare qualsiasi trattamento di riproduzione assistita.
- Ambiente endometriale ostile all'impianto: La condizione infiammatoria cronica causata dall'endometriosi crea un ambiente endometriale ostile all'impianto dell'embrione. L'endometriosi è caratterizzata da una risposta infiammatoria accentuata nella cavità peritoneale, con livelli elevati di citochine pro-infiammatorie, fattori di crescita e macrofagi attivati. Questi fattori immunitari possono creare un ambiente sfavorevole per spermatozoi ed embrioni, inibendo la motilità, la fecondazione e l'impianto.
Le possibilità di una gravidanza con l’endometriosi variano sia in base allo stadio della malattia (da I a IV), sia in base alla localizzazione del tessuto simil-endometriale. In particolare, nei casi di endometriosi di lieve entità o al primo stadio, la gravidanza può spesso avvenire spontaneamente e in modo naturale, senza necessità di trattamenti specifici, grazie al limitato impatto sulle strutture riproduttive. Al contrario, quando l’endometriosi è allo stadio 4, la condizione è più severa, prevedendo il coinvolgimento di più organi, motivo per cui la fertilità può risultare ridotta. In questi casi, la gravidanza è comunque possibile, ma può richiedere il supporto di tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA).
Endometriosi e Procreazione Medicalmente Assistita
Percorso Diagnostico e Prime Valutazioni per il Concepimento
Di fronte al desiderio di una gravidanza che non arriva, è fondamentale intraprendere un percorso diagnostico approfondito, soprattutto in presenza di sospetta o accertata endometriosi. Occorre indagare ulteriormente e non continuare ad aspettare senza sapere. Per la coppia che desidera un figlio, la prima valutazione prevede che la donna esegua un profilo ormonale e che il suo partner maschile faccia uno spermiogramma. Questi sono i primi passi per avere una visione completa della situazione riproduttiva.
Successivamente, è consigliabile rivolgersi a un centro per la procreazione medicalmente assistita (PMA), per avere la possibilità di scegliere la via di trattamento più rapida e corretta. Se una donna sa di avere l'endometriosi, il primo passo da fare quando desidera avere figli è quello di far controllare il suo stato di endometriosi. Questo permetterà alla paziente, con l'aiuto dello specialista, di valutare le possibili opzioni per ottenere una gravidanza.
Pianificare un percorso di fecondazione assistita in pazienti con endometriosi richiede importanti capacità cliniche, che vadano oltre la singola patologia. Occorre avere una visione completa della coppia, con test della funzionalità ovarica, valutazione della pervietà tubarica ed analisi del seme maschile. La valutazione deve considerare l'età della donna, il tempo in cui ha avuto problemi di fertilità, la sua riserva ovarica, i risultati dell'analisi dello sperma e l'eventuale chirurgia precedente per trattare l'endometriosi, oltre al grado di gravità della malattia.

Possibilità di Gravidanza Naturale e Interventi Pre-Concezionali
Nonostante le difficoltà, è vero che le donne con l'endometriosi possono avere una gravidanza naturale, sebbene la probabilità sia inferiore rispetto a quelle senza problemi di fertilità. La probabilità di gravidanza ogni mese è del 20-25% nelle donne senza problemi di fertilità, mentre nelle donne con endometriosi è del 2-10% circa. Non tutte le donne con endometriosi sono infertili; alcune possono avere bambini in modo naturale, tutto dipende dalla diffusione della patologia, dall'organo colpito e dalla sua posizione. Anche in presenza di endometriosi ovarica, molte donne riescono ad avere una gravidanza senza trattamenti di supporto.
Per aumentare le possibilità di successo, il medico può monitorare i cicli mestruali della donna e controllare il momento esatto dell'ovulazione, ad esempio attraverso un test ormonale o il cosiddetto rapporto sessuale diretto. D'altra parte, è anche consigliabile evitare i fattori negativi per la fertilità, come il fumo e l'obesità, che possono ulteriormente compromettere le chance di concepimento.
In alcuni casi, il ginecologo può considerare necessario un intervento chirurgico per rimuovere eventuali aderenze e cisti endometriosiche. L'obiettivo è migliorare la fertilità di queste donne e aumentare il tasso di gravidanza. Tuttavia, l'intervento chirurgico può comportare la rimozione di tessuto ovarico sano e quindi portare a una ridotta fertilità. Pertanto, questo approccio viene adottato solo quando è ritenuto appropriato e deve essere attentamente valutata una strategia conservativa che preservi la riserva ovarica, con ricorso alla fecondazione nel minor tempo possibile piuttosto che alla chirurgia, in casi lievi della malattia.
Le Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) con Endometriosi
Se dopo un anno di tentativi (o 6 mesi se la donna ha più di 35 anni) non si ottiene una gravidanza naturale, sarà necessario rivolgersi a un centro di riproduzione assistita per il trattamento più adeguato. Questo periodo di tempo può anche variare a seconda della progressione della malattia. La tecnica di riproduzione assistita utilizzata per la paziente con endometriosi dipenderà da diversi fattori, tra cui il grado di gravità dell'endometriosi, i sintomi e l'età della donna.
Inseminazione Artificiale (IA)
L'inseminazione artificiale (IA) è indicata per pazienti giovani con endometriosi di tipo I e II, con tube permeabili e che non hanno ottenuto una gravidanza naturale entro un anno. È inoltre necessario che il partner maschile abbia una buona qualità dello sperma. In queste pazienti, tuttavia, anche la sola stimolazione ovarica può essere eseguita.
Fecondazione in Vitro (FIVET)
La fecondazione in vitro (FIVET), sia la FIV convenzionale che l'ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo), sarebbe indicata per i pazienti con coinvolgimento delle tube e endometriosi da moderata a grave (gradi III o IV). Inoltre, la FIVET è l'opzione appropriata quando non si è raggiunto il successo con l'IA.
Gli studi suggeriscono generalmente che le donne con endometriosi hanno tassi di impianto inferiori, tassi di gravidanza clinica inferiori e tassi di nati vivi inferiori rispetto alle donne senza endometriosi sottoposte a fecondazione in vitro. Le donne con endometriosi grave (stadio III/IV) tendono ad avere i risultati peggiori, poiché le distorsioni anatomiche, le aderenze e i danni alle ovaie e alle tube di Falloppio sono più pronunciati. Rispetto ad altri problemi di fertilità, l'endometriosi offre tassi di successo inferiori per la FIVET. Uno dei fattori chiave che influenzano il successo della fecondazione in vitro nelle donne con endometriosi è la qualità e la quantità di ovociti recuperati durante la stimolazione. Le donne con endometriosi, infatti, hanno spesso meno ovociti recuperati rispetto a quelle senza la condizione, anche quando i marcatori della riserva ovarica sono entro intervalli normali.
La presenza di endometriomi può complicare ulteriormente i risultati della fecondazione in vitro. Mentre l'intervento chirurgico per rimuovere gli endometriomi viene talvolta eseguito prima della fecondazione in vitro per migliorare l'accesso ovarico e ridurre l'infiammazione, la procedura stessa può ridurre la riserva ovarica. La soppressione ormonale dell'endometriosi prima della fecondazione in vitro può migliorare i risultati riducendo l'infiammazione e consentendo alle ovaie di rispondere meglio alla stimolazione.
Ovodonazione
A volte, nei casi più gravi di endometriosi o quando i trattamenti precedenti hanno fallito, l'ultima opzione rimasta per la maternità con endometriosi è la donazione di ovociti. Gli ovuli di donatori sono di grande beneficio per le pazienti con:
- Grave grado di endometriosi.
- Bassa riserva ovarica, forse dovuta a precedenti interventi che hanno colpito il tessuto ovarico sano.
- Cattiva qualità delle uova.
- Puntura ovarica difficile per la presenza di aderenze ed endometriomi.
Tuttavia, il trattamento di donazione di ovuli significa che la donna rinuncia al diritto che la sua prole porti il suo carico genetico. In ogni caso, la gravidanza è possibile finché l'impianto e lo sviluppo dell'embrione nell'utero non sono ostacolati. Anche per donne di 40 anni con endometriosi molto avanzata, potrebbe essere necessario utilizzare una donatrice di ovuli per ottenere una gravidanza, dato che all'età di 40 anni, l'IA ha pochissime possibilità di successo ed è meglio ricorrere alla FIVET solo quando è possibile eseguire una puntura follicolare.

Chirurgia, Terapie Farmacologiche e Preservazione della Fertilità
Ad oggi, l'endometriosi è una condizione cronica e non ha cura. Tuttavia, esistono alcuni trattamenti per alleviare i sintomi causati da questa condizione uterina e per migliorare le possibilità di concepimento.
Terapie Farmacologiche
Tra i principali trattamenti per alleviare il dolore causato dall'endometriosi, così come altri tipi di sintomi, vi sono l'uso di analgesici e il trattamento ormonale. Alcuni farmaci, come i contraccettivi ormonali o altri farmaci che agiscono inibendo la produzione di alcuni ormoni, possono bloccare la crescita del tessuto endometriale per un certo periodo, ma non riducono quello che è già esistente. Gli studi hanno mostrato che le terapie ormonali, pur efficaci nel ridurre il dolore causato dall’endometriosi, non migliorano la fertilità.
Un esempio di farmaco ormonale è il leuprolide, il cui uso non è raccomandato durante la gravidanza, perché può causare aborti spontanei. Può anche influenzare il corretto sviluppo del feto, dato che sono stati riportati difetti alla nascita negli animali. In caso di gravidanza o di sospetta gravidanza, bisogna consultare immediatamente un medico per prendere le precauzioni necessarie.
Trattamento Chirurgico
Il compito di rimuovere il tessuto endometriale già esistente è affidato alla chirurgia laparoscopica, che è spesso possibile. Tuttavia, va evidenziata la possibilità di recidiva. Non sempre la chirurgia è la soluzione ottimale: deve essere attentamente valutata una strategia conservativa che preservi la riserva ovarica, con ricorso alla fecondazione nel minor tempo possibile, piuttosto che alla chirurgia, specialmente nei casi lievi della malattia.
La laparoscopia risulta in grado di aumentare le probabilità di concepimento, soprattutto nei casi lievi e moderati. Tuttavia, anche questa opzione va valutata con consapevolezza e con l’adeguato supporto di una figura specializzata, perché richiede alcune cautele. Infatti, quando impiegata per la riduzione degli endometriomi ovarici, può danneggiare le ovaie, riducendo ulteriormente la riserva ovarica. In breve, è necessario valutare ogni caso singolarmente per prendere le decisioni che saranno di maggior beneficio possibile per i pazienti.
Preservazione della Fertilità
Poiché l'endometriosi è una malattia progressiva, può influenzare sempre più la fertilità di una donna nel tempo. Per questo, la preservazione della fertilità è un'opzione importante per evitare alcuni problemi nel raggiungimento della gravidanza con l'endometriosi. In linea di principio, l'ideale sarebbe vetrificare gli ovuli per preservare la fertilità al momento della diagnosi di endometriosi lieve o moderata, specialmente se la paziente non sta cercando una gravidanza in quel momento. Questo permetterebbe alla donna di ottenere una gravidanza in una fase successiva, anche se l'endometriosi è progredita e ha colpito maggiormente le ovaie.
Endometriosi e Procreazione Medicalmente Assistita
Rischi e Complicazioni in Gravidanza per le Donne con Endometriosi
Quando le donne con endometriosi raggiungono una gravidanza, sia in modo naturale che tramite tecniche di riproduzione assistita, affrontano un rischio più elevato di complicazioni durante la gravidanza rispetto alla popolazione generale. I cambiamenti strutturali e funzionali che si verificano nel tratto riproduttivo femminile a causa dell'endometriosi possono influenzare lo sviluppo della placenta, così che la gravidanza può essere compromessa in queste donne.
Alcuni studi su pazienti con endometriosi suggeriscono che ci può essere una maggiore probabilità di complicazioni legate alla gravidanza. Tra i rischi che possono verificarsi durante la gestazione in pazienti con endometriosi vi sono:
Aborto Spontaneo: Si intende la perdita di gravidanza prima delle 20 settimane. Diversi studi hanno segnalato un rischio aumentato di aborto spontaneo nelle donne con endometriosi, in particolare in quelle con una malattia più grave. Gli esatti meccanismi alla base di questo rischio aumentato non sono completamente compresi, ma si pensa siano correlati a recettività uterina alterata, sviluppo placentare anomalo e disfunzione immunitaria. Il restante delle donne con endometriosi che concepisce un bambino in modo naturale, può andare incontro ad un maggiore rischio di aborto spontaneo.
Tuttavia, uno studio condotto da Paolo Vercellini, Edoardo Somigliana e collaboratori dell’Università degli Studi di Milano ha avuto l’obiettivo di valutare se l’endometriosi aumentasse il rischio di aborto spontaneo nelle gravidanze singole indotte da fecondazione in vitro. L’analisi mirava a calcolare il tasso di aborto entro 12 settimane di gestazione ed è stata condotta su 313 donne affette da endometriosi ovarica all’epoca della fecondazione in vitro e già precedentemente sottoposte a intervento chirurgico, e su 313 donne sane, correlate ai casi in funzione dell’età (±6 mesi) e del tipo di ciclo di fecondazione (a fresco o da scongelamento). I risultati hanno indicato che il numero di aborti spontanei è simile nei due gruppi: 48 nei casi (15%) e 60 nei controlli (19%). L’odds ratio (OR) di aborto nelle donne affette da endometriosi è stato di 0.76 (95% CI, 0.50-1.16), e l’OR corretto per indice di massa corporea, parità, durata dell’infertilità e infertilità maschile è stato di 0.81 (95% CI, 0.53-1.25). L’analisi per sottogruppi in funzione del tipo di ciclo, del numero di embrioni impiantati, dell’estensione degli endometriomi e della storia chirurgica non ha documentato alcun incremento significativo del rischio di aborto a carico delle donne affette da endometriosi. Secondo questo studio, dunque, l’endometriosi non sembra aumentare il rischio di aborto spontaneo nelle gravidanze singole indotte da fecondazione in vitro.
Gravidanza Ectopica: Si verifica quando l'impianto dell'embrione avviene in un sito extrauterino, come le tube di Falloppio.
Preeclampsia: Caratterizzata da pressione alta, che di solito si verifica nel secondo o terzo trimestre di gravidanza.
Alterazioni del Parto: Le donne con endometriosi hanno un rischio maggiore di avere un parto prematuro (parto pretermine) o un taglio cesareo. Anche dopo aver corretto per altri fattori di rischio, il rischio di parto pretermine è significativamente più alto. Il restante delle donne con endometriosi che concepisce un bambino in modo naturale può andare incontro a un maggiore rischio di parto pretermine o cesareo. La maggior parte degli studi ha trovato un’associazione tra endometriosi e aumentata frequenza di parto con taglio cesareo, anche se l’indicazione principale all’intervento non era specificata in molti casi e in diversi studi erano incluse anche pazienti con una gravidanza da PMA.
Bambini SGA (Small for Gestational Age): Sono quei bambini che alla nascita hanno un peso inferiore a quanto ci si aspetterebbe per l'età gestazionale.
Placenta Previa: Definita come una placenta inserita a livello del segmento uterino inferiore, predisponendo la donna ad emorragie nel terzo trimestre della gravidanza. Questa condizione è anche più comune nelle gravidanze affette da endometriosi.
Emoperitoneo Spontaneo: Sembra esserci un legame tra la fecondazione in vitro nelle donne con endometriosi e l'occorrenza e severità di emoperitoneo spontaneo in gravidanza. L’emoperitoneo è la presenza di sangue libero in addome, che nel caso di donne affette da endometriosi è causato in gravidanza dalla decidualizzazione delle lesioni endometriosiche e dal loro sanguinamento.
Eventi potenzialmente fatali: In rarissimi casi, soprattutto in una donna affetta da endometriosi moderata o severa, la gravidanza potrebbe predisporla ad eventi potenzialmente fatali, per cui spesso è necessario intervenire chirurgicamente, come nel caso di perforazione intestinale o rottura di un endometrioma. Questi eventi possono essere spiegati principalmente da tre motivi: innanzitutto, l’infiammazione cronica causata dall’endometriosi rende i tessuti e i vasi sanguigni più friabili; in secondo luogo, l’intrusione del tessuto endometriosico decidualizzato all’interno dei vasi e delle strutture anatomiche può causare un aumento di pressione, predisponendoli alla rottura. Inoltre, aderenze pre-esistenti, tipiche dell’endometriosi, possono causare trazione sulle strutture circostanti quando l’utero cresce di dimensioni.
Per tutte queste ragioni, le gravidanze in donne con endometriosi dovrebbero essere monitorate più attentamente per prevenire qualsiasi problema che potrebbe colpire il feto o la madre. Un attento monitoraggio della gravidanza può aiutare a evitare questi problemi, anche se non è considerata una gravidanza ad alto rischio, queste donne dovrebbero avere una cura e un monitoraggio extra per evitare problemi durante la gravidanza.

L'Effetto Protettivo (Temporaneo) della Gravidanza sull'Endometriosi
Durante la gravidanza, il ciclo mestruale di una donna si ferma. Questo avrà un effetto sugli ormoni che promuovono la crescita e lo sviluppo delle placche endometriali. La gravidanza ha quindi un effetto protettivo sullo sviluppo della malattia. Durante la gravidanza, la donna noterà un miglioramento dei sintomi come il dolore. Si pensa che questo effetto sia dovuto all’incremento dei livelli di progesterone, uno dei principali ormoni femminili, che aumenta con la gravidanza.
È lecito chiedersi cosa succeda al tessuto endometriosi durante la gravidanza. Ebbene, sotto l’azione di alti livelli di progesterone, esso va incontro ad un fenomeno conosciuto come “decidualizzazione”, ovvero la secrezione ghiandolare dell’epitelio, la vascolarizzazione e l’edema nel tessuto aumentano; questo è un processo che avviene in modo estremamente simile anche nell’endometrio eutopico all’inizio della gravidanza per permettere l’impianto dell’embrione.
Tuttavia, è importante tenere a mente che la gravidanza non è la soluzione all'endometriosi, poiché i sintomi torneranno una volta che la donna ha partorito e i suoi cicli mestruali riprendono. La gestazione è solo un miglioramento temporaneo dell'endometriosi e non una cura definitiva. Oggi, infatti, sappiamo che, nonostante i sintomi spariscano grazie alla particolare condizione ormonale, la gravidanza non è un vero trattamento a lungo termine per l’endometriosi.
Endometriosi e Procreazione Medicalmente Assistita
Considerazioni Finali e Approccio Personalizzato alla Maternità
Di fronte alla diagnosi di endometriosi, per molte donne una delle prime domande è: «Posso comunque avere un bambino?». La risposta è sì: questa patologia non impedisce necessariamente la gravidanza, e anche nelle sue forme più gravi è possibile concepire naturalmente. Tuttavia, è vero che l’endometriosi può determinare problemi di fertilità, rendendo più difficile il concepimento e può non solo rendere più difficile il concepimento ma anche determinare alcune complicazioni della gravidanza.
La chiave è un approccio personalizzato, che tenga conto delle caratteristiche specifiche della malattia, delle esigenze individuali e del progetto di vita della donna. Le donne affette da endometriosi desiderose di intraprendere una gravidanza dovrebbero essere informate delle possibili complicanze ed essere seguite presso un centro specializzato, soprattutto se si sono affidate a tecniche di procreazione assistita. È fondamentale poter contare anche su uno specialista in fertilità con cui confrontarsi per valutare le opzioni più idonee per sé. Un centro per la fertilità qualificato può trovare l'iter giusto per ogni paziente, talvolta anche con una combinazione di trattamenti.
È altrettanto importante non trascurare il benessere psicologico, perché affrontare l’endometriosi mentre si cerca una gravidanza può essere emotivamente estenuante. Va inoltre sottolineato che, sebbene l'endometriosi abbia un serio impatto sulla qualità della vita delle donne, la maternità rappresenta una scelta personale e non un passaggio obbligato nella vita. Molte donne con endometriosi scelgono consapevolmente percorsi di vita diversi e altrettanto appaganti.
Il parere degli specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo.
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