La narrazione della maternità nell'era dei social media trova in Chiara Ferragni una protagonista capace di trasformare l'esperienza privata in un racconto condiviso con milioni di persone. La storia delle nascite dei suoi due figli, Leone e Vittoria, offre uno spaccato autentico, seppur mediato, sulle gioie e sulle sfide fisiche e psicologiche che accompagnano il diventare genitori oggi.

La nascita di Leone: un'esperienza complessa oltreoceano
Il percorso che ha portato alla nascita del piccolo Leone, avvenuta nel marzo del 2018, è stato segnato da una serie di sfide mediche che l'imprenditrice ha scelto di condividere apertamente. «Abbiamo trascorso la grande maggioranza della gravidanza tra Milano e Los Angeles, per trasferirci definitivamente a LA quando sono entrata nella ventinovesima settimana, così che io potessi partorire là», ha spiegato.
Fino alla trentaduesima settimana, la gravidanza era stata semplice, permettendole di viaggiare e lavorare. Tuttavia, la situazione è cambiata drasticamente poco dopo: «Dalla trentaduesima settimana, ho cominciato ad avere problemi alla placenta. Anche il mio liquido amniotico era scarso, così sono stata messa a riposo, a casa, con l’idea di partorire tra la trentaseiesima e la trentasettesima settimana».
Alla trentasettesima settimana, il medico ha stabilito che non sarebbe stato sicuro aspettare oltre. «All’una di notte del 19 marzo, sono andata in ospedale e ho cominciato l’induzione, con un catetere di Foley e contrazioni molto dolorose. Ho cominciato a prendere l’ossitocina, così da preparare il mio corpo al parto», racconta la Ferragni. Il travaglio è stato lungo e complicato da un'infezione, che ha destato grande preoccupazione per un possibile cesareo d'emergenza. Infine, dopo ventidue ore dall'inizio dell'induzione, il parto naturale si è concluso con successo: «Ho potuto stringerlo per trenta secondi, poi lo hanno portato via per dei controlli prima di ridarmelo. Non potevo smettere di piangere per la felicità».
La nascita di Vittoria: il secondo capitolo a Milano
A differenza del primogenito, la piccola Vittoria Lucia-Ferragni è venuta alla luce il 23 marzo 2021 a Milano, presso la clinica Mangiagalli, in un contesto reso diverso dalla pandemia. La seconda gravidanza è stata seguita costantemente dai follower, diventando anche terreno per riflessioni sulla body positivity e oggetto di dibattito pubblico.
Il parto di Vittoria è stato radicalmente diverso rispetto a quello di Leone. L'influencer ha spiegato: «Il secondo parto è stato molto veloce, ho avuto contrazioni forti solo 50 minuti, poi ho fatto l'epidurale. Ho un ricordo meraviglioso del parto, è stato stupendo». Un dettaglio che ha incuriosito molto i fan riguarda il suo aspetto nelle foto scattate subito dopo la nascita della bambina, in particolare il trucco perfetto: «Stavo facendo un lavoro verso le sei di sera e stavamo filmando, alle nove iniziano le contrazioni e il dottore mi dice di andare in ospedale subito. Sono andata com'ero, senza cambiarmi o struccarmi. E il trucco ha resistito tutto il parto, molto diverso da come è stato con Leone dove alla fine ero tutta sudata».

Riflessioni sulla maternità e la violenza ostetrica
Oltre al racconto strettamente biografico, Chiara Ferragni ha utilizzato la propria cassa di risonanza per affrontare temi di rilevanza sociale legati alla nascita. In occasione di tristi fatti di cronaca che hanno coinvolto altre madri in strutture ospedaliere, l'influencer ha espresso vicinanza alle donne che denunciano episodi di violenza ostetrica e abbandono.
«Quando ho partorito Leo ho rischiato di addormentarmi diverse volte. Ci vuole supporto e aiuto. Siamo donne e mamme, non supereroi», ha dichiarato. Pur avendo ricevuto supporto familiare durante il parto di Leone a Los Angeles, ha sottolineato come molte donne si sentano sole nel percorso della maternità, un problema che considera di primaria importanza. «Le donne vengono sempre lasciate sole e questo è un problema grandissimo», ha ribadito.
L'impatto dei media e la gestione della privacy
La vita quotidiana della famiglia Ferragnez, che vive in un noto attico a City Life, è spesso oggetto di curiosità mediatica. La preparazione alla nascita di Vittoria è stata documentata con estrema attenzione, arrivando a dettagli come la scelta del borsone per l'ospedale: un accessorio di lusso, il modello Keepall 50 Bandouliere Mesh di Louis Vuitton, che ha catalizzato l'attenzione del web.
Come nasce un essere umano: l'incredibile percorso dalla fecondazione al parto
Nonostante la sovraesposizione, la scelta di alcuni dettagli è rimasta protetta fino all'ultimo. Ad esempio, il nome di Vittoria è stato mantenuto segreto fino alla nascita, sebbene fosse stato anticipato da alcuni indizi, come la lettera "V" ricamata sulla camicia indossata da Fedez al Festival di Sanremo. La transizione verso l'essere madre di due figli ha segnato per la Ferragni anche una riflessione sul tempo: «Sono passati due anni dal giorno in cui Leone, figlio di Fedez e Chiara Ferragni, è venuto al mondo rivoluzionando le loro vite».
La trasformazione del corpo e il messaggio sociale
Durante la gravidanza di Vittoria, le foto del pancione hanno scatenato polemiche legate al body shaming, ma hanno anche offerto alla Ferragni l'occasione per ribadire l'importanza della bellezza del corpo femminile. «Mi sono messa l'olio sulla pancia e, guardandomi allo specchio, mi sono detta che il corpo femminile è davvero bello. Allora ho scattato una foto», ha raccontato in risposta a chi criticava la sua scelta di pubblicare scatti intimi.
Questo approccio comunicativo non è solo un modo per documentare la crescita della famiglia, ma rappresenta una costante negoziazione tra la sfera privata e quella pubblica, dove il racconto del parto, con le sue complicazioni, paure e momenti di estrema felicità, diventa un ponte verso una platea di madri che cercano, in storie così normali eppure così esposte, un riflesso della propria esperienza.