Il percorso della maternità di Chiara Ferragni: tra esperienze, racconti e la nascita di Leone e Vittoria

La vita di Chiara Ferragni è sempre stata caratterizzata da un rapporto molto diretto con i followers: sui social, l'imprenditrice digitale non perde occasione per documentare tutto ciò che avviene nella sua quotidianità, dai successi professionali agli intimi momenti familiari. Tra le tappe più significative di questo racconto condiviso, la nascita dei suoi due figli, Leone e Vittoria, occupa un posto centrale. Analizzare le dinamiche del parto e le riflessioni che ne sono scaturite permette di comprendere non solo un vissuto personale, ma anche le tematiche sociali più ampie che circondano l'esperienza della maternità nel mondo contemporaneo.

Chiara Ferragni e la sua famiglia

Il parto di Vittoria: un'esperienza rapida e serena

Il 23 marzo 2021 è una giornata che Chiara Ferragni difficilmente dimenticherà. È in questa data che ha messo al mondo la piccola Vittoria Lucia Ferragni. L'influencer, che ad oggi non può fare a meno di immortalarsi con la dolce bimba tra le braccia, ha voluto raccontare l'esperienza del secondo parto, confrontandola con le difficoltà vissute in precedenza.

Il parto di Baby Vittoria è durato in tutto 4 ore. Alle ore 21 del 23 marzo, mentre era alle prese con un servizio fotografico casalingo, Chiara ha cominciato ad avere qualche piccola contrazione. Dopo aver chiamato il dottore, quest'ultimo le ha consigliato di andare subito in ospedale; è per questo motivo che non ha avuto il tempo di struccarsi. Da lì è cominciato il travaglio, anche se i dolori forti sono durati solo 50 minuti, visto che ha fatto l'epidurale. "Il secondo parto è stato molto veloce, ho avuto contrazioni forti e dolorose solo per 50 minuti, poi ho fatto l'epidurale ed è durato in tutto 4 ore, quindi è stato veramente fantastico", ha raccontato Chiara. Nonostante i dolori, le spinte e l'ansia, ad oggi definisce quel ricordo davvero meraviglioso.

Il mistero del make-up in sala parto

Molti followers si sono interrogati sul perché l'influencer fosse perfettamente truccata nelle foto subito dopo la nascita della piccola. La spiegazione è arrivata direttamente dalla protagonista via Instagram Stories: "Stavo leggendo un po’ dei vostri commenti però ragazzi.. secondo voi io mi trucco per andare a partorire?". Chiara ha chiarito che stava lavorando verso le sei di sera e stavano filmando; alle nove sono iniziate le contrazioni e il dottore ha ordinato di correre in ospedale. "Sono andata com’ero, senza cambiarmi o struccarmi. E il trucco ha resistito tutto il parto, molto diverso da come è stato con Leone dove alla fine ero tutta sudata".

La nascita di Leone: un percorso complesso

Come succede a molte mamme, anche per Chiara Ferragni il primo parto, avvenuto nel marzo 2018 a Los Angeles, è stato decisamente più difficile ed estenuante rispetto al secondo. La coppia aveva deciso di trascorrere la maggior parte della gravidanza tra Milano e Los Angeles, trasferendosi definitivamente in America intorno alla 29esima settimana per permettere al piccolo di nascere con doppia cittadinanza.

Fino alla 32esima settimana, la gravidanza era stata molto semplice, ma successivamente sono subentrati problemi legati alla placenta. Il liquido amniotico era scarso e l'influencer è stata messa a riposo, con l'idea di partorire tra la 36esima e la 37esima settimana. Alla 37esima settimana, il ginecologo ha consigliato di non aspettare oltre. "All'una di notte del 19 marzo, sono andata in ospedale e ho cominciato l'induzione", ha spiegato Chiara. Dopo l'applicazione di un catetere di Foley e la somministrazione di ossitocina, alle undici del mattino le hanno rotto le acque. Chiara ha richiesto l'epidurale, definendola un'esperienza positiva.

Tuttavia, il battito cardiaco di Leone ha iniziato ad accelerare, rendendo necessario l'uso dell'ossigeno. Verso le sette di sera, è stata diagnosticata un'infezione e sono stati somministrati gli antibiotici. "Mi sono davvero spaventata e ho pensato che avrebbero optato per un cesareo dopo 18 ore di travaglio". Fortunatamente, il medico ha confermato la possibilità del parto naturale. Dopo ben 22 ore dall'inizio dell'induzione, è nato Leone. Nonostante le difficoltà, Chiara ricorda quel momento con profonda commozione: "Ho potuto stringerlo per trenta secondi, poi lo hanno portato via per dei controlli prima di ridarmelo. Non potevo smettere di piangere per la felicità".

PERCORSO NASCITA #4_Riconoscere i segni del parto

Innovazione in sala parto: la cromoterapia

Un aspetto che ha colpito molti osservatori riguardo al parto di Vittoria è la luce soffusa presente nelle foto postate dall'influencer. Chiara ha partorito alla Clinica Mangiagalli di Milano, struttura che utilizza la cromoterapia e luci biodinamiche nelle sale parto. Questa tecnologia permette alle partorienti di scegliere la tonalità di luce e la musica, cercando di creare un ambiente più accogliente e rilassante per favorire un travaglio più sereno.

Il Dottor Enrico Iurlaro, responsabile delle sale parto della Mangiagalli, ha spiegato che l'obiettivo è permettere a ogni donna di scegliere ciò che la aiuta a sentirsi tranquilla, riducendo gli effetti dello stress che possono influenzare negativamente sia la madre che il feto. La scelta di colori come il viola, il blu o il verde, spesso associati a funzioni calmanti, si sposa con l'esigenza di trasformare un momento medico in un'esperienza più umana e controllata.

La riflessione sulla condizione materna e la violenza ostetrica

Oltre al racconto personale, Chiara Ferragni ha utilizzato la propria voce per sollevare questioni di natura sociale. In occasione di tragici fatti di cronaca che hanno coinvolto neomamme, l'imprenditrice ha espresso il proprio sostegno, denunciando episodi di violenza ostetrica e abbandono. "Le donne vengono sempre lasciate sole e questo è un problema grandissimo", ha dichiarato.

Ricordando la sua esperienza con Leone, Chiara ha sottolineato che, pur essendo in una clinica privata a Los Angeles, ha percepito poca attenzione da parte del personale sanitario durante le ore post-parto, rischiando più volte di addormentarsi per la stanchezza estrema. L'influencer ha ribadito che il supporto non è un lusso, ma una necessità. "Siamo donne e mamme, non supereroi", ha ricordato, invitando a una maggiore attenzione verso il benessere psicofisico delle donne durante il percorso della nascita. Questo impegno sociale evidenzia come, per la Ferragni, la maternità non sia solo una gioia da condividere con i follower, ma anche un impegno civile volto a migliorare la realtà vissuta dalle donne negli ospedali, sensibilizzando l'opinione pubblica su temi spesso sottaciuti.

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