Dalla Culla alla Culla: Un Modello Rigenerativo per il Futuro

Il saggio del 2002 intitolato “Cradle to Cradle: Remaking the Way We Make Things”, tradotto in italiano come “Dalla culla alla culla”, scritto da Michael Braungart e William McDonough, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la riflessione contemporanea sulla sostenibilità. Quest'opera ha definito i principi cardine del design Cradle to Cradle (C2C) e ha dato vita a un sistema di certificazione riconosciuto a livello internazionale. Il libro, e la filosofia che esso incarna, parlano di tutela dell’ambiente, equità sociale e sviluppo, proponendo un approccio profondamente innovativo che mira a superare i limiti dell'attuale economia lineare. L'edizione italiana che ho avuto modo di leggere è la seconda, risalente al 2013, e sebbene siano trascorsi anni dalla sua pubblicazione originale, la sua attualità rimane innegabile, come dimostrato da un'ampia ricerca e partecipazione a incontri sull'economia circolare.

Diagramma Cradle to Grave vs Cradle to Cradle

Questo modello olistico abbraccia la dimensione industriale, sociale ed economica, contribuendo a uno sviluppo sostenibile che può essere trasmesso di generazione in generazione. L'approccio Cradle to Cradle® è utilizzato nei processi industriali per la creazione di prodotti o servizi che abbiano un impatto positivo sull’uomo e l’ambiente, proponendo una visione in cui la crescita industriale non sia più sotto accusa, ma possa essere straordinaria e salutare, proprio come la crescita in natura.

Oltre la "Culla alla Tomba": La Critica all'Economia Lineare

Tradizionalmente, il sistema produttivo ha seguito un paradigma che viene definito "Cradle to Grave", ovvero "dalla culla alla tomba". Questo concetto trova applicazione nella metodologia LCA, o analisi del ciclo di vita, che descrive il percorso completo di un prodotto, misurandone l’impatto ambientale complessivo. Il concetto di "from the cradle to grave" non descrive un modello specifico di produzione, ma semplicemente un criterio di valutazione degli impatti ambientali. Il calcolo LCA si basa nella maggior parte dei casi sull’approccio "dalla culla alla tomba", perché è il più completo ed esaustivo. L’approccio "from cradle to grave" ha avuto un ruolo importante nel rendere la misurazione degli impatti ambientali più sistematica e scientifica, portando l'analisi dell’impatto ambientale a un livello di standardizzazione, sistematicità e scientificità mai raggiunto prima. La sua base normativa è nelle normative ISO di riferimento, in particolare la ISO 14040 e la ISO 14044.

Tuttavia, nonostante l’importanza del cradle-to-grave per una misurazione completa dell’impatto ambientale di un prodotto, esso rimane legato a un modello di economia lineare. La presenza stessa del termine "grave" nel nome presuppone che il prodotto avrà inevitabilmente un fine vita, un momento in cui diventa rifiuto. Le idee alla base del Cradle to Grave - ovvero quelle dell’usa e getta” sono diventate la norma per il business e il marketing. Ciò che manca al processo “Cradle to Grave” sono le fasi di raccolta e riciclo degli scarti. Questo modello comporta l’uso di risorse e la creazione di rifiuti a fine vita, in una strategia della tragedia che si rende complice se l’umanità non fa qualcosa per cambiare. In questo contesto, l’efficienza non è positiva di per sé, ma dipende dalla qualità del sistema cui è applicata: se l’industria è in larga parte distruttiva, essere efficiente è anche peggio.

ECONOMIA LINEARE VS ECONOMIA CIRCOLARE: DA ADAM SMITH A GRETA THUNBERG

Il sistema in cui viviamo è chiuso, e i suoi elementi finiti: se desideriamo conservarlo, dobbiamo imparare a imitare la natura. A tal fine, l’Unione Europea, dal 2014, ha validato una serie di proposte per trasformare la maggior parte dei sistemi Cradle to Grave in processi circolari, chiamato “Verso un’Economia Circolare: un programma a zero rifiuti per l’Europa”. Migliori strategie per l’eco-design dei prodotti, per la prevenzione dei rifiuti e per il riuso possono far risparmiare al business europeo fino a 600 miliardi di euro, riducendo nel contempo le emissioni di gas serra. Il Cradle to Cradle si oppone direttamente a questo paradigma, introducendo un cambio di paradigma più radicale, una filosofia in cui il rifiuto non esiste.

I Pilastri del Design Rigenerativo: La Certificazione Cradle to Cradle®

L'approccio "dalla culla alla culla" è un concetto di economia circolare che si spinge oltre il concetto di riciclo nel senso classico. Invece di avere un’agenda di prodotti che genera “senso di colpa” nel cercare di minimizzare i danni ambientali, C2C celebra l’abbondanza e mira a eliminare del tutto la necessità di nuove estrazioni di materie prime. Il modello C2C è un approccio olistico, che ha molti elementi in comune con la teoria del design rigenerativo di John Lyle. Esso descrive un modello di progettazione che punta a creare sistemi produttivi rigenerativi e sostenibili. In questo approccio, ogni componente di un prodotto è concepito per essere reintegrato nei cicli naturali o industriali, senza generare rifiuti inutilizzabili.

Il termine Cradle to Cradle® è un marchio registrato. Inizialmente registrato dalla McDonough Braungart Design Chemistry (MBDC), dal 2012 la certificazione Cradle to Cradle® viene data da Cradle to Cradle Products Innovation Institute, un ente no-profit indipendente con sede a San Francisco, in California. Questa certificazione valuta i prodotti secondo cinque criteri fondamentali, promuovendo un progresso continuo e trasformando la certificazione in uno strumento di crescita per le aziende:

  1. Salubrità dei materiali (Material Health): Ogni componente deve essere sicuro per l’ambiente e per la salute umana. Questa fase prevede l’identificazione degli elementi chimici dei materiali che compongono il prodotto. In particolare, materiali pericolosi (e.g. metalli pesanti, pigmenti, composti alogenati, ecc…) devono essere riportati indipendentemente dalla concentrazione. Per il legno, invece, è richiesta la fonte foresta. Nel C2C, si utilizzano sostanze che rientrano idealmente nella Categoria A della classificazione ABC-X. La Categoria C evidenzia proprietà moderatamente problematiche del materiale in termini di qualità nella concezione Cradle to Cradle®, mentre la Categoria X evidenzia proprietà altamente problematiche.
  2. Riutilizzo dei materiali (Material Reutilization): I materiali devono essere riciclabili o compostabili, favorendo una vera economia circolare. I prodotti C2C riescono a mantenere un’elevata qualità delle materie prime anche per diversi cicli di riutilizzo. La filosofia C2C si ispira ai cicli del mondo naturale, proponendo due categorie principali di "nutrienti":
    • I nutrienti biologici: tutti quei materiali naturali che possono decomporsi nell’ambiente senza causare danni, e ritornare nei cicli naturali come sostanze nutritive per altri organismi o fertilizzanti. Grazie a questo sistema, i beni di consumo (e.g. fibre naturali, prodotti cosmetici, detergenti, ecc…) sono progettati in modo tale da poter essere riutilizzati più e più volte nel ciclo biologico.
    • I nutrienti tecnici: tutti i materiali sintetici o trasformati che possono essere recuperati e riutilizzati all’infinito in altri cicli produttivi, senza perdere la loro qualità (possibilità di upcycle). In questo sistema i beni di consumo (e.g. televisori, automobili, fibre sintetiche, ecc…) vengono scomposti nei cosiddetti nutrienti tecnici solamente dopo che la loro funzione è stata adempiuta, consentendo così la produzione di nuovi beni di consumo. L’utente o consumatore utilizza solo il servizio corrispondente, ad esempio la ricezione televisiva.
  3. Gestione delle risorse idriche (Water Stewardship): L’acqua utilizzata nei processi produttivi deve essere gestita in modo sostenibile, minimizzando gli sprechi e garantendo la qualità dell'acqua rilasciata.
  4. Utilizzo di energie rinnovabili (Renewable Energy and Carbon Management): La produzione deve basarsi su fonti di energia rinnovabile, riducendo l'impronta carbonica complessiva del prodotto. Il principio “utilizzare il reddito solare attuale” sottolinea l’importanza di sfruttare le fonti di energia rinnovabili.
  5. Equità sociale (Social Fairness): Viene valutato l’impatto sociale lungo tutta la filiera produttiva, assicurando condizioni di lavoro eque e un impatto positivo sulle comunità.

Infografica 5 pilastri certificazione C2C

La certificazione è dinamica, articolata su cinque livelli di rating (Basic, Bronze, Silver, Gold, Platinum). Il risultato della categoria più bassa di un prodotto (livello base) rappresenta anche il suo livello di certificazione generale. Questo incoraggia il miglioramento continuo nel tempo, essendo questa certificazione basata su una gerarchia di livelli crescenti, e suggerisce miglioramenti per accedere ai livelli superiori. L'approccio di progettazione e certificazione Cradle to Cradle® metterà in atto, e renderà applicabili, criteri sui materiali e sui processi che eliminano molti dei rischi potenzialmente creati dalle aziende, andando oltre le conformità regolatrici. Come afferma William McDonough, “Il nostro approccio mantiene i nostri clienti in vantaggio con un’agenda di prodotti economica e ambientalmente sostenibile”. I prodotti certificati Cradle to Cradle® raggiungono una nuova dimensione qualitativa, ovvero un’elevata efficienza economica a un bassissimo inquinamento ambientale. Sono anche più facili da usare e sono la prova di un cambio di paradigma nel comportamento dei consumatori e nella produzione industriale.

Differenze Chiave: C2C vs. Altri Concetti di Sostenibilità

Il Cradle to Cradle si distingue nettamente da altri approcci legati alla sostenibilità, anche se a volte possono sembrare simili nel nome o negli obiettivi. Queste differenze sottolineano come il Cradle to Cradle sia un approccio olistico che abbraccia l’intero ciclo di vita dei materiali, promuovendo un cambiamento strutturale nei processi produttivi.

  • Economia Circolare: L’economia circolare si concentra sul mantenimento del valore dei materiali e dei prodotti il più a lungo possibile, spesso attraverso il riciclo. Il C2C va oltre, proponendo un sistema in cui ogni materiale è progettato per essere riutilizzato senza perdita di qualità, puntando a un riciclo privo di “downcycling” (perdita di qualità progressiva dei materiali riciclati).
  • Simbiosi Industriale: Questo approccio favorisce lo scambio di risorse tra aziende per ottimizzare l’uso di materiali ed energia. Sebbene complementare al C2C, la simbiosi industriale si focalizza su soluzioni locali, mentre il C2C considera l’intero ciclo di vita del prodotto a un livello più macro e di design.
  • End of Waste: Esso riguarda il processo di trasformazione di un rifiuto in una risorsa. Nel C2C, l’obiettivo è evitare del tutto che i materiali diventino rifiuti, progettandoli per un ciclo continuo fin dall'inizio.
  • Materie Prime Seconde: In questo caso, si parla di materiali recuperati dai rifiuti per essere riutilizzati nei processi produttivi. Il C2C, invece, punta a creare prodotti che non necessitino di questa trasformazione, integrando già materiali sicuri e rigenerabili.
  • Eco-efficienza contro Eco-efficacia: I termini “eco-efficienza” e “eco-efficacia” sono spesso considerati sinonimi, ma un’enorme differenza li separa. Principalmente l’eco-efficienza quantifica e definisce i problemi da ridurre (e.g. emissioni di gas serra), mentre l’eco-efficacia li qualifica (e.g. Riciclo - Upcycling: il mantenimento della qualità dei materiali e la relativa integrazione nella progettazione in molteplici Cicli di Vita dei prodotti rimane un’enorme sfida). Il C2C celebra l'eco-efficacia, ovvero lo sviluppo di prodotti aventi effetti positivi sull’ambiente e sulla salute umana, andando oltre il semplice "fare di più con meno".

Il C2C, puntando a un riciclo privo di “downcycling”, si presenta come l’unica via per eliminare del tutto la necessità di nuove estrazioni di materie prime. Mentre il riciclo convenzionale, nella maggior parte dei casi, tiene in considerazione tutte le rimanenze inevitabili dovute al fine vita di un prodotto, comportando una perdita di qualità, il C2C si concentra sull'upcycling, ovvero il mantenimento o il miglioramento della qualità dei materiali. L’approccio dell’Economia Circolare prende in considerazione gli aspetti economici del riciclo all’interno di una catena di valore aggiunto, con lo scopo di generare materie prime secondarie grazie al reimpiego di materiali all’interno di un flusso legato alla loro quantità impiegata nei nuovi prodotti. Il riutilizzo di prodotti Cradle to Cradle® ti permetterà di generare profitti idealmente vicini al prezzo di acquisto dei materiali.

Differenze tra Eco-efficienza ed Eco-efficacia

Il C2C è inoltre un approccio principalmente qualitativo e progettuale, che si focalizza sulla scelta dei materiali in base al loro potenziale di C2C-ness. Alcuni parlano di LCA cradle to cradle, ma questa espressione è impropria, per due motivi principali. Il primo è che Cradle to Cradle è un marchio registrato, e il suo originario significato indica una filosofia di economia circolare e design rigenerativo, in cui i prodotti sono progettati come perfettamente circolari e in cui non si producono rifiuti. Non descrive una metodologia di calcolo quantitativo come l’LCA, ma piuttosto un modello ideale verso cui puntare. L’LCA (Life Cycle Assessment) è un metodo di calcolo, e non implica, di per sé, la presenza, o meno, di elementi di economia circolare. L’approccio Cradle to Cradle viene introdotto in opposizione al Cradle to Grave, utilizzando questa nomenclatura in modo provocatorio.

Applicazioni e Vantaggi: Un Impatto Positivo su Uomo e Ambiente

Il modello Cradle to Cradle non si limita a un ideale teorico, ma ha trovato applicazioni concrete in diversi settori, dimostrando i suoi molteplici benefici. L'applicazione di questi principi mira a realizzare prodotti aventi un impatto positivo per l’uomo, per l’ambiente e per l’economia.

Un aspetto distintivo del C2C è l’analisi dell’intera filiera produttiva, dai processi aziendali a quelli dei fornitori. In Italia, esistono alcuni enti che offrono supporto alle aziende interessate a preparare l’istruttoria necessaria per ottenere la certificazione, spesso in collaborazione con partner internazionali. Ad oggi, il C2C ha trovato applicazione in settori diversi come la moda e l’edilizia. Ad esempio, alcuni grandi brand di abbigliamento sportivo hanno sviluppato linee di prodotto compostabili seguendo i principi del C2C. Un esempio citato è il tessuto Climatex Lifecycle di Rohner Textile, che è andato oltre i regolamenti governativi con un criterio veramente intelligente e sostenibile, creando nuovi standard per l’industria.

Nell’ambito edilizio, invece, i materiali certificati C2C possono migliorare il rating energetico degli edifici secondo lo standard LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). La città di Venlo, nei Paesi Bassi, è stata la prima al mondo ad adottare i principi del Cradle to Cradle nella pianificazione urbana. Il nuovo Municipio di Venlo è stato costruito seguendo i principi C2C, e rappresenta un esempio pionieristico di progettazione rigenerativa in Europa.

Municipio di Venlo, esempio di architettura C2C

I vantaggi derivanti dall'adozione del modello C2C sono significativi e si manifestano a vari livelli:

  • Ambientali:
    • Riduzione di rifiuti e inquinamento: Progettando prodotti che possono essere completamente riutilizzati o biodegradati, il cradle-to-cradle design riduce al minimo i rifiuti e l’inquinamento, alleviando la pressione sulle discariche e sull’ambiente. Questo modello mira a eliminare il concetto di rifiuto, tossico e non, selezionando materiali sicuri sia per i sistemi naturali sia per quelli umani.
    • Conservazione delle risorse naturali: L’uso efficiente dei materiali e la promozione di sistemi a ciclo chiuso riducono al minimo il consumo di risorse vergini, preservando gli ecosistemi e riducendo l’esaurimento delle risorse. Il Ciclo di Vita dei prodotti, secondo i principi C2C, ridurrà il reperimento di materiali vergini nei processi di riciclaggio.
  • Economici:
    • Risparmio sui costi: L’uso efficiente dei materiali e la promozione di sistemi a ciclo chiuso possono ridurre i costi di smaltimento e i risparmi sulle materie prime. La certificazione C2C mira ad eliminare la necessità di regolamentazioni basate sulla gestione dei materiali pericolosi, riducendo drasticamente i costi ad essa collegati.
    • Nuove opportunità di business e reddito: L’economia circolare, alimentata dai principi del cradle-to-cradle design, crea opportunità di innovazione e nuovi modelli di business incentrati sul riciclo, la rigenerazione e la manutenzione. Riducendo i costi complessivi dei materiali e dei prodotti da essi generati, si aprono nuove prospettive di profitto.
    • Un altro punto che è uno spunto davvero illuminante e condivisibile è il passaggio dalla vendita di prodotti alla vendita di servizi: mantenendo la proprietà del bene nelle mani delle aziende, infatti, rimane loro anche il dovere - e l’interesse - a gestirne il fine vita recuperandone i componenti. E così dev’essere, dal momento che il “consumatore” non può avere né le competenze tecniche né l’onere di dismettere prodotti che non ha contribuito a progettare: le decisioni dei produttori e la responsabilità delle loro conseguenze devono essere il più possibile vicine.
  • Sociali:
    • Miglioramento della salute e del benessere: L’uso di materiali non tossici e la riduzione dell’inquinamento contribuiscono a rendere più sani gli ambienti di vita e a migliorare la salute pubblica. I rischi ambientali e salutari per l’umanità sono totalmente ridotti.
    • Creazione di posti di lavoro: Le nuove industrie e i nuovi modelli aziendali basati sui principi cradle-to-cradle generano opportunità di lavoro in settori quali il riciclaggio, la rigenerazione e la manutenzione.

Adottare il paradigma C2C significa investire in un futuro in cui industria e natura coesistano armoniosamente, preservando le risorse del pianeta e migliorando la qualità della vita per tutti. Il C2C non si limita a ridurre gli impatti negativi, ma punta a generare impatti positivi attraverso un design intelligente che imita i cicli virtuosi presenti in natura.

Sfide e Prospettive Future: L'Attualità di un Modello Rivoluzionario

Nonostante la sua indubbia validità e la sua attualità, il modello Cradle to Cradle, e la sua certificazione, non sono esenti da sfide e critiche. L'approccio Cradle to Cradle è un tassello fondamentale per l’economia circolare. Promuove un cambiamento culturale rispetto all’economia lineare, basata sull’usa e getta, per abbracciare un modello sostenibile e rigenerativo. Tuttavia, sono decenni che se ne parla, eppure il C2C non ha trovato applicazione su larga scala.

Una delle questioni aperte è se il C2C sia davvero la soluzione, o se sia diventato un marchio per vendere bollini verdi. La certificazione C2C, benché innovativa, ha sollevato alcune perplessità. Uno studio della TU Berlin ha evidenziato che la certificazione Cradle to Cradle Certified® rappresenta un approccio innovativo per la transizione verso un’economia circolare. Tuttavia, lo studio ha anche segnalato alcune carenze metodologiche. Ad esempio, questa certificazione non può essere considerata né un’etichetta di Tipo I né un’etichetta di tipo III secondo gli standard ISO. Anche il Journal Cleaner Production ha evidenziato alcune problematiche. Inoltre, un prodotto viene certificato al livello più basso tra le cinque dimensioni, il che può essere visto sia come incentivo al miglioramento sia come limite intrinseco. Per ottenere la valutazione occorre far riferimento a uno degli organismi di valutazione accreditati; alla data di scrittura dell’articolo, non esistono auditor per questa certificazione con sede in Italia, sebbene ce ne siano alcuni che svolgono la loro attività in tutto il mondo, anche con supporto in italiano. Alla fine, la domanda va comunque presentata al Cradle to Cradle Products Innovation Institute, che rimane l’unico organismo certificatore.

In Italia, la certificazione C2C non è ancora pienamente integrata nei Criteri Ambientali Minimi (CAM), limitando il suo riconoscimento nelle gare pubbliche. Integrare il C2C nei CAM potrebbe rappresentare un passo decisivo verso una svolta sostenibile anche nella pubblica amministrazione. Questo solleva la domanda se il C2C, se è davvero la soluzione, possa avere un impatto attraverso le iniziative delle singole organizzazioni, o se sia necessario che vi sia un intervento politico forte.

Da non esperti in materia, un altro punto che può lasciare un po’ perplessi - per il suo eccessivo ottimismo - è la proposta del C2C come soluzione all’eterno conflitto tra crescita economica e tutela ambientale, arrivando ad auspicare un’attività umana sempre più intensa e comunque con impatto positivo sul contesto. La filosofia Cradle to Cradle non si limita a migliorare l’efficienza dei processi produttivi, ma punta a creare sistemi intrinsecamente compatibili con l’ambiente. Questo modello olistico abbraccia la dimensione industriale, sociale ed economica.

Confrontando l'approccio Cradle to Cradle con l'LCA Cradle to Grave, emerge una chiara distinzione. L’approccio Cradle to Grave descrive uno studio LCA completo, che prende in considerazione tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto. Si tratta di un metodo rigoroso, scientifico e sistematico, e riconosciuto a livello globale. D’altra parte, la filosofia Cradle to Cradle introduce dei concetti innovativi per immaginare un mondo in cui i prodotti siano perfettamente circolari. Sebbene l’analisi LCA sia un calcolo concreto, e quindi deve per forza avere un inizio e una fine, a prescindere dalla perfetta circolarità o meno del prodotto che si studia, anche immaginando un sistema perfettamente circolare, se si vuole fare un’analisi LCA si dovrebbero comunque stabilire dei confini. Questo rende i due approcci complementari, pur avendo scopi e metodologie diverse. La certificazione C2C, infatti, è fondamentalmente diversa da altri approcci alla sostenibilità come la certificazione EPD (Environmental Product Declaration), che si basa sull’analisi del ciclo di vita (LCA) e il cui obiettivo principale è comunicare l’impatto ambientale di un prodotto in modo trasparente e comparabile, con una validità di 5 anni e senza obbligo di miglioramento delle prestazioni. La C2C, invece, valuta la progettazione del prodotto, in particolare quanto esso è progettato in un’ottica di economia circolare, con una durata di 2 anni e un obbligo di miglioramento delle prestazioni per il rinnovo.

Materiali biologici e tecnici nel C2C

Entrambi gli approcci hanno dei meriti importanti: l’LCA Cradle to Grave ha portato l’analisi dell’impatto ambientale a un livello di standardizzazione, sistematicità, e scientificità mai raggiunto prima. D’altra parte, la filosofia Cradle to Cradle introduce dei concetti innovativi per immaginare un mondo in cui i prodotti siano perfettamente circolari. La questione rimane aperta: non è forse vero che i grandi cambiamenti sono iniziati proprio così, con delle grandi idee? Il C2C rappresenta certamente una di queste, una visione audace che sfida l'umanità a ripensare il proprio rapporto con la natura e la produzione, passando dalla forza bruta che cerca di sopraffare la natura, trattando la diversità come una minaccia, a un'imitazione intelligente dei suoi cicli rigenerativi.

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