Chloe Profiling: Il Volto e l'Anima della Criminologa Inusuale

Nel variegato panorama delle serie televisive, dove le produzioni americane spesso dominano la scena con un'abbondanza di star e trame accattivanti, lo show francese "Profiling" è riuscito a ritagliarsi una nicchia distintiva nei palinsesti e, soprattutto, nel cuore del pubblico. Un elemento chiave di questo successo è indubbiamente la sua protagonista, la criminologa Chloé Saint-Laurent, un personaggio stralunato e originale, sapientemente interpretato dall'attrice rossa Odile Vuillemin. La serie, il cui titolo originale è "Profilage", ha adottato la denominazione "Profiling" per conferire un tono più internazionale, scelta che ha contribuito al suo straordinario riscontro.

Chloe Saint-Laurent: ritratto della criminologa

La Nascita di un Fenomeno Televisivo: "Profiling" e il Suo Successo Globale

"Profiling" è una serie televisiva francese, ideata da Fanny Robert e Sophie Lebarbier, prodotta a partire dal 2009. Sin dalla sua prima trasmissione in Francia, nel 2009, sul canale TF1, la principale rete privata, ha riscosso un immediato e vasto successo. In Italia, la risonanza della serie è stata dimostrata dall'accoglienza calorosa da parte del pubblico di FoxCrime, in maggioranza femminile, che ha seguito con passione le indagini della criminologa Chloé. Il canale satellitare Fox Crime ha promosso la prima serie nel nostro paese verso la fine dell'inverno del 2010. Già dai primi promo, era evidente che non si trattava della solita fiction all'italiana, ma di un prodotto di chiaro stampo seriale, che attingeva a modelli di successo oltreoceano pur mantenendo una forte identità europea. Questo mix di spettacolarità americana e verosimiglianza europea è stato uno dei fattori cruciali che ha sancito il successo straordinario dello show. La serie è giunta alla sua quarta stagione, a testimonianza della sua longevità e popolarità. "Profiling" è arrivato alla quarta stagione con un progressivo miglioramento, sia nella struttura, sia nell'immagine. È proprio questo continuo e visibile miglioramento che mostra quanta attenzione ci sia in questa produzione. Per coloro che non hanno il satellite, è stata segnalata anche la possibilità di vedere la serie sul canale Cielo del digitale terrestre. La risonanza di questa serie è dimostrata dal fatto che ha partecipato al Courmayer Noir in Festival, dove l'attrice Odile Vuillemin ha presentato la quarta serie, trasmessa in prima mondiale proprio in Italia.

Un aspetto distintivo di "Profiling" è l'ambientazione nella città di Parigi. La capitale francese non è solo uno sfondo, ma un'altra protagonista della serie, un po' come lo è stata New York per "Sex and the City". La serie mostra le parti più belle di una grande capitale, spesso familiare al pubblico europeo. Le riprese della città sono filtrate con luci calde, dal giallo all'arancione, con lo scopo di dare un'idea di una città vicina, confortevole, un po' come a dire "potrebbe essere una qualunque grande città, anche la vostra". Questa scelta contrasta con la tendenza comune a vedere set ricostruiti o serie girate negli studi di Los Angeles, anche quando ambientate in altre città. L'uso di una città europea autentica è apprezzato per la bellezza e la storia dei suoi quartieri e monumenti. Gli esterni sono tutti girati nei quartieri della città, senza ricostruzioni, e questo si percepisce distintamente. Ad esempio, l'ingresso della terza divisione di polizia giudiziaria di Parigi si affaccia lungo la Senna, con vista su Notre Dame che svetta su Île de la Cité. Un curioso aneddoto rivela come persino un visitatore, durante una visita a Notre Dame, sia riuscito a vedere l'edificio utilizzato nella serie come distretto della polizia, situato proprio alle spalle della cattedrale, a lato del fiume.

Il cuore di ogni episodio di "Profiling" è un'indagine tradizionale, che pone attenzione a luoghi e personaggi, il tutto movimentato dalla presenza dei suoi interpreti. La sceneggiatura è sempre brillante e mai ripetitiva, ponendo la serie come una delle produzioni europee di punta nel panorama internazionale. La produzione ha dichiarato di essersi spesso ispirata a casi realmente accaduti in Francia negli anni passati, conferendo un ulteriore strato di realismo. Un'altra caratteristica da notare è l'assenza quasi totale di effetti speciali; sebbene moderna, la serie non si presenta come un tipico "C.S.I.", ma si basa sui dialoghi, sul ragionamento e sull'indagine. La storia di ogni episodio si compone man mano, grazie alle teorie formulate in base agli interrogatori della polizia e alle capacità di analisi di Chloé. Questa struttura guida lo spettatore nell'indagine, aiutandolo a raggiungere la soluzione insieme alla squadra investigativa. Il ritmo della serie è serrato, alternando però alle indagini le vite private dei protagonisti, una formula vincente che cattura l'attenzione fino alla fine dell'episodio. Mentre i casi di omicidio sono conclusivi nell'arco di circa 50 minuti, le vicende personali dei protagonisti seguono una linea temporale più ampia che si conclude con la serie.

Criminal Profiling: dall’analisi della scena del crimine al profilo dell’S.I.

Chloé Saint-Laurent: Un Ritratto della Criminologa Eccentrica e Profonda

Chloé Saint-Laurent viene assegnata come consulente alla squadra investigativa della polizia criminale di Parigi, guidata inizialmente da Matthieu Pérac. Non è la classica criminologa: la sua presenza e i suoi studi in psicologia criminale, imposti senza spiegazioni dal suo protettore e amico commissario Lamarck, sono inizialmente mal tollerati dai colleghi. Chloé ha un approccio molto particolare ai delitti che si trova ad affrontare: la sua forte empatia la porta a pensare come l'assassino o la vittima, estraniandosi da tutto e da tutti. Questa capacità le permette di comprendere i delitti meglio di chiunque altro, ma la porta anche a scontrarsi con l'approccio più solido e metodico dei poliziotti. Solitaria, incapace di inserirsi in un gruppo, Chloé sembra non soffrire dell'indifferenza di chi le sta accanto, ma episodio dopo episodio riesce a far valere le sue doti e anche a convivere con questa sua nuova professione. Il suo talento è quello di immedesimarsi nel carnefice o nelle vittime, riuscendo a leggere le menti malate e perverse di assassini, rapitori, violentatori e serial killer. Ma è una capacità che mette a fuoco col tempo e con l'esperienza.

Un elemento centrale che definisce la profondità del personaggio di Chloé è il suo passato enigmatico: è la figlia di un killer e della sua vittima. Questo trauma primordiale è la radice della sua capacità unica di comprendere sia la psiche dei carnefici che quella delle vittime, un dono che la rende insostituibile nelle indagini. Tuttavia, questo stesso passato tormentato è la causa di una vita privata estremamente caotica e sregolata. Chloé vive sola in un piccolo appartamento del centro città, non ha amici a causa del suo impegno sul lavoro, e non ha alcun tipo di relazione sentimentale, forse anche dovuto ai problemi emotivi che la accompagnano. La sua grande competenza professionale stride con la sua vita privata totalmente disordinata. Chloé non è la classica eroina, bella, senza incertezze o infallibile, ma è una persona che fatica nella vita di tutti i giorni. Mostra tutte le sue fragilità senza paura, tentando disperatamente di crearsi una sua vita personale. Questo la rende estremamente umana e fa sì che lo spettatore si senta parte delle sue storie e dei suoi problemi quotidiani.

Il modo di vestire di Chloé è diventato iconico e riflette la sua natura fuori dal comune. Indossa colori spesso molto accesi, come calze viola, borse dai colori sgargianti e strani cappotti. La sua celebre borsa gialla, in particolare, ha guadagnato una tale popolarità che sul web sono nati numerosi blog dedicati alle sue "mise". Questo look eccentrico è parte integrante della sua caratterizzazione. L'attrice Odile Vuillemin, nel processo di preparazione del personaggio, si è recata a Londra per cercare i costumi o comunque dei vestiti adatti, pensando che le sarebbero serviti per entrare nel personaggio. Ha raccontato: "Alla fine in un negozio ho visto questa borsa gialla, l'ho presa e dopo essere tornata in hotel ho fatto una foto con la borsa e l'ho mandata ai produttori". Chloé è giovane, è fuori dal comune e il look rispecchia la sua natura. La forte caratterizzazione del suo personaggio ha influenzato il pubblico, tanto che in Francia sono nati veri e propri blog di moda sulle sue scelte stilistiche.

Nel contesto della squadra, Chloé si trova a navigare dinamiche complesse. Viene chiamata dal commissario Lamarck, a cui fa capo il distretto parigino per gli omicidi, ma sin dai primi momenti si capisce che non è la classica criminologa. Dotata di notevole empatia, Chloé si accorge immediatamente che entrare in una squadra affiatata non sarà per nulla facile. I suoi metodi proprio non convincono l'ispettore Perac, il quale dal canto suo, non riesce a capire le motivazioni del commissario Lamarck di questa nuova entrata. Chloé vive in un mondo tutto suo, fatto di ragionamenti e ipotesi tratte dall'osservazioni dei cadaveri e delle scene del crimine. Nella sua testa scorrono le immagini delle sue teorie, tanto da non accorgersi di ciò che le accade intorno. Spesso è fonte di imbarazzo per la squadra, che non riesce a capire i suoi metodi, eppure il suo personaggio è il centro focale di tutta la serie. La sola persona che pare conoscere i suoi segreti e che la sostiene fortemente è il commissario Lamarck, la cui figura è fondamentale e profondamente legata al passato di Chloé.

Chloe Saint-Laurent e i suoi look eccentrici

Odile Vuillemin: L'Attrice Dietro Chloé e la Sua Carriera Versatile

Odile Vuillemin, la rossa interprete di Chloé Saint-Laurent, è il volto che ha dato vita e spessore a uno dei personaggi più memorabili della televisione francese. L'attrice confessa che Chloé è una criminologa estremamente professionale, ma la cui vita privata è un caos. È un personaggio complesso, che ama interpretare, definendolo un mix di originalità e complessità che continua a evolvere nel corso delle stagioni, rendendolo molto difficile da portare sullo schermo.Odile ha studiato sociologia e psicologia, materie importanti che le hanno dato la possibilità di apportare un valore aggiunto alla creazione del suo personaggio, consentendole di scavare a fondo nella psicologia di Chloé.

Per preparare il ruolo, i creatori di "Profiling" le hanno suggerito di vedere la miniserie inglese "Cold Blood" e lo show americano "Criminal Minds". Tuttavia, dopo aver preparato il personaggio a tavolino, Odile ha cercato di renderlo più universale e di liberarsi da modelli troppo rigidi, imprimendo la propria impronta. Anche l'evoluzione dello stravagante modo di vestire di Chloé l'ha aiutata molto nel processo di immedesimazione. Odile rivela di aver creato il personaggio di Chloé sia fisicamente sia psicologicamente. Il suo modo di camminare, di vestirsi, le sue espressioni non sono i suoi. Né lo è il suo modo di pensare e affrontare la vita, poiché Odile si considera una persona molto più positiva. Afferma di essere molto libera e spontanea, cosa che può farla apparire stravagante inizialmente, anche se non allo stesso modo in cui può esserlo Chloé Saint-Laurent. Dopodiché, sta al comico far vivere nella maniera più vera possibile un personaggio, incarnandolo senza oscurare la sua personalità con la propria. Nonostante la profonda immersione nel ruolo, Odile sottolinea: "Non somiglio poi così tanto a Chloé, non ho la sua stessa follia e fantasia e lei è molto più intelligente di te". L'improvvisazione, sebbene ci sia spazio nei momenti più comici, è più difficile in una serie poliziesca, poiché i dialoghi sono ricchi di dettagli tecnici, e l'attrice non ha la formazione necessaria per improvvisare in tali contesti.

La carriera di Odile Vuillemin è caratterizzata da una notevole versatilità. Il suo debutto al cinema è avvenuto nel 2001 con il film "Le Doux amour des hommes" di Jean-Paul Civeyrac, una parte ottenuta nel modo più tipico. La sua prima esperienza sul set la rese "davvero felice", permettendole di muovere i primi passi nel mondo del cinema e di scoprire cosa si cela dietro al set di un film, cosa accade e come funziona, passaggi che non si vivono nel teatro. Trovò molto affascinante il concetto di variante della realtà data dal girato. Nella sua carriera, ha interpretato numerosi ruoli in ben 12 film, molto diversi tra loro, da Claudette in "Podium" a Lucienne in "À tout de suite". Odile ama questa varietà, prima di tutto come attrice e poi come persona che si lascia affascinare dall'animo umano in tutte le sue sfumature. Il suo desiderio è esplorare tutti gli universi possibili, e interpretare personaggi così diversi tra loro la arricchisce e la emoziona, considerandola una grande opportunità. Tra i suoi ricordi più belli sul set, ne annovera almeno una decina: interpretare Claudette che balla in autostrada con un micro vestitino in pieno inverno alle 3 di mattina è stato surreale, così come guidare una 4L a manovella degli anni '70 che si fermava a ogni giro, o la mezzanotte di un venerdì sera in Place de la Concorde quando ha girato "À tout de suite". Ogni film le ha lasciato un suo sapore e le ha fatto vivere delle piccole avventure. In "Profiling", ad esempio, ricorda la "ridarola senza senso che ha assalito me e Guillaume Cramoisan per la stanchezza", mentre "L'Emprise" è stata un'esperienza incredibile in generale.

Odile Vuillemin in un'intervista

Per Odile, la separazione dal personaggio di Chloé, dopo una stagione passata sul set, all'inizio era molto difficile perché interpretandola per un anno intero, di stagione in stagione, le capitava di essere più spesso Chloé che Odile. Tuttavia, ha imparato a scindere le cose e a uscire rapidamente dai suoi personaggi, un'abilità che le permette oggi di rituffarsi nella loro psicologia in maniera ancora più profonda. Dopo sette anni trascorsi a interpretare Chloé, un periodo ricco ed emozionante, Odile ha annunciato di voler abbandonare il ruolo dopo la sesta stagione, desiderando esplorare nuovi personaggi e vivere altri universi. "Questo è ciò che fa un'attrice", ha dichiarato, aggiungendo di essere alla ricerca di nuove sfide. Il suo addio è stato un evento televisivo in Francia, raggiungendo l'audience record di 6.610.000 telespettatori su TF1. L'attrice ha dichiarato di aver amato "Profiling" fin dal primo giorno in cui ha messo piede su questo set, ma che era giunto il tempo per lei di guardare avanti ed esplorare altri lidi.

Parallelamente a "Profiling", Odile ha continuato a esplorare altri ruoli impegnativi. È stata protagonista della serie TV "L'Emprise", trasmessa su TF1, interpretando Alexandra Lange, un personaggio molto lontano da Chloé Saint-Laurent. Ha trovato il lavoro di creazione di questo nuovo personaggio non poi così diverso rispetto a quello fatto per "Profilage", in quanto non è lei Chloé Saint-Laurent. Per questo ruolo, ha avuto la possibilità di prepararsi in anticipo, lavorando con il regista Claude Michel Rome, incontrando la vera Alexandra Lange e costruendo il personaggio passo dopo passo. La causa di difendere le donne che hanno subito degli abusi le sta molto a cuore, e si è lasciata coinvolgere profondamente dalla storia. Girare "L'Emprise" è stato duro, guardare tale violenza da vicino non è facile, ma le ha dato molta forza e coraggio ed è stato molto liberatorio, un'avventura che si porterà dietro per molto tempo. Odile non si ispira ad altri attori in particolare, poiché le sembrerebbe di imitarli; preferisce creare guardandosi dentro per costruire i suoi personaggi, ispirandosi alla vita stessa. Per quanto riguarda i progetti futuri, al tempo dell'intervista menzionava la promozione di "L'Emprise", il prendersi del tempo e poi girare la sesta stagione di "Profiling", un anno già "bello pieno". Riguardo alla possibilità di essere nuovamente la star di una serie TV, le sue scelte si basano più su una specie di vicinanza che si crea nei confronti di un personaggio che non sul mezzo attraverso il quale metterà in atto queste scelte. Se un personaggio le comunica qualcosa, lo sceglie, sia che sia per il cinema, sia che sia per la TV o per il teatro, purché si crei un'intesa con il regista. Per quanto riguarda Chloé, è stata parte della sua vita per 7 anni e le si è affezionata molto, in qualche modo sono cresciute insieme. Ai giovani che vogliono intraprendere una carriera nel mondo del cinema o della televisione, Odile consiglia passione, grande dedizione al lavoro e molta pazienza.

Le Dinamiche della Squadra e i Cambiamenti di Cast nel Tempo

La serie "Profiling" non è solo la storia di Chloé, ma anche delle complesse dinamiche all'interno della squadra investigativa della polizia criminale di Parigi, caratterizzata da personaggi forti e da un cast in continua evoluzione.

Inizialmente, la squadra investigativa è guidata da Matthieu Pérac, interpretato da Guillaume Cramoisan. Pérac è descritto come un poliziotto ruvido, con cui Chloé si scontrerà in più di un'occasione. È il più diffidente verso la nuova arrivata e inizia una piccola crociata personale, indagando sempre più a fondo sul passato di Chloé, cercando di scoprire i suoi segreti ad ogni costo. Tuttavia, quando arriva a un passo dalla verità, si deve domandare se questa valga la perdita della collega, che nei suoi confronti ha sempre dimostrato rispetto e stima. L'ispettore Pérac, padre di una bambina piccola, sembra avere una perfetta vita matrimoniale, con una moglie che capisce il lavoro che fa e le sue continue assenze. L'attore, però, si stanca presto del personaggio, in cui non vede prospettive, e lascia alla terza stagione, anche se riappare brevemente alla settima.

Con l'uscita di scena di Pérac, entra in scena il Comandante Thomas Rocher, interpretato da Philippe Bas. Rocher subentra dalla terza stagione e rimane un pilastro della serie fino alla decima. È un poliziotto pragmatico e poco avvezzo alle gentilezze e alle chiacchiere. Nonostante questo carattere irritabile, è ben disposto verso la psicologa Saint-Laurent, consapevole del valore della stessa. È doppiato in italiano da Gaetano Varcasia nelle prime stagioni e poi da Alessio Cigliano.

Gli altri membri della squadra contribuiscono a creare un ambiente realistico e dinamico:

  • Hippolyte de Courtène, interpretato da Daniele Giuliani e poi da Gianluca Crisafi, è l'esperto informatico. È un personaggio simpatico e competente, che funge da collante tra i protagonisti. Ha sempre la battuta pronta per smorzare i momenti di tensione e, grazie alla sua grande capacità professionale, è colui su cui tutti fanno affidamento per scoprire informazioni e il passato delle vittime dei crimini. Hippolyte è il primo che vede in Chloé una persona di cui fidarsi.
  • Fred Cancel (l'attrice non è specificata nell'estratto, ma il personaggio è descritto), tenente, è sempre pronta all'azione e a difendere la sua squadra. È la classica poliziotta che agisce, sempre diretta e dice quello che pensa con fermezza. Il suo lato femminile viene inizialmente messo da parte, lo si vede dal modo di vestire e dai suoi comportamenti. Tuttavia, il suo personaggio è quello che si impara ad apprezzare interamente negli episodi. Grazie a lui (Hippolyte) anche la cinica Fred comincia ad accettare la nuova collega, inizialmente per fare un favore a Hippolyte, ma deve poi riconoscere che i metodi di Chloé sono effettivamente efficaci, tanto che grazie a lei riescono a salvare molte vite. Si assiste alla sua uscita di scena prima dell'addio di Chloé.

Fondamentale è anche il personaggio del Commissario Lamarck (Stefano Mondini/Mario Bombardieri), che supporta Chloé fin dal principio e sembra essere l'unico a conoscere i suoi segreti e il suo passato.

La squadra di Profiling in azione

Il momento più significativo nella storia del cast è stato l'annuncio di Odile Vuillemin di abbandonare il suo ruolo più famoso. Alla fine della sesta stagione, dopo sette anni di interpretazione, l'attrice ha sentito il bisogno di esplorare nuovi personaggi. Questo addio della storica Chloé Saint-Laurent, la criminologa protagonista che legge la mente degli assassini e delle vittime, ha tenuto banco nella settima stagione della serie, che è tornata in prima visione TV sul canale 116 di Sky. La notizia dell'addio era trapelata da parecchi mesi in Francia e l'episodio è stato un vero evento televisivo su TF1, raggiungendo l'audience record di 6.610.000 telespettatori. L'uscita di scena di Chloé e l'ingresso della nuova protagonista, Adèle Delettre, interpretata da Juliette Roudet, hanno segnato un passaggio di testimone narrativo nel doppio episodio con cui è partita "Profiling 7". Adèle Delettre è stata introdotta come nuova criminologa, ma il forte legame della serie con il personaggio di Chloé è dimostrato dal calo di ascolti che non hanno più raggiunto i sette milioni di media dopo il suo addio, evidenziando come Chloé fosse il vero fulcro della serie. Un altro personaggio femminile importante che appare è Jessica Kancel, interpretata prima da Julia Piaton e poi da Diane Dassigny, presente come ricorrente dalla quarta alla sesta stagione e poi tra i personaggi principali dalla settima alla decima.

La serie, giunta alla decima edizione, andata in onda a marzo su TF1, ha subito un'interruzione e ha visto un ulteriore cambio di protagonista. Ora la criminologa è Elisa Bergman, interpretata da Shy'm, cantante e personaggio televisivo, al suo debutto come attrice. La decima stagione ha debuttato a marzo sul canale francese TF1 ma è stata interrotta a causa dell'emergenza coronavirus e si è fermata al quarto episodio. Questi cambiamenti riflettono le dinamiche tipiche delle serie di lunga durata, dove gli attori, dopo anni nello stesso ruolo, cercano nuove sfide e la produzione deve adattarsi per mantenere viva la narrazione.

L'Impatto Culturale e il Contesto Televisivo di "Profiling"

"Profiling" si inserisce in un contesto televisivo europeo che, secondo le osservazioni di Odile Vuillemin, sembra reagire bene e produrre un maggior numero di prodotti televisivi di alto livello rispetto al passato, mentre negli Stati Uniti si assiste a un taglio di molte serie, con un tasso di ricambio piuttosto alto e meno scrupoli a interrompere le produzioni. Questo fenomeno si è accentuato negli ultimi anni. La serie francese, con la sua narrazione incentrata sui dialoghi, sul ragionamento e sull'indagine psicologica piuttosto che sugli effetti speciali, rappresenta un modello di produzione che ha riscosso notevole successo. L'impronta americana della serie si vede e fa pieno centro, ma con un tocco distintivo che la rende profondamente europea.

Il coinvolgimento del pubblico in "Profiling" è profondo, non solo per le indagini avvincenti, ma anche per la vita privata dei personaggi, in particolare quella di Chloé. Gli spettatori sono coinvolti in quella che è una vera e propria ricostruzione del suo privato e del suo passato, e al tempo stesso, nelle indagini dei casi che affronta. La sua aria smarrita, goffa e sempre preoccupata, unita alla sua capacità di affrontare con candore i crimini più efferati, ha reso Chloé suo malgrado la criminologa di riferimento per la squadra.

Nel corso delle stagioni, la serie ha affrontato una vasta gamma di casi, ispirati a fatti di cronaca realmente accaduti, che illustrano il metodo di Chloé e le sfide affrontate dalla squadra. Ecco alcuni esempi di casi che hanno caratterizzato la narrazione:

  • La criminologa Chloé Saint-Laurent collabora con la Polizia Criminale di Parigi al caso di una cantante di jazz strangolata in un vicolo, mentre il suo rapporto di fiducia col commissario Lamarck rischia di essere compromesso.
  • Un cecchino semina panico e morte sparando sulla folla inerme. La squadra di Rocher viene chiamata ad indagare su quello che appare un killer addestrato militarmente, e Chloé si ritrova fianco a fianco con Hoffman.
  • La polizia viene chiamata quando il cadavere di uno psichiatra viene trovato 'esposto' alla finestra del suo studio. Il modus operandi dell'omicidio fa pensare ad un killer esperto.
  • Nel corso di una diretta radiofonica, Chloé raccoglie il disperato S.O.S. di una donna maltrattata dal marito. La squadra di Rocher inizia subito le ricerche mentre cresce l'attenzione mediatica sulla vicenda.
  • La polizia di Parigi è all'opera per cercare di ritrovare due fratellini scomparsi da una camera d'albergo. Condizionata dalle sue preoccupazioni personali, Chloé ha dei pregiudizi nei confronti dei genitori dei piccoli.
  • La squadra di Rocher deve trovare il colpevole dell'omicidio del diciassettenne allievo di una prestigiosa scuola privata, avvenuto 14 anni prima.
  • Il detective Rocher e la squadra indagano su due omicidi collegati, avvenuti a settant'anni di distanza: quello di Armand Jonquet, ex partigiano nel 1945, e quello di Martin Vasseur, pittore del 2013.
  • Una donna incinta, sul punto di partorire, viene brutalmente aggredita in un parco. Mentre lotta per la vita, Rocher e Chloé indagano per capire chi sia la vittima e chi il suo aggressore.
  • Una ragazza viene trovata uccisa sull'altare di una chiesa. Gli inquirenti fermano un giovane che potrebbe essere l'assassino, ma il ragazzo ha una personalità troppo complessa, anche per Chloé.
  • Lamarck e i suoi collaborano con gli agenti degli Affari Interni per ricostruire gli ultimi eventi che hanno portato ad una tragica scoperta che coinvolge il capo della Narcotici.
  • Mentre il Prefetto presenta tre giovani criminologhe selezionate per un'esperienza sul campo guidate da Chloé, la squadra riceve un DVD dal contenuto raggelante.
  • Invitata ad un ricevimento dal Prefetto, Chloé sviene dopo aver visto una donna misteriosa. Sarà Rocher a scoprire cosa ha provocato in lei tanta impressione.

Questi esempi dimostrano come la serie non si limiti a semplici casi polizieschi, ma esplori temi complessi, sfumature psicologiche e dilemmi morali, spesso intrecciati con le vite personali dei protagonisti e, in particolare, con le capacità uniche di Chloé. La natura meno "commerciale" in termini di numeri di episodi (dagli 8 della prima ai 12 della seconda, ben inferiori alle serie americane) è in gran parte dovuta al fattore economico, non avendo studi di produzione americani alle spalle, ma ciò non ha impedito alla serie di raggiungere una qualità e un impatto notevoli. Il panorama televisivo italiano, ad esempio, non ha un prodotto seriale che possa essere comparato per qualità a "Profiling", spesso caratterizzato da serie finte e artefatte, con attori non sempre in grado di fornire interpretazioni di buon livello. La Francia, negli ultimi anni, ha esportato grandi successi sia seriali che cinematografici, suggerendo una nuova tendenza nella produzione di serie TV in Europa.

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