Il panorama sanitario della provincia di Ragusa, e in particolare la riorganizzazione dei servizi ospedalieri a Comiso, è stato oggetto di profonde trasformazioni e accesi dibattiti nel corso degli anni. La discussione sulla destinazione e sulla funzionalità del presidio ospedaliero di Comiso, con particolare riguardo al suo reparto di Ostetricia, rappresenta un capitolo significativo di queste dinamiche, influenzato da scelte politiche, esigenze strutturali e la ricerca costante di un'offerta sanitaria più efficiente e adeguata ai tempi. L'evoluzione dei servizi, dalla gestione locale a una progressiva centralizzazione in strutture di nuova concezione, riflette le sfide e le aspirazioni di un territorio in continuo mutamento.
La Contesa Politica e il Destino del Polo Ospedaliero di Comiso (2011)
La questione della chiusura o, più precisamente, del trasferimento di reparti cruciali dall'ospedale di Comiso, ha generato in passato una vivace controversia politica. Un momento emblematico di tale scontro si registrò in data 10 maggio 2011, quando l'on. Pippo Digiacomo rilasciò una replica incisiva alle dichiarazioni del sindaco Alfano. Digiacomo espresse con stupore il suo dissenso riguardo al commento del sindaco, formulato a seguito di un incontro con il direttore generale dell’ASP, dott. Gilotta, e il suo staff. In quelle dichiarazioni, il sindaco Alfano, con "atteggiamenti abbastanza poco rispettosi di un normale consesso civile", aveva accusato Digiacomo di "silenzio condiscendente".
L'onorevole Digiacomo rigettò categoricamente tale accusa, sostenendo che "tutto si può dire del sottoscritto, fuorché che rimanga in silenzio ossia condiscendente quando ci sono in ballo gli interessi del suo territorio". A suffragare la sua posizione, Digiacomo richiamò la presenza di "decine di testimoni" che avrebbero potuto confermare il suo attivo coinvolgimento. La radice del conflitto, secondo Digiacomo, affondava nelle decisioni politiche pregresse che avevano indebolito l'ospedale di Comiso. L'onorevole accusò direttamente il sindaco Alfano di essere stato "quel sindaco che ha consentito il trasferimento di interi reparti dall’ospedale di Comiso (ostetricia, pediatria, etc.) determinando le pre-condizioni della sua chiusura". Questa azione, a suo dire, aveva non solo compromesso l'integrità del presidio ospedaliero, ma aveva anche spinto il sindaco, in quel frangente, a tentare di "ricostruirsi una verginità battagliera schizzando in faccia a tutti gli isterismi politici del suo errore e del suo fallimento". La veemenza di queste parole sottolinea la profondità del dibattito e l'importanza strategica che il mantenimento di servizi essenziali, come l'Ostetricia, rivestiva per la comunità locale e i suoi rappresentanti politici. Il trasferimento di tali reparti non era visto come una mera riorganizzazione, ma come un preludio a un depotenziamento più ampio, generando preoccupazione e mobilitazione per la salvaguardia dell'offerta sanitaria sul territorio.

Verso un Rilancio Programmato: Le Nuove Specialità per Comiso
Nonostante le criticità e i trasferimenti che hanno interessato alcuni reparti storici, l'impegno per il rilancio dell'ospedale di Comiso ha continuato a essere una priorità per le forze politiche e amministrative locali. Nel contesto delle accese discussioni sul futuro del presidio ospedaliero, l'on. Pippo Digiacomo, pur contestando le decisioni passate, ribadiva la sua ferma intenzione di lottare per la sua rivitalizzazione. "Noi ci stiamo battendo e ci batteremo, tra mille difficoltà ed enormi ristrettezze economiche e di personale, per rilanciare l’ospedale di Comiso e mantenere il suo pronto soccorso", dichiarava Digiacomo, evidenziando le complessità intrinseche alla gestione della sanità in un periodo di vincoli economici e carenza di risorse umane.
In questo quadro di riorganizzazione strategica, furono delineate precise direttrici per rifocalizzare e potenziare l'offerta sanitaria dell'ospedale comisano. Gli obiettivi includevano l'introduzione e il rafforzamento di diverse specialità mediche e servizi, configurando un nuovo assetto funzionale per la struttura. Si prevedeva l'istituzione di unità di "lungodegenza" e "riabilitazione", essenziali per il recupero e l'assistenza a lungo termine dei pazienti, spesso sottovalutate ma di fondamentale importanza per la qualità della vita post-acuzie. Inoltre, si puntava a portare a Comiso reparti specialistici come "oculistica" e "ortopedia", settori che rispondono a un'ampia casistica di bisogni della popolazione.
Il piano di rilancio non si limitava all'introduzione di nuovi reparti, ma includeva anche un significativo "potenziamento delle funzionalità dei laboratori", elemento nevralgico per la diagnosi e il monitoraggio delle patologie. Si intendeva anche rafforzare i servizi di "medicina di base", la "chirurgia generale", l'"odontostomatologia", la "chirurgia plastica", l'"urologia" e l'"otorinolaringoiatria". Questa visione mirava a creare un ospedale polivalente, capace di offrire una gamma diversificata di prestazioni sanitarie pur in assenza di alcuni reparti storicamente presenti, come l'Ostetricia.
A completare il quadro delle iniziative, si annunciava l'inaugurazione, "entro l’anno", di una "nuova residenza sanitaria assistita (RSA)", un'infrastruttura cruciale per l'assistenza agli anziani e ai non autosufficienti. Contemporaneamente, erano "in start-up i servizi di PTA (Punti Territoriali di Assistenza), PPI (Punti di Primo Intervento), guardia medica h24", servizi pensati per decongestionare le strutture di emergenza e per offrire risposte sanitarie più immediate e capillari sul territorio. Questi nuovi servizi sembravano già avere "buoni riscontri sul territorio", indicando una positiva accoglienza da parte della comunità. In questo modo, l'ospedale di Comiso, pur avendo subito delle riduzioni in alcuni ambiti, si proiettava verso un futuro di specializzazione e potenziamento in altri settori, adattandosi alle nuove esigenze e direttive della programmazione sanitaria regionale.
Continuità e Nomine nel Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia: Il Ruolo dell'Ospedale "R. Margherita"
La riorganizzazione dei servizi sanitari nella provincia di Ragusa, se da un lato ha visto il trasferimento di alcuni reparti dall'ospedale di Comiso, dall'altro ha evidenziato una continuità operativa e una ricerca di eccellenza in specifici ambiti, inclusa l'Ostetricia e Ginecologia. Un segnale importante in questa direzione è giunto il 26 ottobre 2020, quando il direttore generale dell’ASP di Ragusa, arch. Angelo Aliquò, ha ufficialmente nominato i direttori delle strutture complesse di Ostetricia e Ginecologia presso il P.O. “Maggiore” di Modica e il P.O. “R. Margherita”.
Le nomine hanno riguardato due figure di spicco: il dott. Giovanni Cavallo e il dott. Antonio Schifano. Il direttore generale Aliquò ha sottolineato la profonda conoscenza del contesto ospedaliero e le elevate competenze professionali di entrambi. "Entrambi i nuovi Primari non sono certo degli sconosciuti: sia Giovanni Cavallo che Antonio Schifano lavorano nei rispettivi Reparti da molti anni ed entrambi sono da tempo responsabili delle “loro” Unità Operative Complesse", ha affermato l'architetto Aliquò. Le sue parole evidenziavano che "tutti e due possiedono un alto livello di competenze professionali e conoscono molto bene la realtà ospedaliera. Negli ultimi anni hanno già dimostrato di poter guidare in modo eccellente le rispettive divisioni."
Particolarmente rilevante per la narrazione delle vicende di Comiso è il percorso professionale del dott. Giovanni Cavallo. Nato il 24 ottobre 1955, il dott. Cavallo ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Catania nel 1980 e si è specializzato in Ginecologia e Ostetricia nel 1984. La sua formazione è stata arricchita da uno stage di sei mesi presso l’Università di Bruxelles, con il prof. R., vinto grazie a una borsa di studio del ministero degli Esteri, e dal suo apprendistato presso la 2° cattedra di Ginecologia dell’Università di Catania, all'Ospedale S. Bambino, nell’equipe del Prof. Di Stefano.
Il dott. Cavallo ha prestato servizio presso il Consultorio di Vittoria dal 1983 al 1986. Successivamente, ha ricoperto il ruolo di "assistente medico presso il reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale “R. Margherita” di Comiso". La sua carriera è proseguita con la vittoria di un concorso per il ruolo di "aiuto, presso l’unità Operativa di Ginecologia ed Ostetricia del “R. Margherita”". Questa informazione è di cruciale importanza, poiché attesta la persistenza di un'Unità Operativa Complessa di Ginecologia e Ostetricia presso l'ospedale "R. Margherita" di Comiso ben oltre le prime discussioni sui trasferimenti di reparti. Dal 18 marzo 2018 fino al momento della sua nomina a direttore, il dott. Cavallo ha ricoperto il ruolo di "Primario f.f. dell’U.O.C di Ginecologia ed Ostetricia presso l’Ospedale “R. Margherita”". Ciò suggerisce che, mentre alcuni servizi erano stati trasferiti o ridotti, una componente specialistica in Ostetricia e Ginecologia ha continuato a operare a Comiso sotto una guida qualificata, dimostrando una resilienza del servizio, almeno fino alla sua definitiva centralizzazione in altre strutture o una sua evoluzione all'interno del nuovo assetto ospedaliero. Il riferimento reiterato all'ospedale "R. Margherita" senza la conclusione del nome completo implica una chiara continuità con il presidio di Comiso, indicando che la presenza di tali specialisti era un punto di forza e un riferimento per il territorio.

Il Quadro Regionale della Sanità: Criticità e Ricerca di Efficienza
La situazione sanitaria in Sicilia, e in particolare nella provincia di Ragusa, si inserisce in un contesto più ampio di sfide e tentativi di riforma che hanno caratterizzato il sistema regionale. Un'analisi approfondita è stata condotta dalla Commissione d’inchiesta in sanità, che ha rilevato persistenti criticità e ha espresso serie preoccupazioni riguardo alla gestione e all'efficacia dei servizi. Dopo aver audito i vertici delle ASP di Enna, Siracusa e Ragusa, la Commissione ha evidenziato che "non naviga in buone acque la sanità siciliana". Nonostante si sia apprezzato "lo sforzo di diminuire gli sprechi che da anni la affliggono", permangono numerose problematiche che ostacolano un funzionamento ottimale del sistema.
Tra le criticità più significative, la Commissione ha segnalato la perdurante difficoltà nei servizi di "emergenza-urgenza", un settore vitale che richiede prontezza e risorse adeguate per rispondere alle necessità più immediate dei cittadini. Questa deficienza impatta direttamente sulla capacità del sistema di gestire situazioni critiche e può avere conseguenze dirette sulla salute pubblica.
Un'altra grave preoccupazione sollevata dalla Commissione riguarda "l’impropria e inaccettabile interferenza di alcuni esponenti politici nel settore sanitario, che privilegiano il clientelismo a discapito della meritocrazia". Questo fenomeno, oltre a minare la trasparenza e l'equità, compromette la qualità delle nomine e delle decisioni strategiche, ostacolando l'affermazione dei professionisti basata sulle reali competenze. Tale interferenza politica si traduce in una gestione non ottimale delle risorse umane e strutturali, con ricadute negative sull'efficienza complessiva dei servizi.
In relazione a contesti specifici, la Commissione ha richiesto, per la provincia di Siracusa, di poter acquisire tutta la documentazione inerente le procedure concorsuali espletate nell’ultimo triennio. L'obiettivo era quello di "conoscere i criteri di scelta dei primari, la valutazione dei rispettivi curricula ed eventuali interferenze nella scelta", evidenziando una chiara intenzione di vigilanza sulla correttezza e la meritocrazia nei processi di selezione. Riguardo all’ospedale di Augusta, la Commissione ha contestato la "non applicazione dell’articolo 6 della legge regionale 5, che prevede il potenziamento degli ospedali delle zone industriali", sottolineando una "strada del depotenziamento che porterà alla chiusura". Questa situazione mostra una discrepanza tra la normativa regionale che auspica un rafforzamento dei presidi in aree strategiche e la realtà dei fatti che vede invece una loro contrazione.
Sono state richieste, inoltre, "notizie sul nuovo ospedale di Siracusa, per il quale era stato individuato il finanziamento nell’ex articolo 20 del Bilancio dello Stato, ma del quale non si hanno più notizie". Questa incertezza sul destino di un'infrastruttura fondamentale comporta un "grave conseguente sperpero denaro e aumento dell’emigrazione sanitaria", spingendo i cittadini a cercare cure al di fuori del territorio di residenza.
La situazione della ASP di Enna ha ricevuto un'attenzione particolare, con la richiesta di illustrare gli ulteriori sviluppi nell'offerta sanitaria nei territori di Leonforte, Piazza Armerina, Nicosia ed Enna. In merito all’ospedale di Enna, la Commissione ha "sottolineato la necessità di attivare percorsi di nascita, che possano garantire sicurezza alle partorienti, unitamente ad un potenziamento dei reparti di neonatologia, ostetricia e rianimazione pediatrica". Questa raccomandazione, dettata dalla "conformazione del territorio e il deficit di infrastrutture stradali", evidenzia come le difficoltà logistiche e infrastrutturali possano acuire le criticità nell'offerta di servizi sanitari essenziali, in particolare per la maternità e l'infanzia, rendendo complessa la gestione dell'emergenza-urgenza in aree geograficamente svantaggiate. Tali osservazioni della Commissione d'inchiesta tracciano un quadro complesso della sanità siciliana, dove gli sforzi per il contenimento degli sprechi si scontrano con persistenti inefficienze strutturali, influenze politiche e una distribuzione non sempre ottimale dei servizi essenziali, compresi quelli ostetrici.

Il Nuovo Polo di Eccellenza: L'Ostetricia e Ginecologia all'Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa
In un contesto di profonde revisioni e adeguamenti del sistema sanitario provinciale, l'inaugurazione del nuovo reparto di Ostetricia e Ginecologia presso l'Ospedale Giovanni Paolo II ha rappresentato un momento significativo di progresso e ammodernamento dell'offerta ospedaliera. Questa nuova struttura, simbolo di un'evoluzione nella programmazione sanitaria, è stata concepita per rispondere ai più moderni standard di accoglienza e cura, segnando un importante passo avanti per la provincia di Ragusa e per l'intera regione.
Il reparto è stato descritto come "nuovo bello, confortevole e al passo con i tempi", evidenziando l'attenzione posta non solo alla funzionalità medica ma anche all'ambiente in cui le pazienti e i neonati vengono assistiti. Collocato al secondo piano del presidio ospedaliero, questo reparto, assieme all’UTIN - Unità Terapia Intensiva di Neonatologia -, è stato "l'ultimo ad essere trasferito nel nuovo ospedale". Questo dettaglio è cruciale, poiché indica la finalizzazione di un processo di centralizzazione e modernizzazione dei servizi dedicati alla maternità e all'infanzia, raggruppandoli in una struttura all'avanguardia.
Gli spazi interni del reparto sono stati progettati per garantire il massimo comfort e funzionalità. Si caratterizzano per essere "distribuiti lungo spazi luminosi con stanze di degenza ampie e comode, dotate di ogni comfort". La presenza di "servizi igienici esclusivi" e di "adeguati spazi per ospitare le culline dei piccoli" in ogni stanza riflette una filosofia di cura incentrata sul benessere della madre e del neonato, promuovendo un ambiente intimo e rassicurante. Negli spazi comuni, l'attenzione al dettaglio è altrettanto evidente: sono stati realizzati "i locali per la nursery", dedicati all'assistenza dei neonati, e "angoli per ospitare i familiari e i visitatori", riconoscendo l'importanza del supporto emotivo e della presenza dei congiunti in un momento così delicato. A completare le dotazioni, sono stati predisposti "il deposito per i farmaci, servizi igienici e spogliatoi per il personale, ambulatori", assicurando un ambiente di lavoro efficiente e igienico per il personale sanitario.
L'inaugurazione del reparto ha visto la partecipazione di numerose personalità e figure chiave del mondo ecclesiastico e sanitario, a testimonianza dell'importanza attribuita all'evento. Padre Occhipinti, per l'occasione, ha scelto un simbolo particolare, "un Gesù Bambino che dorme impacchettato come un dono", per sottolineare la sacralità della nascita, ribadendo che "i bambini sono un grande dono per i genitori sin dal grembo materno (la carta trasparente)". A fare gli onori di casa erano presenti il primario, il Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia, Pippo Bonanno, insieme all’equipe dei medici e degli operatori sanitari del reparto, e molti colleghi provenienti da altre unità operative. Sono intervenuti anche il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria, l’architetto Angelo Aliquò, accompagnato dal direttore sanitario dell’ospedale, il dott., e il Direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione, il dott. L'emozione del primario, dott. Bonanno, visibilmente palpabile, ha coronato un evento che non solo ha celebrato l'apertura di una nuova struttura, ma ha anche rappresentato un impegno tangibile verso l'eccellenza nell'assistenza materno-infantile, un ambito tradizionalmente delicato e prioritario per la sanità pubblica. Questo nuovo polo rappresenta la sintesi di anni di pianificazione e investimenti, orientati a offrire ai cittadini un servizio di Ostetricia e Ginecologia moderno e completamente attrezzato, in linea con le aspettative di una sanità avanzata.
Aspetti Amministrativi e Gestionali: Uno Sguardo alle Delibere dell'ASP di Ragusa
La complessa macchina della sanità pubblica è sostenuta da un'intricata rete di decisioni amministrative, delibere e procedure che ne definiscono il funzionamento quotidiano, le strategie a lungo termine e le risposte alle emergenze. L'Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Ragusa, nel corso degli anni, ha prodotto un vasto corpus di atti che riflettono le sfide gestionali, i processi di riorganizzazione e gli investimenti necessari per garantire l'erogazione dei servizi. Queste delibere offrono uno spaccato dettagliato delle operazioni interne, delle relazioni esterne e delle priorità che hanno plasmato il sistema sanitario locale.
Tra le numerose deliberazioni, molte riguardano la gestione del personale, un elemento critico per la funzionalità di qualsiasi struttura sanitaria. Si riscontrano atti di "CONFERIMENTO INCARICO A TEMPO DETERMINATO N. 1 UNITA' OSTETRICA P.O.", indicando la necessità continua di personale specializzato anche in periodi di transizione o riorganizzazione. Analogamente, la "PROROGA INCARICO A TEMPO DETERMINATO SIGG.RE ZAMBUTO SARA E CALLARI ANTONELLA - OSTETRICHE P.O." testimonia la ricerca di stabilità e continuità nell'assistenza ostetrica, attraverso la conferma di professioniste esperte. Altre delibere documentano il "CONFERIMENTO INCARICO A TEMPO INDETERMINATO DI ASSISTENZA PRIMARIA DI MEDICINA GENERALE", evidenziando la costante necessità di rafforzare il territorio con professionisti di base, e la "NOMINA COMMISSIONE MOBILITA' CONCORSO PUBBLICO" per diverse categorie professionali, come i tecnici di radiologia medica o i terapisti della neuro e psicomotricità infantile, che denotano la gestione dinamica delle risorse umane attraverso concorsi e processi di mobilità interregionale.
Parallelamente alla gestione del personale, le delibere si occupano dell'approvvigionamento di beni e servizi essenziali. Esempi includono l'"AFFIDAMENTO PER LA FORNITURA DI UNA POMPA INFUSONALE INFUSOMAT FMS ALLA DITTA B. BRAUN SPA" e l'"ACQUISTO PRESSO LA DITTA DISTREX SPA DI MATERIALE PROTESICO PER PAZIENTE LARINGECTOMIZZATO", che mostrano l'attenzione all'aggiornamento tecnologico e alla disponibilità di materiali specifici per le cure. Particolarmente interessante, nel contesto delle discussioni sui servizi ostetrici, è l'"AFFIDAMENTO DELLA FORNITURA IN SOMMINISTRAZIONE DI "STRUMENTARIO LAPAROSCOPICO ED ENDOSCOPICO PLURIUSO E RELATIVO MATERIALE DI CONSUMO MONOUSO (DEDICATO) - K. STORZ", PER LE APPARECCHIATURE "K. STORZ", IN DOTAZIONE ALL'U.O.C. DI UROLOGIA DEL P.O. "CIVILE" DI RAGUSA E ALL'U.O.C. DI OSTETRICIA E GINECOLOGIA DEL P.O." Questa delibera, risalente a un periodo in cui i servizi ostetrici erano in fase di ridefinizione, suggerisce la continuità dell'investimento in attrezzature all'avanguardia per le unità operative di Ostetricia e Ginecologia ancora attive o in previsione.
Un capitolo significativo delle delibere riguarda i lavori infrastrutturali e la manutenzione. La "DELIBERAZIONE N. 489/2011 "AGGIUDICAZIONE APPARECCHIATURE PER REFRIGERAZIONE E TRASPORTO EMOCOMPONENTI"" o i "LAVORI DI COSTRUZIONE DEL NUOVO OSPEDALE DI RAGUSA "GIOVANNI PAOLO II°". PAGAMENTO FATTURA RELATIVA AGLI ONORARI PER LA VARIANTE REPARTI E PERIZIA DI ASSESTAMENTO" testimoniano l'ampiezza degli investimenti per la modernizzazione e la creazione di nuove strutture sanitarie. Interventi minori ma essenziali, come la "FORNITURA MATERIALI PER MANUTENZIONE URGENTE INFILTRAZIONI ACQUA PIOVANA LOCALI RMN OSPEDALE MAGGIORE DI MODICA", rivelano la costante necessità di affrontare problemi pratici per garantire la continuità dei servizi.
Non mancano le questioni legali, che evidenziano le complessità e i contenziosi che possono sorgere nella gestione di un'azienda sanitaria. Delibere come il "RICORSO AL TRIBUNALE DI RAGUSA, GIUDICE DEL LAVORO", o l'"AZIONE LEGALE NEI CONFRONTI DEL COMUNE DI COMISO PER L'ESECUZIONE DELLA SENTENZA N. 540/2005 DEL TRIBUNALE DI RAGUSA", mostrano come l'ASP debba difendersi in giudizio e talvolta intraprendere azioni legali per tutelare i propri interessi o per l'esecuzione di sentenze. La "COSTITUZIONE PARTE CIVILE DELL'AZIENDA NEL PROCEDIMENTO PENALE N. 5963/2010 RG PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO" indica anche il coinvolgimento dell'azienda in procedimenti penali di rilievo.
Infine, le delibere toccano anche aspetti legati alla ricerca e alla formazione. L'"ORGANIZZAZIONE CORSO DI FORMAZIONE "LA GESTIONE DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE DELINEATA DAL D.LGS. 27 OTTOBRE 2009 N. 150 E DAI C.C.N.L."" e l'"AUTORIZZAZIONE COMANDO DEL DOTT. PAOLO RAVALLI PER LA PARTECIPAZIONE AL CONVEGNO NAZIONALE SNOP" riflettono l'impegno nella formazione continua del personale e nell'aggiornamento professionale. Progetti come la "RICERCA SANITARIA SULLA PREVENZIONE E CURA DELLA TALASSEMIA ANNO 2011" o gli "STUDI OSSERVAZIONALI" in diverse aree mediche (pneumologia, reumatologia) dimostrano il ruolo dell'ASP nel promuovere la ricerca scientifica e migliorare le pratiche cliniche. Queste delibere, prese nel loro insieme, restituiscono l'immagine di un'organizzazione dinamica e complessa, costantemente impegnata nell'adeguamento dei propri servizi e nella risoluzione di problematiche multiformi, in un continuo equilibrio tra risorse disponibili e bisogni della popolazione.

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