Parto nel Chihuahua, un Solo Cucciolo: Gestione Dettagliata e Prevenzione delle Complicazioni

Il parto nel cane è un evento naturale e, nella maggior parte dei casi, la cagna è in grado di gestirlo autonomamente. Tuttavia, la corretta gestione del parto richiede la conoscenza di diversi fattori, soprattutto quando si tratta di razze delicate come il Chihuahua, dove la possibilità di avere un solo cucciolo o una cucciolata di dimensioni ridotte può portare a dinamiche particolari e talvolta a complicazioni. La vigilanza del proprietario è fondamentale per garantire il benessere della madre e dei neonati. Sebbene la natura abbia il suo normale corso, essere preparati a riconoscere i segnali di un parto regolare e quelli che indicano un problema è cruciale per intervenire tempestivamente e collaborare efficacemente con il medico veterinario.

La Delicata Specificità del Parto nel Chihuahua e la Gestione dei Cuccioli

I chihuahua sono cani molto delicati, e questa delicatezza si estende anche al processo riproduttivo e al parto. La loro piccola taglia può influire su vari aspetti della gestazione e della nascita. In particolare, le cucciolate di Chihuahua possono essere composte da un numero limitato di cuccioli, talvolta anche uno solo. Un cucciolo unico, sebbene possa sembrare una condizione più semplice, può in realtà presentare delle sfide, in quanto un singolo feto tende spesso a crescere di più, aumentando il rischio di sproporzione rispetto al canale del parto della madre.

Chihuahua incinta

Il parto nel chihuahua normalmente si svolge velocemente. Nel mio caso, in un'ora erano tutti e quattro i cuccioli fuori. La madre ha svolto il tutto senza problemi. Alla fuoriuscita del primo cucciolo, ci si può sentire più tranquilli, perché gli altri usciranno con più facilità. Tuttavia, è importante monitorare attentamente i tempi. Se la fuoriuscita del primo cucciolo, dopo l’inizio del parto, ritarda di un’ora e mezza, devi provvedere a portare immediatamente la femmina dal veterinario che le darà ossitocina per migliorare le contrazioni. È essenziale ricordare che i Chihuahua, essendo una razza brachicefalica (sebbene con gradi di brachicefalia variabili), possono avere difficoltà a partorire naturalmente a causa del bacino stretto delle madri e della testa potenzialmente grossa dei cuccioli. In queste razze, il cesareo è quasi sempre programmato per prevenire complicazioni.

Comprendere la Gestazione e i Segnali Preliminari del Travaglio Canino

La corretta gestione del parto richiede la conoscenza, in primo luogo, della durata della gestazione. Nel caso della cagna, la durata della gravidanza è di circa 9 settimane dall’ovulazione, ovvero 63 giorni più o meno uno. Tuttavia, se conosciamo soltanto la data dell’accoppiamento, il range è maggiormente variabile, estendendosi da 56 a 72 giorni. Questa imprecisione deriva dal fatto che l’ovulazione può avvenire sia prima che dopo l’accoppiamento. Conoscere la data di ovulazione darebbe maggiore precisione nel determinare la fine della gravidanza. Per chi programma l'accoppiamento, con il Medico curante si può fare il monitoraggio della progesteronemia (livello di progesterone nel sangue) in fase di programmazione dell’accoppiamento e attraverso il monitoraggio del calore. Se si ha fatto il monitoraggio della progesteronemia, si può chiedere al Medico curante di ripetere i rilievi negli ultimi giorni, e quando il livello di progesterone scende sotto alcuni parametri, il parto deve avvenire entro le 24 ore successive. Se il progesterone non scende al di sotto di questo parametro, il parto non ha inizio.

Se non si è monitorato l’ovulazione, si consiglia di monitorare negli ultimi 10 giorni di gravidanza la temperatura corporea. È fondamentale utilizzare sempre lo stesso termometro e fare la misurazione una volta al giorno, non più frequentemente. Un segno molto specifico che il parto si avvicina è un abbassamento della temperatura corporea 18-24 ore prima del parto, in genere sotto i 37,5°C o almeno un grado al di sotto della temperatura rilevata nei giorni precedenti. Questo abbassamento indica che ci siamo e non manca più molto.

Cane Maltese e il suo primo parto

Il parto è suddiviso in tre stadi, ognuno dei quali presenta diversi sintomi. Il primo stadio, detto prodromico, ha una durata di 6-12 ore, ma può durare anche fino a 36 ore, soprattutto nelle cagne primipare. In questa fase si verificano contrazioni uterine che noi non percepiamo esternamente, perché non sono accompagnate da contrazioni addominali evidenti. Si possono anche vedere perdite mucose biancastre filamentose, a causa dello scioglimento del tappo mucoso cervicale che protegge l’utero durante la gravidanza; queste perdite possono iniziare anche nei giorni precedenti il parto. I sintomi che la mamma può manifestare durante questa fase sono irrequietezza e nervosismo, respiro affannato e molto frequente, anoressia, aumento dell’urinazione e a volte episodi di vomito. La cagna appare più nervosa, si apparta, scava all’interno della cuccia o cassa parto.

È importante non costringere la femmina a permanere nell’area dedicata al parto, ma lasciarla libera di muoversi. Si consiglia di monitorare con discrezione i suoi comportamenti e di non stressare con eccessive e continue manipolazioni l’animale. È bene che una persona della famiglia o una persona che si occupa della gestione dell’animale quotidianamente osservi l’animale con tranquillità. Alla fine del primo stadio, le contrazioni uterine aumentano in frequenza ed intensità, sospingendo i feti e gli invogli fetali verso il canale del parto, che è ormai dilatato. Si consiglia di consultare il Medico curante se questa fase supera le 20 ore e di concordare il successivo monitoraggio. La futura mamma poco prima del lieto evento potrebbe mostrare inappetenza o agitazione, spesso tende anche a sistemare la cuccia, raccogliendo le pezze e strappandole in modo che il giaciglio diventi più confortevole.

Per il luogo del parto, è meglio che la stanza sia piccola e che la cassa parto sia già parte dell’arredamento da un po’. È consigliabile evitare ambienti troppo ampi e dispersivi, così come ambienti di passaggio. La cagna cercherà di partorire nel luogo a lei più congeniale, che potrebbe anche essere sotto il letto o sopra un divano. Sta ai proprietari evitare questi inconvenienti con un’adeguata preparazione dell’ambiente nelle settimane precedenti al parto. Alcuni luoghi come poltrone e divani sono molto pericolosi perché i cuccioli possono essere schiacciati o rotolare giù. È importante che il giaciglio non sia sopraelevato. Durante tutto il parto è assolutamente importante lasciare acqua e cibo a disposizione della madre.

Le Fasi del Parto: Dal Travaglio all'Espulsione

Il parto ha solitamente una durata di 6-8 ore dall’inizio delle contrazioni addominali, fino a un massimo di 12 ore, ma può durare fino a 24 ore in caso di cucciolate numerose.

Stadi del parto cane

Nel secondo stadio, quello espulsivo, la durata è molto variabile, ma generalmente è di 3-12 ore. Durante questa fase si verificano i seguenti eventi: il primo feto impegna il canale del parto, una delle membrane fetali (membrana allantocorionica) può rompersi, e si può notare la fuoriuscita di fluido trasparente (rottura delle acque). Da questo momento alla nascita del primo cucciolo può passare da qualche minuto fino a un massimo di 12 ore nelle primipare. Le contrazioni uterine diventano più intense ed espulsive, accompagnate da evidenti contrazioni addominali. In questa fase si possono osservare emissioni di feci e urine, vomito, contrazioni addominali visibili dallo sterno e una toletta insistente dei genitali. Il primo feto è espulso entro 4 ore dall’inizio del secondo stadio del parto e dalla comparsa di contrazioni addominali evidenti e regolari. La maggior parte dei feti ha una presentazione anteriore, ma la presentazione podalica nel cane è fisiologica e non necessita di particolari attenzioni. È però necessario fare attenzione che assieme alla testa escano anche le zampette anteriori, nel primo caso, e che assieme alla coda si vedano sbucare anche le zampette posteriori nel caso di presentazione podalica.

Per espellere i cuccioli, la futura mamma si sistema sdraiata oppure accovacciata; le primipare possono essere spaventate e camminare in lungo e in largo. I cuccioli vengono partoriti ogni 20-60 minuti. Si può calcolare che ciascun cucciolo nasce a distanza di massimo un’ora dal precedente (di solito mezz’ora). È raro, ma può accadere, che tra due figli la mamma cagna lasci passare due ore che trascorre accudendo i già nati; dobbiamo essere elastici da questo punto di vista.

Il terzo e ultimo stadio prevede l’espulsione delle placente e avviene dopo la nascita di ciascun feto. A volte può succedere che nascano più feti prima che tutte le placente vengano espulse. È buona norma contare gli invogli (placente) così da assicurarsi che non ne siano rimasti alcuni all’interno, poiché il numero delle placente deve corrispondere al numero dei cuccioli. È abitudine della puerpera ingerire gli invogli e non ci sono controindicazioni, a meno di cucciolate particolarmente numerose; in tal caso consigliamo di eliminare alcuni invogli impedendone l’ingestione. Si consiglia di non disturbare la vostra cagna nell’atto di mangiare le placente.

Chihuahua cuccioli

Momenti Critici e Segnali di Allarme durante il Parto

Durante il parto, è fondamentale rimanere vigili e saper riconoscere i segnali che indicano la necessità di un intervento veterinario. Superati i 60 minuti tra un cucciolo e l'altro, consulta subito il Medico curante. Se la “pausa” tra un cucciolo e l'altro dura oltre 4 ore, è meglio chiamare il veterinario. Lo stesso vale se, passata un’ora dalla rottura delle acque, il primo cucciolo non è ancora venuto alla luce. In generale, il primo feto è espulso entro 4 ore dall’inizio del secondo stadio del parto e dalla comparsa di contrazioni addominali evidenti e regolari. Se si verificano contrazioni addominali forti e regolari per più di 20-30 minuti senza espulsione del cucciolo, contatta subito il Medico curante.

Un altro segno che deve mettere in allarme è la mancata espulsione di un cucciolo per più di 2 ore da quello precedente. Tenete sempre sotto controllo i fluidi fetali quando si rompono le acque, in quanto, se il fluido di colore verdastro o qualsiasi altro scolo dura più di due ore senza che accada nulla in seguito, non è fisiologico e non è normale se vedete uscire dello scolo di colore verdastro per più di 2 ore senza fuoriuscita di annessi o cuccioli. Se si evidenzia un ritardo di oltre 24 ore rispetto alla data del parto (determinata mediante l’ovulazione), si consiglia fortemente un accertamento ecografico dello stato di salute dei feti.

Quasi tutti i problemi (distocia) sono dovuti a diverse cause. Tra le più comuni, si annoverano un cucciolo troppo grosso rispetto al bacino della madre, il che capita spessissimo soprattutto negli accoppiamenti tra meticci in cui può accadere che la madre sia molto piccola ed esile e il padre grosso e massiccio. A questo punto, alcuni cuccioli potrebbero essere grossi e non passare. Un cucciolo malformato, i cosiddetti “mostri”, soprattutto le malformità della testa, possono andare a bloccare il canale del parto. Le contrazioni possono essere troppo deboli, il che può capitare in cagne anziane o troppo defedate dalla gravidanza, oppure in cucciolate numerosissime dove l’utero è sovradisteso.

Ecografia fetale canina

Il Ruolo del Proprietario e l'Intervento Veterinario

Voi proprietari che assistete al parto della vostra cagnolina, cosa potete fare? All’emissione del cucciolo, controllate che la madre rompa il sacco amniotico. Se per inesperienza non lo facesse entro 2 minuti, intervenite voi rompendo il sacchetto. Seguite attentamente questi importanti passaggi: afferra saldamente il cucciolo tra i palmi delle mani, inclinalo in modo da far uscire materiale dalle narici, asciugalo insistentemente in modo da stimolare la respirazione e avvicinalo alla madre una volta accertata la vitalità. Sarà la madre ad occuparsi dei cordoni ombelicali. Non intervenire artificialmente. Se la madre partorisce e pulisce i cuccioli subito dopo l’espulsione, è bene non interferire con il suo lavoro. Se la cagna non recidesse il cordone ombelicale, potete tagliarlo con delle forbicine a due centimetri dall’addome, legandolo con un filo da cucito abbastanza spesso.

Se si evidenzia difficoltà nell’espulsione dei cuccioli, non improvvisate manovre ostetriche. Queste, se effettuate in modo improprio, possono essere pericolose oltre che controproducenti. Contattate subito il Medico curante che potrà consigliare su come procedere. Se le contrazioni addominali sembrano deboli e irregolari per più di 2 ore o, viceversa, se osservate spinte intense e regolari per più di 30 minuti senza espulsione di alcun cucciolo, dovete chiamare il veterinario. Un problema che si può provare a risolvere è un improvviso calo del tono uterino durante la fase espulsiva, che consegue ad avere un cucciolo che rimane in parte all’esterno. In tal caso, il proprietario può delicatamente tirare il cucciolo verso l’esterno: se, nonostante questo aiuto, il piccolo non procede, chiamate subito il vostro medico veterinario.

È comunque sempre il caso di mettersi d’accordo prima con il proprio veterinario di fiducia in modo che sia reperibile e pronto a venire a casa durante il parto nel caso qualcosa non vi quadri o vi facciate prendere dall’ansia. Se il veterinario non riesce a risolvere il problema a casa, dovrete per forza trasferire la cagna in clinica. Prima di somministrare farmaci per le contrazioni, come l’ossitocina, è necessario fare diagnosi. Potrebbe risultare inutile se non addirittura dannoso aumentare le contrazioni se c’è un cucciolo incastrato.

Cane Maltese e il suo primo parto

Dal momento che siete in clinica e avete fatto diagnosi, il cesareo sarà quasi inevitabile. Il cucciolo incastrato quasi sempre muore, ma gli altri rimasti all’interno possono essere facilmente salvati se siete stati celeri nelle decisioni. È fondamentale usare farmaci anestetici a rapidissimo metabolismo e che non vadano a deprimere il respiratorio e il cardiocircolatorio dei cuccioli. La scelta ideale sarebbe l’epidurale, tecnica ormai usata routinariamente. Con l’epidurale, infatti, la cagna non sente alcun dolore né durante la procedura né durante il risveglio, e ciò le consente di allattare subito i cuccioli e accudirli. Inoltre, non c’è nessun impatto farmacologico sui cuccioli, il che è fondamentale per renderli vispi e subito pronti ad attaccarsi alle mammelle. Se l’epidurale non fosse disponibile, esistono comunque farmaci a basso impatto come sevofluorano e remifentanil.

Durante il cesareo, la decisione se sterilizzare e togliere o meno l’utero è importante. È preferibile lasciare l’utero e posticipare la sterilizzazione a un’altra volta per ridurre al minimo il dolore per la mamma, che si dovrà occupare dei cuccioli. Alla mamma non si devono somministrare antinfiammatori, ma si possono dare oppioidi; quindi, è vietato lasciare la mamma con il dolore, perché influisce negativamente sulla lattazione. La decisione, durante la chirurgia, se sterilizzarla nel frattempo con asportazione di ovaie o utero, oppure se continuare la carriera riproduttiva suturando tutto l’utero (sarà ovviamente un po’ più lungo l’intervento), spetta a voi e all’anestesista che potrebbe consigliarvi di optare per la soluzione più rapida in base alle condizioni della madre. Se la chirurgia è stata fatta con la massima sterilità ambientale, non è necessario l’antibiotico, che potrebbe dare problemi ai cuccioli. L’ideale è riportare tutti a casa il prima possibile.

Il Periodo Post-Parto: Cura della Madre e della Cucciolata

A conclusione del parto, lasciate la femmina e i neonati in tranquillità, monitorando con discrezione che la femmina metta in atto i normali comportamenti materni. Avvisate il Medico curante che vi ha seguito telefonicamente che il parto si è concluso e fissate un controllo della femmina e della cucciolata per il giorno seguente.

Cagna allatta cuccioli

Come prima cosa, è sempre importante un’attenta igiene dove collocherete la madre e i piccoli, per prevenire infezioni batteriche e parassitarie. Il modo migliore per favorire il recupero di una cagnolina che ha appena partorito è procurarle del mangime per cani di ottima qualità, ricco di calorie e proteine. La sua ciotola dovrà essere sempre piena di cibo, in modo che l’animale si alimenti quando ne ha bisogno, nei momenti in cui non sia impegnata ad allattare i suoi cuccioli. L’acqua è altrettanto fondamentale: l’idratazione della cagna è molto importante anche per la produzione del latte.

Così come succede per noi umani, anche la cagna e i suoi cuccioli hanno bisogno di tranquillità nel momento del post parto. La cuccia dovrà trovarsi in un posto tranquillo, appartato dai padroni. Controllate che tutti i cuccioli siano in grado di attaccarsi ai capezzoli e, a turno, fate in modo che tutti possano accedere a quelli inguinali, più ricchi di latte. Appena sono tutti usciti, e la madre ha fatto il suo dovere mordendo il cordone ombelicale, mangiando la placenta e leccandoli, è importante controllare che tutti si attacchino per il primo latte. Se ciò non dovesse accadere, dovete delicatamente aprire la bocca del cucciolo e attaccarlo alla mammella.

Monitorate attentamente la madre anche nei giorni successivi al parto. È normale che si presentino perdite verdastre e imbrattamento del perineo, così come sono normali perdite sieroematiche (rosso-rosa-giallastre) nel periodo post partum. Perdite copiose di sangue vivo devono invece essere immediatamente riferite al Medico curante. Tenete sempre monitorate le mammelle della madre, prestando attenzione a un indurimento del tessuto o ad un’alterata produzione di latte.

Sintomi eclampsia canina

Attenzione ai primi giorni di allattamento: se la cagnetta comincia ad avere strani sintomi quali febbre, nervosismo, rifiuto dei cuccioli ed epilessia, ha un attacco di eclampsia e devi portarla dal veterinario altrimenti potrebbe morire. L'eclampsia puerperale nella cagna è una patologia grave che richiede intervento immediato.

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